Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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m_rosa
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Caro Daniel ti ringrazio per il post in quanto induce una interessante riflessione, specie in chi, come noi, mi sembra di capire, lavora nell’ambiente scolastico. Sono sicuramente d’accordo sulla importanza e sulla necessità di farci, come insegnanti una quotidiana analisi ed autocritica, anche se io mi riferivo altresì, al rapporto di collaborazione tra studenti che è venuto a mancare. A parte questo la riflessione che mi è venuta spontanea riguarda l’associare tra scuola e Schola.
A scuola, dare un esame ed essere promossi significa che da quel momento in poi ottengo qualcosa che prima non avevo, tipo un diploma che mi permette di fare un certo lavoro, da noi non è proprio così non si tratta di prepararsi e dimostrare ciò che si sa per ottenere una qualifica, si tratta di trasformare se stessi in un continuum di cui, come diceva il Maestro per la Miriam, non si intravede la curvatura; ed anche quando un passaggio c’è, ad esempio da un circolo all’altro, non è mai qualcosa di dato, ma è qualcosa da realizzare in itinere. Mi rimane difficile associare alla figura di un docente esaminatore di una commissione d’esame, un Maestro, quello valuta ciò che sai Questo ciò che sei e che puoi essere, con gli adeguati aiuti e con le adeguate pratiche. Comunque ci rifletterò ancora. Per il momento ringrazio tutti i Fr e Sr che con i loro interventi mi aiutano a mantenermi costantemente in quello stato di attività, di fermento, come direbbe l’amato Maestro Iah-Hel, propizio a qualunque crescita. Buona giornata a tutti

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