Rispondi a: I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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Fleurdelys
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Anche io come Garrulo ho seguito da bambino quella serie televisiva su Atlantide, dove c’era ampio spazio per i sogni e la fantasia, ed ho visitato l’isola di Santorini qualche anno fa, viaggio interessante di cui mi resta il ricordo, condiviso, della forte corrente marina che lanciava contro le gambe dei bagnanti i ciottoli del fondale – provocando a volte vero dolore -, l’escursione al cratere del vulcano, ancora attivo, e la visita all’antica città di Thera che doveva essere molto evoluta per l’epoca e ricorda il sito minoico di Cnosso a Creta.
Ultimamente ho visto un documentario di National Geografic su Youtube di cui riporto il link ( https://www.youtube.com/watch?v=36S3Db0-4dw&t=1767s ) in cui si parla di una ricerca condotta dall’equipe del Prof. Richard Freund, archeologo dell’Università di Hartford, in un territorio paludoso della costa atlantica a sud della Spagna, a ovest dello stretto di Gibilterra, le antiche colonne d’Ercole.
Lo studioso utilizza strumenti come georadar, fotografie satellitari, archeologia subacquea e indagini storiche per individuare quello che resta della leggendaria Atlantide basandosi sulle uniche fonti scritte che abbiamo: i dialoghi di Platone. Il filosofo greco riferisce che, secondo fonti risalenti a Solone e da lui apprese da sacerdoti Egizi, Atlantide era una città costiera con pianta a cerchi concentrici separati da canali, al cui centro si ergeva un tempio dedicato a Poseidone, con un unico ingresso che fungeva anche da uscita, andata distrutta e inabissatasi per un cataclisma naturale. Freund ha individuato in una zona corrispondente alla foce del fiume Guadalquivir compresa nell’attuale parco di Donana. Le foto eseguite con il drone suggeriscono una pianta cittadina a cerchi concentrici e un busto proveniente dalla zona centrale del tempio. Sono state fatte immersioni nelle acque marine prospicienti e sono stati rinvenuti massi squadrati che pur se ottenuti dall’opera del moto delle correnti e non da quella di artigiani, pare siano adatti alla costruzioni di una cinta muraria.
Pare infatti che Thera a Santorini non corrisponda alla descrizione di Platone e poi non è sprofondata in mare. Servendosi di tomografia della resistività elettrica l’equipe ha cercato testimonianze nella grande palude della foce e hanno rinvenuto due statuine in terracotta di soggetti femminili riferibili alla Dea Istarte, risibili a 4000 anni fa circa. Per di più nella Bibbia si fa riferimento spesso ad una città in Spagna lontana 3 anni di navigazione da Israele chiamata Tarshish o Tarsessos, famosa per la ricchezza di miniere di oro argento e rame, come diceva Platone di Atlantide. Secondo Freund Tarshish, Tartessos e Atlantide sono la stessa città. Nel sottosuolo, a nove metri circa di profondità, è stato rinvenuto un giacimento di metano probabilmente originato dal materiale organico della città intrappolato nel sottosuolo al momento del cataclisma che inabissò Atlantide, probabilmente uno tsunami. Ancora più misterioso è il sito scoperto un anno fa circa nel sud della Spagna a 250 Km circa da Donana. Si tratta del villaggio di Cancho Roano che pare essere un villaggio rituale più che un sito destinato ad essere abitato, la cui pianta riproduce quella a cerchi concentrici, circondata da un fossato, descritta da Platone. É stato ipotizzato che fosse un caposaldo della cultura di Tartessos, completamente diversa da quella dei siti circostanti. Questo sito commmemorativo della città di Atlantide è uno dei tanti siti rituali rinvenuti. La pavimentazione delle sale è eseguita con l’ardesia che è molto utilizzata sulla costa, a 250 km di distanza. A Cancho Roano sono stati ritrovati manufatti in metallo legati alle pratiche votive, il che denota una grande ricchezza di materiale e un’ottima capacità di lavorare i metalli. Per di più è stato rinvenuto su una lastra di pietra un simbolo faraonico del XVI secolo a.C.,tipico della metallurgia sacra, esercitata dai metallurgici riveriti dai Faraoni, cui era affidata la creazione degli utensili rituali di metallo. Solo tre centri nell’antichità erano rinomati per le manifatture di metallo: Atlantide, Tarshish e Tartessos. E per finire, all’ingresso di Cancho Roano, su una stele di pietra, è stato rinvenuta una incisione costituita da centri concentrici difesa da un uomo munito di spada, posta all’ingresso del sito, che costituirebbe un ricordo della città di Atlantide.

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