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L. J. Aniel
Partecipante
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Gentile Pier, nel ringraziarla anch’io del suo messaggio, confermo per esperienza diretta quanto da lei affermato. Siamo in una fase delicata di transizione, che come pare probabile culminerà tra due anni, e che auspicabilmente dovrebbe portare a un nuovo ciclo di esistenza per la nostra Schola. Abbiamo l’esempio di tante persone che per lo più in buona fede si sono dedicate al cammino, facendo le scelte che hanno ritenuto necessarie secondo il loro punto di vista, e di tale integrità dobbiamo senz’altro dare loro atto. Al tempo stesso, nel difendere il patrimonio del Maestro Kremm-Erz ereditato da ognuno, le divisioni, le polemiche, gli argomenti ad personam che sono stati usati hanno fatto molto male, ai protagonisti di questa storia come alla Fratellanza tutta, dal momento che diversi ricercatori si sono allontanati, disturbati proprio da tale confusione. Se vogliamo pensare a un futuro occorre partire dal poco, che è già tantissimo. Anticipando i tempi, il Maestro Kremm-Erz non fondò una nuova religione o un movimento magico di massa, veicoli appartenenti alla morente età dei Pesci, e superò la prospettiva chiusa degli Ordini nati tra sette e ottocento, fondando, a ciò delegato, una Schola, ovvero una struttura che conservasse e trasmettesse gli strumenti per l’ascenso. Ai singoli era ed è lasciata l’assunzione di responsabilità che corrisponde a occuparsi attivamente della propria evoluzione, riversando in un contenitore collettivo soltanto quel che di più e di meglio si ottenga, all’unico fine della salus infirmorum. Come ho già scritto in altre sedi, se si vuole davvero lavorare nella tradizione del Maestro Kremm-Erz (come in ogni altra tradizione), il minimo che si possa fare è partire da testi e istruzioni originali, non moderni, trascritti erroneamente o inventati, né da fotocopie di manoscritti presumibilmente antichi, che spesso finiscono per essere falsi. Di lì, con un corredo completo, si può iniziare. Senza personalismi, senza dinamiche puramente umane, ciascuno fa il proprio cammino, poiché ognuno individualmente deve conquistarsi le proprie realizzazioni, senza peraltro essere indifferente al cammino dei propri Fratelli e Sorelle. Chissà che un giorno non ci si possa sedere tutti attorno a un tavolo e condividere in un’Agape fraterna questi semplici ideali… Con i miei fraterni auguri, L.J.A.

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