Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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decla
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Lo confesso.. la prima volta che ho preso tra le mani “Avviamento alla Scienza dei Magi”, e l’ho (letteralmente) soppesato ho pensato tra me e me “madooo questo libro deve essere proprio un mattone” (ovviamente sbagliando alla grandissima su questa mia previsione), impressione che comunque (per mia fortuna) non mi ha fatto desistere dal cominciare a leggerlo perché la curiosità e la voglia di capirne di più era più forte di qualsiasi altra nefasta (ed errata, col senno di poi,) intuizione….. Quello in cui mi sono ritrovata leggendolo, è stato qualcosa di imprevedibile e, se pur nella mia enorme difficoltà (ancora presente) di comprensione profonda degli argomenti (non teorici o solo filosofeggianti ) trattati, mi sono trovata immersa e avvolta da una lettura dalla quale riuscivo a staccarmi con grande difficoltà solo perché avevo consapevolezza che dovevo concedermi, anche per rispetto di me, qualche ora di sonno per poter affrontare una nuova giornata di lavoro….. ora ovviamente queste sono mie personali impressioni che possono sicuramente interessare poco ma quello che volevo testimoniare è che leggendolo acquisivo consapevolezza che gli scritti del Maestro Kremmerz racchiudono in sé una virtualità che lascia in ognuno una impronta , se pur diversa per ciascuno a secondo della propria individualità…. e che più andavo avanti è più (cosa che mi sembrava incredibile da scoprire) mi rendevo conto che argomenti di simile portata venivano anche affrontati con leggerezza, cioè con quella piacevole, sagace e intelligentissima ironia, se pur sempre nel rispetto di tutti e di ogni idea, che non toglieva nulla, anzi dava un valore aggiunto, alla serietà e conoscenza e spessore di tutto ciò che transita e viene traghettato, senza interruzione, nella Schola…… Forse ho fatto un prologo un pò lungo e tedioso ma il pensiero che volevo esprimere è che “leggerezza”, a mio parere, non significa togliere spessore a cose importanti ….. i Maestri ce lo dimostrano…. saper ridere apre il cuore, la mente, alleggerisce tensioni , fa sentire meglio anche in situazioni difficili se si riesce a vedere il lato positivo degli eventi…… intraprendere un percorso iniziatico e di evoluzione, se pur lungo e difficoltoso , credo che principalmente voglia dire vivere più sereni e felici ……. d’altronde cosa può esserci di meglio nella vita che rivolgere i propri sforzi, il proprio lavoro per il Bene proprio e altrui?….. condivido l’aforisma che dice “chi non sa ridere di se stesso non è una persona seria”….. Un caro saluto a tutte/i…..

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