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garrulo1
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Come menzionato nel post del 15 gennaio, incentrato sul funzionamento della memoria, ho ripreso la lettura della pubbicazione della Direzione datata 25 giugno 2009, Spazio dedicato “La Parola al Maestro”, “La Memoria ed il Campo Astrale (o incosciente)”, ed in tale trattazione il Maestro Kremmerz precisava che, nel linguaggio ermetico, il campo astrale è un campo oscuro, una vera riserva della coscienza ordinaria dalla quale attingiamo i ricordi seguendo un costante processo evocatorio, e, proprio i ricordi, costituiscono l’unica certezza diciamo così, di tale riserva. L’analisi proposta dal Maestro, sull’argomento, proseguiva così: “ il campo astrale, oscuro, misterioso che è in noi, cioè in ognuno degli esseri umani, è anche nella immensa sintesi dell’Universo. Nell’uomo è la riserva occulta della sua storia, nell’Universo è la matrice di tutte le vite vissute, di tutte le forme immaginate, di tutti i pensieri voluti. Il campo o zona o corrente astrale universale comprende in sé i campi parziali di tutti gli uomini”. Verissimo, questo è un concetto di difficile comprensione, in quanto, ordinariamente non si è abituati ad orientare il pensiero in tale direzione, ma attenzione, personalmente, in questo modo, posso tentare di spiegarmi il perché, anche in assenza di una cosciente operazione di richiamo, letteralmente, ogni tanto, mi balzano alla mente ricordi di cose così lontane e sopratutto prive di input emotivi, che parrebbero impossibili a richiamarli alla memoria razionalmente, confermando, mi pare proprio, l’esistenza di un campo oscuro inesplorato, che rilascia a singhiozzo quanto immagazzinato. Il Maestro si sofferma inoltre, sul campo astrale dell’Universo, comprendente in sintesi, tutti i campi parziali di tutti gli esseri umani. In una conferenza, tenuta da un Ingegnere Nucleare a Torino, sono passati parecchi anni, ma qualcosa ricordo (peccato, non presi appunti ma ascoltai solamente), perché lì sì che si erano attivati input emotivi. Tale scienziato, aveva messo a fuoco, dati alla mano, la possibilità di esistenza di una zona grigia in tutto l’universo, come se si trattasse di una pellicola avvolgente, senza per questo codificarla come materia di ritenzione sulla quale si riflettono pensieri ed azioni, ma neanche negandone la possibilità, visto che, comunque sia, pensieri ed atti sono espressione di forze, ed ogni forza, per sua natura, presenta un momento di slancio e poi di conseguente attenuazione, lasciando in ipotesi una conseguente impressione da qualche parte.
Tornerò volentieri su questo argomento, la questione memoria e campo oscuro della stessa mi interessa parecchio.
Una buona domenica a tutti.

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