Rispondi a: NUOVE FRONTIERE DELLA MEDICINA

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ippogrifo11
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Un caro saluto a tutti. Esco un momento dall’argomento di forte attualità che sta impegnando l’attenzione dei frequentatori del sito per condividere con voi tutti quanto ho appena appreso nel corso della lettura di un libro nel quale l’autore cerca di trovare i possibili fondamenti scientifici che presiedono alle più diffuse credenze sul magico. Nel caso specifico, l’autore si pone il quesito se all’origine del mito dell’Eden e del frutto dell’albero proibito non vi fosse l’azione, e i relativi effetti, di una qualche sostanza allucinogena, magari tratta da funghi consumati per scopi rituali. Nel caso specifico, l’autore fa riferimento alla psilocibina e su di essa riporta quanto ne dice il prof. David Nichols, esperto di biochimica medica della Purdue University, dell’Indiana, secondo il quale né lui né nessun altro sa con certezza cosa faccia il cervello quando viene esposto alla psilocibina. Trascrivo il brano per intero:
«Nel funzionamento del cervello avviene un mutamento fondamentale. La corteccia comincia a elaborare informazioni a una velocità folle, ma riteniamo che non elabori gli stimoli esterni, dato che gli individui che si trovano in questo stato non rispondono se li si colpisce o si urla al loro indirizzo. È come se si trovassero in un’altra realtà». L’autore continua dicendo che Nichols e colleghi ipotizzano che il cervello venga indotto a interagire con le sue regioni primordiali; più precisamente, il prof. Nichols suppone che «queste droghe inducano la corteccia a lavorare con regioni del cervello che esistevano addirittura prima che gli esseri umani divenissero umani».
A questo punto mi sono chiesto cosa accadrebbe se il nostro cervello riuscisse a connettersi con tutte le parti che lo compongono, quanta storia, quanta esperienza recupererebbe dall’abisso insondabile che la materia vivente ha trasmesso di generazione in generazione, di millennio in millennio.
Abbraccio i naviganti, con l’augurio di tenersi alla larga dagli scogli perigliosi e infidi della Covid-19.

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