Rispondi a: I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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garrulo1
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Apprendo che con Fleurdelys abbiamo un punto di partenza in comune, la serie televisiva che qualche “mese” addietro, complice il bianco e nero che allora pareva quanto mai affascinante, dava libero sfogo alla fantasia e all’esaltazione innocente del mito. Credo arriviamo anche alle stesse conclusioni, altrettanti dilemmi che però stimolano la voglia di indagare. Tempo fa, ordinai un libro scritto da un ricercatore, Colin Wilson, il titolo: “Da Atlantide alla Sfinge”. Eravamo alla fine degli anni novanta: l’autore pone una serie di questioni agli albori dell’ingresso nel nuovo millennio. Sarò sintetico perché i dubbi emersi nel testo erano tanti e credo tanti rimangano. Prima affermazione degna di nota sta nell’introduzione, e fa riferimento a studi sulla Sfinge di Giza, che porterebbero a considerare che la forte erosione potrebbe essere conseguente all’azione dell’acqua e non di vento e sabbia. Altra cosa che tengo a citare è che nel libro (Capitolo Primo all’inizio), viene riportata una nota sulla Grande Piramide, e cioè che al 35° strato, i blocchi collocati sono particolarmente grandi e pesanti (tra le 10 e le 15 tonnellate), mentre quelle alla base presentano un peso medio di circa 6 tonnellate. Con quale tecnologia hanno potuto muovere simili massi ad altezze vertiginose (vicino ai 100 metri e addirittura oltre). Fa davvero riflettere che se vero è che la datazione storica dell’unificazione dell’Egitto realizzata dal leggendario Re Menes Primo, Faraone della I^ Dinastia, risalga intorno al 3.000 a.C., è altrettanto singolare che 500 anni dopo sia presente una tecnica di costruzione così imponente e raffinata, difficile tutt’oggi da realizzare con quei materiali e con quei pesi. Stessa domanda per le Piramidi di Teotihuacan in America Latina, dimensioni ancora maggiori precisi rapporti matematici nelle dimensioni. Per ragioni di sintesi, chiudo con un ulteriore spunto: sempre sulle Ande si trova un enorme lago di acqua dolce: il Titicaca, siamo sulle Ande Peruviane ad oltre 3.500 metri di altitudine. Nel Capitolo Quinto del Libro di cui sopra, viene annotato che nelle vicinanze del lago esisterebbe un’antica linea litorale che presenta depositi calcarei di alghe che hanno formato una coltre bianca sulle rocce e sono visibili anche conchiglie e ciottoli. Tra l’altro, nel lago sono presenti diverse specie di cavallucci marini, capaci di vivere anche in acqua dolce. Su questa ipotetica linea litorale sono presenti le enormi rovine della città di Tiahuanaco, con banchine costituite da blocchi giganteschi sparpagliati, manufatti tra l’altro dal peso di oltre le cento tonnellate, decisamente superiori nel peso ai blocchi della Grande Piramide. Le ipotesi che si susseguono riguardano ovviamente l’eventuale presenza di un tratto di costa con relativi porti di attracco, in altri tempi in quell’area, fascia costiera poi ritiratasi per ragioni sconosciute. Il post lo concludo come è iniziato, cioè con dei dubbi, ma che sono spunti per riflessioni a tutto campo, preferibilmente supportate da dati scientificamente solidi, altrimenti, come detto all’inizio a proposito della serie televisiva, si da spazio all’immaginazione, ma è un’altra cosa.
Con l’augurio a tutti di una buona giornata.

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