Rispondi a: UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

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garrulo1
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D’accordissimo con Kridom, tutte le deviazioni di pensiero verso modalità assolutistiche, anche a mio modesto parere, non sono alla fine funzionali all’intero sistema, quand’anche l’ideale di partenza sia di tutto rispetto. Sull’argomento dei cambiamenti climatici, a tutte le latitudini del pianeta, la cosa è piuttosto preoccupante. La terra ha sempre fatto registrare variazioni del clima, ma per grandi periodi, su scale temporali enormi, parliamo di decine di migliaia di anni per riscontri effettivi sull’ambiente, mentre la cosa che sovente mi fa riflettere è che nell’arco di una vita, quindi con riscontro su me stesso, percepisca nettamente le differenze ad esempio nelle stagioni dagli anni ’80 ad oggi. Faccio qualche esempio terra-terra: agli inizi degli anni novanta, un vicino di casa aveva piantato in giardino una pianta di banane, cosa veramente rara in Torino e dintorni, difatti non superò il primo inverno. Ora le piante di banane non si contano più, in Città e fuori, io stesso ne lascio crescere solo 3, ormai d’alto fusto e robuste assai, perché tendenzialmente prolificano spontaneamente e a dismisura. Stessa cosa vale per gli ulivi, i lecci, l’aloe e via di questo passo, piante tipiche dei luoghi di mare, comunque decisamente caldi, che però in città si trovano ormai in moltissimi giardini. Ma voglio portare l’attenzione anche sulla modifica delle abitudini geneticamente strutturate di molte specie animali nostre, ad esempio sulle variazioni ai tempi della migrazione e credo alle rotte. Uno dei miei “amici” preferiti è il colombo selvatico, colombaccio o meglio columba palumbus, un tempo difficile da vedere, estremamente schivo, soggiornante in Italia per il solo periodo estivo di riproduzione. Ora, la specie per fortuna è di molto aumentata nei numeri, si avvicina molto agli ambienti urbani, arrivano già ad inizio gennaio anziché marzo, e ripartono solo ora, ma molti non ripartono affatto, probabilmente incontrando condizioni ambientali anche nei mesi freddi favorevoli ed alternative al punto da inibire una pulsione genetica ancestrale per la specie, il tutto metabolizzato per quanto abbia potuto accorgermene, in poco più di un ventennio. Potrei ancora fare un altro esempio di un paio di settimane fa, dalla finestra di una stanza ho notato una coppia di tortore dal collare, specie ormai stanziale da tempo, adoperarsi portando a tamburo battente ramoscelli all’interno di un grande e folto abete verde, iniziando di fatto la costruzione del nido a fine settembre. Credo sia la stessa coppia che ha già nidificato in zona in estate, in quanto li avevo visti fare “scuola di formazione volo” con due piccoli nel mese di luglio. Non ho soluzioni in mente, però molte riflessioni su questi piccoli grandi indizi sì. E’ un argomento troppo importante per non essere considerato, partendo, per quanto possibile e con tutti i supporti scientifici a disposizione, dagli elementi causali, di qualunque natura siano.
Ancora una buona domenica sera a tutti.

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