Rispondi a: UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

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catulla2008
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Mi fa piacere questo discorso sulle Sirene perché è un discorso sull’importanza della voce: non intesa come di solito accade, per complimentare o criticare un cantante o un attore o uno speaker, ma per parlare dell’importanza che ha nell’essere umano. Dar voce è fare uscire in maniera comprensibile da tutti un’emozione, un pensiero, un sentimento, un’idea. La voce può cullare, come quella della madre per l’infante, può consolare e ammonire, può sferzare o bloccare, può sollevare o abbattere. Neppure ci rendiamo conto di quanto è importante la voce in quest’epoca dove tutto spesso passa per una fila di lettere sullo smartphone… Lettere che diventano la nostra voce e solo la nostra, perché è con quella che leggiamo nella mente e con quella che facciamo nostre le parole scritte.
Quando non si vuole sentire la voce di qualcuno è perché si teme la sua interiorità, la sua materia che ci arriva vibrando e scuotendo la nostra.
La voce feconda continuamente, anche in un’epoca di rumori come quella attuale (e nella fiction c’è anche questa denuncia).
Una voce amica può scaldarti anche nei momenti di gelo relazionale o sociale.
Del resto l’essere umano è l’unico animale in grado di dare forma alla propria voce, quindi di ‘scolpirla’.
La voce è una scultura in movimento.
Kremmerz diceva che “il Pontefice rituale dalle mani pure pronunziava le magiche parole per aprire la bocca della mummia. Dall’ istante in cui queste parole dal gran sacerdote erano dette con voce giusta e l’intonazione che arriva la Mummia mutava di condizione”(Tarocchi dal punto di vista filosofico LA MORTE). E altrove il Maestro dice “la preghiera è l’incantesimo, è la ninna-nanna che culla l’anima” (Lettera a una Madre che ha perso il figlio).
Quindi mi trovo d’accordo nel restituire dignità alla voce, anche per rintuzzare tutti quelli che sostengono che ‘quello che conta sono i fatti e non le parole’ perché io credo che le parole possano essere FATTI e vengano vissute come fatti da chi le percepisce, le ascolta e, talora, le subisce.
Poi mi domando: ma la radice della parola ‘sirena’ non sarà assimilabile anche a ‘seiros- Sirio’ che ha dato il nome alla stella? Dopotutto il significato di splendore che indicava il sole potrebbe attribuirsi anche alle sirene…

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