Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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kridom
Partecipante
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Finite le pappatorie natalizie e in attesa del cenone di capodanno, volevo condividere con voi una riflessione sul mistero, sull’enigma dopo aver letto lo spassoso libricino La Morte della Pizia. L’autore presenta una Pizia ormai vecchia, desiderosa di lasciare questo mondo, che profetizzava a casaccio senza nessuna ispirazione divina. Nell’ultima notte della sua vita la sacerdotessa di Apollo dialoga con Tiresia, con Edipo, con la Sfinge, ecc… e quello che mi sembra emerga da queste evocazioni sia la totale imprevedibilità delle conseguenze dei vaticini dati a caso, da un lato, e delle azioni compiute dai vari personaggi, dall’altro. Questo mi ha fatto pensare all’importanza delle tante scelte che facciamo, che possono avere conseguenze importanti nella nostra esistenza presente, e anche nelle presumibili future. In queste scelte – al contrario dei personaggi rappresentati nel libro – abbiamo però l’aiuto del Filo d’Arianna, rappresentato bene nel disegno del Labirinto postato dal M L.J.Aniel per il Solstizio d’Inverno. Cerco sempre di non dimenticare mai quanto sia importante questa connessione con il Centro e cerco sempre di applicare gli strumenti che la Fratellanza ci affida nella vita quotidiana (scrivo “cerco” perché mi rendo conto di non farlo sempre, alle volte…me ne dimentico). Un grazie ai Maestri e un augurio di un nuovo inizio a tutti!

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