Rispondi a: UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

Home/Il Forum della Schola/UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS/Rispondi a: UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

Home Page Forum Il Forum della Schola UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS Rispondi a: UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

ippogrifo11
Moderatore
Post totali: 140

I post di Holvi mi inducono a una considerazione di tipo generale che muove da una duplice consapevolezza: la prima, concernente l’impossibilità per il sapere scientifico di proporsi come sapere definitivo, soggetto com’è all’avvicendarsi di teorie sempre nuove innescate da nuove scoperte o dall’acquisizione di dati sperimentali non inquadrabili nei paradigmi dominanti; la seconda, relativa alla stabilità consolidata del sapere ermetico, scientifico non nel senso di essere codificabile secondo il linguaggio e i modelli propri delle discipline che si insegnano nelle università, bensì secondo il senso della sua proprietà di prestarsi a verifiche sperimentali, soggettive e oggettive, ossia oggettivabili, e perciò suscettibili di essere confermate, nelle modalità e nei risultati, da chi ha condotto analoghe verifiche con risultati essi stessi confermati e comprovati nella ininterrotta catena della Tradizione Iniziatica ortodossa.
La precarietà del sapere scientifico è tanto più da tenere in conto quanto più questo si allontana dalla relativa affidabilità delle teorie più o meno consolidate e si avventura nelle teorie e nelle ipotesi cosiddette di frontiera, specialmente nel campo della fisica, dove non sono rari i tentativi di utilizzare questo o quel modello (meccanica quantistica, teorie delle stringhe e delle superstringhe, etc) per descrivere fenomeni quali la coscienza, la consapevolezza e perfino quell’inafferrabile quid che da sempre è chiamato Amore. Per questo, mi pare – e Holvi non me ne vorrà – che lasciarsi suggestionare da ipotesi teoriche anche affascinanti, ma pur sempre ipotesi, esponga al rischio di farsi invischiare in una sorta di mentalismo controproducente, lontano, anzi antitetico, rispetto al pragmatismo del metodo ermetico, che fa dell’esperienza concreta, nella materia del nostro organismo considerato nella sua inscindibile unità, il proprio punto di forza. La Scienza Ermetica non ha bisogno di ricorrere a questa o a quella teoria scientifica per legittimare sé stessa, anche perché non è affatto detto che i risultati propiziati dall’ascenso ermetico, che consistono in atti e fatti incontrovertibili, siano in qualche modo confrontabili con condizioni e stati configurabili in questo o in quel modello scientifico. Il Maestro Kremmerz ci ha sempre invitati a stare con i piedi ben piantati per terra e a procedere esperienza dopo esperienza, cavando la teoria dalla pratica. Ammesso che a quel punto la teoria abbia ancora una sua utilità.

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy