Rispondi a: NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA

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holvi49
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Non molti anni fa, quando ero giovane, mi chiedevo cosa significasse la struttura degli atomi (così come ci era stata insegnata); il perché del numero di elettroni “orbitanti intorno al nucleo” che costituiscono il tale o il tal altro elemento. E cosa mai potesse influenzare le reazioni chimiche laddove si parla di “affinità elettronica”, “ossido-riduzione” o riempimento o svuotamento di orbitali per completare “ottetti elettronici”. Ho sempre pensato che si trattasse di trasferimento di informazione: l’informazione modificava la struttura atomica manifestandosi con una quantità e disposizione differente dei componenti costitutivi degli atomi e di conseguenza, a livello un tantino superiore, le molecole e le appropriate combinazioni chimiche per rispondere alla “necessità” del nuovo ruolo da assumere della materia risultante. In fondo gli elementi si distinguono l’uno dall’altro non per qualità (le particelle sono sempre le stesse) ma per quantità e disposizione fisica, cioè, alla fine, per frequenze ( vibrazioni) cui rispondono morfologie particolari. Non credo di aver detto niente di trascendentale, stando a quanto riportato nel post di Alef2006. Quello, invece, che mi lascia un tantino perplesso, è il famoso Big Bang ( non tenuto molto in considerazione da più sostenitori delle scienze d’avanguardia- ricordiamo che il Big Bang è solo una teoria, non una certezza-) dal quale tutto sarebbe nato. Sempre non molti anni fa, elaborando delle “Considerazioni sull’evoluzione” dicevo che: “Forse non ha senso parlare del primo istante della vita dell’Universo, o, almeno, non trovo corretto considerare un istante zero in cui tutto fosse in una condizione tale da essere definita “non esistente”, poiché ciò implicherebbe la logica domanda: cosa c’era prima? E il solo provare ad immaginare un “nulla” provoca un senso di sgomento e angoscia, come se la mente, già limitata nella sua pur fantastica immaginazione, urtasse contro l’impossibile, come se il “niente” fosse contrario alla sua natura. Sembrerebbe che la Mente non possa andare oltre sé stessa.” Ma parliamo, ovviamente, della mente umana.
E’ sperabile ed auspicabile che la scienza degli uomini possa sublimarsi nella Scienza Sacra che non conosce concetti opinabili. Su! Bisogna darsi una mossa, chè l’eternità è breve!
Un abbraccio a tutti.

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