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Buteo
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Ritorno alla COVID-19 per l’interrogativo posto da m_rosa.
Non ho la competenza per esprimermi sulla metodica individuata per la diagnosi d’infezione da SARS-CoV2.
Il riscontro diretto del virus è fondamentale per identificare le persone che hanno l’infezione in atto e che, eliminando il virus, propagano il contagio e possono necessitare le cure. La ricerca degli anticorpi rivela invece se si è venuti in contatto con il virus di recente o se l’infezione è stata superata. Trattandosi di un virus ‘nuovo’ è stato importante isolarlo e sequenziarne il corredo genetico per allestire i test diagnostici e predisporre lo studio di un vaccino.
Il virus va cercato laddove colonizza l’organismo. Poiché il coronavirus infetta l’albero respiratorio, con il tampone si preleva muco nel naso-faringe, che conterrà anche cellule infettate dal virus.
I tamponi, conservati a 4°C, sono inviati ai laboratori di riferimento Regionale, per garantire lo standard di qualità.
Il virus, che vi giunge vivo, quindi ancora pericoloso, deve essere inattivato ed estratto dalle cellule infettate. Il materiale genetico virale (RNA) è sottoposto ad ‘amplificazione tramite PCR’ (Reazione a Catena della Polimerasi: metodica messa a punto a metà degli anni ‘80 da K.B.Mullis, che vinse nel 1993 il premio Nobel per la Chimica). Con questo procedimento si ottiene la moltiplicazione (amplificazione) di frammenti del materiale genetico, che facilita l’identificazione del virus.
In caso di riscontro, il test è positivo e deve essere confermato dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma, per abbassare la probabilità di un “falso positivo”.
Se negativo, in presenza di ‘caso sospetto’, si ripete il test più volte.
Nella diagnostica microbiologica (virus, batteri, funghi) si utilizza il test più funzionale, che abbia la miglior specificità (= pochi falsi positivi) e la miglior sensibilità (= pochi falsi negativi), che sia il più veloce possibile e a un costo accessibile.
Inoltre l’impiego della stessa metodologia consente che i risultati nei laboratori delle differenti nazioni siano omogenei.
Ti ringrazio anch’io Guglielmo Tell che, postando lo scritto del Maestro, mi hai dato modo di rileggerlo.

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