Rispondi a: I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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tanaquilla9
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Di passaggio per Ischia condivido alcune notizie su questa bella isola vulcanica, ricca di sorgenti termali e verdissima. Verde per la rigogliosa vegetazione, e per il tufo verde del monte Epomeo. Questo tufo, presente dappertutto in enormi blocchi, ne racconta la storia evolutiva dall’epoca terziaria e pare debba il suo colore al contatto con l’acqua sottomarina. Scavando internamente i massi di tufo gli Ischitani nel passato hanno costruito, tra l’altro, cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. La più famosa è chiamata “pietra dell’acqua”. Al verde è legato un fenomeno naturale, frutto della rifrazione della luce solare da parte dell’atmosfera, che si vede in certe circostanze e per pochi secondi ad Ischia, specie a Forio: un raggio verde che parte dalla sommità del sole all’alba o al tramonto.
Ischia ha nomi antichi: Omero e Plinio la chiamarono Eèa, dagli Etruschi era conosciuta come Inarime; Pitecusa fu detta probabilmente per l’industria dei vasi di creta, Enaria per aver dato rifugio ad Enea, e per la lavorazione del ferro; Eliso la chiamò Virgilio. Per la sua posizione fu terra d’incontro dei locali con svariate culture. I Fenici, prima ancora dei Greci, vi soggiornarono, portandovi l’eredità sapienziale egizia. Secondo alcuni studiosi, e non solo locali, Ischia è Scheria dell’Odissea, la terra dei Feaci, cioè dei Fenici. L’isola è legata ad arcaiche tradizioni e a figure mitiche: prima di tutto le Ninfe, in particolare le Nitrodes, dalle acque terapeutiche. Sono state ritrovate numerose tavole votive con dedica ad Apollo debellatore dei mali e alle Nitrodi, peraltro legate alla Sibilla da una leggenda. La Sibilla avrebbe profetizzato che per sfuggire ad una pestilenza era necessaria, per gli Ischitani, l’intercessione di una Ninfa.
Al di là dei tanti miti, come l’altro di Tifeo imprigionato nelle viscere dell’isola, e dei reperti arcaici testimonianze delle antiche culture, Ischia ha continuato ad essere cenacolo di cultura nei secoli successivi, avendo come fulcro il Castello Aragonese.

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