Rispondi a: NUOVE FRONTIERE DELLA MEDICINA

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catulla2008
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Dare forma è il primo atto di ogni creazione. Succede anche per il pensiero che nasce grezzo quanto fulmineo e necessita di lavoro per sostanziarsi e articolarsi.
Tuttavia, quando il pensiero è formulato ed è quindi passato dall’abbozzo alla definizione, possiamo dire che è passato dalla parte profonda del cervello al filtro della corteccia, quello stesso che è in grado di tradurlo in parola, ed ha quindi attraversato tutti gli stati della nostra materia grigia.
Il neonato cerca poi nutrimento secondo la sua natura, proprio come qualsiasi individuo animato. E il nutrimento gli può venire solo dalla materia che trasporta quanto gli è affine.
I pensieri sono entità vere e proprie ed è tanto importante dar loro corpo quanto osservarne la manifestazione per capire se meritano di essere nutriti, come buon grano, o falciati, come gramigna.
Questa l’oggettivazione cui accennava più sopra anche M_rosa.
Il nutrimento, che segue la sustanziazione-oggettivazione, è la scelta, il libero arbitrio che ognuno di noi ha in dotazione e che alimenta o, mancando, annienta l’entità-pensiero.
Quindi se un ammalato, un bisognoso, ricorrono alla medicina ermetica e questa in primis compie funzione di levatrice-educatrice aiutando a modulare il pensiero-richiesta così che assuma forma definita e si sostanzi (non a caso esiste un modulo apposito), successivamente occorre un veicolo che si faccia latore del nutrimento verso il pensiero di autoguarigione che è scaturito.
In tal senso, pure il placebo dato ai malati è riconoscimento di una volontà formalizzata e, quindi,supporto alla medesima affichè cresca e si rafforzi e diventi in grado di riprodursi.

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