Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Nulla da eccepire sul rigore scientifico a cui fanno riferimento i post di Mara329 e Anima Critica.
Però, la Medicina Omeopatica, presa come Scienza Medica, si avvale proprio della memoria dell’acqua che, diciamo così, “pare” che questo elemento naturale ricordi le caratteristiche del principio attivo informatore, preso, a “seconda della bisogna” dai 3 Regni della Natura (minerale, vegetale o anche animale), principio che opportunamente diluito appunto in acqua o soluzioni idroalcoliche, conserva le proprietà del rimedio terapeutico di partenza. Per dovere di sintesi sul Principio Omeopatico, se ho ben compreso, il presupposto di partenza sta nel fatto che, va somministrata ad una persona che presenta una determinata patologia, una sostanza che ad una persona sana provochi sintomi simili a quelli dello stato patologico. Da qui il rimando latino al principio “similia similibus curentur”, a cui si ispirò tra la fine del ‘700 e i primi dell’ottocento il medico tedesco Samuel Hannemann, di fatto riportando alla luce le tesi mediche dell’antichità, da Ippocrate a Paracelso, mi pare anche passando dal grande dottore della Chiesa Sant’Agostino, voglio approfondire. Per tornare all’inizio del post, l’acqua risulterebbe un vero e proprio veicolo di trasmissione dell’informazione, grazie proprio alla sua intrinseca memoria attiva.
Un caro saluto a tutti ed una buona domenica

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