Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Home/Il Forum della Schola/LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE/Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Home Page Forum Il Forum della Schola LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

ippogrifo11
Moderatore
Post totali: 139

Caro Alef, di questi tempi sono in tanti a cimentarsi in proiezioni, stime, previsioni, alle quali fanno seguito, con puntualità, controproiezioni, controstime e controprevisioni, sulla cui attendibilità non mi pronuncio non avendo né i mezzi né le competenze per farlo a qualche titolo. So però che i numeri che ci bombardano quotidianamente, a seconda della nostra inclinazione, vanno ad alimentare le paure o le illusioni speranzose, queste ultime esorcizzanti le prime. Purtroppo non ci è dato di conoscere la situazione di fatto e la sua reale entità, ma, se anche fosse, cambierebbe qualcosa? Per i più paure e speranze rimarrebbero tali, o magari si invertirebbero. Ma, di nuovo, cambierebbe qualcosa? Noi abbiamo imparato, o stiamo imparando, a essere pragmatici, ossia positivi e fattivi, con noi stessi e con gli altri, a cominciare da chi ci sta vicino e da quelli che vengono in nostro contatto. Pragmatismo, nel contesto che si è venuto a determinare, significa innanzi tutto osservanza rigorosa delle regole di buon senso che sono state indicate, quindi essere di esempio, agendo con la necessaria prudenza che è la prima forma di prevenzione. Quanto all’essere fattivi, utilizziamo con puntualità gli strumenti che ci vengono affidati per la finalità a loro pertinenti, senza misticismo, che sarebbe anch’esso un modo di esorcizzare paure profonde, ma con fiducia, ricordando giorno per giorno, ora per ora, chi siamo, dove siamo e perché vi siamo. Non possiamo fare nulla di più, ma anche nulla di meno, ricordando anche che il senso degli avvenimenti che attraversiamo lo costruiamo noi, ciascuno sulla base delle proprie e individuali peculiarità e del grado di consapevolezza col quale ci poniamo di fronte alle vicende della vita. Così come potremmo non farlo, demandando al caso, o al fato, la responsabilità di quel che accade. Epperò avremmo perso un’occasione per imparare qualcosa di nuovo. Ecco, sono convinto che essere miriamici significhi soprattutto questo: vivere per imparare e imparare per crescere”, per evolversi nella direzione del Bene. Sempre e comunque.
Scusa, Alef, se sono andato ben oltre la portata del tuo post e di quella che verosimilmente voleva essere solo una informazione, ma ho sentito l’impulso a esternare delle considerazioni che rimuginavo da un po’ e che ho voluto condividere.
Un caro saluto a tutti.

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy