Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

Home/Il Forum della Schola/ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM/Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

Home Page Forum Il Forum della Schola ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

garrulo1
Partecipante
Post totali: 325

Riprendo dalle parole di m_rosa dell’altro ieri, quando a proposito degli schemi educativi di questa epoca, ritrova quanto indicato ormai oltre un secolo fa dal Maestro Kremmerz nella Pragmatica Fondamentale, affermando che l’essere che ci si trova dinanzi non è e non può essere considerato a propria immagine e somiglianza, ma trattasi di un’anima che sta sviluppando un proprio cammino e che in primis deve adattarsi ad una nuova realtà ovviamente nel migliore dei modi. Queste frasi, hanno fatto da stimolo a rivedere quanto spiegato in modo chiaro e soprattutto dettagliato nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, dove in un paragrafo dedicato all’analisi degli agenti (da intendersi quali agenti che interagiscono nelle formazione dell’essere umano) il Maestro li distingueva così:
a)Eredità fisica, ora nota come genetica, che gli antichi conoscevano e che viene dimostrata con sempre maggiore delicatezza nei laboratori medici, dove le attuali ricerche epigenetiche trattate a suo tempo anche in questo Sito ne sono la punta di diamante.
b)Accidentalità astrologiche e climatiche, influenza dei tempi sull’uomo e dei climi sulle razze.
c)Educazione umana, da intendersi negli stimoli educativi costanti all’interno della famiglia naturale, processo incessante di suggestione (da sub-gerere, suggerire), ma quelle che vengono inoculate, sono a torto o a ragione, i modelli dei genitori e relativo entourage. E qui, attenzione alle parole che riporta m_rosa : “ l’essere che ci sta davanti non è una nostro attributo, ma è un’anima antica che sta riemergendo”, e che fanno da monito ad una certa attenzione agli input che trasmettiamo al fanciullo.
d)Volontà o potere volitivo, che implica sempre l’interazione del potenziale intellettivo del pargolo che va a districarsi nell’ambiente umano dove l’individuo vive ed agisce, e che a sua volta implica per forza di cose:
e)Resistenza dell’ambiente all’attività volitiva dell’individuo, ma quest’ultima, se adeguatamente energica, determina una
f)Perseveranza nell’attività volitiva, modificando di fatto, per quanto possibile, l’ambiente alle esigenze dell’ individuo.
Il Maestro chiudeva infine con una estrema sintesi di quanto detto, parlando dell’Intelligenza o Luce Intellettuale, sulla quale vanno ad agire i sei fattori precedenti, ostacolandone, all’atto pratico, la manifestazione.
Certo, considerare la faccenda con questo back-ground aiuta di gran lunga l’orientamento educativo, anche in questo l’essere miriamici ci agevola, ma voglio chiudere il post con una considerazione meno seriosa, più soft: non è che per caso, le antiche feste ed i riti carnevaleschi, ci volevano ricordare che quella con cui agiamo nel contesto sociale è letteralmente una maschera proprio per le motivazioni anzidette? E se così fosse mai, l’apparenza, come al solito, è cosa assai diversa dalla sostanza!
Con questo dilemma, che ha anche uno sfondo di ironia, auguro una buona giornata a tutti i naviganti.

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy