Rispondi a: NUOVE FRONTIERE DELLA MEDICINA

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mens.libera
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Giovedì scorso durante una nota trasmissione televisiva serale – un talk show – si è svolto un interessante confronto-dibattito sull’omeopatia. Sono state contrapposte varie testimonianze e interviste di chi è stato curato, anche in struttura pubblica con esiti positivi, e alcuni ospiti tra cui un giornalista-medico, del tutto scettico, che per dimostrare l’inutilità dell’omeopatia ha assunto in diretta un rimedio in dose massiccia, senza subire alcun effetto negativo. E’ stata anche visitata la più importante fabbrica di medicinali omeopatici francese, intervistando il suo fondatore. Ebbene la conclusione è stata che si tratta di semplice placebo, nonostante siano state citate da un medico presente in studio, varie ricerche da cui risulta l’efficacia delle terapie anche su piante e animali, non certo influenzabili. Appare evidente che il metodo scientifico correntemente applicato è un sistema chiuso a qualunque innovazione, mentre come è stato chiarito durante il recente incontro svoltosi presso il Museo del Sigillo di La Spezia, quello che la Schola pratica, è sperimentale nel senso di aperto, senza pregiudizi e può essere in grado di recepire punti di vista alternativi ed elaborarli per spiegare in profondità ciò che appare contradittorio e di difficile interpretazione. Nella trasmissione, il ruolo dell’omeopatia è stato considerato anche complementare alle cure allopatiche, non sostitutivo delle stesse. Larghissime quote della popolazione mondiale ricorre normalmente all’omeopatia e come sosteneva un fautore di tale rimedio presente, non tutti i pazienti possono essere stati ingannati o peggio essere degli illusi. Il richiamo alle Lunazioni è significativo e rivela che tali cure sono antiche quanto l’uomo e se l’umanità è sopravvissuta nei millenni forse è anche per merito loro. Oggi sono state solo riscoperte e industrializzate.

  • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 10 mesi fa da mens.libera.

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