Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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mandragola11
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Tradizionalmente parlando e lo dico anche per esperienza, non si è mai visto un maestro di bottega trasmettere qualcosa principalmente a chiacchiere e non mi risulta che i cosiddetti segreti di bottega che altro non sono che gli accorgimenti per far bene e non sbagliare, siano messi per iscritto, anzi, tutto il contrario: per iscritto trovi quasi sempre ricette e modalità sbagliate per mandare fuori strada. Anche oggi. Se penso a cosa accade nella nostra Schola, per seguire il confronto con le scuole profane, vengono si dati mezzi e strumenti con istruzioni orali che consentono di mettere in pratica e interpretare bene ciò che sta scritto nei fascicoli, ma nella pratica, tranne i casi eccezionali, ognuno se ne sta solo a casa sua a sperimentare.
Quando nella scuola profana si parla di materie, a me viene francamente da ridere, semmai parliamo di argomenti, quasi sempre approcciati teoricamente e scollegati dal contesto reale. vedi lo studente di agraria di Mercurius3 che, dall’alto dei suoi studi, criticava il metodo del contadino, ma non sapeva distinguere un però da un melo!
In senso ermetico mi sembra che si proceda al contrario, dalla pratica alla teoria, dalla materia alla coscienza. O no?

  • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 11 mesi fa da mandragola11.

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