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kridom
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Nella discussione “Agape di Solleone 2017”, ho letto un post di Macrobio sul dio Consus, nome che appare molto simile al dio Kons della tradizione egizia. Questo mi ha riportato ad alcune letture che avevo fatto due anni orsono, di cui volevo condividere alcune informazioni in questa sede. Le fonti principali sono costituite dalla Storia della Religione Romana di Franz Altheim e da 2 articoli di Francesco Marcattili (“Circus soli principaliter consecratur, Romolo, il Sole e un altare del Circo Massimo” e “Ara Consi in Circo Maximo”, entrambi scaricabili dal sito Academia.edu). In sintesi, pare che le feste in onore di Conso, i Consualia, si celebrassero sia il 21 agosto sia il 15 dicembre. Dionigi di Alicarnasso riporta che l’altare di Conso era ricoperto di terra – come anticamente venivano ricoperte di terra le messi – e dissotterrato in occasione dei Consualia e su di esso venivano effettuati sacrifici e offerte dei frutti della terra appena raccolti (in particolare grano o farro), quindi si teneva una gara di carri e cavalli. Secondo Altheim, il nome Consus basandosi sulla morfologia del nome, è un astratto in -tu del verbo condere per cui originariamente il nome era Cond-tos ed indica l’azione del nascondere. Da questo punto di vista viene proposto un parallelismo tra Ianus e Consus, laddove Ianus indica la fase iniziale del camminare e quindi è il dio di tutti gli inizi, mentre Consus presiedeva sia all’azione di mettere al sicuro il raccolto, con i Consualia del 21 agosto, sia alla conclusione sacrale del vecchio anno, con i Consualia del 15 dicembre.
In merito alle caratteristiche dell’ara Consi, essa era costituita da una parte visibile, la tholos, e da una parte sotterranea dove era situata l’ara vera e propria. Sulla base dei reperti archeologici tale ara era situata sulla spina del Circo Massimo e, in cima alla tholos, era presente un uovo e una figura femminile, che in alcuni reperti pare essere una Vittoria Alata, che si rivolge verso l’ara.
L’ara Consi, presente in una zona originariamente paludosa – che quindi può essere vista come un luogo di passaggio tra la vita e l’aldilà – e di confine, rappresenterebbe così il sole nelle sue funzioni ctonie, funerarie e oracolari. Luogo adatto alla stipula di patti e luogo adatto alla sanzione di initia. L’Ara Consi può pertanto essere considerata come una rappresentazione del Sol conditus sub terra, ovvero sepolto. Non a caso la celebrazione dei Consualia del 15 dicembre è molto vicina all’Agonium Solis dell’11 dicembre, che rappresenta il sole al solstizio. Così come per gli egizi, si può ipotizzare che anche per la Roma arcaica il sole aveva caratteristiche ctonie legate al passaggio nelle ore notturne dell’astro per le zone infere.
Tutto ciò descritto, sarebbe interessante sapere se fra il dio Kons e il dio Consus vi sia una qualche forma di legame.

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