Rispondi a: La Scienza Ermetica nelle Arti

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mara329
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Post totali: 88

Mi è capitato di non sapere in quale trhead del forum scrivere perché l’argomento ne riguarda più d’uno, ma è naturale che gli argomenti si intreccino. Incuriosita dai post di m_rosa e mercuriale a proposito di un utero verginale nella Farmacia degli Incurabili di Napoli, l’ho visitata e condivido con tutti le prime notizie ed impressioni. Nel cinquecentesco Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, voluto da una donna, ove i poveri erano curati gratuitamente da mali all’epoca incurabili (in particolare la sifilide detta in Italia mal francese e in Francia mal di Napoli), L’ARTE AIUTAVA A GUARIRE. Non erano sufficienti le cure mediche, l’assistenza e i farmaci, ma bisognava risollevare l’animo del paziente, nonché del medico che se ne prendeva cura, con la Bellezza e dunque con la permanenza in alcune sale dell’ospedale ove erano esposte opere d’arte. Agli Incurabili si superava il II stato della sifilide, e si arrivava al III, cioè alla follia. V’era pertanto il reparto detto la pazzeria e i “pazzi” ivi curati erano portati in giro in città una volta al mese. La splendida Farmacia degli Incurabili, la Spezieria laboratorio del farmaco, fu costruita all’interno del complesso ospedaliero nel ‘700. Fra i diversi farmaci, alcuni descritti come alchemici, v’era la famosa teriaca, in uso fino alla prima metà del ‘900. Nel primo ambiente della Farmacia v’è in una teca e, tutta in oro, una singolare composizione: la Sirena Partenope con ali d’uccello, come doveva essere secondo l’originale tradizione. Sotto di lei un utero infantile o verginale, anch’esso dorato e sotto quest’ultimo un diavolo. La spiegazione che la guida ha dato è la seguente: Partenope, parthenos o vergine cantava la conoscenza, e questa è infatti esclusivo appannaggio di una concezione verginale. Dal suo utero verginale doveva nascere l’elisir di lunga vita. E’ infatti dall’utero della madre garantita l’immortalità dell’essere umano. Si dice che Paracelso raccomadasse ai suoi discepoli di svegliarsi ogni mattina come appena usciti dall’utero materno. Nella II sala v’è in altra teca altro utero, questa volta con taglio verticale che illustra un parto cesareo. Va detto che nel ’500 fu istituito agli Incurabili un reparto di ostetricia che fu il primo del Sud Italia, ove già nel ‘700 si parlava dei diritti giuridici del feto. Mi ha anche stupita sapere che tra fine ‘700 e inizi ‘800, anni in cui arrivava l’Omeopatia dall’Austria, Napoli se ne fece portavoce nei confronti di altri paesi europei.

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