DALLA COSCIENZA ORDINARIA ALLA COSCIENZA INTEGRATA
Riferiamoci con semplicità all’atto di conoscenza delle nostre sensazioni e agli stati differenti sensitivi nostri che si esprimono con una sola parola: la coscienza. Tanto possiamo parlare di noi stessi per quanto ci è permesso di valutare i nostri atti, le nostre sensazioni esteriori o interiori… Il cogito ergo sum di Cartesio aveva origine nella coscienza dell’atto del pensare come frutto delle sensazioni di origine… Dove esisterebbe la scienza sperimentale se noi non avessimo coscienza dell’esperimento? Dunque il nostro io, il sé, l’ego si compendiano nella sola affermazione dell’Essere che è la conoscenza e l’accettazione dell’esistente. (D,79-80) – In voi vi è un io giudice vecchio, dominatore sereno, che guarda la vostra bassa coscienza di un sé o di un me più superficiale, più sofferente, più soggetto alle impressioni e alla sensibilità elementare del vostro individuo, la coscienza delle sensazioni di Condillac. E’ questo me, questo egoarchico io che forma l’individualità dell’uomo e la sua personalità particolare, non è l’io interiore e profondo che risponde all’individuo storico…che è all’apice della individualità mentale (D,187) – La scienza positiva…ha detto che l’uomo, dopo di aver avuto una coscienza di cui si rende perfettamente conto, deve avere avuto un serbatoio di idee e di energie, di cui è impossibile che noi possiamo sondare le profondità e la origine. E come si chiamerà questo campo inesplorato? Sub cosciente o incosciente a seconda del punto di vista da cui si parla… L’astrale è per noi questo mondo oscuro della nostra coscienza, dove sono immagazzinate tutte le nostre storie passate. (SM,III,216/217) – Quello che modernamente si chiama nell’uomo “corpo astrale” fu detto e indicato da simboli che si potrebbero tradurre “uomo lunare o corpo lunare” (lunare, come la forma mutevole della luna, come ne è incerta la luce più o meno secondo le sue fasi), un essere o parte dell’essere umano che stabilisce il limite tra la coscienza presente e l’entità storica reincarnata; in questo limite l’uomo storico interiore manifesta la sua tendenza sotto la manifestazione istintiva, e l’uomo moderno esteriore ripone le conquiste di conoscenza sperimentale nuova. Questa zona intermedia corrisponderebbe in molti punti ad un deposito della memoria più recente e a un laboratorio sintetico per trasformare le sensazioni esteriori e i giudizi dell’uomo contemporaneo a materiali di erudizione che vanno ad assimilarsi alla entità storica occulta. (L’individuo o personalità occulta sarebbe il laboratorio di riserva mentale ove tutto il passato e le nuove cognizioni sono sinteticamente custodite – … arriva alla nostra coscienza di uomini viventi e vegetanti come il mentore pei personaggi da commedia, nei momenti più critici di oblio e di impotenza (SM,II 389)) … Psiche, memoria, coscienza, istinto, uomo lunare sono tante cose diverse secondo la diversa cultura analitica dell’uomo che mi legge; eppure l’idea semplice di un microcosmo (piccolo mondo) umano, dà il concetto esatto della realtà delle coscienze nell’Essere:
- Memoria in atto: Uomo esteriore moderno;
- Memoria in collaborazione: Limite della memoria cosciente;
- Memoria in riserva: Uomo interiore antico e storico.
Rapporti analogici:
- Luce che investe un corpo, o luce permanente;
- Linite o zona fra luce e ombra;
- Ombra insondabile che è principale fattore della visione nella luce illuminante.
Idee semplici:
- La coscienza della sensazione è nell’atto della nostra volontà pensante;
- Stato di coscienza latente a cui la nostra facoltà di risveglio può attingere le idee immesse;
- La coscienza inesplorabile che, pur conservandosi tale, dirige gli istinti e le tendenze della nostra vita moderna ed esplicativa. (SM,II, 148-150)
Lo stato di mag è uno stato o forma di essere del corpo lunare umano, il quale…si comprende nel linguaggio simbolico nell’immagine della EVE o madre dei vivi, in tutti gli uomini di struttura e levatura ordinaria; nell’immagine della LILIT negli uomini dominati assolutamente dalla parte fenomenica della materia; nella MARIA O MIRIAM nella struttura dei mistici che più si avvicinano allo stato mercuriale…Tre diversi possono essere gli stati di mag:
- l’uomo ordinario (coscienza normale) – EVA
- L’uomo col corpo lunare più o egualmente attivo del fisico (Incoscienza normale) – LILIT
- L’uomo separato o movente internamente libera la sua anima (coscienza magica) – MARIA
… L’uomo ordinario, coscienza ordinaria, è l’Adamo ed Eva fuori il paradiso biblico… Unica autorità potente, i sensi, le idee sensiste, le impressioni vive che vi vengono dall’ambiente esteriore… (Corpus) – Nell’esplicazione della vita, tutti gli esseri umani, le donne in maggior numero, non posseggono in permanenza la coscienza vigilante in tutti gli atti della loro manifestazione esterna… Dunque le manifestazioni palesi dello stato morboso della coscienza individuale sono tutt’altro che rare, in maggiore o minore intensità viziati siamo un po’ tutti… Con linguaggio arcaico improntato agli antichi demonologi, lo stato di medianità isterica incosciente, non capace di padroneggiarsi, è la Lilith o la Astarte lunare declinante dei magi… Le medianità (adopero impropriamente la parola nel senso comune) sono stati di disordine interiore, dove predomina per riflesso la non coscienza sulla coscienza esteriore periferica e sulle manifestazioni morbose, la cui origine è obliata dal medio che attinge dalla fonte individuale quello che attribuisce altrui. (SM,II,156-159) – Maria è la identica EVE che riconquista il suo grado antico, tanto da calpestare lo stesso serpente terrestre che l’aveva sedotta e imperare sul crescente lunare o corpo lunare… la rigenerazione umana non comincia che con la Miriam… (Corpus) – Dov’è l’equilibrio della coscienza nella sua integrità filosofica, se l’uomo non si rigenera, sottraendosi ai due fattori di squilibrio che sono l’ambiente e la minima resistenza alla lotta contro la necessità di vivere?… l’umile sottoscritto… non scrive un paradosso quando confessa che – a sua opinione – avere, possedere, sentire la coscienza propria e integrarla al punto da sottrarsi all’ambiente immediato e ai pregiudizi storici, è opera che passa i limiti delle nature comuni… Predicando il non credere io stabilisco il punto di origine della integrazione della nostra coscienza, sottraendola:
1° alla superstizione storica tanto individuale quanto sociale;
2° alla tirannia della consuetudine dell’ambiente;
3° alla menzogna della visione;
4° ai riflessi morbosi di ogni imitazione dei tipi viventi nel mondo esteriore.
La tua coscienza per diventare tersa come cristallo, pura come acqua di sorgente, forte e resistente come l’oro battuto, solamente con la libertà di esame può intravedere la semplicità e l’armonia delle cose semplici, di cui è formato L’Uni-verso in noi e fuori di noi… tu immagini di avere delle cose una coscienza che non possiedi neanche rudimentalmente… Il senso fisico per l’uomo è l’unico controllo del reale, però le impressioni sensorie assumono il loro valore secondo lo stato di coscienza e la neutralità psichica del sensitivo… Lo stato di coscienza effettiva e reale è superiore ad ogni stato passionale, perché le passioni sono patologiche e morbose, e i passionali devono considerarsi come dei malati di follia transitoria. (SM,II,152-.155) – Tutta la chiave maestra del concetto educativo della propria personalità è appunto in questa purificazione della coscienza dalla nebbia della convenzione umana. Allora solamente il noviziato ermetico accenna a dare i suoi frutti quando la coscienza è libera di valutare una doppia corrente:
1 – la sensoria o sensitiva che ci arriva dalla periferia
2 – la istintiva che comincia a denudare le tendenze dell’uomo antico in noi.
Ridotta alla percezione vera e reale la coscienza della prima corrente, quella che ci prepara le più inaspettate sorprese è la seconda… Solamente quando la purificazione della coscienza propria è un fatto compiuto, il laboratorio di riserva o seconda volontà comincia, sulla coscienza moderna, a riprodurre le immagini stereotipate delle vite vissute, fino in taluni a raggiungere la possanza e l’onniveggenza di un demone che tutto sa, tutto conosce, tutto preannunzia, tutto può. (SM,II,159-160 ) – Nella simbologia lineare dei cabalisti il triangolo col vertice in su è la vita palese, cosciente, visibile e sensibile. L’uomo che vive nella piena coscienza della ragione esteriore, l’uomo con la testa eretta nella piena coscienza della ragione esteriore, l’uomo con la testa eretta al cielo di sopra al livello del suolo. Se il triangolo è capovolto come un cuneo infisso nella profondità della terra…è la vita occulta, misteriosa, nel buio non sondabile della morte dell’uomo, l’uomo vitale nel suo incosciente, l’astrale nebbioso, oscuro, non profondo che non appartiene più alla vita esteriore visibile. Il doppio triangolo, cioè penetrazione dei due … è il tipo del mago, uomo integrato tra l’apparente coscienza esteriore e l’occulto della sua coscienza che tiene luogo del dio occulto con tutto il suo appannaggio di poteri. (SM,II,390) – La volontà è l’anello che unisce la catena delle esistenze. Catena veramente materiale se si riflette che la volontà imperativa, solo ed unico attributo marziale, non si modifica che all’apice della sua completazione, cioè nel raggiungimento finale del suo scopo di umanazione. Questa volontà si perpetua durante il successivo ripetersi delle esistenze sotto la forma di istinto e quindi non è sempre della coscienza luminosa del pensiero umano… Il giorno in cui l’atto istintivo si rivela a lui come atto cosciente il suo fine è per essere raggiunto e tutte le vie gli sono aperte al trionfo, perché vede il suo cammino percorso e il cammino da percorrere con perfetta coscienza e intelligenza di ogni suo atto. (Corpus) – Se non ti metti nello stato di coscienza pura non capirai che cosa sia il mercurio volente. La volontà ermetica è il diritto di creazione di ogni forma, quindi un potere creativo che ha la sua origine nello stato di coscienza integrata (SM,II,161) – La fatalità del destino degli uomini è nella inesorabilità della legge nella quale è compresa la possibilità del lavacro delle colpe precedenti, per un processo di evoluzione più intenso che corrisponde alla iniziatura dove tutte le forze di volontà cosciente ed incosciente dell’adepto sono richiamate allo stato di origine, onde riparino con una più propria azione al passato, e provvedano all’avvenire. (Corpus) – La scienza ieratica, ti dico io, fu ed è ritenuta dal comune degli uomini o come un’illusione o come una fede. Invece per l’iniziato non deve cessare di essere coscienza… non dire mai Magister dixit perché in questo caso avrai posto la fede nella scienza di lui, ma non la coscienza, e tuo dovere per diventare un iniziato è di avere e conquistare questa, con l’opera attiva e con la guida dell’iniziatore. (Corpus)
Riflettendo sulla volonta’ e’ vero che molte volte questo termine viene frainteso
Quelle cose che ci escono come naturali, cose belle e cose brutte e poi – con l’andar del tempo – solo “quelle cose”: al vaglio dell’utilità o meno al cammino scelto.
E quella forza: inafferrabile quanto impensata, che quella volta…quelle volte… ci ha fatto agire per il meglio nei momenti chiave della vita.
E infine il tempo: che scorre mentre lo riempiamo, CI riempiamo, di nuove cose. Anche qui, belle o brutte, o semplicemente “cose utili o inutili” al cammino scelto.
Caro Maestro Kremmerz, e Maestri tutti che ci guidate nell’arduo trasformarci e creare noi stessi, davvero senza la Miriam che ci sostiene sarebbe chimera il solo sperare di tenerci saldi al filo che detiene il senso di chi siamo e siamo stati e determinerà chi saremo.
Grazie per questo articolo, per le Parole, e per l’aiuto prezioso che questo sito – specchio della Schola – continua a fornire a tutti noi.
È interessante come l’articolo metta in evidenza il passaggio dalla coscienza sensoriale a quella più profonda. Mi colpisce il riferimento all’“uomo lunare” come una sorta di zona intermedia, quasi un laboratorio dove il presente si intreccia con la memoria storica. Ma allora, quanto di ciò che consideriamo nostro è davvero originale, e quanto è invece il risultato di vite passate? E ancora: se la volontà è l’anello che collega le esistenze, come possiamo riconoscere il momento in cui l’istinto si trasforma in un atto consapevole? Forse è proprio in queste soglie che possiamo intravedere la vera integrazione della coscienza.
Grazie Maestro per la preziosissima pubblicazione. Che la doversosa riflessione ci aiuti nel nostro percorso. Prendere coscineza di sè stessi….Di quello che eravamo, di quello che siamo e di quello che saremo. La nostra Opera.
È monito a ricordarsi di prendere coscienza del percorso scelto ogni giorno che il Maestro ci ha proposto…davvero grazie!
Avere la propria coscienza del sé, nell’uno infinito. Necessario ricordarselo e viverlo nell’Opera nostra. Grazie per la riflessione.