Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

Home/Il Forum della Schola/ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM/Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

Home Page Forum Il Forum della Schola ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

garrulo1
Partecipante
Post totali: 325

Visto che siamo in tema con entrambi gli ultimi splendidi link che Guglielmo Tell ci ha donato, intendo quello sul canto degli uccelli e quello del vecchio ragazzo in coda per il rimborso del tempo, dico due cose in più sulla leggenda ebraica che ho citato nell’ultimo post, presente all’interno dell’Edizione Integrale della Scienza dei Magi. Perché qui, in ballo, vi è proprio un delizioso uccellino ed un signore attempato, che per prima cosa tenta di aggrapparsi a proprio vantaggio, ad una situazione appena passata, ma che essendo passata, anche se da poco, ovviamente non può tornare. Vengo al dunque: il Maestro Kremmerz con questi 3 aforismi metteva in guardia i candidati ad un percorso ermetico da 3 potenziali errori di approccio, il primo e l’ultimo li ho citati ieri, il secondo così recita: “Non desiderare quello che non puoi avere”. La scena si svolge in un incantevole giardino (così me lo immagino), dove questo uccellino viene con inganno ghermito per la coda. Ma accortosi il signore che il volatile parlava, sentenziando di massime alla radice della sapienza di tutti i tempi, l’umano si incuriosisce e cede alla proposta: “Deh! Lasciami, che se mi lasci io ti dirò tre massime che formano la scienza di tutti i tempi”. Il passerotto le spiattella e il signore lo lascia libero, questo vola su un albero a “distanza di sicurezza”, e da qui comincia a ridere a crepapelle, gli rivela che nel suo ventre è celato un brillante di grande valore. Il signore gli ripropone di farsi catturare, una incantevole gabbia dorata con cibo a volontà contro i pericoli della Natura, con l’intento non svelato di aprirlo in due per estrarre il diamante. In questo modo l’uccellino gli ricorda che ha infranto in un sol colpo tutte e tre le massime, la ragione gli è stata offuscata dal desiderio in quanto: 1) Ha pensato alle cose passate; 2) Ha desiderato ciò che non può avere, mai il passerotto si farebbe intenzionalmente catturare e squartare così; 3) Ha creduto alle cose impossibili, pensando che un simile corpicino potesse contenere chissà quale brillante. Il Maestro chiudeva con l’ammonimento a non violare nessuna di queste tre massime, rappresentano mi pare proprio di capire un grande ostacolo al cammino evolutivo.
Un caro saluto ed una buona giornata

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy