Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Davvero interessante il link a cui ci rimanda Anima Critica circa una conferenza del Prof. Emilio del Giudice, fisico contemporaneo davvero eccezionale. Mi hanno colpito moltissime delle cose che ha detto, difficili da comprendere ma che sanno inesorabilmente di Vero. Nel 5° video dedicato appunto alle riflessioni quanto mai scientifiche sul problema dell’anima passionale, inizia con l’affermazione scontata, ma in fondo non troppo, che, “ siccome il mondo esterno è unico, se uno coglie una verità, la stessa verità la possono cogliere tutti”, a discapito dell’idea di individualità, in quanto se si afferra una qualche massima per risonanza con l’ambiente, come più volte afferma il Prof. Del Giudice, potenzialmente il dato è di tutti. Quando in chiusura di lezione fa riferimento alle modalità di approccio del dato di Realtà a cui tendeva uno dei suoi Maestri, il fisico Freilich, per quanto ho compreso, questo scienziato aveva sviluppato la capacità di astrazione dell’inconscio, prestando il suo inconscio all’oggetto di studio, dall’elettrone a qualunque altra cosa si proponesse, immaginando di essere la cosa stessa, dico io, forse “identificandosi nella cosa”. Il processo di scoperta ed il processo di descrizione della scoperta avvengono con modalità diverse. La modalità analitica di apprendimento fa sì che lo studente si concentri su come la materia in questione, supponiamo si tratti di esaminare una determinata scoperta della scienza, viene presentata dal docente. Chi invece diventa di per sé scopritore, è chi riesce, probabilmente per propria intrinseca natura, ad immedesimarsi nel processo emozionale della scoperta, quindi riesce a riprodurre dentro di sé il percorso emozionale che ha fatto lo scopritore, quando ha diciamo così, scovato quella determinata legge della natura, questa abilità la definisce il Prof. Del Giudice quale “anima passionale”, capace cioè di entrare in sintonia con il percorso che ha seguito il pioniere della scoperta, percorso che in primis è emozionale, dopodiché diventa per forza di cose analitico ed intellettuale. Il Professore chiude con una considerazione di sintesi alla base del proprio metodo e di quello di Freilich: il meccanismo di base mi pare stia prima nel domandarsi, e poi tentare di comprendere, credo però se la persona sia nella possibilità di farlo, su come un altro sia arrivato a concepire l’idea che una cosa del genere fosse possibile, a parte il fatto se poi fosse stata o meno possibile veramente. Molto, moltissimo mi hanno colpito certe affermazioni di scienziati e fisici attuali, si ritrovano sviluppate con linguaggio attuale massime contenute nella Scienza dei Magi che ha racchiuso molti, ma non tutti, gli studi e le conclusioni del Maestro Kremmerz, ormai datate oltre un secolo fa, a proposito della relatività del valore delle cose, “che sono tali per il valore ed il significato che diamo loro, non perché esse abbiano un valore”, Scienza dei Magi Volume 2°, Pagina 100, ed ancora “ la neutralità dell’uomo di fronte allo spettacolo del mondo obiettivo lo avvicina alla verità immutabile delle immagini sensazionali che lo colpiscono, perché le appariscenze neutre delle cose del mondo sono concepite attive o negative secondo lo stato neutro, attivo o passivo dello spettatore”. Quando la neutralità è scossa, comincia uno stato di interesse al risultato voluto, e la conseguente manifestazione intellettiva risulta maculata dal desiderio…….. stesso volume Pagina 225.
Argomento immenso ed immensamente interessante di discussione.
Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

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