Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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seppiolina74
Partecipante
Post totali: 111

Vorrei fare una semplice domanda relativa alla memoria dell’acqua che, lungi dall’essere retorica, vuole essere un sincero capire: pur ammettendo che l’acqua abbia, più di altri elementi naturali, una capacità magari più alta o ideale per trattenere e veicolare certe virtù o caratteristiche specifiche, perché non si parla della terra, ad esempio.Non ha memoria la terra? Le piante o gli alberi di un luogo, non sono veicoli ideali, magari da secoli, di proprietà terapeutiche? La memoria nelle generazioni locali di un territorio, non si trasforma in sapienza e si radica nel dna delle persone e quelle stesse persone la usano,nel loro piccolo, per tramandare e guarire? La ricerca accademiale suggerisce a mio parere che in un territorio esista un filo che lega tutto, quindi la memoria è in tutto il vivente: la fonte d’acqua che sgorga accanto all’albero, che germoglia e fruttifica, che viene usato per nutrirsi, guarire e tramandare. Forse intendevate qualcosa che mi sfugge, ma comunque mi ha suggerito queste domande e riflessioni! Buona serata a voi tutti!

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