Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Il link davvero splendido e quanto mai profondo di oggi, con cui Guglielmo Tell ci rimanda a quel “vecchio ragazzo dagli occhi di rugiada e lo stupore nei capelli”, che si ritrova, non so se suo malgrado oppure no, in fila per il rimborso del tempo. Mi colpisce al termine dello scritto, il fatto che il confronto con il tempo perso era mediato da uno specchio riflettente il buio, forse che a tutti gli effetti il tempo perso non esista veramente, ma che ogni forma di esperienza sia comunque utile al cammino di ogni essere umano, purchè mi viene da aggiungere, ci si fermi almeno un attimo seppur fuggente a riflettere se magari un qualcosa di infinitamente positivo si sia annidato anche lì, magari per insegnarci qualcosa o magari da non ripetere, ma anche questa, nella molteplicità delle dinamiche di ogni esistenza, è formazione. D’altronde, questo ragionamento, mi ha fatto tornare in mente la prima delle tre massime di quella leggenda ebraica citata dal Maestro Kremmerz nell’Avviamento alla Scienza dei Magi – Edizione Integrale (Pagina 228) che così recita: ”Non pensare mai a quello che è passato e che non torna più”, ma anche la terza e ultima che così dice : ”Non credere alle cose impossibili”.
Con l’augurio a tutti di una buona serata

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