Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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g_b
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Buonasera, cari naviganti tutti. Mi è sorto un dubbio e lo voglio condividere con voi. Beh, intanto grazie Garrulo perchè sempre ci ricordi veri e propri gioielli racchiusi nella scienza dei Magi. Il dubbio è il seguente, prima di raccontare la leggenda in questione il Kremmerz fa una breve introduzione, così: “Una leggenda ebraica merita di essere raccontata perché coloro che si accingono a operare in magia se ne ricordino per tutta la vita. Ascoltatemi e comprendetemi.” E poi chiude così dopo la storia: “L’ho raccontata perché il lettore e discepolo non dimentichi, ora che abbiamo a fare molta pratica, queste tre cose: la magia è scienza perfetta perché è ragione assoluta, è giustizia ed è amore.
Violate queste tre massime e non riuscirete in nessuna opera.”
Mi sembra che non sia un discorso diciamo da profeta o da guida spirituale e quindi un monito su quale atteggiamento assumere nei confronti della vita in generale. Ma mi sembra più un’indicazione precisa su quali siano gli errori da evitare, in un contesto molto preciso. Mentre in generale nella vita un pò di sale e pepe, qualche piccolo ( ma anche grande) capriccio, ci possono stare …
Nel “contesto preciso” bisogna NON desiderare perchè sarebbe come andare contro una legge che è Giusta per sua natura, Amore per sua natura. Quindi infallibile.
Ecco vi espongo questo pensiero intimo e solo apparentemente superficiale, per capire cosa ne pensate. Ve ne sarei grato.
Buonaserata a tutti!

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