Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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decla
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Ieri mentre navigavo in internet alla ricerca di alcune informazioni mi sono “imbattuta” in un bellissimo “Inno a Iside” ritrovato tra le varie pergamene di Nag Hammadi, risalenti ai secoli III e IV e.v., che sintetizza al meglio la considerazione e il rispetto che l’antico poteva avere di una donna, nel sacro e nel profano……. mi fa piacere condividerlo con voi con il pensiero di quanto avremmo da imparare da loro in questo mondo dove ormai quasi quotidianamente viene attuata violenza di genere purtroppo in tante molteplici manifestazioni……
Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

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