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holvi49
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Materia e antimateria…
Riporto, facendone una stringata sintesi, quelle che sono le argomentazioni di un fisico teorico e di una psichiatra circa l’argomento dell’antimateria, argomento di non certo facile approccio come giustamente sottolineava Tanaquilla9, cercando di fare, per quanto possibile, una riduzione alla portata di tutti compreso chi scrive.
Il primo a postulare, a livello teorico, l’esistenza dell’antimateria fu, nel 1928, il fisico Paul Dirac, come possibile soluzione della sua equazione che descrive il comportamento quanto-relativistico delle particelle caratterizzate da spin (momento angolare) uguale a 1/2 (quindi una grandezza). Prima che si scoprisse tale equazione nessuno sospettava la possibile esistenza dell’antimateria. Nell’equazione di Dirac sono previsti stati caratterizzati da valori di energia negativa che imponevano la risoluzione di un problema, ovvero, del “mare di Dirac”. Bisognava ridefinire sia lo stato di vuoto fisico e il conseguente livello zero dell’energia delle particelle isolate, che la possibilità, per una particella con livello iniziale di energia positiva, potesse scivolare spontaneamente in uno stato di energia negativa cedendo la propria energia rendendo così instabile tutta la materia di cui siamo fatti e quella che ci circonda. Tuttavia la materia appare sostanzialmente stabile. Nella teoria di Dirac il vuoto non è considerato propriamente vuoto ma come una sorta di contenitore contenente un numero infinito di possibili stati quantici di energia negativa. La superficie del “mare di di Dirac” corrisponde, in tale rappresentazione, al livello zero dell’energia e se si suppone che tutti i possibili stati a energia negativa siano occupati, ad esempio, da elettroni, per il principio di Pauli nessun altro elettrone, dotato di energia negativa, potrebbe “scivolare” nel mare stesso andando così a occupare un livello energetico negativo. Ciò assicurerebbe, in tal modo, la stabilità della materia osservata nel mondo macroscopico. Però, nell’interpretazione di Dirac, tale mare non è statico,ma dinamico e se si fornisce sufficiente energia, ad esempio attraverso della radiazione elettromagnetica di sufficiente frequenza, si potrebbe far saltare un elettrone da uno stato di energia negativa a uno di energia positiva, generando, così, un “buco” nel mare di Dirac cioè una lacuna. Questa lacuna, ovvero la mancanza di una particella con carica negativa ed energia negativa, verrebbe interpretata, nella teoria, come la “materializzazione”, a partire dal vuoto fisico, di una particella avente carica positiva ed energia positiva, ovvero di ciò che è denominato positrone( elettrone positivo) che rappresenta così l’antielettrone. E’ proprio attraverso tale meccanismo che Dirac teorizza l’esistenza dell’antimateria, ossia, per ogni particella di materia, della corrispondente antiparticella, avente massa uguale alla prima, ma carica elettrica uguale e di segno opposto. Secondo questo schema il rapporto tra materia e antimateria è caratterizzato da una completa simmetria tra i membri di una coppia particella-antiparticella. Ma si osserva l’assoluta prevalenza, almeno limitatamente all’universo osservabile, della quantità di materia osservata rispetto all’antimateria, cioè una asimmetria che rappresenta uno dei più profondi e irrisolti enigmi della scienza moderna. Una probabile risposta potrebbero darla i neutrini, oggetto di importanti risultati sperimentali ottenuti recentemente.
I tachioni sono particelle prive di massa che possono viaggiare a velocità superiore a quella della luce . Se si potesse superare la velocità della luce il tempo comincerebbe a scorrere al contrario.
La fisica quantistica si può riassumere in tre principi secondo i quali:
1- la realtà è fatta di quanti, unità elementari di energia, in un campo nel quale interagiscono costantemente;
2- in questo campo, l’osservatore ha un ruolo attivo nel determinare il manifestarsi di una possibilità piuttosto che un’altra (collasso della funzione d’onda);
3- l’interazione è regolata da leggi di non località come l’entanglement per il quale ciò che accade in un luogo può influire istantaneamente su ciò che accade in un altro.
La biologia quantistica spiega prodigi come la fotosintesi, grazie al fenomeno per cui le particelle subatomiche coinvolte si trovano contemporaneamente in due parti distinte. Le reazioni enzimatiche, alla base del nostro essere in vita, devono la loro perfezione al tunneling, per il quale alcune particelle sembrano “svanire” da un punto per “materializzarsi” istantaneamente da un’altra parte. In questo scenario anche il paradigma medico sembrerebbe mutare notevolmente, poiché decade il principio classico di causa ed effetto nella salute e nella malattia. Le azioni passate, gli eventi accaduti non sono davvero la causa : è il giudizio che emettiamo su di essi la causa del loro effetto. I nostri ensieri funzionano per flussi tachionici, secondo una inversione del tempo, dal futuro al passato: la nostra mente è focalizzata sull’effetto e “deve” cercare una causa che troverà in eventi del passato, propriamente quelli che non ha accettato, che giudica e poiché sono osservati, collassano nel campo creando una realtà.
Una delle caratteristiche più intriganti e affascinanti dell’antimateria è stata messa in evidenza da R. Feynman il quale, riprendendo l’originaria idea del fisico svizzero Stueckelberg, ha avanzato l’ipotesi secondo cui un’antiparticella potesse essere considerata effettivamente come la corrispondente particella che si sposta “all’indietro nel tempo”. Secondo questa ipotesi l’antimateria appare dunque essere caratterizzata da proprietà ancor più esotiche di quelle derivanti dalla teoria di Dirac, dal momento che, ad esempio, osservare il moto di un positrone equivarrebbe ad osservare un elettrone proveniente dal futuro.
Che dire? Il Maestro Kremmerz ha affermato, nei suoi scritti, che “nelle operazioni della mente il tempo non esiste”. Come funziona la mente? Con quali stati quantici potrebbe reagire, o meglio, in quale modalità quantica potrebbe “volontariamente” operare? Mi viene di pensare alle premonizioni, o alle visioni del futuro, quelle manifestate da veggenti, almeno secondo quanto riportato da una certa letteratura, che lascerebbe ipotizzare una visione del mondo in una modalità totalmente diversa da ogni possibilità conosciuta.
Giordano Bruno diceva:
che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nel’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi: Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi. Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia.
Un caro saluto a tutti

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