Rispondi a: UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

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holvi49
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Oltre a condividere l’ambiente esterno, aria, luce, acqua, minerali, con altre specie viventi, poiché fanno parte della nostra struttura organica, possiamo trovare la prova di una solida parentela con altre specie viventi proprio in quella che viene definita molecola della vita, cioè il DNA. Dagli esseri umani ai pesci, dalle piante ai più piccoli virus e batteri, utilizziamo tutti lo stesso sistema per trasmettere le informazioni genetiche e lo si legge con la stessa corrispondenza tra DNA e proteine. Questo fenomeno viene chiamato universalità del codice genetico. Quello di cui attualmente sono a conoscenza è che lo studio collegato al progetto Human Genome , cioè la mappatura del DNA umano, è arrivato alla conclusione che l’uomo condivide una percentuale del DNA con altre specie viventi con variazioni proprie di ogni singola specie. Questa percentuale di sequenza condivisa è un’eredità in gran parte comune a tutte le specie animali e vegetali e può essere fatta risalire a circa 1,5 milioni di anni fa all’inizio della differenziazione della vita sulla terra, almeno secondo quanto sostenuto dagli studiosi .
Cosicchè vediamo che condividiamo il 30% con Saccharomyces cerevisiae ( il lievito di birra), il 50% con le piante, il 90% con i topi, il 50% con le banane, il 90% con un gatto, il 60 % col piccolo e insignificante moscerino della frutta.
Uno studio sugli oltre 1300 geni del corallo australiano, l’Acropora millepora, poi, ha evidenziato che il 90% di questi geni sono presenti anche nell’uomo.
Per il momento è bene mettere da parte un po’d’orgoglio nel considerarsi “specie eletta” vista la enorme condivisione con specie leggermente “inferiori”, riflettendo sul fatto che, evidentemente, quello che fa la differenza potrebbero essere numerose altre cause.
Un caro saluto a tutti.

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