Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Alcune considerazioni sul post di Buteo del 29 novembre: come scrive “noi cogliamo la realtà che ci circonda grazie all’interazione fra stimoli provenienti dalla materia e sensori che rivestono integralmente la superficie di tutto il corpo. Da qui i segnali giungono a quelle strutture cerebrali le quali, grazie alla funzione memoria, possono mantenere ed elaborare il ricordo di ciò che i sensi hanno percepito e percepiscono istante per istante, permettendo la costruzione del puzzle che dà forma mentale agli oggetti”. Al termine del Nono e ultimo Dialogo, il Maestro Kremmerz tira le somme sull’argomento di massima :”I sensi fisici nei contatti col mondo esteriore”, ed a questo proposito alcune righe le riporto di seguito :”I nostri sensi sono imperfetti, grossolani, atti ad essere impressionati solamente da un determinato numero di cose materiali che vengono in nostro contatto: dico contatto perché tutti i cinque sensi fisici sono dei contatti nostri con l’esteriore. Ciò che si vede, si sente, si assapora, si odora, si tocca, si riduce al solo avvicinamento delle cose fuor di noi a noi e di cui prendiamo conoscenza per toccamento, per tatto …….. L’odore è contatto delle emanazioni atomiche e molecolari della aura dei corpi sulla mucosa nasale; l’udito è, come la vista, un organo ricettore delle onde sonore; ……”. Da qui in poi, il compito di definire e direi parzializzare la realtà, passa alla memoria ed alle sue funzioni. E proprio a questo proposito, dopo aver letto tante volte la Porta Ermetica, mi sono chiesto quale potesse essere la qualità del contatto con la Realtà esteriore, ma anche interiore, perché penso che proprio qui stia l’ inghippo. Difatti, nel Capo V della Porta Ermetica, sta scritto:” L’aspetto delle cose che colpiscono i nostri sensi, benché costante alla fotografia, nella riproduzione delle tinte varia col variar della luce. In noi che abbiamo naturalmente un meccanismo di riproduzione superiore al semplice obiettivo fotografico, l’aspetto delle cose varia non solo per differenze luminose, ma per lo stato morale in cui ci troviamo quando le cose prendiamo in esame. Ciò dimostra che la visione del mondo, in cui si può leggere il bene e il male, ha tanti aspetti soggettivi diversi per quanti sono gli uomini e per quanti possono essere nello stesso uomo gli stati e le sfumature passionali. Sani di corpo o malati, sonnolenti o allegri, addolorati o beati, le cose che ci circondano ci parlano differentemente”.
Da questo inconfondibile presupposto, si può a ragion veduta affermare che ogni sensazione è un’idea, e viceversa, ogni idea è una sensazione. Come già ne ho fatto menzione in altri post, anche a proposito di argomentazioni affini, tengo a citare una massima del Maestro Kremmerz, che ben si aggancia a quanto appena citato: “Il fisico agisce sul morale, che a sua volta reagisce sul fisico”. Avendo sofferto di parecchi disturbi, che alla fine scava scava, capii essere di natura psicosomatica, tutte le elucubrazioni che erano (e a volte ancora sono) la causa principale dei bubù che potevano essere ricondotti incontrovertibilmente alla sintesi in questione, pertanto, il concetto di realtà soggettiva, quanto mai parziale e lontano da una condizione di sano equilibrio, compresi che poteva essere gradualmente modificato, e moltissimo vi è ancora da modificare.
Una buona domenica a tutti i naviganti.

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