Rispondi a: La Scienza Ermetica nelle Arti

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mandragola11
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Sì è vero, la Natura è immensamente generosa e la Vita è GRATIS. Essere al servizio della Vita, esserne tramiti si caratterizza coll’agire gratuitamente, senza aspettarsi nulla in cambio.
E in ciò bisogna lavorare molto perché noi umanamente in cambio ci aspettiamo qualcosa. L’idea concreta del ricevere, per restituire i nostri sforzi verso un canale ideale ma concreto che non sia il nostro IO, è realizzabile fortunatamente nell’Ideale di Miriam, che non ci trasforma in santi, ma ci affranca gradualmente dall’ansia di pensare a se stessi e rendendo il nostro rapporto col mondo più neutrale e in pace.
Venendo a quanto dici sull’arte, Fradamash, è interessante la tua idea che l’artista possa essere il tramite dell’emancipazione della materia come liberazione da tutto ciò che non corrisponde al suo quid intelligente intrinseco, ma per me solo se egli non la sovrastruttura ulteriormente rispetto alle stratificazioni e alle distorsioni che le forme (da quelle più materiche alle onde sonore) hanno subito nel corso dei secoli e dei millenni. Anche per questo forse oggi abbiamo una percezione sensoriale del Vero distorta che vediamo proprio nelle più svariate produzioni artistiche.
Nel fare e disfare continuamente le forme, l’artista ricerca se stesso, ma quando smette di cercare? Quando è il tramite di una finalità creativa cioè iniziatica, perché, allora non cerca, ma segue un percorso creativo. Deve diventare bravo? No, deve diventare un tramite di una finalità che, se serve, lo illumini e gli infonda l’idea ispiratrice e quidi la sua mano. Possiamo pensare che a prescindere l’artista poiché sensibile e ispirato possa essere tramite di Luce e Salute? No certamente, come il medico in quanto tale non è un Terapeuta e un contadino non è l’Aratore ermetico.
E qui mi ricollego al post di Catulla quando dice “Nella Scienza Ermetica penso a tutti i millenni in cui la popolazione istruita era davvero poca e solo l’arte figurativa e quella musicale potevano ‘parlare’ alle folle”, sono d’accordo: l’arte era quindi un mezzo di comunicazione efficace e immediato di trasmissione di quel lievito spirituale che ininterrottamente viene trasmesso dalle origini, un mezzo evidentemente idoneo alla coscienza di un’umanità svezzata dal seno della Madre che era uscita dal nido e iniziava autonomamente ad agire nel mondo (da raccoglitore a produttore). Personalmente, è interessante vedere oggi con quali moderni canali e modalità l’artista possa veicolare attualizzandolo il medesimo iniziatico messaggio.
Condivido infine quello che dici sul processo artistico vicino a un maestro artista che ti trasmette un metodo di approccio alla materia finché tu non sei pronto per provare a fare il tuo capo-lavoro o primo-lavoro come dici (il classico debutto) e in questo ravvedo l’analogia col percorso ermetico nella Schola.

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