Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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tanaquilla9
Moderatore
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…divina Venere, che sotto i segni mutevoli del cielo il mare che sostiene le navi e le terre che producono i raccolti vivifichi, perché grazie a te ogni genere di viventi viene concepito e giunge a visitare, una volta nato, i lumi del sole: te, dea, te fuggono i venti, te le nubi del cielo e il tuo arrivo, sotto di te la terra operosa soavi fiori distende, a te sorridono le distese del mare e, rasserenato, il cielo risplende di luce diffusa. Infatti non appena si è manifestato l’aspetto primaverile del giorno e, dischiusasi, prende vigore l’aura genitrice di favonio, prima di tutto gli uccelli dell’aria te, o dea, e il tuo ingresso segnalano, “risvegliàti nei cuori dalla tua forza”. Quindi fiere le greggi balzano attraverso i pascoli rigogliosi e attraversano a nuoto i fiumi vorticosi: a tal punto, colto dalla bellezza, “ciascuno ti segue con desiderio dove ti accingi a condurlo”. Infine per mari e monti e fiumi impetuosi e frondose case di uccelli e campagne verdeggianti “in tutti infondendo nei petti un dolce amore” fai sì che con desiderio, genere per genere, propaghino la specie. E poiché tu sola governi la natura delle cose, né senza te alle luminose sponde della luce alcunché sorge, né si produce alcunché di lieto né di amabile…..
E’ parte dell’Inno a Venere di Lucrezia (De Rerum Natura). Anche solo la lettura mi ha rasserenato l’animo. Spero possa fare lo stesso effetto a tutti noi che stiamo vivendo tempi difficili.

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