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ippogrifo11
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Esiste un limite, un confine, tra vita e non-vita?
La prima, sotto gli occhi di tutti, e la seconda, definita tale per comoda convenzione, hanno in comune la stessa materia – o meglio gli stessi costituenti diversamente e in diverse combinazioni assemblati – e il moto, ossia il dinamismo (da δυναμισ, ‘forza) che porta i costituenti stessi a disporsi, ricombinarsi, assemblarsi in forme e strutture funzionali via via più complesse, sino al punto di riprodurre sé stesse dopo essersi configurate secondo quelle particolari aggregazioni atomiche e molecolari cui diamo il nome di “materia organica”, substrato indispensabile alla manifestazione dei fenomeni vitali.
Ora, parrebbe proprio che questa “tendenza” al moto, come mezzo per rendere possibile il gioco delle varianti, sia una caratteristica innata nella materia in ogni suo ordine di complessità e di dimensioni, sino a livello atomico e sub-atomico. Questa caratteristica renderebbe possibili fenomeni come la trasmutazione per fusione nucleare che, a detta dei fisici (e pare che Buteo voglia riferirsi proprio a quanto tuttora ammesso dal paradigma dominante), è possibile solo ad estreme condizioni di temperatura e pressione, come avviene per le stelle.
Catulla, invece, accenna alla possibilità che nella materia biologica possano avvenire trasmutazioni per fusione nucleare a bassa energia, riprendendo, pur non citandolo, Kervran e i suoi studi sulla trasmutazione biologica di potassio in calcio, fenomeno che sarebbe stato osservato in galline alimentate con mangimi ricchi di potassio e assolutamente privi, come l’ambiente nel quale le galline stesse vivevano, di calcio. In sintesi, Kervran avrebbe dimostrato che la quantità di calcio presente nel guscio delle uova non era assolutamente spiegabile se non ammettendo la possibilità che parte del potassio assorbito con l’alimentazione si fosse trasformato in calcio. Lo stesso Kervran dà una spiegazione del fenomeno, spiegazione che ha straordinari punti di contatto con l’ultimo post di Fleurdelys. Trattando della reazione di fusione nucleare a bassa energia, nella sua intervista del 1980 Kervran dice che tale reazione avviene
«Praticamente allo stesso modo che,in una “reazione a forte energia”, cioè in una esplosione atomica. Nella reazione a debole energia la trasmutazione si fa nel nucleo dell’atomo grazie agli enzimi. Essa avviene in due fasi: nella prima è l’enzima che modifica la struttura molecolare della cellula rendendola più sensibile all’azione dei neutrini: nella seconda è il neutrino che entra nel nucleo dell’atomo e modifica la sua struttura aggiungendo un protone che viene da un altro elemento, ossigeno in generale o idrogeno. Nel caso specifico, diciamo così delle ‘mie galline’, l’enzima fa penetrare nel nucleo del potassio, il quale possiede diciannove protoni, un ventesimo protone, trasformandolo così in calcio che, come sappiamo, è un elemento composto da venti protoni».
Non aggiungo altro, se non che la Natura mantiene intatta la sua capacità di stupirci e di costringerci, tutte le volte che poniamo dei limiti alla conoscenza con certezze dogmatiche, a ritornare sui nostri passi e a rimuovere quei pregiudizi che ostacolano o quanto meno rallentano il progredire del sapere umano.

  • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 7 mesi fa da ippogrifo11.
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