Rispondi a: I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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garrulo1
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Il post di Diogenonn mi stimola a raccontare un’esperienza da me vissuta circa venti anni or sono. Era un periodo in cui riuscivo a ritagliarmi il tempo per fare lunghe camminate, da solo, in mezzo ai boschi. In un tardo pomeriggio di fine estate ‘98 o ‘99, non ricordo bene, durante una fase lunare in cui era prescritta nutrizione a base di sola frutta per atonia intestinale, circa a metà della luna, quindi con un paio di settimane di questa alimentazione, andai a fare una camminata in mezzo ad un bosco su di una collina dove ero solito fare tali escursioni. Sulla via del ritorno, verso il punto in cui avevo parcheggiato l’auto, con il sole ormai verso il tramonto, uscendo dalla boscaglia piuttosto fitta, indossai nuovamente gli occhiali scuri, per guardare verso la città più in basso ad ovest, nella stessa direzione del disco solare: in quel momento, ripeto, con gli occhiali infilati, vidi nel disco solare letteralmente formarsi e vivificarsi l’immagine di un trono, con al di sopra una coppa che versava liquido aureo lungo una scalinata di pochi gradini molto ampi, 4 forse 5, e man mano tale liquido su questi gradoni si espandeva, per dare l’idea, come se si versasse su una qualunque superficie dell’olio che per forza di cose si estende. Come si suol dire, non credevo ai miei occhi, per cui più volte tolsi e poi rimisi gli occhiali da sole, e succedeva che senza occhiali, oltre a non vedere nulla, non riuscivo neanche a guardare verso il sole, e non appena li rimettevo la visione di quanto descritto continuava. Il tutto durò per circa una ventina di minuti, dopodiché, tale immagine cominciò a comprimersi fino a sparire. Non sapendo letteralmente che “pesci pigliare” circa una possibile chiave di lettura della cosa, nel tentativo di non scivolare su mistiche elucubrazioni, anche perché, paradossalmente o non, prima che iniziasse tale visione e poi mentre volgeva al termine, mi passò davanti un colombo selvatico (colombaccio), forse lo stesso, che prima volava in una direzione per poi transitare in quella esattamente opposta. Sono poi tornato più volte nello stesso posto, ahimè con la speranza di un prosieguo o di una qualche indicazione di più semplice e pratica interpretazione, ma inutilmente. Mi ha indotto molto a riflettere il fatto che, un regime alimentare piuttosto particolare o costretto come in quel frangente avevo osservato, cosa tra l’altro che, nelle camminate successive non era più tale, possa in qualche modo a me sconosciuto, aprire canali sensoriali al di fuori dell’ordinario, e di conseguenza consentire l’accesso ad un dato di realtà non in sintonia con le condizioni abituali. Complice forse, anche il totale silenzio di un bosco di alta collina, con gli unici rumori causati dal canto di volatili o fruscii di animali che a terra muovevano fronde o foglie secche. Quindi, ritengo non affatto casuali, il digiuno, il silenzio ed altri parametri ancora che accomunano molte tradizioni sapienziali, sotto tutti i cieli. Tempo dopo, accennai di tale esperienza al Maestro M.A. IAH-HEL, che molto semplicemente mi fece riflettere sul fatto che, la Miriam, nella sostanza e nell’immagine, è un vaso contenitore a tutti gli effetti, idoneo ad accogliere e trattenere la conoscenza di una Tradizione plurimillenaria, e forse, dico io, senza tante operazioni di alto volo, in quel momento si era tradotta in un’esperienza la sostanza molto reale di un’immagine sacra e parimenti concreta.
Una buona serata a tutti.

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