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BELL
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Durante l’ultimo incontro in occasione dell’Agape alcuni Fratelli e Sorelle mi hanno ricordato che il Maestro Kremmerz riportava l’utilizzo sacerdotale dei serpenti che leccavano le cornee e ridavano la vista.
Ho trovato l’argomento particolarmente intrigante e facendo una piccola ricerca mi sono documentato su studi recenti che, anche se non parlano direttamente dell’occhio illustrano delle caratteristiche fisiologiche dei serpenti che ho trovato molto interessanti e che voglio condividere con i frequentatori del Forum.
Un team di genetisti ed erpetologi dell’Università del Texas di Arlington sta studiando da anni il genoma di serpenti e lucertole con un super computer, non solo per avere una migliore comprensione della biologia evolutiva di questi rettili, ma anche perché le informazioni ottenute possono offrire un importante contributo alla ricerca medica. Gli studiosi, coordinati dall’assistente professore Todd Castoe, docente di Biologia presso l’ateneo americano, hanno avviato le proprie ricerche provando a dare una risposta a complessi quesiti specifici, come ad esempio la comparsa del veleno e l’impatto delle variazioni genetiche su aspetto e funzioni organiche di questi animali, ma successivamente hanno esteso le proprie indagini in ambito sanitario.
Tra le ricerche più affascinanti portate avanti vi è quella condotta sui pitoni birmani, una specie di serpenti che ha la capacità non solo di riattivare le proprie funzioni metaboliche e fisiologiche, ma anche di rigenerare organi come cuore, polmoni, reni e fegato dopo un periodo di digiuno che li atrofizza. Basti pensare che a sole 48 ore dall’alimentazione, un pitone birmano può aumentare di 44 volte il tasso del proprio metabolismo e da 40 a 100 volte il volume dei propri organi.
Scoprire i meccanismi molecolari e genetici che si celano dietro questa ‘rigenerazione’ degli organi potrebbe aiutare i ricercatori a contrastare numerose malattie nell’uomo. Sequenziando il genoma di pitoni a digiuno, alimentati dopo un giorno e alimentati dopo quattro giorni, Castoe e colleghi hanno trovato ben 1700 geni coinvolti, inoltre, curiosamente, in esperimenti condotti su cellule di mammifero hanno scoperto che anch’esse rispondono in qualche modo ai meccanismi molecolari legati al processo, pur avendolo perduto.
Quindi possiamo notare che in queste ricerche sui pitoni birmani si prendono in considerazione vari meccanismi o meglio varie capacità di questi rettili: azione del digiuno sui propri organi, riattivazione delle funzioni metaboliche degli stessi e rigenerazione di alcuni di questi organi. Inoltre interessante è la possibilità, anche per cellule di mammifero che hanno perso queste caratteristiche, di poter riattivare questi meccanismi se adeguatamente stimolate.
Con questo non considero chiuso l’argomento e prometto di andare avanti nella ricerca; per chi è interessato riporto il Link da cui ho tratto queste notizie e ben venga se qualcuno trova altre argomentazioni.

Un abbraccio

https://scienze.fanpage.it/alla-scoperta-dei-segreti-piu-intimi-dei-serpenti-per-curare-le-nostre-malattie/
http://scienze.fanpage.it/

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