La differenza tra ascetismo, misticismo e preparazione ermetica

I parte

La Religione è l’insieme di tutta una dottrina sacra, adatta alla concezione delle masse: se ha un’origine scientifica, vera, profonda, parla alle turbe sotto il velame di precetti e di ammonimenti divini. Personifica la divinità e le fa parlare una morale relativa al progresso delle masse. La Magia, sapienza e dottrina dell’esistente, sintesi delle leggi delle cose create, processo di creazione essa stessa nell’ordine della verità e della natura, è la chiave di tutte le religioni classiche.

Il religioso e il discepolo in Magia cercano tutti due la conoscenza del mondo divino, il primo passivamente mettendo in pratica i precetti religiosi, il secondo attivamente tentando di forzare la natura umana ed entrare nel mondo invisibile per scoprire le leggi e servirsene come padrone per la conquista delle podestà divine. Il religioso può diventar santo. Il discepolo in magia deve diventar mago o sparire. La santità è una virtù dell’iniziato, non il fine. Il Mago ha per fine la integrità divina e le sue virtù sovraumane. Il santo può ottenere la grazia; il Mago deve compiere opera divina. Il primo non ha bisogno della scienza; il secondo non esiste senza la scienza…la santità si ottiene, la magia si conquista. Ho voluto ben chiarire questo per non generare equivoci, affinché tu non intenda, o cortese discepolo, che io voglio convertirti al terzo ordine dei francescani. (A, n.12-13 nota 2) –L’aspirante mago, ove volesse praticare la purificazione in tutti gli stadi della vita, si dovrebbe condannare alla vita monastica: il monos degli asceti e terapeuti dell’Asia Minore prima e dopo l’invasione cristiana aveva questa mira…Ma la vita sociale richiede che l’uomo non si esuli perfettamente dal mondo per moltissime ragioni e necessità, innanzi tutto… perché il santo non ha da fare col mago: se la vita di asceta ricerca la solitudine e la asseconda, la vita magica non può richiedere la solitudine perfetta,  completa e perpetua per la stessa natura dell’arte o pratica magica. L’asceta si propone il fine del perfezionamento individuale; è passivo, non cerca su chi esercitare la sua intellettualità e la sua forza. Invece il mago, attivo per eccellenza, non può né agire né sviluppare la sua forza se non su uomini e cose animate…l’aspirante mago…per stare col mondo delle cause deve isolarsi, e per manifestare e sviluppare le sue forze deve avere contatto sociale. (A,76-77) – Le operazioni in Magia sono di due nature: le prime implicanti la comunicazione con l’anima dell’universo e le seconde determinanti la dominazione del serpente astrale o anima della terra. Le operazioni della prima specie servono per mettere in relazione l’uomo, o operante che si inizia, con lo Spirito Universale. Chi comincia è, come tutti gli uomini, come tutte le cose, imbevuto e impregnato dall’aura terrestre. Egli non sa – perché non conosce alcuna cosa di concreto – neanche come formulare la sua volontà di passare attraverso il turbine e penetrare nel mondo delle cause. Le prime operazioni gli danno due cose; la spinta di ricercare il nuovo etere, e la forza di affermarvisi. Quando l’operazione ha questo ordinamento e ideale magico, non è una pratica religiosa, perché quantunque i principianti la eseguano per sola fede, essa non è che un calcolo di filosofia trascendentale, e quindi scientifica essenzialmente e non indegna di alcun dottore. (A,190-191) – Non confondere la religione passiva con la magia attiva. Il magismo è l’attività scientifica della teoria religiosa che è pascolo per le masse: alla magia devono essere ascritti per virtù (vir uomo o attivo) gli esseri capaci di dominare la marea montante della passività, che nel simbolismo è appunto determinato dalla luna…Però bisogna ben definire che se nella religione tutti possono pregare, non tutti sono buoni in magia a comandare. Un nostro fratello residente a Milano in una lettera piena di sincerità così mi scriveva giorni or sono: Dunque per pregare Iddio tanta roba ci vuole? – Ma pregare è sottomettersi alla volontà del fato, cioè al Dio vivo e Parlante – e per pregare Iddio non ci vuole che l’abdicazione della volontà propria nell’affidarsi all’Intelligenza Suprema e alla Sua provvidenza… Il magismo… è delle nature che, o sono aristocraticamente positive o delle volontà supremamente inflessibili o delle persone che vogliono e sentono che è possibile arrivare, non a pregare Iddio, cosa che tutti fanno, ma immedesimarsi (nel)la natura attiva divina e fonderla con la propria volontà illuminata dalla giustizia. Tra magia e religione la differenza è enorme….Io parlo a uomini cioè a intelligenti e studiosi giovani che non grideranno allo scandalo e al paradosso se io dico nettamente che la magia è l’arte e la scienza per rendere l’uomo attivo un dio e non fargli subire le peripezie della marea incostante della luna religiosa. Non si meraviglino coloro che mi sentono: queste parole che paiono audaci al secolo in cui scrivo, faranno molto cammino: il simbolismo e certi misteri religiosi queste parole le hanno pronunziate in secreto…e il dirle oggi a tanto di lettere in pubblico, con la coscienza di enunciare una verità per tanti secoli tenuta occulta, pare che sia una promessa e un ideale, e non un fatto possibile per gli studiosi…Il Mondo Secreto potrà finire, il Dott. Kremmerz cessare di scrivere e ritornare al suo Celeste Impero, ma sillaba di questa verità non sarà cancellata! E i quaranta secoli che ci separano dai santuari di Ur, di Babilonia, di Assur, di Ninive, tramandano alle resurrezioni dei morti giudicanti, il vero predicato al sacerdozio politico quando le turbe non potevano aspirare ancora, per imperfezione della psiche e per non compiuta evoluzione a sapere neanche di che si occupassero i sacerdoti nel fondo dei loro laboratori sacri…Più non posso dire, perché il dire di più sarebbe svelare ai miei lettori la fonte secreta delle mie conoscenze, che non deve esser nota che ai soli iniziati nella verità occulta dei santuari scientifici della umanità contemporanea. (A,339-340) – Perché tu, o lettore, che spesso interrompi il mio prologo, con le siringhe sottocutanee di scienza e le iniezioni endovenose di cristianesimo atavico, credi alle virtù problematiche della santa morale dei conventi di monache dismenorroiche e di frati pasciuti – le virtù nell’uomo sono tutte reintegrazioni dei poteri perduti, e non esistono virtù senza poteri. La scienza dell’occulto è una pertinace via e cruda per conquistare poteri attivi, volitivi, intelligenti. La religione porta invece alla santità, alla grazia, cioè all’ottenere senza sapere da chi e come e quando (A,583) – Quale è la filosofia che spiega la incompatibilità tra il potere mentale e l’imperfezione morale? Si contenti per ora di constatare il fatto, perché le idee correnti oggi sulla perfezione morale sono in conflitto con la verità esistente. Quando il mito parla dell’Eden o Paradiso terrestre dice che l’uomo comandava alle fiere perché senza malizia o nello stato di innocenza, cioè di incapacità a nuocere. L’ascenso religioso è il desiderio del ritorno allo stato primo dell’Adamo. La preparazione magica è la purificazione di cui la Vergine Immacolata, senza macchia, è il simbolo più nobile del cattolicesimo. I poteri spirituali non si acquistano né diventano effettivi che così. (C,I,78) – L’Ermetismo conciliante tutte le opinioni filosofiche e religiose fu un tentativo di riforma religiosa. L’ermetismo nostro si riduce a un esperimento positivo invece, in cui il fattore principale dei pretesi e possibili piccoli miracoli è l’uomo-spirito, l’uomo inteso nella sua integrazione dei poteri umani. Quindi che importa a noi che tu credi al cattolicesimo o ai maomettani, se noi non facciamo opera di fede? Importa dal punto di vista solo del metodo, perché quando egli sperimenterà il fenomeno, invece di dire è l’uomo che ne è la causa, dirà che è stato Maometto o Sant’Antonio di Padova… La preghiera per esempio è uno strumento magico come lo scongiuro e l’incanto – ma la preghiera è anche una abitudine religiosa: quanti sono i religiosi che capiscono la differenza tra le due preghiere, la magica e la religiosa? L’attiva cioè e la mistica? Eppure l’ho detto e predicato cento volte, che la prima è così profondamente differente dalla seconda come il sole dallo specchio. In magia e quindi nei rituali ermetici, il valore della parola fonica o analogica o determinativa è tutto, anche senza nesso logico tra la significazione della parola profana e lo scopo ermetico che si vuole ottenere. In magia ermetica la parola è verbum, sostanza, cioè materia o lievito di materia… I salmi così detti davidici fanno parte del breviario dei preti – come pure sono gran parte dei riti di magia operante dell’evo medio. Il religioso che li brontola vi da il senso letterale religioso, l’ermetista che si serve di qualcuno di questi salmi vi da la virtù insita all’abitudine rituale per la quale fu sempre usato…Quindi il pregiudizio religioso bisogna lasciarlo a domicilio se si vuol far cosa che appartiene al campo sperimentale senza toccare gli atti di fede. Su questo argomento io sono schietto, e recisamente mi esprimo affinché non si generino pasticci ed equivoci per snaturare concetti fondamentali su cui si impernia la nostra pratica. Io non voglio che una signora che pratichi le nostre istruzioni si proponga un caso di coscienza, né desidero, tanto meno, che un professore di botanica, darviniano fino alla cima dei capelli, con un salmo in mano si consideri come il pievano di Casal Piscina! (C,I,164-165) – Una pratica di magia differisce dalla preghiera religiosa in questo che la prima deve fondare il suo potere volitivo sulla volontà intima ed alimentare il valore dell’immagine (imago cioè come in-mago); mentre la seconda parte dalla coscienza esteriore che ha fede in ciò che è più in alto e non vede. Un tipo splendido di preghiera religiosa è il Pater noster qui es in coelo: è il figlio, uomo esteriore, cosciente che si rivolge al Papà nascosto (in coelo, cioè che stai celato). L’Allah musulmano è fatale per questo perché ha destinato della vita di ogni credente. L’Ieve degli Ebrei è un doppio binario di causa e di effetto…e così via. Il demone socratico e il Numen parlante dei Pitagorici è sempre lo stesso – come il Cristo nella Imitazione… (C,I,216) – La confusione tra ascetismo, misticismo e preparazione ermetica… ha fatto meravigliare alcuni che noi non obblighiamo i discepoli della Schola ad un regime esclusivamente vegetariano, ed ecco la colpa, la nutrizione animale è impura. Non facciamo e non diciamo spropositi!  La sentimentalità del vegetarianesimo, come l’assoluta astinenza dal vino e dalle sostanze fermentate rappresenta una via del progresso evolutivo dell’uomo, quando costui si dà alla vita di contemplazione nel senso religioso e ascetico…La preparazione alla potestà magica o all’ermetismo puro e semplice è d’indole diversa: il suo programma può esplicarsi in poche parole: rendere le potestà integrative dell’intelletto umano (volontà) padrone assolute dell’involucro animale per farne un servo ubbidiente e pronto all’autorità psicodinamica che è in noi: purificarsi di ogni ostacolo al libero esercizio della volontà intelligente sul corpo, istrumento necessario alla vita umana: liberarsi da qualunque necessità. Da questa esplicazione emerge chiaramente che la vita dell’asceta non è questa, perché l’asceta se anche costantemente vegetariano e digiunatore è un uomo libero a metà perché crea per se stesso la necessità di non vivere che di quella vita. L’astemio che non può bere il vino è imperfetto umanamente quanto un uomo cui manchi un dito. Il giorno in cui vorrà dimostrare di potere, l’asceta o il mistico non può: il primo fiaccheraio che passa per via varrà più di lui, mentre un discepolo dell’ermetismo allenato alla privazione e alla soddisfazione della vita corporea secondo che volontà gli detta, può fare l’asceta con l’asceta e bere il vino col fiaccheraio dando a questo l’esempio come si possa bere e non ubriacarsi. Sono dolente di dover tornare ancora alla propaganda europea del misticismo di forma orientale e di ricordare che tutte le manie del misticismo nostrano ci vengono da quell’origine…L’Ermetismo richiede temperanza e nella temperanza sono racchiuse tutte le virtù, non nell’astinenza…L’Ermetismo mira alla integrazione dei poteri umani nell’equilibrio dello spirito intellettivo e la materia. L’Ermetismo è una realizzazione di carità e di solidarietà umana contro ogni preconcetto di misticismo templario o laico. (C,II,13-14).

Continua…

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