Rispondi a: I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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garrulo1
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Ricollegandomi al mio Post del 27 gennaio u.s., voglio raccontare un precedente episodio rispetto a quella particolarissima camminata (con annessa visione) nel fitto dei boschi della Collina Torinese.
All’inizio degli anni novanta, diciamo così, l’anima dall’interno reclamava quotidianamente per la giusta considerazione dei suoi “diritti”, pertanto, di buon grado accettai l’idea, maturata con pochi amici, di provare un percorso di conoscenza Sciamanica, teorica e per quanto possibile pratica. Dopo alcuni incontri durante i quali era stata curata la teoria, si procedette prima con passeggiate in aree boschive per vedere cosa succedeva, se succedeva. Non ricordo nulla di particolarmente rilevante, fino al momento in cui, il conduttore dell’esperienza palesò l’esigenza, al fine di tentare l’incontro con l’animale guardiano, di 3 giorni di digiuno e relativa castità, durante i quali era possibile solamente assumere acqua e succhi di frutta o verdura. Mi preme però raccontare anche gli aspetti simpatici, forse un po’ buffi, di questa esperienza che per certi versi mi coglieva abbastanza di sorpresa. Allora, a Torino, vi erano pochissimi negozi di alimenti biologici, uno ricordo che era in centro, mi affrettai (da buon fobico come struttura di fondo), in previsione della tre giorni, ad acquistare succhi di verdura biologici, non sapevo bene che gusti avessero, comprai una mezza dozzina di succhi di patata (tutti quelli che il gestore aveva), per lo stomaco veramente deplorevoli, e l’aspetto comico fu, che uno degli amici che aveva avuto la stessa idea, mi telefonò la sera ridendo sul fatto che, all’atto del suo acquisto delle varie provviste biologiche, il titolare, senza ovviamente sapere della finalità della faccenda e della nostra conoscenza, gli confessò che nel pomeriggio era passato un ragazzo che aveva acquistato parecchi succhi biologici e tutti i succhi di patate. Poi, arrivò il d-day in cui iniziava la preparazione, ed al terzo giorno si tentò l’approccio con l’animale guardiano, che effettivamente si manifestò, non ricordo se per tutti i presenti, ma nel caso mio si fece riconoscere, o almeno credo, e tra l’altro, nel tempo ho avuto occasione di constatare che, senza fare più assolutamente nulla in tale direzione, ho avuto la chiara impressione dell’aggiunta di altri animali in periodi diversi. Ma proseguendo nel racconto, arriva un altro aspetto un po’ o forse parecchio comico, perché, siamo al 3° giorno di digiuno, dopo l’esperienza condivisa ma personale dell’incontro con l’animale, ci congedammo più o meno verso le 11,00 del mattino, e, in un gruppetto di 3, ci avviammo verso una trattoria che uno di noi conosceva, ai piedi della Collina. Non sapendo niente sui digiuni, e su come eventualmente è bene riprendere il cibo con gradualità, all’ingresso notai subito un angolo dedicato agli antipasti a buffet, inutile dire su come mi fiondai in tempo zero, per poi passare a primo, secondo e dolci compresi. La cosa buffa, accadde dopo, in quanto una volta congedatici, nel pomeriggio ognuno tornò alle proprie attività lavorative, ma dopo circa un’ora, iniziarono per me dei dolori all’epigastrio tremendi, da non riuscire neanche a stare in piedi o a parlare, ed ai colleghi che si preoccupavano di chissà quale complicazione gastrica o peggio ancora cardiaca, dicevo di stare tranquilli che secondo me non era niente, non svelando ovviamente la causa di tale leggerezza nella gestione di una cosa da prendere con un minimo in più di consapevolezza, visto che, anche di età, avevo volato i trenta. Quello che ricordo benissimo a più di 25 anni dal fatto, è il pensiero in quel terribile momento, di solidarietà nei confronti delle doglie femminili, cosa che prima non avevo mai preso in esame. Rifiutai per tutto il pomeriggio la proposta dei colleghi di lavoro di chiamare un’ambulanza, e finalmente, ricordo intorno alle 18,00, il dolore cominciò gradualmente a passare. Quando raccontai la cosa via filo agli altri commensali, che si erano contenuti decisamente più di me, inutile che dica quante sincere risate, che avevano poi coinvolto anche me (ovviamente a cose fatte), sull’epilogo di tutta la faccenda.
Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

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