Comunicazione importante

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Comunicazione importante

La Direzione annuncia a tutti gli affezionati utenti che a breve il sito www.kremmerz.it sarà aggiornato sia nella grafica sia nella ripartizione dei contenuti per renderlo meglio navigabile e fruibile. Ma ciò non comporterà innovazioni sostanziali nel messaggio tradizionale e ortodosso sul Maestro Kremmerz e la Sua Schola in esso veicolato affinché, soprattutto i bisognosi di un aiuto terapeutico ermetico – disinteressato e gratuito – a sostegno delle cure mediche già intraprese, possano continuare a giovarsene. Anche questo blog, che diverrà parte integrante del sito, continuerà comunque a svolgere la sua funzione di blocco-notes delle attività della n/s Schola-Associazione e di spazio neutro entro cui ciascuno potrà continuare ad esprimere liberamente le proprie opinioni, nel rispetto, ovviamente, di quelle altrui, cosa alquanto rara al giorno d’oggi, e specie sul web.

Non possiamo, infatti, fare a meno di denunciare l’arroganza e la cattiva fede con le quali si diffondono, in vari forum e siti on-line, notizie false e blasfeme sia sul Maestro sia sull’attività, specie terapeutico-ermetica della Schola, col solo intento di demolirne le pubbliche immagini e la credibilità.

Queste deprecabili iniziative, va sottolineato, offendono pure, ledendone l’umana dignità, la libera aderenza agli unici ideali di bene e salute di tutta una collettività di persone, sia regolarmente iscritte alla Fratellanza di Miriam, sia simpatizzanti o beneficate, sia studiose, in modo indipendente, del pensiero filosofico ermetico occidentale di cui Giuliano Kremmerz è considerato uno fra gli esponenti più autorevoli.

Indirettamente, e almeno per quanto attiene le iniziative della n/s Schola-Associazione, vengono coinvolte pure le tante Istituzioni private e pubbliche (Comuni, Regioni, Province etc.) che nel corso di lunghi anni le hanno patrocinate, promosse e ospitate, nonché tutti i professionisti seri che vi hanno liberamente partecipato come consulenti o relatori.

Si pensi, quindi, come tali offese diffamatorie e tendenziose, per lo più anonime, prive di validi supporti documentali, di prove probanti, di testimonianze attestate, e che soprattutto cercano pretestuosamente di tirare in ballo le vite private dei rappresentanti della Schola a partire dal Suo Fondatore, tendano a colpire e ledere gli ideali intellettuali e spirituali, l’etica e la rispettabilità di una collettività sociale molto più ampia di quanto si possa a prima vista valutare!

Molte sono state le lamentele giunte, in merito, alla Direzione della S.P.H.C.I., ma più che agire nella massima trasparenza e all’occorrenza essersi fatta carico di perseguire il perseguibile anche per le vie legali, cos’altro fare?

Come spiegare, oltre il già più volte ribadito dallo stesso Kremmerz, che la Schola Hermetica è un’entità collettiva a sé stante che “non deve essere menomata, posposta o impersonata, da un nome o da alcuni nomi” (P+F+, art.49) essendo preposta alla sola finalità terapeutica pro salute populi, impersonalmente ivi praticata, e pertanto deve essere considerata alla stregua di un Ente Benefico e caritatevole no-profit?

Si lancia perciò un appello su questo blog affinché, indipendentemente dai rapporti diretti o indiretti, dalla condivisione in toto o in parte, dall’esistenza o meno di barriere concettuali, culturali o iniziatiche esistenti con la n/s Schola-Associazione, TUTTI coloro che vogliano in questo spazio esprimere la propria idea o esperienza per fare da contraltare alle subdole insinuazioni impunemente quanto immotivatamente perpetrate nei suddetti siti e forum, levino le loro voci.

Dimostreranno così, a coloro che li annoverano, anche a titolo personale, nella pletora degli ignavi, dei vili o degli stupidi che perseguono, simpatizzano, o semplicemente studiano la tradizione kremmerziana, di essere in grado di operare libere scelte esclusivamente basate sulle proprie equilibrate e ponderate valutazioni e frutto della personale esperienza.

Grazie.

Postato da sphci alle 11:22

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61 Comments

  1. admin 21 Dicembre 2012 al 16:45 - Rispondi

    Originariamente postato da lungocammino2012
    Il 03 Dicembre 2012 alle ore 11:15

    bella la grafica. chiari i contenuti. uno strumento davvero migliore!

  2. admin 21 Dicembre 2012 al 16:45 - Rispondi

    Originariamente postato da garrulo1
    Il 29 Ottobre 2012 alle ore 17:08

    Nell’ultimo post di qualche giorno fa, mi ero per un attimo soffermato sull’argomento e della Volontà in termini Terapeutico/Ermetici, riportando una citazione del Maestro J.M. Kremmerz nei Dialoghi, e cioè che “solo provocando una sensazione reattiva nel centro della sensibilità, gli organi o le correnti che alimentano il corpo umano possono ritornare sani……. Tutte le infermità, tutte le degenerazioni, tutte le infezioni.. capite? Obbediscono allo stesso imperio”. Ci tengo però a fare riferimento anche ad altra citazione sempre ad opera del Maestro Kremmerz circa l’intreccio tra Scienza, Volontà e Forza, che compare nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, nella parte finale.
    A tale proposito, il Maestro scrive testualmente : ”Riunendo scienza e volontà troverete la soluzione del problema della forza, ma non il modo di adattare e far convergere la forza sulle cose da mutare. Ma se la scienza è in connubio con la volontà trasformata in forza, tutti i miracoli sono possibili”.
    Indi, detta le tre regole per adattare la forza: “Volere senza desiderare. Volere senza paura. Volere senza pentimento”.
    Poi ammonisce: “ Il desiderio, la paura e il pentimento uccidono la volontà: prima di operare nelle cose difficili o di esito dubbio non cominciate se non vi siete posto lontano dai tre peccati……..”. Se ricordo bene, ho letto in qualche altro scritto del Maestro che il desiderio è un meccanismo della profana illusione, che però paralizza la Volontà, quella autentica, di Natura Sacra, ed è un ostacolo molto facile in cui ci imbatte, proprio perché l’illusione è uno degli appetiti del centro sensoriale che presiede alla sensibilità profana, pertanto sempre attento a reclamare i propri naturali diritti.
    Infine chiude con l’ennesima eterna perla: “Per non desiderare, non temere e non pentirsi bisogna sentirsi giusto divinamente, cioè senza i pregiudizii umani della giustizia egoistica”.
    Un saluto a tutti.

  3. admin 21 Dicembre 2012 al 16:45 - Rispondi

    Originariamente postato da cerere6012
    Il 27 Ottobre 2012 alle ore 11:04

    Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare con i Fratelli medici esercenti responsabili dei rapporti della Fratellanza con tutti coloro che ad essa si rivolgono per un aiuto terapeutico-ermetico impersonale e gratuito.
    A norma delle vigenti leggi sull’esercizio della medicina e sulla privacy, loro SOLTANTO detengono e custodiscono tutti i dati sensibili relativi agli ammalati, nonché le diagnosi, eventuali cartelle cliniche, prescrizioni terapiche etc. e tutto quanto comprovante l’andamento clinico dei pazienti trattati anche con il supporto dell’intervento ermetico della Schola, ivi compresi i numerosi esiti di miglioramento e di guarigione.
    Nessuno fra gli iscritti di ogni ordine e grado, pur nel caso avesse svolto funzione di tramite fra l’ammalato e la Fratellanza, può entrare nel merito di notizie di alcun tipo sulle persone beneficate, né tanto meno divulgarle.
    Ovviamente ciò comporta che, all’infuori di una testimonianza personale, come ad esempio è stato fatto da svariati utenti di questo blog o liberamente e anonimamente dagli stessi beneficati, la Schola nella sua entità collettiva non esporrà mai pubblicamente, ne potrebbe farlo, prove o dati comprovanti gli esiti della propria sperimentazione terapeutico-ermetica.
    Ma, a detta dei medici interpellati, non è escluso che altri medici esercenti, muniti di specializzazione nelle medesime branche della medicina e col consenso degli stessi pazienti trattati, possano consultarne il database e, confrontandosi su basi scientifiche, appurare la positività dei suddetti esiti terapeutici.

    Similmente alla riservatezza obbligatoriamente necessaria circa gli esiti comprovabili della terapeutica ermetica, è inammissibile, a norma dello Statuto della Schola o Pragmatica Fondamentale del 1909, qualunque tipo di confronto circa le pratiche rituali, iniziatiche e/o alchemiche trasmesse ad personam dalla Delegazione Generale o da chi per essa, in quanto non comunicabili “neanche a confratelli” né quindi tantomeno utilizzabili per “farne oggetto di discussioni pubbliche” (Art.34 della P+ F+). A tal proposito val la pena consultare anche le “Disposizioni complementari” contemplate negli Articoli dal 49° al 59° della stessa Prag+ Fond+ le quali non lasciano spazio a interpretazioni diverse né a strumentali inviti o provocazioni da parte di chicchessia circa un pubblico confronto sulla validità iniziatica dei rituali, delle metodiche e delle istruzioni pratiche esperite nell’unica e autentica S.P.H.C.I. Fr+ Tm di Miriam di Giuliano Kremmerz.
    Buon week-end a tutti.

  4. admin 21 Dicembre 2012 al 16:44 - Rispondi

    Originariamente postato da wiwa70
    Il 25 Ottobre 2012 alle ore 01:11

    Ben trovati a tutti!
    Ho aperto il blog dopo parecchio tempo e mi accorgo che “tanta acqua è trascorsa sotto i ponti”e per di più “le correnti” sono diventate, a tratti, davvero turbolente e perigliose!
    Mi sono chiesta se le provocazioni meritano così tante energie e mi sono detta infine che “spendersi”per affermare un principio di Verità e Giustizia ne vale la pena!Non sono forse morti filosofi e scienziati in nome di questi principi?!
    Esiste, credo, un meraviglioso Progetto d’Amore a cui l’Umanità è chiamata e la Miriam a mio parere incarna questa meravigliosa possibilità.
    Anche nelle parole dei Maestri passati e presenti percepisco Amore quando,anzichè rintuzzare le malvagità come un muro ottuso che rimbalza e ti fa tornare indietro la calunnia con decuplicata forza, ascoltano e rispondono con pazienza amorevole per dare la possibilità alle anime afflitte e senza luce di capire, di comprendere.
    Ecco cos’è la M iriam per me: una effettiva e concreta possibilità! Ho cercato la Verità in tanti luoghi e in ogni porto di mare in cui sono approdata mi chiedevo:”Questa sono Io?”
    Poi un giorno ho letto le parole del Maestro Kremmerz :”Non credere neanche a me ma sperimenta”
    Finalmente Qualcuno o Qualcosa mi stava riportando a me stessa, alle mie cellule, alla materia di cui sono fatta, al principio vitale che mi accomuna all’Universo intero; non mi diceva di scimmiottare qualcuno o di fustigarmi perchè sono fatta di carne e ossa, ma mi ha indirizzato a mettere la mia perenne e insistente curiosità intellettuale al servizio di una causa più alta , una causa per cui ne valesse davvero la pena:PRO SALUTE POPULI . Non ho guarigioni miracolose da raccontare, nel senso comune di miracolo, ma posso garantire che nella mia piccola esperienza, tutte le volte che mi sono attivata, grazie alla Schola, senza tentennamenti di sorta, la mia Vita ha cominciato a trasformarsi in modo significativo, acquisendo qualità e consapevolezza maggiori…anche questo significa VOLER GUARIRE! Un caro saluto a tutti

  5. admin 21 Dicembre 2012 al 16:44 - Rispondi

    Originariamente postato da garrulo1
    Il 23 Ottobre 2012 alle ore 11:51

    L’ultimo post di Segezia, ci riporta dritti dritti ai Dialoghi, con citazioni e chicche a volte velate ed a volte espresse a chiare lettere in materia di Terapeutica Ermetica. Nel Sesto Dialogo, in uno degli attacchi del Discepolo circa le potenzialità della suggestione, Giuliano risponde: ”l’Ermetista guarda alla defigurazione anormale del cervello in ogni malato, significa che solo provocando una sensazione reattiva nel centro della sensibilità, gli organi o le correnti che alimentano il corpo umano possono ritornare sani……. Tutte le infermità, tutte le degenerazioni, tutte le infezioni.. capite? Obbediscono allo stesso imperio”. E qui, mi viene da aggiungere, sta inscritta l’importanza imprescindibile della volontà soggettiva, la cui prevaricazione, è sempre e comunque un atto arbitrario, irrispettoso della vera natura del volere profondo della persona, che in caso di chiusura infrange qualunque tentativo Terapeutico in campo Ermetico. Il Maestro J.M. Kremmerz, nel Quarto Dialogo, in una delle perle anzicitate, offre un’aggiunta all’operazione Terapeutica:
    “Se tra il malato e il suo guaritore non corre amore, se il guaritore non prende in un amplesso dolcissimo l’anima del suo malato, e nell’unione perfetta il potere della sua vitalità solare non inonda il corpo sofferente, il piccolo miracolo non avviene. Ci vuole Amore”. Uno dei tanti esempi pratici su tale Aureo argomento, lo ha portato la dottoressa esperta in Pediatria nei Convegni organizzati dalla Schola in materia di dieta hermetica e nutrizione autopoietica. Se ricordo bene, ha palesato la possibilità di accelerazione del processo clinico di guarigione, ovvero di mantenimento dello stato di benessere, quando tra la madre, o comunque tra genitori e figli, scorre veramente Amore, che ad un certo punto può diventare così tangibile da costituire un toccasano a tutto tondo, oltrechè perfettamente percepibile dalla prole, che ovviamente, anche parlando solamente in termini biofisici, non aspetta altro.
    Un saluto a tutti.

  6. admin 21 Dicembre 2012 al 16:44 - Rispondi

    Originariamente postato da segezia810
    Il 22 Ottobre 2012 alle ore 12:58

    Riporto quanto mi è capitato di rileggere ieri sera scorrendo i Dialoghi sull’Ermetismo. Nel quinto dialogo, a un certo punto, viene detto: “…noi santi
    facciamo il meglio che possiamo, sono i malati che devono fare il resto (…) Io non sono un santo, tanto meno una statua, e
    meno ancora un guerriero con scudo e lancia; sono uno studioso, e pratico le conclusioni dei miei
    studi per tentare gli effetti. Che tutti riescano questi esperimenti e che io risusciti i morti non l’ho
    detto mai a nessuno. So che amo tutti quelli che soffrono e che vengono in mio contatto. In certi
    istanti potrei dire: io sono Amore! La medicina ermetica è un campo di esplorazione delle forze
    integrate dell’uomo che ama con una visione intensiva…”.
    Ci sarebbe da meditare su queste asserzioni, specie da parte di chi – per un motivo o per l’altro – si fosse fatto l’idea che la scienza ermetica deve andare guarendo tutti quanti, ivi compreso chi non lo chiede o chi ha speso il proprio tempo in squilibri che hanno già devastato il corpo suo. Proprio oggi in cui la mentalità è talmente guasta da buttare anche l’elettrodomestico con un solo fusibile da sostituire, certa società vorrebbe per contro che quel miracolo di ingegneria e architettura che è il corpo umano si sanasse per un tocco di bacchetta: meglio se esterno e non incomoda nessuno – tantomeno il diretto interessato – ad operare un cambiamento qualsiasi nella vita che pure lo ha condotto sulla soglia del trapasso.
    Né basta questo atteggiamento di per sé smaccatamente prevaricante o antiscientifico. C’è chi pensa di valutare le persone in base alle azioni che fanno quelli che li circondano (di questo passo tutti i Papi della Chiesa Romana dovrebbero essere all’inferno!!!) o che la disgrazia di un parente sia colpa del Maestro di Miriam che non lo ha guarito… dimenticando che, nella Pragmatica Fondamentale su cui si basa la S.P.H.C.I., perfino ai genitori è fatto monito di non influenzare le scelte spirituali dei figli prima che questi siano in grado di decidere da soli (e quindi di assumersene la responsabilità)!
    Davvero non posso trattenere l’indignazione davanti a chi si sente in diritto di denigrare un secolo di Bene e di operosità amorevole e disinteressata parlando dal pulpito di una giustizia non meglio identificata in nome della quale anche le figlie, se ci fossero, andrebbero sacrificate sull’altare di una grandiosità altisonante e talmente fulgida da sentirsi in diritto di tutto fare, tutto dire, tutto violare.
    Gente così ne abbiamo già vista in Europa e fuori: valendosi di un simbolo antichissimo confondevano la purificazione con l’epurazione…

  7. admin 21 Dicembre 2012 al 16:43 - Rispondi

    Originariamente postato da gelsomino3
    Il 21 Ottobre 2012 alle ore 19:32

    Il motivo che mi ha spinto a scrivere d’impulso il mio post in riferimento a quello di Cerere 6012 ,riflettendoci a mente fredda , è che quei meccanismi sanatori della Terapeutica Ermetica , così chiaramente descritti da Cerere, li ho sperimentati anch’io. Il fatto di ritrovarli precisi nell’esperienza di ogni numero che ha praticato la Terapeutica Ermetica mi sembra che ne confermi la scientificità.
    Mi è capitato di seguire una persone che chiese aiuto alla Fratellanza per un tumore maligno al pancreas .Nell’ospedale in cui era ricoverato non prendevano la decisione di operarlo temendo che morisse sotto i ferri , intossicato com’era da un ittero per occlusione delle vie biliari a causa del tumore e soffrendo di diabete.
    A seguito della sua richiesta di aiuto terapeutico la situazione si sbloccò : un chirurgo in un’altra regione , dopo aver visto la cartella clinica , nonostante la situazione disperata, si rese disponibile ad operarlo.
    L’intervento riuscì in maniera ineccepibile, ma la cosa che più meravigliò i medici fu il decorso post-operatorio, che in un soggetto diabetico è sempre pericoloso per la faciltà di infezioni e la difficoltà di cicatrizzazione delle ferite interne ed esterne .
    Non ci fu alcuna infezione e le ferite cicatrizzarono perfettamente ; questa persona ha vissuto per altri 5 anni una vita del tutto normale.
    Poi comparvero le metastasi e dopo un primo ciclo di chemioterapia decise di non continuare, ma restò sempre agganciato alla Catena Terapeutica della Fratellanza da cui ha ricevuto un sostegno nell’alleviare ogni dolore fisico e morale , nel non sentirsi mai solo o abbandonato senza speranza , anche quando i medici non sapevano più cosa fare.
    Ha avuto beneficio fino all’ultimo respiro della sua esistenza terrena ,che si è conclusa nell’abbraccio della Miriam , in serenità e senza paura del momento del trapasso.
    E torno a ripetere : come si può non Amare questa I-Dea , come si può non inchinarsi a Lei ?

  8. admin 21 Dicembre 2012 al 16:43 - Rispondi

    Originariamente postato da fulva11
    Il 21 Ottobre 2012 alle ore 09:57

    Sul post di Cerere6012 posso testimoniare perché c’ero anch’io.
    Brevemente, fra i molteplici episodi nei quali ho riscontrato l’aiuto concreto della terapeutica ermetica, ricordo la cisti dermoide sottocutanea alla testina di un bambino appena nato che si è risolta in meno di un mese senza ricorrere a interventi chirurgici, o l’artrite reumatoide con scomparsa delle sinovie alle ginocchia di un signore di mezza età migliorata al punto che dopo tanti anni cammina e guida tranquillamente l’auto, oppure il caso della signora che non ha effetti collaterali di alcun tipo nonostante lo spazio intersomatico tra le sue vertebre lombo-sacrali sia abolito con reazione artrosica.

    Inoltre, fatto che ritengo importante, nella terapeutica ermetica bisogna considerare che dall’attivazione di tutti i mezzi a disposizione si possono avere sogni premonitori, intuizioni lucide, segni fenomenici, visioni e circostanze che paiono guidate intelligentemente da fili o mani invisibili.

    Buona giornata a tutti

  9. admin 21 Dicembre 2012 al 16:42 - Rispondi

    Originariamente postato da filosobek88
    Il 20 Ottobre 2012 alle ore 02:28

    La parola VIVERE è una parola grande e la frase ‘vuoi vivere?’ mi sembra ancora più grande, nonché dotata di magistrale sintesi. Quindi vale la pena di fare propria la domanda fatta a diogenonn.
    Soffermandomi, definirei il ‘vivere’ come atto magico per eccellenza in cui coscienza si lega al movimento evolutivo della materia (cioè che vibra per volute, spire, elicoidi) : le cellule si accrescono, si riproducono, si specificano e più si individuano più si aggregano e si dispongono organicamente.
    Non è meraviglioso constatare che in Natura più il singolo affina la propria specificità più si ordina per strutture interdipendenti?
    Noi variamo “per disposizione di atomi” – constatava Kremmerz – e questa disposizione è talmente delicata e mobile che il pensiero può influenzarla in maniera permanente, sintonizzando questa o quella funzione.
    Diceva una canzone su cui ho molto riflettuto ‘VIVERE, NESSUNO MAI CE L’HA INSEGNATO; VIVERE, NON SI PUO’ VIVERE SENZA PASSATO’… Ebbene, a me la S.P.H.C.I. appare spesso come scuola di sciamanesimo italico, dove si impara a ‘vivere’…: per educazione e non inSEGNAMENTO e dove il passato – se emerge, quando emerge – lo fa come un serpente che ha perso il veleno e rivela – ormai nudo della propria potestà illusoria – la logica dei fatti e la spinta all’UNITA’.
    Ma quanti, davvero, VOGLIONO VIVERE?

  10. admin 21 Dicembre 2012 al 16:42 - Rispondi

    Originariamente postato da diogenonn
    Il 20 Ottobre 2012 alle ore 01:10

    Sono stato testimone diretto dell’evento narrato da Cerere, non lo dimenticherò mai. Ora, sulla scia di quanto richiesto da Smeraldo 88, voglio parteciparvi quanto mi è accaduto oltre venti anni fa. Ancor oggi ricordo perfettamente il grave stress e il disagio profondo che, dopo lunghi anni, e nonostante l’aiuto della catena terapeutica orante, mi portarono rapidamente sulla soglia del trapasso definitivo.
    Ero un iscritto di lungo corso, perfettamente cosciente di quanto la mia vita non collimasse per nulla con le mie pulsioni più intime. In definitiva vivevo quasi scisso negando a me stesso e alle persone che mi circondavano una verità che, grazie all’orgoglio di voler difendere una serie di scelte pregresse, facevo di tutto per tenere nascosta, mentre dall’altra parte operavo chiedendo tutti i giorni l’aiuto della Miriam. Alla fine il mio fisico né risentì fino al punto che due coliche di appendicite prima ed una grave peritonite poi, segnarono la linea di confine tra la vita e la morte.
    Nell’ospedale provinciale in cui ero ricoverato volevano togliermi il pancreas (in pratica non avevano capito niente) e mio fratello allora specializzando in chirurgia fece letteralmente fuoco e fiamme per trasferirmi d’urgenza nella sua clinica chirurgica. Ero ormai rassegnato ad un destino avverso, pronto a pagare lo scotto di una vita ondivaga e stretta nella morsa della menzogna. Accadde allora che al terzo giorno di ricovero mentre mi facevano una puntura di morfina (ormai mi torcevo dal dolore) la voce di mia sorella mi sussurrò all’orecchio: “il Maestro ti chiede di decidere, vuoi vivere? Vai con tuo fratello!” Risposi con un filo di voce: “chiamate l’ambulanza”. L’intervento riuscì perfettamente ma una peritonite secondaria rese la situazione ed il quadro clinico di nuovo severamente acuto. Ancora una volta tutta la catena operò e grazie alla Miriam ne uscii veramente per il rotto della cuffia.
    Ma devo confessarvi che nonostante il tangibile aiuto, ancora non mi decidevo ad essere sincero fino in fondo e nei tre anni seguenti l’intervento la mia salute ne risentì con malcelati e non indifferenti strascichi. Poi alcune circostanze, quasi insperate, mi sollecitarono prepotentemente: presi il cosiddetto coraggio a due mani e feci alcune scelte doverose. Solo così, di li a pochi mesi, la verità venne finalmente a galla come lo spuntar del sole in radioso mattino d’estate.
    Quello che ne è scaturito non interessa più di tanto, è storia nuova. Evidentemente per me non era maturo il tempo della dipartita però posso testimoniarvi quanto sia poco salutare insistere pervicacemente nell’offendere il proprio essere, con conseguenze che sono sempre proporzionali alle responsabilità (più o meno gravi) che uno si assume e con le quali prima o poi dovrà immancabilmente fare i conti. E se è vero che la Miriam è eterna ed a Lei si potrà ricorrere nell’eterno delle vite, è altrettanto vero che ogni esistenza è sacra e merita di essere onestamente vissuta al Suo servizio. Sprecarla nutrendo tutto quanto assomigli anche lontanamente alla falsità o a quant’altro di poco chiaro, essendo per di più un iscritto alla Schola, non solo è ostativo per la guarigione e foriero di grandi rischi, è veramente un autentico delitto cari amici del blog.

  11. admin 21 Dicembre 2012 al 16:42 - Rispondi

    Originariamente postato da gelsomino3
    Il 19 Ottobre 2012 alle ore 14:26

    Che altro aggiungere ad una testimonianza come questa davvero paradigmatica !
    Quanto nel profondo la Miriam ci sana, ben al di là del corpo e dell’esistenza attuale !
    Come si può non amare e non inchinarsi innanzi alla grandiosità di questa Opera ?
    Veramente fortunato chiunque riesce ad entrarvi in contatto !

  12. admin 21 Dicembre 2012 al 16:41 - Rispondi

    Originariamente postato da cerere6012
    Il 18 Ottobre 2012 alle ore 18:56

    Per offrire a tutti gli utenti del blog alcuni spunti di analisi e di riflessione, vorrei portare la testimonianza su di un caso alquanto “paradigmatico” che ho potuto seguire da vicino attivandomi come tramite nella terapeutica ermetica con gli strumenti rituali e ortodossi in mio possesso. Riguarda un’iscritta giunta alla Schola proveniente da altri percorsi “spirituali” e dopo aver subito una mastectomia bilaterale per una grave forma di cancro al seno. Forma che richiedeva trattamenti chemioterapici cui lei aveva rifiutato categoricamente di sottoporsi sia prima sia dopo il suo ingresso nella Fratellanza e nonostante le insistenze di tutti noi.
    Chiesto aiuto alla Miriam e operato ermeticamente, l’abbiamo vista rifiorire, nonostante l’assenza di altre terapie, e per alcuni anni fare una vita del tutto normale. Ma quando il problema si è riappalesato con vari disturbi a livello intestinale, la persona in questione ha cominciato a ignorarlo e mascherarlo finché ha potuto, lamentando a un certo punto solo un “inspiegabile”, a suo dire, gonfiore al ventre. Sollecitata in tutti i modi dai medici della Schola e da noi tutti ad approfondire con le analisi del caso, le ha ritardate al punto che solo circa un anno dopo ha potuto e dovuto realizzare che il tumore aveva invaso il peritoneo e l’intestino. Unico rimedio clinico da lei accettato è stato quello dell’aspirazione periodica del liquido ascitico che si formava nel ventre e che comunque si riformava con scadenze sempre più ravvicinate. Sollecitata parallelamente a un percorso di presa di coscienza delle sue problematiche interiori e a un’analisi globale del suo percorso di vita, anche su quello si è mostrata reticente nascondendo, forse anche a sé stessa, grossi problemi risalenti all’infanzia e all’adolescenza collegati alla sua sfera femminile più intima e all’affettività. Pur di non aprirsi totalmente, nonostante l’aura amorevole di cui tutta la Fratellanza la circondava, ha preferito battere altre strade diciamo di cure “alternative” e persino ricorrere (partecipandolo solo a cose fatte) a tecniche di coinvolgimento in dubbi “psicodrammi” di gruppo per indursi a scoprire quanto rifiutava a sé stessa, continuando comunque a mascherarsi e a mascherare i gravi sintomi del suo male che prendevano sempre più il sopravvento. Complice (volontario o involontario?) in questo suo atteggiamento ambiguo, il suo compagno che, cieco e sordo a qualunque sollecitazione di buon senso, non solo l’assecondava ma addirittura negava anch’egli l’evidenza di una situazione sotto gli occhi di tutti e ormai irrimediabilmente compromessa. Nonostante ciò la Miriam, attraverso i suoi tramiti, l’ha fino all’ultimo aiutata e alcuni fratelli e sorelle l’hanno anche materialmente assistita, specie durante l’ultimo ricovero in ospedale per tentare di intervenire chirurgicamente sull’intestino, nella speranza che non fosse tutto compromesso e se ne potesse salvare almeno una parte. Ricordo le parole del chirurgo che l’aprì e richiuse: “Ma come fa questa donna ancora a vivere con un intestino totalmente in necrosi… e chissà da quando… almeno da un anno a questa parte?”. Eppure lei non solo aveva vissuto quasi normalmente per anni, ma negli ultimi giorni, ormai aggrappata solo alla Miriam, riuscì a raccontare tutta la sua vita e a discioglierne ad uno ad uno tutti i nodi, e lucidissima, serena, e col sorriso sulle labbra, morì mangiando una granita alla menta.

  13. admin 21 Dicembre 2012 al 16:41 - Rispondi

    Originariamente postato da catulla2008
    Il 18 Ottobre 2012 alle ore 15:28

    In questo sito, là dove “La parola del Taumaturgo” si occupa della teleurgia o terapeutica a distanza, si menziona quel passo di Kremmerz in cui è detto: “Io sono ammalato e ricorro ad un fratello della “Miriam… mi metto in uno stato di affettuosa aspettativa che stabilisce, per sé stessa, una porta spalancata all’idea dinamica che mi viene mandata. Per questa ragione io predico sempre ai condiscepoli che non bisogna mai occuparsi delle persone che non chiedono. Se noi vogliamo curar un uomo che non ci domanda niente, troviamo la porta sbarrata col catenaccio”.
    L’enunciato è una semplice verità scientifica: anche se sono allacciato all’Ente per l’energia elettrica, devo comunque mettere la spina nella presa per poterne usufruirne ed è con questo atto e non con la sola sottoscrizione dell’abbonamento che manifesto la mia volontà di fare. Lo stesso accade nella Fratellanza: il malato non è che l’anello finale di una catena (potremmo dire il consumatore finale?), anello imprescindibile senza il quale non vi è possibilità di manifestazione dell’energia terapeutica (fides/fede, cui rimanda Sannitica, viene dal sanscrito ‘legame’).
    Quanto al discorso su desiderio e volontà (sottolineato da Ippogrifo) è un terreno arduo. Ad esempio “mi piacerebbe studiare l’inglese” è diverso da “mi iscrivo a una scuola di inglese”; “vorrei dimagrire” è diverso dallo “smetto di mangiare dolci e bere bibite e cammino mezz’ora al giorno”. Insomma il vecchio proverbio che sostiene la differenza tra il dire e il fare è più che mai valido quando si tratta della nostra salute.
    Mi piace ricordare la giornata di studio tenutasi nel 2010 a Vico Equense in cui, durante il Convegno che vide avvicendarsi astronomi, giuristi, storici e soprattutto medici, uno di questi ultimi sottolineò l’importanza dell’ambiente nello scatenarsi di patologie rimaste latenti nell’organismo e mai manifestatesi prima pur essendo il soggetto geneticamente predisposto. A quanto pare non si pensa mai che il primo ambiente in cui si permane è il corpo nostro, con i pensieri che abbiamo, le ansie, le ambizioni, le arrabbiature, le frustrazioni a volte molto più inquinanti di un gas tossico: e tuttavia è così. Ed è da questo ambiente, non solo dalle aree industriali, che spesso giunge l’innesco alla patologia cui siamo geneticamente predisposti, ma di cui non siamo vittime fino a quando le condizioni non diventano favorevoli all’elemento patogeno.
    Prendere coscienza della capacità che abbiamo di farci male è il passo necessario per divenire consapevoli della capacità che abbiamo di farci bene. Così, quando questa capacità fosse indebolita per l’usura del fisico, occorre che insieme alla medicina venga il cambiamento; insieme alla richiesta di aiuto la disposizione all’aiuto stesso. Altrimenti “non funziona”. Non PUO’ funzionare – per dirla con Segezia…

  14. admin 21 Dicembre 2012 al 16:41 - Rispondi

    Originariamente postato da ippogrifo11
    Il 18 Ottobre 2012 alle ore 12:36

    Desiderio di guarire e volontà di guarire non sono la stessa cosa. La forza terapeutica della catena di Miriam agisce attraverso la volontà dell’ammalato, ove questa vi sia di fatto. Diversamente, ove si tratti invece di desiderio, non credo che l’aiuto possa spingersi fino al punto da trasformare il desiderio in volontà. Se così fosse, bisognerebbe che la forza della catena trasformasse, motu proprio, la natura profonda dell’ammalato anche in assenza di partecipazione attiva e consapevole di lui al processo di trasformazione. Francamente, questo mi parrebbe una prevaricazione e perciò non credo che possa avvenire. D’altra parte, l’esperienza di contatto con gli ammalati fino a qui vissuta mi dice che molto spesso ci si trova di fatto dinanzi a un’espressione di desiderio più che di effettiva volontà, tant’è che succede a volte che l’ammalato, dopo aver espresso la richiesta di aiuto, mostri poi titubanze nell’attestare la propria richiesta firmando il modulo che gli viene presentato.
    Sono convinto che questa condizione di non effettiva volontà rappresenti la causa prima dell’insuccesso dell’intervento terapeutico. Certo, vi possono essere altre cause a ostacolare l’efficacia dell’azione prodotta dalla Catena, delle quali non sempre è possibile avere un’idea più o meno precisa. Tuttavia, mi sento di concordare con Sannitica là dove dice che in generale si può notare un cambiamento in positivo delle condizioni complessive che avvolgono l’ammalato. La cosa per altro mi pare anche ragionevole: se agire sulla persona, contro la sua volontà, si configura come prevaricazione, altro invece è produrre un’influenza di Bene sull’ambiente e sulle circostanze a contorno.

  15. admin 21 Dicembre 2012 al 16:40 - Rispondi

    Originariamente postato da sannitica2011
    Il 18 Ottobre 2012 alle ore 07:34

    Rispondo a Smeraldo. Nella mia esperienza miriamica terapeutica (non lunghissima) mi è parso che laddove chi chiede è veramente convinto di essere aiutato a guarire o a migliorare ciò matematicamente avviene. E avviene con un miglioramento dello stato di salute, e con l’intervento capace di un medico, insomma è tutta la situazione, l’area di azione intorno al malato che cambia a suo favore. Al contrario molti chiedono senza una vera convinzione e lì – credo – il meccanismo ermetico terapeutico è più difficile a realizzarsi . Alcuni, mi sembra, vogliono nel profondo rimanere nel loro stato o fanno resistenza. Mi è capitato ad esempio un caso grave in cui la persona in questione ha faticato molto tempo a riprendersi, perché nonostante chiedesse aiuto, non aveva abbastanza fiducia nelle sue possibilità di guarigione e preferendo, alle volte, affidarsi passivamente in mani chirurgiche non adeguate. Ma poi, non avendo del tutto persa la fiducia, e continuando ad aggrapparsi ad una possibilità di risanamento, le cose si sono ristabilite al meglio possibile.

  16. admin 21 Dicembre 2012 al 16:40 - Rispondi

    Originariamente postato da segezia810
    Il 18 Ottobre 2012 alle ore 00:06

    Rispondo a Smeraldo con la mia esperienza personale… Undici anni fa mi trovai a dover fronteggiare un periodo difficile della mia vita: in quel mentre si manifestò in me una patologia piuttosto importante che fu la classica goccia che porta il vaso a traboccare. Chiesi l’aiuto della Fratellanza, ma lo chiesi con la mente e – non so come esprimermi altrimenti – non con il cuore. Risultato: nulla di fatto. Il modulo era rimasto sulla carta ma non era corrisposto ad una ‘modulazione’ della mia intenzione. Ero piena di rabbia e ce l’avevo con il mondo intero che, nella mia idea, avrebbe dovuto restituirmi la salute perché era giusto e basta, e mi era dovuto.
    Il periodo passò. Mi resi conto che molte delle mie difficoltà del periodo erano dovute alla mia incapacità di accettare diverse situazioni e, anche, alle mie paure. Tornai a chiedere l’aiuto della Fratellanza e, questa volta, con spirito di apertura. La cosa funzionò.
    Spero di essere stata utile…. a chiarire.
    Buonanotte a tutto il blog.

  17. admin 21 Dicembre 2012 al 16:39 - Rispondi

    Originariamente postato da smeraldo888
    Il 17 Ottobre 2012 alle ore 18:18

    Riflettendo sulla conclusione della Direzione in risposta ad anima critica, mi sono domandato (e voglio estendere la domanda a tutti gli amici del blog per verificare sulla base delle altrui esperienze la mia) se anche nella pratica della terapeutica ermetica verso chi si rivolge alla Miriam per un aiuto, va preventivato che possano intervenire fattori ostativi o situazioni interferenti sulla guarigione propiziata per cui la stessa non si verifichi nonostante l’attivarsi di tutta la catena orante e della prassi ortodossa. Più che altro vorrei confrontarmi per meglio inquadrare quale natura attribuire a quei casi di mancata guarigione nonostante l’intervento ermetico della nostra Schola. Sia chiaro che pur essendo fermamente convinto della validità comprovata della terapeutica ermetica, quello che chiedo è una testimonianza che spieghi con degli esempi quali possano essere le cause, a monte, inficianti il suo esito positivo.
    Grazie fin d’ora a chi vorrà rispondermi e buona serata a tutti.

  18. admin 21 Dicembre 2012 al 16:39 - Rispondi

    Originariamente postato da alchemilla89
    Il 15 Ottobre 2012 alle ore 21:50

    anch’io desidero ringraziare la Direzione perchè attraverso la risposta data ad anima critica ci ha fornito per l’ennesima volta l’aiuto per un approccio più naturale, rispettoso e unitario verso Tutto ciò che ci circonda e verso noi stessi, una chiave di lettura, un metodo al quale tendere per non perdersi nelle apparenze e nei miraggi.

  19. admin 21 Dicembre 2012 al 16:39 - Rispondi

    Originariamente postato da sphci
    Il 14 Ottobre 2012 alle ore 17:43

    Risposta ad anima critica.
    In considerazione della sua dichiarata non aderenza ad una via iniziatica, accantoneremo per un momento la nostra logologia e ci limiteremo a risponderle sul piano della logica e del buon senso che nella società civile caratterizzano le persone “per bene”.
    È nostra opinione che tutto ciò che si manifesta sul piano del concreto richieda una forma e un contenuto, o sostanza, imprescindibili l’una dall’altro e ciò a discapito di ogni concezione dualistica e di ogni separazione fra le cose. Concezione verso cui l’umanità, per millenni, è stata direzionata in tutti i campi della conoscenza attraverso una metodologia analitica che l’ha portata a scindere il tutto in una miriade di parti. Queste parti hanno assunto nel tempo una fisionomia sempre più tipicizzata, divenendo individuabili non più in base alla loro sostanza, ma secondo la loro funzione.
    In altri termini, persa di vista la sostanza delle cose, il loro contenuto e la forma che lo esprime si sono ridotti alla mera funzione attribuita loro dall’esclusivo interesse utilitaristico dell’analisi che se ne fa.
    Di tutto questo processo analitico e delle sue conseguenze, abbiamo sotto i nostri occhi tantissimi esempi in ogni campo, facilmente riscontrabili anche dal nostro amico sociologo ma, ritornando in tema, e non essendo nelle nostre intenzioni eludere la sua domanda sulla possibilità che il mitizzato Giuliano Kremmerz fosse, da una parte, riconosciuto un iniziato nella sua funzione di Caposcuola e Maestro e, dall’altra, discutibile come uomo sul piano sociale, ci baseremo sulle seguenti considerazioni:
    1) è illogico credere, a parer nostro, che solo perché un uomo ha in uno specifico campo doti o virtù etiche superlative, possa utilizzarle o usufruirne anche in ambiti che non possano essere sotto il suo esclusivo controllo e la sua sola gestione, ma che anzi sono esposti all’altrui interferenza e azione. E va convenuto che in ambito sociale ciò vale per ogni attività umana, economica, politica, professionale etc. (per es: il contadino che decida per etica personale di non utilizzare nel suo campo pesticidi o concimi chimici, sarà ugualmente soggetto a subire le conseguenze sul suo raccolto derivanti dall’altrui utilizzo nel campo prospiciente al suo, né potrà imporre al suo vicino di coltivarlo biologicamente);
    2) chi si espone come punto di riferimento per determinate prerogative che gli sono proprie, come ad esempio l’onestà, non per tanto può farsi garante dell’onestà di tutti coloro che a lui guardano come tale, né obbligare quelli che lo circondano a praticare l’onestà col suo stesso senso etico e con la sua stessa coscienza, il che sarebbe comunque una forma di condizionamento e prevaricazione;
    3) se etica ed estetica, cioè sostanza e forma, sono in teoria inscindibili, ciò non toglie che all’atto pratico questa inscindibilità possa essere da tutti praticata! Ciò, specie laddove, in determinati ambiti, volutamente si sconfina nel dualismo convenzionale e separatore o allorché la manifestazione integrata della propria unicità viene minata dall’interferenza di circostanze o situazioni che sfuggono al proprio controllo di fatti o persone, fino a imprevedibilmente compromettere l’autogestione della propria integrità, quantomeno in quell’ambito.

    In conclusione, su tutto ciò che non dipende esclusivamente da noi, è bene essere consapevoli che non abbiamo alcun potere e di conseguenza sarebbe stolto attribuircene qualunque responsabilità.

    Ora, se il Kremmerz, nei suoi rapporti di ordine familiare o interpersonali con amici, collaboratori o discepoli, nel rispetto della loro intima natura non abbia imposto, né potuto imporre, la pratica dell’etica-estetica assolute su cui nei suoi scritti e nella strutturazione della sua Schola aveva ampiamente pragmatizzato dando la possibilità a tutti di uniformarvisi, non significa che non le possedesse e non le praticasse di per sé dandone esempio, ma semmai che il suo mondo di relazioni ne era ancora molto distante per inadeguatezza e/o immaturità di coscienza fino ad arrivare ad offuscarle o rinnegarle. Ecco perché non può essere che strumentale evidenziare nella figura di Ciro Formisano quegli aspetti umani e sociali che indubbiamente prescindono dalla funzione integrata e magistrale di J.M.Kremm-erz quale strumento della Mente del consesso dal quale è stato scelto per espletarne il mandato.

  20. admin 21 Dicembre 2012 al 16:38 - Rispondi

    Originariamente postato da mercurius3
    Il 14 Ottobre 2012 alle ore 15:32

    Ciao a tutto il blog!
    Non ho molto tempo per seguire nelle pieghe più profonde la diatriba sull’etica, sull’ estetica ed esaltazioni mitologiche. E d’altronde anche trovandolo, credo non tolga e non metta valori kremmerziani nella mia formazione ed esperienza ventennale. E questo non certo per quell’alone di misticismo suggestivo collettivo, di cui qualcuno potrebbe ipotizzare, ma per motivazioni concretamente terapeutiche .
    La mia esperienza risale a tantissimi anni fa, (veramente la mia prima esperienza…) quando non ancora conoscendo la S.P.H.C.I. mi ritrovai con un crociato completamente lesionato, versamenti endoarticolari e sfibramenti del mediale e postero. Senza entrare nel patetico racconto di dolori e traversie, prenotai un trapianto a Lione. Nell’attesa dei due mesi, mi ritrovai ad usufruire dell’aiuto terapeutico di cui si parla e, con un solo contatto a distanza di rinnovamento energetivo volitivo nella mia persona, quello che comunemente chiamiamo principio vitale, io mi alzai senza bisogno di stampella e da allora non ho più smesso di camminare per la mia strada urbana, extraurbana e miriamica.
    Tutto il resto è indagine, supposizione, polemica, approvazione, tutto ciò che si vuole in positivo e in negativo: la realtà terapeutica è che il mio crociato a successive indagini diagnostiche non segnala neanche il callo osseo.
    Rifacendomi a quanto dice Catulla, “modulare il proprio principio vitale”, dopo l’esperienza di impatto traumatico, diventa un diritto, un dovere, un valore esistenziale per ritrovare non un crociato ma un equilibrio di vita, migliorando la propria evoluzione, che essendo vita è anche prevenzione terapeutica.
    Vi abbraccio tutti

  21. admin 21 Dicembre 2012 al 16:38 - Rispondi

    Originariamente postato da catulla2008
    Il 13 Ottobre 2012 alle ore 13:01

    Nella dottrina di Giuliano Kremmerz non mi sembra proprio che l’educazione ermetica prescinda, né lo potrebbe del resto, dai meccanismi che presiedono alla salute e alla prevenzione terapeutica e che, in quanto meccanismi ‘naturali’ sono esplicitazione di un disegno che è quello della forma umana della vita. Anzi e ad esempio, nel momento in cui il Maestro invita (vedi in questo sito ne “La parola al Taumaturgo – 28 aprile 2011) a pensare che la bile distrugga i bacilli entrati nel fegato, indica un allenamento della volontà cosciente a potenziare la reazione immunitaria spontanea del corpo umano. Tale visione che, per affermazione dello stesso Kremmerz, è legata al concetto di ‘concordanza magnetica nell’uomo completo, sano ed equilibrato’ è la medesima che porta a proporre ai malati che lo richiedono di modulare attivamente il proprio principio vitale affinché, forte dell’aiuto terapeutico ricevuto a distanza, si rinvigorisca la volontà di guarire e la fiducia nelle cure mediche intraprese, a dispetto di ogni debilitazione dovuta al dolore e alla malattia.
    Ora, a mio parere, è un po’ quello che, a livello macro, si presuppone accada in una società sana dove, ad esempio, davanti all’abuso, al mercimonio e alla violenza di qualunque specie (verbale, fisica, opinionistica, ecc.) la reazione si esplicita sia nell’indignazione (che è sistema immunitario dell’anima) che nella fiducia nelle leggi della civiltà, a dispetto di ogni detrimento dovuto alla perversione e alla follia.
    Perciò, non posso che idealmente concordare con quanto affermato dal Maestro ne “La Porta Ermetica” a Villa della Speranza in beneficio dell’ospite romito, di Caio Buddi e di Sempronio Cristiano che “la scienza è anche temperanza di parole…. leggete i Versi di Oro di Pitagora e troverete il galantuomo evoluto dei tempi nostri” e per conseguenza ritenere che l’estetica debba considerarsi, non solo etimologicamente, emanazione dell’etica: in un binomio oggettivamente inscindibile.

  22. admin 21 Dicembre 2012 al 16:37 - Rispondi

    Originariamente postato da smeraldo888
    Il 11 Ottobre 2012 alle ore 23:20

    Ringrazio persevero per i chiarimenti sulle due circostanze del perdono, distinte, se ho ben capito, dalla buona o cattiva fede di chi perpetra un qualsivoglia crimine. Anche se, a mio parere, il crimine resta compiuto in entrambi i casi e in entrambi i casi produce conseguenze ed effetti imprescindibili dalle intenzioni di chi lo compie.
    Come il così detto “processo alle intenzioni”, che di fatto nessuna giurisprudenza pratica, non può sfociare in una condanna, parimenti a mio avviso la buona fede di chi commette un crimine, può tutt’al più mitigarla con delle attenuanti, ma comunque non gliela risparmia!
    Però, in fondo, chi siamo noi per giudicare? Ma chi sono gli altri per giudicarci? E chi siamo noi per perdonarci o per perdonarli?
    Da bambino, mia nonna che pur mi amava tanto, quando ne combinavo una delle mie mi diceva: “Chi rompe paga, e i cocci sono suoi!” ed io sapevo, o percepivo, che anche se lei in cuor suo mi perdonava (nel senso che mi amava), avrei comunque subito le conseguenze del mio gesto.
    Quando sono entrato a far parte della Fratellanza, qualcuno mi ha detto che in base allo Statuto o Pragmatica, esistevano un’Etica e un’Estetica Miriamiche alle quali mi sarei dovuto uniformare, o quantomeno tendere ad uniformarmi. Se anche involontariamente le offendessi in qualche modo, non mi aspetterò certo di essere perdonato da qualcuno, ma se mai di vedere oggettivato il dissenso alla mia mancanza in quella stessa Regola Fondamentale alla quale consapevolmente e liberamente ho aderito.
    Con l’esempio della mia esperienza, e corroborato da quanto teorizzato negli interessanti post di questo blog, voglio solo semplicemente dire che al di là delle nostre considerazioni esiste un’Etica Assoluta della quale poco conosciamo, ma va convenuto che esiste pure un legittimo, naturale e umano disgusto verso ogni forma di scempio perpetrato a danno delle persone o delle cose che amiamo.

    Ad anima critica sarei grato se scrivesse più di frequente, ma un po’ più conciso. Forse così le sue intelligenti e condivisibili osservazioni sarebbero meglio colte e assimilate da tutti. Personalmente le apprezzo molto, anche perché ho buoni motivi per credere che in certi forum verrebbero immediatamente cancellate!

  23. admin 21 Dicembre 2012 al 16:37 - Rispondi

    Originariamente postato da unicorno2012
    Il 11 Ottobre 2012 alle ore 21:22

    E già, filosobek, ma quella parola libero, nel terzo ciclo di quella puntata, mi risulta veramente emblematica. Allora, se grazie alle propizie influenze siderali possiamo tentare di riuscire a dare un taglio alla catena che ci lega al nostro eventuale nemico mi chiedo, cosa significhi concretamente non pensare con odio. Forse non pensarlo per niente in quel giorno facendo uno sforzo mentale? Oppure pensarlo benevolmente? In quest’ultimo caso si rischia (imho) di cadere nella categoria dei sentimenti ai quali certo risulta potenzialmente improvvido far appello quando si tratta di relazionarsi con le dinamiche altrui al momento che più o meno “garbatamente” interagiscono con noi. Ho letto e riletto più volte, nel corso degli anni, quanto dice il Maestro:

    “Nelle idee semplici troverai: che l’odio, la necessità, il dolore sono spiriti della falsa concezione della vita, poiché l’innocenza, che è purità di coscienza libera, non concepisce nessuno dei tre termini; che predicare l’idealismo morboso che fa desiderare e sognare quello che non e in natura, è deviare dalla Verità …”

    Evidentemente tutto procede dal processo di purificazione in atto e quindi dal grado di coscienza, tendente all’integrazione, conseguito da ognuno di noi.
    Allora ben vengano, tra le tante, anche le sperimentazioni (vedi Lunazioni) che la Tradizione, con i suoi ortodossi Maestri, generosamente offre per rimetterci ciclicamente in gioco e riappropriarci sempre più delle giuste misure, al fine di aggiustare il tiro laddove avessimo nascosto l’odiato bersaglio nelle pieghe più ascose del nostro illusorio perbenismo sociale. Divenendo così esseri veramente sempre più liberi: dall’odio, dalla necessità e dal dolore.

    Ma tutto questo a beneficio di chi tende operosamente verso la Miriam che è fonte inesauribile di Bene, e non certo per chi intende ascriversi all’ultima categoria, perlopiù animata da biechi prevaricatori, richiamata in ultimo da persevero e per i quali una buona “medicina” è sicuramente la testimonianza ortodossa dei nostri atti e fatti in difesa della Verità come testimonia anche questo tread.

  24. admin 21 Dicembre 2012 al 16:36 - Rispondi

    Originariamente postato da filosobek88
    Il 11 Ottobre 2012 alle ore 16:06

    Oltre undici anni fa, nel corso delle conferenze itineranti tenute dalla S.P.H.C.I., ricordo – a proposito dell’idea di perdono – una prospettiva molto particolare introdotta dall’occasione delle Lunazioni III ciclo (tra l’altro riproposte nell’aprile di quest’anno). Si trattava, nella fattispecie, di una frase quasi a margine del III ciclo in cui si recita: “Nell’8° giorno di questa luna non pensare con odio al tuo nemico e ne sarai libero”.
    La proposta di riflessione che venne esplicitata all’epoca evidenziava l’ipotesi che il perdono servisse non all’offensore ma all’offeso per ritrovare la pace interiore e ripristinare il proprio equilibrio. Per parte sua l’offensore, non più agganciato all’atto malefico (etimologicamente inteso come “facente male”) in forza della memoria vivificata dalla vittima, veniva restituito a sé stesso, alla propria memoria e alle conseguenze dei propri atti, a prescindere dalla vittima sottrattasi al dolore della propria condizione e ritornata alla ‘normalità’.
    Perdonare richiede dunque una grande forza… ma tale forza potrebbe essere intesa – diversamente da quanto appare nella religione – non in beneficio dei “peccati” altrui per i quali il diritto a intervenire potrebbe essere ampiamente discusso, bensì in beneficio della propria serenità: sconvolta, ferita, e poi risanata dal perdono.
    Avevo grandemente apprezzato allora una logica tanto concreta e fuori da ogni mistica che restituisce ognuno alla responsabilità dei propri sentimenti e delle proprie azioni: sul piano sociale – per quello che compete alle leggi della società civile – e sul piano sottile – per quello che compete alle leggi dell’anima.
    Ancor più l’apprezzo adesso che meglio la comprendo e cerco di praticarla in una sperimentazione quotidiana come membro della Fratellanza.
    Un saluto a tutto il blog

  25. admin 21 Dicembre 2012 al 16:35 - Rispondi

    Originariamente postato da persevero
    Il 11 Ottobre 2012 alle ore 12:40

    Sollecitato da Smeraldo 888 , due parole sul perdono e sulle circostanze che lo rendono praticabile. Discorso difficile perché sottoposto alle più diverse valutazioni soggettive. A guardare la storia umana, proprio quella che si studia già dalle elementari , le più incredibili nefandezze sono state compiute e ripetute nei secoli da uomini “in buona fede”. Dalla evoluta cultura greca al pietismo cristiano che entrambi giustificarono in vari modi la schiavitù, passando attraverso lo sterminio di milioni e milioni di vite umane attuato da dittature, anche recenti, del più diverso segno per “rendere migliore“ l’umanità, giungiamo alle attuali “missioni di pace” che caratterizzano la nuova logologia del potere imperiale, sterminatore come sempre, anche se con un “bon ton” adeguato ai tempi…..
    E’ verosimile che moltissimi individui in ciò coinvolti abbiano ucciso, depredato, distrutto, prevaricato “in buona fede”, cioè in buona coscienza e militante ignoranza, credendo davvero di stare facendo del loro meglio per il futuro dell’umanità. Se così non fosse, intere popolazioni che a tali ideologie prevaricanti hanno accondisceso, non di rado con genuino entusiasmo, sarebbero condannate senza speranza di redenzione. Nel mito cristiano, vale la sublime figura simbolica di Gesù che, crocifisso e trafitto, perdona i suoi materiali persecutori perché “non sanno quello che fanno”… Ma lo stesso, stranamente, non perdona i mercanti che avevano invaso il tempio, che pure non gli stavano materialmente infliggendo il supplizio…..
    E’ quindi nella consapevolezza dell’intenzione che personalmente individuo il discrimine. Chi mi attacca e mi calunnia può essere vittima delle sue emozioni, di superficialità e cattiva informazione, del suo infantile bisogno di prevalere ( lo si vede spessissimo in politica come nelle dispute da bar….). Altra cosa è la menzogna consapevole : mentire sapendo di mentire e non, come più o meno tutti ogni giorno facciamo, credendo sinceramente di essere nel giusto. Di tale tipo di menzogna deliberata e degli effetti sociali che essa può produrre certe istituzioni “pubbliche” ( al massimo grado i servizi segreti e le caste dominanti che se ne servono…. ) hanno fatto una vera e propria scienza, “strumentum regni” studiato e finanziato con cifre da capogiro di denaro pubblico… sarebbe un discorso non pertinente se non permeasse il vivere civile a livelli che non riusciamo nemmeno a immaginare.
    D’altra parte il cosiddetto “ satanismo” o “ magia nera” che con tale dimensione sociale non di rado si apparenta anch’esso in modi che sfuggono alla pubblica percezione, pratica e suggerisce la prevaricazione, l’inganno, la calunnia e la prepotenza come sua etica identitaria. Se di questo si trattasse, anche volendo, il perdono è reso impraticabile , più che dai fatti, dalla natura delle intenzioni. Ma speriamo che non di questo si tratti.

  26. admin 21 Dicembre 2012 al 16:35 - Rispondi

    Originariamente postato da volo
    Il 10 Ottobre 2012 alle ore 19:37

    Sono medico ed esercito la mia professione da diversi anni. A un certo punto percepii un limite nella pratica della medicina, avvertendo l’esistenza di ‘altro’, oltre la fisicità della malattia. Mi iscrissi a una scuola di psicoterapia, al cui interno trovai però situazioni conflittuali molto pesanti, per cui lasciai quella scuola.
    In un viaggio in Nepal venni a contatto con il lamaismo tibetano; al ritorno volli avvicinarmi alla meditazione Vipassana. Entrambe esperienze di notevole interesse. Sentivo tuttavia la necessità di altro.
    Frequentai un corso sull’Alchimia c/o una scuola di psicoterapeuti. Qui fui informata sia su ritiri in cui un maestro di ispirazione Advajta dava insegnamenti (a mio avviso secondo un’ottica molto soggettiva) sia sulla tradizione esoterica italica.
    Lessi kremmerz, seppi che la Schola da lui fondata esisteva ancora. Volli fortemente farne parte e cercai il contatto con un componente della Schola.
    Qui trovo ciò che cercavo. Qui non vedo circolar moneta, non vedo circolar illusioni. L’intento è la terapeutica ermetica, il fine e il mezzo. Qui è possibile impegnarsi nel lavoro su se stessi. Un lavoro gravoso? Direi adeguato a ciò che si è. Il risultato? Si intuisce a poco a poco; perseverando si manifesta. Una trasformazione di se stesso; una ‘guarigione’ di sè e un rendersi sempre più disponibile a essere il tramite verso guarigioni altrui.

  27. admin 21 Dicembre 2012 al 16:34 - Rispondi

    Originariamente postato da mens.libera
    Il 08 Ottobre 2012 alle ore 00:23

    Ho l’onore di essere iscritto dal 1976 e di aver visto l’opera e l’esempio di vita dei Maestri che si sono succeduti in tale Ufficio. Testimonio la correttezza della loro attività e la totale gratuità dell’impegno di vita profuso nell’Ortodossia. I risultati della Terapeutica si sono verificati a beneficio di tanti ricorrenti e anche l’evoluzione di tanti iscritti. Entrare nella Fratellanza non è facile ed è sempre su base volontaria, uscire è semplicissimo: nessuno ti trattiene. Vige la massima libertà. Leggere su mediocri blog le solite critiche basate su vicende vecchie di un secolo e superate, basandosi su evidenze manipolate è indice di povertà di pensiero e argomentazione, orchestrate ad arte da professionisti incompetenti ed ignoranti del fango, che passono il loro inutile tempo (forse non avendo altro da fare, non lavorando) a denigrare senza sapere nulla. Anzi attribuendosi fantomaici poteri. Siamo nel campo del delirio e della pura superstizione. Nulla di scientifico e di dimostrabile. Costoro si mettessero in gioco pubblicamente. E’ troppo facile tentare di distruggere dal comodo anonimato. Ma la Fratellanza prospera da 100 anni e andrà avanti, nonostante c’è chi pesca nel torbido, per seguire propri invidiosi disegni egemonici. L’Opera è pro salute populi, non è una vicenda personale. Un abbraccio a tutti i Fratelli e Sorelle e a chi sinceramente opera per il Bene.

  28. admin 21 Dicembre 2012 al 16:34 - Rispondi

    Originariamente postato da smeraldo888
    Il 07 Ottobre 2012 alle ore 12:15

    Buona domenica.
    Complimenti per i post a tutti voi… anche se può apparire auto-celebrativo detto da chi ormai è convinto praticante!
    Grazie bumble bee, per la tua inattesa testimonianza e tutta la mia ammirazione per aver avuto il coraggio di esporti con tanta serena semplicità sulle tue gravi traversie, anche se sfociate in un sorprendente esito positivo, e auguri sinceri per tutto quanto il tuo cuore desidera.
    Mi unisco a persevero nella via dell’amore, ma vorrei tanto comprendere quali sono le “circostanze” che consentano, e quelle che non consentano “il perdono”, per verificarle o sperimentarle entrambe.
    Spero che anima critica, che con grande professionalità è riuscito a fare una così puntuale verifica di cassa sugli ipotetici introiti del Kremmerz e dell’Ordine Egizio, non ne faccia una segnalazione all’Agenzia delle Entrate per presunta evasione fiscale, dati i tempi che corrono! Ma, a parte gli scherzi, volevo dirgli che anch’io prima di essere ammesso nella Schola ho letto attentamente il sito e preso visione ad uno ad uno dei documenti del carteggio del Galleani ivi pubblicati. Successivamente, e allorché mi è stato concesso consultarne alcuni originali, sono addivenuto alle sue stesse conclusioni nell’attribuire la mia fiducia a questo galantuomo d’altri tempi che aveva annotato scrupolosamente ogni fremito d’aria intorno a lui, ininterrottamente, fino alla morte. E di certo, se qualcosa non gli fosse quadrata in oltre 20 anni, sul Maestro e sulla Schola, o sull’Ordine, l’avrebbe segnalata in rosso nei suoi appunti, o addirittura denunciata, se non altro per semplice pignoleria o per deformazione professionale (dato che era un Prefetto).
    Anche dal mio modesto punto di vista, quindi, almeno fino al 1921, le testimonianze manoscritte del Maestro Iesboama, alias Luciano Galleani, costituiscono l’unica fonte storica e iniziatica certa cui attingere e fare riferimento per qualsiasi corretta documentazione e interpretazione su fatti, personaggi e situazioni inerenti il primo venticinquennio della nostra Schola Hermetica.

  29. admin 21 Dicembre 2012 al 16:34 - Rispondi

    Originariamente postato da fleurdelys
    Il 05 Ottobre 2012 alle ore 15:58

    Un caro saluto alla Direzione e agli iscritti tutti!
    Ci sono anche io, poco assiduo scrittore ma attento lettore del blog, a testimoniare la mia adesione sincera e motivata alla sperimentazione della terapeutica ufficiale da oltre trent’anni in qualità di medico chirurgo e di quella ermetica da oltre venti come iscritto alla SPHCI.
    A dire il vero, il mio primo approccio alla terapeutica ermetica è avvenuto da paziente, in quanto ho usufruito dell’aiuto terapeutico per un problema che pareva dovesse portare danni irreversibili e che invece non ha avuto sequele..e chi ha sofferto di emorragia retinica può comprendere!
    Ottenuta la guarigione, non ho più avuto alcun dubbio a proporre ad altri la terapeutica ermetica , all’inizio con prudenza e poi con sempre maggiore sicurezza, vista la buona percentuale di risposte positive ottenute in ambito non solo puramente fisico, ma anche psicologico ed evolutivo in senso lato. Lo studio della realtà e della medicina secondo i canoni della Schola ha progressivamente smussato il contrasto tra la forma mentis acquisita in ambito accademico e la visione di più ampia prospettiva che man mano andavo acquisendo, grazie alla scientificità della seconda, sino al punto di considerare perfettamente integrati i due approcci.
    Il fatto di esercitare la professione medica, poi, mi ha permesso anche di confrontare l’evoluzione delle patologie a cui si applicavano le sole strategie della medicina ufficiale rispetto a quella in cui si affiancava anche la terapeutica ermetica. Il riscontro ad una presa di coscienza dell’ammalato insieme ad un atteggiamento di positiva determinazione a guarire, secondo i dettami della terapeutica ermetica, è sempre stato un decorso più breve ed un esito sicuramente migliore in termini di guarigione, minore sofferenza e maggiore rapidità di ripresa. E anche quando il decorso è stato infausto l’exitus è avvenuto in un’atmosfera serena e direi confortata. Riguardo ai benefici, che la terapeutica ermetica apporti all’essere al di là della vita contingente, non posso che prestare fede a quello che scrive il Maestro Kremmerz non avendo esperienza personale in proposito.
    Non è di parte dire che, in ogni occasione, gli iscritti della Schola di ogni ordine e grado e in particolar modo il Maestro Iah-hel sono stati presenti e determinanti per le numerose sperimentazioni effettuate, generosi e disponibili,con spirito di abnegazione senza eguali.
    Se questa è la verità, cara anima critica, perché la devo tacere?
    Riguardo invece le provocazioni che periodicamente vengono esercitate nei confronti della Schola e di chi la rappresenta, contravvenendo alla mia abituale tolleranza per ogni difformità di espressione, se lecita, mi sento in dovere di condannare senza scuse il volgare e ignorante tentativo di diffamare una realtà così bella e pura, non certo per personale risentimento ma per difendere l’Idea che la ispira e in cui credo con tutto me stesso. Una realtà da cui originano fatti concreti e non parole affidate all’etere, esercitata alla luce del sole e valorizzata da tutte le manifestazioni che la Schola nel corso degli anni ha intrapreso per diffonderne la conoscenza e permetterne la fruizione da parte di chiunque volesse.
    Intanto, anche grazie alle provocazioni e alle offese che la irrobustiscono, l’Idea continua a sviluppare, dal seme piantato dal Maestro Kremmerz oltre un secolo fa, una pianta rigogliosa e viva, la cui bellezza metterà a tacere ogni maldicenza e la proteggerà da ogni attacco.
    Per concludere… provo un sentimento di sincera invidia nei confronti di tutti coloro che hanno così tanto tempo da potersi permettere di sprecarlo a far del male al prossimo: a me non basta quello che ho a disposizione nemmeno per essere più presente qui!!!

  30. admin 21 Dicembre 2012 al 16:33 - Rispondi

    Originariamente postato da persevero
    Il 05 Ottobre 2012 alle ore 13:06

    Leggendo i post precedenti non posso che concordare, oltre che con i contenuti, con l’equilibrio dei modi con cui chi ha scritto ha fornito risposta ad uno dei tanti attacchi di cui un’organizzazione iniziatica effettiva difficilmente può andare esente. Personalmente ho praticato con diversi “gruppi” che utilizzavano la rituaria Kremmerziana, nel corso di più di trent’ anni. Professionalmente abituato al pensiero critico, nonché alle dinamiche della psicologia individuale e di gruppo cui fa riferimento l’interessante post di anima critica ( apprezzabile il suo cenno alla inevitabile auto referenzialità dei gruppi caratterizzati da forte identità e coerenza ), mi sono avvicinato dopo lungo peregrinare alla SCHOLA non per ragioni emotive, ma perché persuaso dalle argomentazioni storiche inerenti la legittimità iniziatica ( di cui quella giuridica non è che il riflesso sociale ). Provenendo da anni di frequentazione del gruppo che gravitò intorno alla inappuntabile figura del prof. Verginelli sono stato di necessità – direi anche per deformazione professionale oltre che per tendenza personale – attento e critico osservatore della coerenza, della attendibilità, del disinteresse che ci si deve attendere da un’organizzazione cui si intenda affidare una parte così importante della propria vita. Non solo, ma appartenendo dichiaratamente alla esigua schiera residua dei maschilisti convinti e professanti, anche in questo senso sono stato di necessità osservatore attento e critico della sua ( uso termini profani ) “ leadership” . Oggi, dopo diversi anni, non posso che confermare la percezione di assoluta integrità umana ed iniziatica, anche quando espressa in termini austeri e prevedibilmente non a tutti graditi, che ha caratterizzato, da quando ne faccio parte, l’operato della SCHOLA e dei suoi Vertici, e che, in particolare nella persona del M° IAH – HEL, sento perciò qui il bisogno di pubblicamente ringraziare.
    Relativamente al tema non entro nel merito delle critiche di contenuto, perché altri lo hanno già fatto esaurientemente nei post precedenti. Professionalmente sono più che avvezzo, come psicoterapeuta, alle variegate manifestazioni della aggressività umana che ormai, se contenute nei limiti ordinari della polemica e del conflitto verbale, non riescono più di tanto a turbarmi. Alcune personalità, senza averne colpa, soggiacciono al condizionamento per cui , per affermare il proprio valore, occorre demolire quello altrui. Non è certo cosa rara nella dinamica sociale, in particolare nel genere maschile. Verrebbe voglia di avvolgere in un abbraccio rassicurante le anime sofferenti che troppo soccombono a questo bisogno, quando se ne intuisce l’origine. Anche quando dotate di buona intelligenza e cultura, e di efficace vigore polemico, sono ( almeno lo sospetto, non essendoci modo di conoscere l’interessato direttamente nel caso in oggetto ) in qualche modo vittime di un intimo disagio che tendono a spandere intorno a sé, surrogando non di rado il nascosto bisogno di amore e riconoscimento a suo tempo deluso con la dolorosa e dispendiosa tensione al prevalere. Se di questo si tratta, vada dunque anche a loro l’abbraccio affettuoso della MIRIAM, simbolo dolcissimo di amore materno, nella speranza che ne abbiano pace ed aiuto nella loro ricerca evolutiva, che presumo sincera, anche se turbolenta….. Siamo solo esseri umani, fallibili e imperfetti, ma almeno nella comune intenzione, consapevolmente incamminati nella via dell’amore e quindi, se solo le circostanze lo consentono, del perdono.

  31. admin 21 Dicembre 2012 al 16:33 - Rispondi

    Originariamente postato da tanaquilla9
    Il 04 Ottobre 2012 alle ore 11:10

    In calce riporto un breve brano del Maestro Kremmerz, scritto ai tempi del Commentarium, che ci potrà far meglio comprendere l’atteggiamento equilibrato che fu del Maestro (e dei Maestri Suoi successori) rispetto ai detrattori, e quanto il gratuito odio altrui, condito di terrorismo, calunnie e farneticazioni, miri solo a demolire l’Idea ermetica e Chi la trasmette. Perché? Una delle ragioni ce la espone anima critica nel suo benvenuto post. “Affermare la propria identità per contrapposizione” scrive anima critica è azione di chi aspira a sentirsi leader; per ottenere ciò bisogna che egli “mostri – non dimostri, si badi bene – di saperne più degli altri …”, facendo degenerare il dialogo “in una congerie di asserzioni… finalizzate unicamente alla ricerca del reciproco consenso attraverso l’altrui demolizione. E anche questo può rientrare nella logica tipica di quei gruppi che sono privi di autentici valori di riferimento e aggregazione”. E’, dal mio punto di vista, un atteggiamento patologico (se non criminale) e potenzialmente pericoloso – come ha già evidenziato sphci. Circa poi la convinzione di tali persone di poter mantenere a lungo l’anonimato ho seri dubbi al proposito, e mi risulta siano state anche bannate da alcuni forum per motivi, fra gli altri, di “aggressività, avversione e malizia nell’offendere”.
    Noi ascritti alla SPHCI, serenamente e lontani da inutili polemiche, continuiamo nell’esperimento pratico della terapeutica ermetica, consapevoli di poter giovare ai sofferenti e di quanto i Maestri hanno sempre detto: “la missione degli ascritti è di dimostrare con l’opera efficace e l’esempio che noi facciamo il meglio possibile, non il perfetto che non è umano”. E invitiamo ad un dialogo costruttivo sulle potenzialità scientifiche dell’Ermetismo tutti coloro che le intravedono.
    Ecco il brano:
    “La demolizione qui, nel nostro paese, abbiamo l’abitudine di farla solo con le nostre iniziative, con le iniziative paesane cioè, analizzandole nel modo peggiore per soffocarle, e quando le iniziative resistono alla critica si cominciano a discreditare i propugnatori delle idee nuove, con quel cinismo calunnioso che è speciale attributo della gente socialmente quotata per onesta…N.R. Ottaviano ci direbbe: fiato sprecato, la bestia umana specialmente se monta in cattedra è intollerante……se qualcuno ti calunnia per colpire e discreditare l’Idea nell’uomo o negli uomini che la propugnano tu non riuscirai a liberarti della rogna che ti appiccicano a meno che non reagisci tirando loro la coda per sentirli gridare come gatti idrofobi un aiuto a Maometto”. Io non dico né si e né no. Continuo a fare appello alla buona volontà e metto te, o novizio, in guardia perché tu intenda che la Schola non è persona ma idea, anche il sottoscritto potrebbe essere un’idea che non ha persona. Le persone, gli uomini, le donne, le bestie, i vegetali, i batteri passano: chi se ne infischia più dei morti e della gente che passa? Ma tu analizza bene l’idea, non adorare e non odiare le bestie e le cose che passano… sii demolitore delle frottole e comincia ad aver fede e coscienza in noi…Noi? Chi voglio indicare con questo pronome da presidente di alta accademia? Noi è il sottoscritto? Noi è il manipolo della coltura della nostra Schola? Neanche per sogno. Abbi fede e coscienza in Noi, cioè in te e in tutti quelli che pensano come te e io pensiamo”. (Commentarium, I volume, p. 232-233)

  32. admin 21 Dicembre 2012 al 16:32 - Rispondi

    Originariamente postato da mammolazzurra
    Il 04 Ottobre 2012 alle ore 10:20

    Sono un medico iscritto da circa 20 anni all’Associazione S.P.H.C.I.
    La mia iscrizione è avvenuta dopo un incontro diretto con il Maestro Iah Hel, grazie al Quale la frequenza, la pratica e lo studio della scienza ermetica sono divenuti per me, non pura astrazione, ma una tangibile, continua verifica di Bene, Amore, Luce, salute e Verità.
    L’applicazione della conoscenza e delle pratiche della Schola alla terapeutica è stata per me una fonte di continue verifiche del beneficio ottenuto nel sostegno e nella cura dei mali umani, a rafforzare l’effetto delle più comuni metodiche terapeutiche, a tingere di Amore i casi più critici, a guidare ed orientare la mia personale direzione nell’attività clinico-terapeutica quotidiana.
    Numerose le verifiche terapeutiche sia personali che di coloro i quali con fiducia si sono rivolti alla Luce della Miriam e nella loro giusta privacy ne ricordano ancora gli effetti benevoli.
    A Iah Hel, a J. M. Kremmerz, a Tutti I Delegati Generali e Maestri che con coraggio e fermezza hanno portato il testimone vivente dell’Unica Vera Continua Tradizione Scientifica Ermetica “pro salute populi” va il mio profondo e sincero ringraziamento.
    Grazie per la conoscenza profusa.
    Grazie per la sicurezza ed inviolabilità con la quale hanno tramandato sino ad oggi la Tradizione.
    Grazie per le Idee, gli spunti così innovativi che solo da pochi anni iniziano a ricevere conferme dalla scienza ufficiale, come gli attuali studi di fisica e biofisica medica sulle vibrazioni elettromagnetiche, sul suono (vedi i lavori sull’azione del suono come agente trasformatore di cellule staminali in cellule del miocardio, cioè del cuore!), sulla parola (si dice in PNL che la parola è magia!), sugli effetti di sequenze di parole sul sistema cellulare dell’organismo (con valutazioni obiettivate strumentalmente mediante elettroencefalogramma, RMN e termografia), sul ruolo delle lingue madri e della corrispondenza con la struttura biologica, psichica e comunicativa delle popolazioni corrispondenti (che dire quindi dell’uso terapeutico di antichi salmi della Tradizione Ermetica che rientrano in risonanza nella profondità delle vibrazioni cellulari, nella memoria ancestrale dell’essere umano?), sulla comunicazione più sottile nella materia biologica (in particolare nell’ambito della medicina omeopatica e funzionale), studi svolti in autorevoli centri di ricerca nazionali ed internazionali, in continua crescita, che avvalorano e rafforzano il mio senso critico di appartenenza all’Associazione S.P.H.C.I.
    Grazie!!!

  33. admin 21 Dicembre 2012 al 16:32 - Rispondi

    Originariamente postato da bumble bee
    Il 04 Ottobre 2012 alle ore 09:47

    La mia esperienza con la Schola non come iscritto, ma come richiedente di aiuto e’ di lunga data, per problemi di salute di media entità. Ma il caso piu eclatante e’ avvenuto nel gennaio 2010.
    Sono stato interessato da un grave problema, “ emorragia subaracnoidea da rottura di aneurisma della biforcazione dell’arteria celebrale media di destra “ (questa la diagnosi clinica). Scrivo quello che e’ scritto sulla cartella medica, “ Il decorso post operatorio e’ stato complicato dalla comparsa di focolaio ischemico dei nuclei della base a destra e fronto parietale con incremento della pressione endocranica che ha reso necessario un secondo intervento per decompressione del tessuto frontale. Il paziente e’ stato percio’ intubato e sedato in terapia intensiva. Nei giorni sucessivi si e’ instaurato un severo vasospasmo sui tratti M1 e M2 dell’arteria celebrale media di destra. “ Questo e’ un riassunto di quello che e’ successo tratto dalla lettera di dimissioni. Dopo circa un mese sono stato dimesso dall’ospedale e con l’incredulita’ dei medici che mi hanno operato, sono uscito senza nessun problema fisico e psicologico, oggi continuo a fare la mia vita, lavorando e vivendo normalmente

  34. admin 21 Dicembre 2012 al 16:32 - Rispondi

    Originariamente postato da sphci
    Il 03 Ottobre 2012 alle ore 14:11

    Un Benvenuto ad anima critica cui va un sentito ringraziamento per le sue sociologicamente circostanziate critiche al nostro così detto “gruppo sui generis”che proprio in quanto tale non solo le accetta ma appieno le condivide, nella maturata consapevolezza delle proprie e volute connotazioni simboliche, logologiche e valoriali, fra l’altro tese a supportare la legittima difesa, specie all’esterno, della propria integrità-identità nei confronti di quelle aggregazioni all’apparenza similari e che, da navigato navigatore del web, di certo non gli saranno sfuggite.
    Ma grazie soprattutto per essersi esposto con il suo intervento in questo n/s spazio, piuttosto che nel forum che dice di aver individuato, scelta questa che conferma le sue credenziali di serio esperto della branca scientifica cui fa riferimento. Diversamente, se le sue competenze scientifiche o culturali fossero state, diciamo, di altra natura, avrebbe forse optato per altra scelta o per altro tipo di “analisi”, per motivare il suo intervento.
    Comunque, ci sentiamo in dovere di avvertirlo e di fargli notare, cogliendo l’occasione per sottolinearlo anche a tutti i membri del n/s “gruppo”, che il giungere a formulare un appello così generalizzato, tanto da suscitare una “levata di scudi” così corale, non scaturisce da alcuna esigenza, da parte della Direzione, di verificare l’aderenza a quei principi, da anima critica evidenziati e da noi condivisi, a tutela dell’identità-integrità del n/s “gruppo”. Muove altresì dall’aver esperito, in un passato nemmeno tanto lontano, quanto una certa “fenomenologia di rete”, come evidenziata dal n/s nuovo utente, specie laddove incentrata su scopi esclusivamente “distruttivi”, possa istigare una bassa manovalanza patologicamente delinquenziale a passare, dalle parole, a gesti più inconsulti o persino sfocianti in tentativi volti a compromettere l’incolumità morale di una collettività o quella fisica delle persone che ne fanno parte.
    Pertanto, in linea con la finalità di Bene verso cui ogni n/s operato indiscutibilmente è proteso, e dato che la Terapeutica Hermetica, messa in discussione, comporta l’esercizio di una pratica preventiva oltre che curativa, rispondiamo alla domanda formulata in calce al suo post da anima critica, preannunciandogli che il nostro “patrimonio culturale e morale” è già blindato in un contenitore idoneo allo scopo quanto inattaccabile dalle insane opinioni e bramosie di chi lo vorrebbe sperequare, inficiare o distruggere. E, se continuerà a seguirci, potrà perspicacemente dedurre da sé qual è lo Strumento, “al di là dei potenziali risvolti legali”, che ci consente, e in perpetuo ci consentirà, di proteggerlo nella sua autenticità e inalienabilità e tramandarlo, unitamente alla n/s Tradizione ortodossa e ininterrotta, ai posteri che vorranno sperimentarlo e giovarsene.

  35. admin 21 Dicembre 2012 al 16:31 - Rispondi

    Originariamente postato da mercurius3
    Il 02 Ottobre 2012 alle ore 22:55

    E’ stato detto abbastanza in risposta: detto col cuore, con la cultura, con la conoscenza storica e documentale della Schola, con l’osservanza all’ortodossia, ma soprattutto con la sperimentazione ed applicazione terapeutica sulla propria malattia e sulla propria pelle o dei familiari ed amici.
    E siccome su questa non si scherza, il discorso, con farneticazioni, non merita tanto impegno ed energia, che può essere meglio utilizzata.
    Forse, a vantaggio della propria salute psicofisica, manca solo una bella risata.
    Grazie per avermi dato spunti mentali e creativi per pseudo “Zelig” o “Colorado”, l’ironia scenica necessita di figure e figuri per drammatizzare.
    Buonavita a tutti, l’esistenza in questa momento è unica, la si utilizzi al meglio.
    Ciao blog!

  36. admin 21 Dicembre 2012 al 16:31 - Rispondi

    Originariamente postato da aronte
    Il 02 Ottobre 2012 alle ore 21:13

    E’ la solita storia che si ripete ormai da decenni, personaggi senza etica e onore che continuano a gettare fango e a diffamare la Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam e la figura dell’Aureo Maestro J.M. Kremmerz .mettendo in dubbio tutto il suo operato, la finalità della Schola e l’efficacia della Medicina Ermetica senza avere un minimo riscontro ne scientifico o ermetico. Questo purtroppo è ciò che continua a trovarsi in alcuni siti e blog che sono presenti in rete
    Mi sembra doveroso portare la mia testimonianza nel blog visto che faccio parte della Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam da oltre vent’anni ; quello che posso confermare e garantire , visto che l’ho potuto sperimentare e viverlo direttamente sulla mia pelle è la presenza costante delle Superiori Gerarchie che con il loro aiuto determinante hanno guidato e continuano a guidare ogni singolo iscritto nel cammino Miriamico .Molte sono le persone che continuano a rivolgersi alla Fratellanza per un aiuto terapeutico e molte sono le persone
    che vengono sanate, aiutate e miracolate da quell’energia sanatrice proveniente dal Centro in grado di andare ad innescare in quell’essere il principio di auto guarigione .Vorrei anche ricordare a quei personaggi pocanzi menzionati che l’Aureo Maestro Kremmerz prima di parlare di iniziazione, se non ricordo male , parla di uomo costituzionale, credo che valori come onore, senso civico, etica, onesta ecc ecc siano alla base .Concludo con un proverbio che a mio avviso calza alla perfezione “La volpe che non arrivò all’uva, disse che era acerba.”
    Un saluto a tutto il blog

  37. admin 21 Dicembre 2012 al 16:31 - Rispondi

    Originariamente postato da vanessa55
    Il 02 Ottobre 2012 alle ore 14:43

    Non sono iscritta da moltissimo a questa Schola ma da abbastanza per aver potuto verificare, per esperienza pratica, tre cose, a mio parere, fondamentali: la Catena orante e benefica di Miriam sana sia nel corpo che nella mente, e anche quando non completamente, per averlo sperimentato personalmente, comunque SEMPRE aiuta, anche chi, da non iscritto, beneficia, gratuitamente, di questa Corrente di Amore e Salute; è irrilevante il ruolo che ogni numero della catena svolge nella sua vita privata, sia familiare, che lavorativa, che sociale che non determina l’evoluzione a cui ogni essere ha diritto di aspirare, legata, invece, solo alla pratica ortodossa e, naturalmente, anche etica, in termini di onestà e sincerità in ogni ambito; che si raccoglie solo ciò che si semina . . . per il resto non sprecherei molte parole verso chi usa strumenti “sporchi” per raggiungere o perseguire solo egoistici fini personali, in qualsiasi campo si operi a tale scopo, per cui, rivolgendo la mia eterna gratitudine al Maestro Kremmerz e a Chi, con onestà e rettitudine, ha traghettato sino a noi questa Meravigliosa Opera di Bene e Salute lascio alla intelligenza di ognuno la libertà di scelta e di verifica concreta ……. e poi, come diceva una famosa canzone, tutto il resto è noia……….
    Un saluto fraterno a tutti/e

  38. admin 21 Dicembre 2012 al 16:30 - Rispondi

    Originariamente postato da mandragola11
    Il 02 Ottobre 2012 alle ore 12:54

    Buongiorno a tutto il Blog.
    Rispondo molto volentieri all’appello della Direzione con la mia testimonianza di novizia, molto onorata di esserlo.
    La mia esperienza della terapeutica ermetica è PIU’ che positiva. Prima dall’esterno e poi come miriamica IO SONO UNA BENEFICATA della MIRIAM
    I termini entro i quali ricercare una riprova sono secondo me chiaramente indicati nel modulo di richiesta d’aiuto scaricabile dalla sezione “terapeutica” del sito https://www.kremmerz.it.
    Chi ha attinto lo conosce bene perché è obbligatorio leggerlo, accettarlo, firmarlo.

    Posso testimoniare che l’iter contenuto e’ tutto vero e l’aderenza a questo e’ fondamentale e vedo che la delegazione vigila a che non si scantoni.
    La serieta’ e’ totale

    Riassumo l’iter praticato da me sulla base di questo modulo:
    ho comunicato la diagnosi avuta con miei mezzi , medico di base, ospedale ecc. a uno dei medici della Schola con il quale, e per scelta mia libera ho preso contatto, e colgo l’occasione per sottolineare la disponibilità, la gentilezza, la delicatezza di questi professionisti che ho avuto ad esempio l’occasione di consultare in orari non proprio canonici
    non ho MAI pagato nulla a nessuno per consigli via telefono, visite o semplici incontri informativi sulla scuola
    ho stabilito il contatto a distanza da casa mia senza vincoli logistici e di dipendenza e/o frequentazioni obbligatorie
    ho chiesto, ottenuto e, senza che qualcuno mi abbia sollecitato verso forme di riconoscenza o altro, riferito i risultati e semplicemente ringraziato
    non ho MAI visto promettere miracoli di guarigione, non solo nei casi più gravi, ma nemmeno in quelli apparentemente più facili perché, l’ho capito in seguito, la neutralità verso il mio trend personale è stata ed è totale, sono aiutata semmai a fare chiarezza io stessa del come mi ritrovo, delle cause che possono stare a monte degli effetti di oggi
    E’ DIPESO E DIPENDE QUINDI DA ME comprendere su quale organo preciso indirizzare l’aiuto, o su quale punto nevralgico della vita mia lavorare per la mia evoluzione con gli strumenti che mi sono stati consegnati per il mio grado di novizia e dei quali ho potuto constatare l’efficacia e iniziare a quantificarne i risultati sulla mia vita e sulla mia ristabilita salute.
    Potrei parlare ore e giorni su questo e so che chi l’ha potuto provare, mi capisce, e che tutti voi del blog potete condividete con me questo iter che è da sempre identico per tutti, sia come iscritti che come beneficati.

    Mi fermo affermando con semplicità e concretezza che sia sempre BENE-DETTO Kremmerz, la Sua Opera d’Amore, i Suoi Continuatori, la Delegazione attuale e il Maestro che la rappresenta e tutti coloro che ieri come oggi e come domani vorranno, liberamente mossi dal senso del BENE, portare avanti questo filo ininterrotto, come è senza fine la catena della VITA.
    E Questi per me sono e saranno degli E-R-O-I.
    Un abbraccio fraterno a tutti e buona giornata.

  39. admin 21 Dicembre 2012 al 16:30 - Rispondi

    Originariamente postato da garrulo1
    Il 02 Ottobre 2012 alle ore 11:24

    Volevo fare ancora un commento questa volta di altra natura rispetto all’amarezza esternata poc’anzi.
    Venerdì 28/09/2012 su Rai Due, in prima serata a Voyager si è parlato delle capacità emotive e di comunicazione delle piante, in particolare è stato presentato un esperimento in campo giudiziario, non ho capito bene dove sia stato eseguito, nel quale dopo collegati appositi elettrodi sensibili agli impulsi di una pianta presente sul luogo di un omicidio, si sono fatte sfilare cinque persone in mezzo alle quali vi era il soggetto sospettato del crimine.
    La pianta in questione, non ha fatto registrare alcun impulso grafico sui quattro estranei al fatto, mentre posto dinanzi il quinto, ha creato dei picchi grafici tradotti dalle apparecchiature con andamento sinusoidale/puntiforme.
    Questo, potrebbe diventare un ottimo metodo per riscontri in campo penale, quantomeno per dare un contributo all’attività investigativa, anche perché scientificamente è stato ormai ampiamente dimostrato. Tanto per citare un caso, tempo fa nella finestra “elicoide” apparve un articolo dal titolo: “ A Firenze il primo laboratorio al mondo per studiare il linguaggio delle piante – sarà specializzato nelle indagini sull’intelligenza verde”.
    Lo dirige uno dei massimi esperti mondiali nella Fisiologia delle Speci Arboree, il Prof. Stefano Mancuso.
    In sintesi, il direttore, unitamente alla propria equipe, ha scoperto delle terminazioni nervose con capacità di informazione neuronale e relative trasmissioni sinaptiche con capacità di azione analoga al mondo animale, ovviamente con modalità diverse di estrinsecazione.
    Mi torna alla mente un passo dello “Spaccio della Bestia Trionfante” , citato da F.A. Yates, in “ Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica “, che testualmente recita: “ Cossì pensar devi di ciascuno de gli dei per ciascuna de le specie sotto diversi geni de lo ente, perché siccome la divinità descende in certo modo per quanto che si comunica alla natura, cossì alla divinità s’ascende per la natura, cossì per la vita rilucente nelle cose naturali si monta alla vita che soprasiede a quelle….” .
    Si comprende dalle parole del Nolano, che la Natura latu sensi, è tutta una selva di vasi comunicanti conspecifici e parimenti ultraspecifici, di cui la sintonia e la conseguente simpatia permettono al più evoluto il contatto interdimensionale (ad es. le piante di grandi dimensioni, quando attaccate dagli erbivori, sono in grado di comunicare a distanza alle consorelle l’attacco esterno, e tutte quante sinergicamente produrre tossine difensive repellenti per gli aggressori, quindi la modalità di comunicazione si estende anche ad altra specie o meglio, ad altro regno della natura visibile).
    Credo sia questo uno dei fondamentali dello Sciamanesimo, ove ad esempio il contatto con l’animale guardiano una volta stabilito può portare al contatto con l’intelligenza che vi presiede, della quale l’animale diventa il veicolo di sintonia.
    Di conseguenza, anche il contatto tra esseri della stessa specie, ad esempio nei vegetali, avviene con modalità comunicative estremamente complesse, in parte ancora sconosciute e soprattutto proporzionali al loro stato di sviluppo intellettivo, o meglio come sostiene il Maestro J.M. Kremmerz, che ogni essere possiede un corpo solare cioè un quid di intelligenza universale proporzionato allo stato di sviluppo evolutivo dell’essere stesso.
    Penso proprio che le nuove modalità comunicative nel mondo verde, portate alla luce dal Prof. Mancuso e dal suo pool, rientrano perfettamente nel contesto di più ampio respiro trattato sopra, e che il servizio di Voyager citato all’inizio sia una delle modalità di esplicazione della rete universale di comunicazione tra esseri conspecifici, ma anche e soprattutto ultraspecifici, regola valida per tutti regni della Natura, Visibile e non.
    Un saluto a tutti.

  40. admin 21 Dicembre 2012 al 16:29 - Rispondi

    Originariamente postato da garrulo1
    Il 02 Ottobre 2012 alle ore 10:45

    Ho letto gli ultimi post che fanno riferimento ad una o più recensioni apparse su qualche forum, apprendo che, come al solito, prescindono dalla linea pura Ortodossa e dalla Pragmatica Fondamentale, a discapito di fantomatici gruppi miriamici sparsi qua e là. Chiedo cortesemente se mi si può indicare l’esatta modalità di accesso a tali pubblicazioni, sarei quantomeno curioso di leggerle. Anni fa, proprio nel mio primo intervento sul blog, sentii la necessità di fare un commento proprio su questo argomento, avendolo in precedenza vissuto personalmente. Non finirò mai di ringraziare il Maestro Jah – Hel per il patrimonio che ha divulgato pubblicando “La Pietra Angolare Miriamica”, che a suo tempo mi venne caldamente consigliata da un iscritto alla schola.
    La mia pregressa appartenenza per parecchi anni ad un gruppo non ortodosso, non mi aveva allertato l’attenzione sull’importanza dell’organigramma disegnato nella Tavola A, della Protezione e del controllo rigido del Grande Ordine Egizio a Tutela e Garanzia dell’intero impianto, tantomeno di concepire la Schola come una emanazione del Grande Ordine egizio, o parallelamente, come un contenitore idoneo a recepire e veicolare il “trasferimento” della Tradizione Ermetica.
    Lette più volte (sul piano della struttura di personalità, sono incline al dubbio, pertanto con esigenza “biologica” di investigazione, e magari con questa premessa non stupisce più di tanto il fatto che in tutta sincerità dica di “aver letto più volte…”) le lettere del Maestro Benno del dicembre 1947 e gennaio 1948, intrise di Pragmatica Fondamentale fin nelle molecole della carta che le contiene, presenti integralmente nella Pietra Angolare, non ho più avuto tentennamenti su quello che doveva essere il prosieguo del cammino, in quanto in tale momento storico, si è delineata per il futuro, la differenza Fondamentale tra la linea Ortodossa e la restante parte di gruppi non più agganciati all’intera Catena Iniziatica.
    Presa coscienza del fondamento dell’Ortodossia, non può non intimorire il monito del Maestro Benno che nella lettera del ’47, al punto 5) lettera c), avvisa dei pericoli delle operazioni rituali proprio per chi non è in Catena, ed a questo punto anche una “rilettura” dei Preliminari di Pace, focalizzano l’attenzione sul punto 13) in materia di eventuali violazioni alla Pragmatica Fondamentale, scritte direttamente dal Maestro J.M. Kremmerz.
    Un saluto a tutti.

  41. admin 21 Dicembre 2012 al 16:29 - Rispondi

    Originariamente postato da mbianca
    Il 01 Ottobre 2012 alle ore 23:20

    Accolgo l’appello della Direzione e mi unisco a tutti coloro che come me – e siamo tanti – possono testimoniare il bene e l’amore ricevuto dalla Fratellanza di Miriam sia per la salute che per la propria evoluzione.
    Iscritta da più di 26 anni alla Schola posso affermare la serietà, l’integrità e il grande rispetto verso tutti gli esseri di Chi oggi è chiamato a continuare l’Opera mai interrotta e mai tradita. Di fronte a tanta purezza, inutili sono i tentativi di coloro i quali cercano di infrangere quell’aurea di amore che unisce tutti i fratelli raccolti intorno all’I-DEA profusa dal nostro Maestro Kremmerz per il solo fine, il nobile fine terapeutico pro salute populi-

  42. admin 21 Dicembre 2012 al 16:28 - Rispondi

    Originariamente postato da alchemilla89
    Il 01 Ottobre 2012 alle ore 12:21

    ho letto le irreali affermazioni e commenti fatti sul sito in merito e la mente mi ha riportato a quando da ragazza, forse neanche ventunenne, conobbi per vie traverse e non perchè li andai a cercare, dei tipi proprio qui nella bella Toscana che facevano un gruppo abbastanza consistente e che usavano ragionare, parlare e calugnare proprio con lo stesso modo la Miriam e chi la rappresentava ma la cosa strana era che molti di loro avrebbero voluto prima o poi essere paragonati all’Aureo M. Kremmerz …l’unico commento che mi venne in mente fu “MAMMA MIA…AIUTO!!!” ma nonostante tutte le loro stravaganze parlarono anche della Miriam e lì alzai le orecchie vista la finalità di Bene disinteressata, totalmente gratuita e mi informai, fortunatamente in Toscana c’erano dei
    regolari iscritti alla Schola, preposti ad avere un primo incontro con chi fosse stato interessato alla Miriam, per poi chiederne l’iscrizione alla Direzione e così ebbi la fortuna di riconoscere il Bene malgrado loro. Oggi, nonostante siano passati gli anni torno a dire “MAMMA MIA!!!” certamente sono povera di linguaggio ma “AIUTO” non lo dico più; adesso come allora (un pochino più di allora)ascolto tutte opinioni ma la FORZA di BENE che dal Centro giunge a tutti noi, a coloro che ne chiedono aiuto e a tutte le creature viventi sperimentabile fin dai primi passi come tramite della Terapeutica Ermetica attraverso il metodo ortodosso trasferitoci dal Centro ci fa sentire Tutti solidali, uniti , Affratellati nell’Ideale di Bene sancito dalle Nostre Superiori Gerarchie a difesa contro ogni attacco patologico

  43. admin 21 Dicembre 2012 al 16:28 - Rispondi

    Originariamente postato da sirius
    Il 01 Ottobre 2012 alle ore 02:10

    Vorrei dare un contributo anch’io a questo blog. Conosco le attività di questa scuola, a cui sono oggi iscritto, da decenni e da alcuni anni, come medico, mi avvalgo della terapeutica miriamica per casi clinici complessi. Premetto che qualunque medico si può trovare facilmente nella sua carriera ad osservare esiti di terapie mediche o decorsi post operatori anomali sia in senso positivo che negativo. Così come si conoscono casi, aneddotici, di malati inaspettatamente guariti anche senza alcuna terapia o di malati che malgrado ogni tentativo di cura, sia di medicina ufficiale che tradizionale, orientale, ermetica, etc., vanno imperterriti incontro all’exitus, magari anche per patologie non necessariamente fatali. Questi casi non penso che debbano tuttavia incidere troppo nella valutazione di una sperimentazione che, scientificamente parlando, dovrebbe porre maggior valore alla mediana dei risultati, escludendo cioè i casi meno frequenti e più anomali. Personalmente trovo quindi di maggior interesse considerare e valutare l’andamento delle molte decine di casi trattati con l’aiuto della terapeutica miriamica piuttosto che ricercare la guarigione miracolosa o il perché di un esito infausto. Con la mia lunga esperienza di medico non ho difficoltà ad affermare la significativa positività della terapeutica miriamica sulla generalità dei casi trattati. Positività che, sempre generalizzando, si è certamente evidenziata, ad esempio, in termini di minor sofferenza e miglior andamento di decorsi clinici o post operatori, su malati che, ripeto, rappresentavano quasi sempre casi particolarmente complessi. Alcuni in modo sorprendente. Perché poi una metodica terapeutica o un terapeuta sapiente possano non sfornare il miracolo che noi ci aspettiamo, penso se lo siano chiesto anche i lebbrosi che incontrarono il Cristo, il quale, a sua volta, non riuscì ad evitare qualche difficoltà e mancò pure di apparecchiarsi una serena vecchiaia. Misteri della Vita.

  44. admin 21 Dicembre 2012 al 16:27 - Rispondi

    Originariamente postato da holvi49
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 20:16

    Ricordo che qualche anno fa ci fu un’intrusione, su questo blog, di un sedicente iniziato che pretendeva di “interpretare” la dottrina del Kremmerz e provocava i partecipanti con l’ostentazione di acquisizioni, a suo dire, di carattere “esoterico” presentandosi con un nome iniziatico di inesistente consistenza.
    Neanche un’ora fa, ero intento a rileggere le testimonianze dei Maestri e del loro interagire con quanti venissero in loro contatto: un irradiare di bene incondizionato; l’estrinsecazione di una vita consacrata all’Opera voluta dal Kremmerz e continuata fino ad oggi nell’inesauribile operato dell’attuale Maestro.
    Come dubitare, avendone avuta la prova, della concretezza dell’azione della Miriam? E come non essere certi che ogni tentativo di scardinare questa Realtà operante è solo il frutto della consapevolezza di essere impotenti e pieni di falsi ideali, ma ancor di più, essere al servizio dell’egoismo più abbietto che tutto vorrebbe inquadrato nel proprio misero orizzonte.

  45. admin 21 Dicembre 2012 al 16:27 - Rispondi

    Originariamente postato da cristiano
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 19:20

    Ricollegandomi al Blog di Sergius in cui si afferma il concetto di Coerenza=Ortodossia=Concretezza vorrei riportare la mia esperienza personale.
    Sono un Medico regolarmente inscritto alla Fratellanza da vari anni che all’interno della sua specialistica mi occupo sia di aspetti clinici che chirurgici.
    In questi anni,in accordo e con l’aiuto delle Superiori Gerarchie, sto sperimentando con costanza la Terapeutica Hermetica, alla base della finalità della nostra schola, in tutti i casi clinici e chirurgici che arrivano alla mia attenzione.
    Posso affermare,per il concetto di concretezza, che i risultati di questa sperimentazione sono a dir poco “strabilianti”e quantificabili in termini statistici.
    Oggi non potrei concepire la mia attività di Medico senza la Terapeutica Hermetica per la salute del sofferente che si rivolge a me.
    Posso dire che alcuni colleghi che anni fa guardavano in maniera scettica o criticavano alcune mie decisioni di carattere clinico o chirurgico, prese sempre sempre nel rispetto dei protocolli della pratica ospedaliera dove lavoro e che mi fruisce lo stipendio, con il tempo sia per la mia costanza metodologica che per i risultati oggettivi hanno cambiato opinione.
    A tutti quelli che hanno tempo da perdere per parlare male del Kremmerz o della Fratellanza, oppure per occuparsi della vita privata di questo o quello mi sento di rispondere con la mia esperienza pratica.
    Un saluto al blog

  46. admin 21 Dicembre 2012 al 16:27 - Rispondi

    Originariamente postato da segezia810
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 19:18

    Ho letto le ultime che circolano nel web a proposito del Maestro Kremmerz e della Schola… e continuo a non capire come sia possibile in buona fede fare un pastrocchio di una Disciplina che lo stesso Kremmerz descrisse con abbondanza e dovizia di esempi e per cui tanto si prodigò affinché avesse una Struttura che La operasse e tramandasse in modo appropriato. Così mi domando:
    1) Perché confondere l’eggregore con la tradizione ortodossa? Una cosa è pensare di fare esperimenti di catena (del resto ampiamente descritti ne “Il Mondo secreto”) che possono riuscire più o meno bene a seconda di chi opera, dell’uniformità dei componenti, della struttura del dirigente, e via dicendo senza stare a ripetere le leggi fisiche che regolano il principio delle pile; altra cosa è essere in una corrente agganciata a un Centro erogatore. Nel primo caso, non sussistono né disciplina di intenti né fonte energetica illimitata e ciascuno attinge a sé stesso per quello che è; nel secondo, la struttura è finalizzata (in modo blindato) alla terapeutica, ciascuno attinge a un serbatoio ‘solare’ e le potenzialità sono infinite. (La stessa differenza che estrarre petrolio da bruciare – con relativa produzione di scorie – e invece fruire della luce ‘pulita’della stella più vicina…).
    2) Perché ostinarsi a parlare di ‘eredità’ e ‘successione’ riferendosi a Kremmerz quando Egli stesso si era chiamato (come altri dopo di lui) “Delegato”? Quand’anche avesse ‘fallito’ – e la presenza viva e attiva a distanza di oltre un secolo della Schola da Lui fondata dimostra invece il suo ‘successo’ – comunque, quand’anche un ‘delegato’ fallisse in tutto o in parte… che c’entra questo con la “successione”? Come può avere un erede qualcuno che è DELEGATO?!?!? Sarebbe come se, alla profana maniera, si parlasse dell’erede di Marchionne a prescindere dalla famiglia Agnelli…!!!
    3) Perché ristagnare in una condizione se quella stessa, per dichiarazione di chi si lamenta, non ha prodotto alcun frutto? Se dopo vent’anni mi trovo ancora a mangiare l’insalata senza riuscire ad aggiungerci un uovo sodo – perché non ho imparato neppure a cuocere quello – non sarebbe ora di cambiare scuola di cucina in luogo di affermare che l’uovo sodo non esiste? E se non sappiamo ancora come utilizzare la fusione nucleare per le necessità energetiche del pianeta, invece di negare l’importanza del sole, non sarebbe meglio trovare la strada scientifica per alimentarci e alimentare le generazioni future? Cercare un indirizzo più consono all’obiettivo e tralasciare i vicoli ciechi?
    4) Infine, perché a XXI secolo inoltrato, parlare ancora di “gruppo mio” e “gruppo tuo” e non cercare invece un confronto vero e serio? Non già fra parrocchie alchemiche ma con la scienza ufficiale, la terapeutica di frontiera, gli studiosi di ogni dove, i ricercatori e gli sperimentatori che possono dare nuova concezione alla Scienza delle Scienze – la vituperata “Magia” – che dovette essere qualcosa di più di un fenomeno da baraccone sancito dal nome profanato di un Angelo se la si studia da millenni e forgiò tanti praticanti benefici: abati e non! (Vedasi Paracelso, Artefio, Flamel, Tritemio, ecc. solo per citare i più accreditati).
    Perciò ne concludo che i casi sono due: o quelli che imbastiscono forum e siti diffamando la Miriam e l’opera di J.M.Kremmerz e della S.P.H.C.I. sono in malafede, oppure hanno loro per primi necessità vera di un aiuto terapeutico affinché decadano le paure e le angosce che li costringono in catene…: non iniziatiche ma di confusa ignoranza.

  47. admin 21 Dicembre 2012 al 16:26 - Rispondi

    Originariamente postato da corolla-
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 18:00

    Inevitabile che nel web prolifichino e si riproducano spazi denigratori delle più elementari verità, spazi votati esclusivamente alla dissacrazione e alla manipolazione, inaffidabili e assolutamente fuori dai ogni contesto. Anche i più acritici non vi prestano più attenzione, o per lo meno non più di tanto. Conviene ignorarli. Altro è servire una causa e seguire una tradizione ortodossa, nel rispetto della verità. Salute e bene.

  48. admin 21 Dicembre 2012 al 16:26 - Rispondi

    Originariamente postato da diogenonn
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 16:41

    All’alba del XX secolo Giuliano Kremmerz dialogava con gli studiosi ed i ricercatori del tempo, nello sforzo, mai interamente compreso, di adattare i principi dell’Antica Sapienza ai tempi moderni, alla quale i Numi avevano impresso un fermento innovatore in tutti i campi dello scibile. Allora come oggi la Delegazione Generale persegue lo stesso scopo creando occasioni di continuo confronto. L’abbiamo visto in oltre 25 anni e quante volte le siamo stati grati nel farci percepire quanto sia bandito fra noi anche il più lontano seme settario, quanto la rosa miriamica si espanda nelle idee, negli atti e nei fatti ben oltre il pur numeroso cerchio degli iscritti alla Schola.
    Il bene, nelle sue molteplici sfaccettature, si sciorina in mille rivoli, ora con una parola quando con un atto, sempre in un atteggiamento comprensivo, accogliente, libero da pregiudizi di sorta che ha consentito agli iscritti di dialogare nel tempo con ricercatori, medici e istituzioni scientifiche, arricchendo reciprocamente il plafond in cui seminare e far fruttificare l’altruismo per sentimento di solidarietà su cui poggia e poggerà sempre il nostro operato. Non possiamo che essere grati a quanti, attratti dall’I-Dea fondante la Schola ne percepiscono l’intelligente percorso volto a rendere sempre più coscienti coloro che si avvicinano al pensiero e all’opera della Miriam.
    Una coscienza che si circoscrive nell’ambito delle proprie esperienze in cui, come giustamente sottolinea Sergius, solo la coerenza nella tensione verso il Bene è foriera di sani risultati. Altri riferiscono a loro, alla loro vita fatta di nomi e cognomi, il presunto risultato inebriando il loro ipertrofico ego. Nella Schola è e sarà sempre la Miriam l’unica vera custode del fermento vitale volto a stimolare i processi di autoindividuazione e presa di coscienza. Così dichiarava il Maestro Kremmerz, così hanno sempre testimoniato i nostri Maestri che l’hanno seguito fino ad oggi negli atti e nei fatti ed è a questo che potenzialmente i miriamici di ieri, oggi e domani hanno teso, tendono e tenderanno.

  49. admin 21 Dicembre 2012 al 16:26 - Rispondi

    Originariamente postato da sergius
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 15:36

    Ho letto i precedenti blog con cui mi trovo in sintonia e non potrebbe essere diversamente ripercorrendo la mia più che ventennale esperienza di Fratello regolarmente inscritto alla Fratellanza.
    In momenti in cui un ideale di vita, che è dentro di noi in maniera più o meno cosciente, subisce attacchi di questo tipo ritengo che sia di fondamentale importanza la COERENZA in quello che facciamo, come ci presentiamo, come riusciamo ad essere il più possibile ortodossi sulle basi della Pragmatica Fondamentale.
    Quindi la Coerenza che si deve trasformare in Concretezza è la migliore difesa dell’IDEA.
    Un saluto a tutto il Blog

  50. admin 21 Dicembre 2012 al 16:25 - Rispondi

    Originariamente postato da unicorno2012
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 12:38

    Nel riallacciarmi alle parole del primo post di Smeraldo888 vorrei sottolineare che certi fruitori della rete non sanno nemmeno lontanamente cosa sia la “netiquette” nel linguaggio di internet (da network=rete e étiquette=buona educazione) la quale prima di tutto tende a far manifestare nei dialoghi fra utenti sia il rispetto verso le idee che le varie personalità anonime manifestano, sia la grande prudenza verso le personalità umane che vengono citate di volta in volta. S’impone sempre, qualora possa trasparire un atteggiamento denigratorio un sicuro e probante riferimento a fonti qualificate e mai ne può essere concessa a chicchessia, particolarmente in ambito storico-scientifico, un’applicazione deduttiva sostenuta soltanto da emotive considerazioni. Purtroppo alcuni blog (certamente non il nostro) utilizzano linguaggi volgari, come volgare appare spesso quello politico ma qui, dove di politica non ci occupa, è normale che salga lo sdegno nel leggere da parte dei soliti vecchi e consentitemi ormai più che sparuti noti, subdoli attacchi a quanto di più nobile la vera tradizione ha tramandato nell’ultimo secolo attraverso coloro che l’hanno ri-velata.

    Ad esempio in uno dei forum spuntati dal nulla a cui fa riferimento la Direzione, privo di un proprio sito web corrispondente e ospitante solo banner di carattere commerciale, si da sfogo a vecchie e malcelate frustrazioni delle proprie assurde aspettative, agganciandosi con un brand e relativa link a siti ufficiali di altre rispettabili correnti di pensiero nel tentativo di darsi una parvenza di credibilità che diversamente nessuno darebbe. Non è altro che un’infantile strategia mistificatoria da vecchie volpi del web quella di appropriarsi di denominazione e marchio altrui… Il che può diventare tollerabile finché ci si riallaccia, sebbene senza titolo di legittimità, ai medesimi o quanto meno dichiarati ideali (vedi i tanti siti sotto l’egida del Kremmerz e della Fratellanza). Ma è doveroso stigmatizzare e prendere severamente le distanze nei confronti di chi persegue il solo obiettivo di denigrare, demonizzare e oltraggiare, come fatto presente dalla Direzione, una collettività di persone così ampia e allargata nel sociale.

    Ringrazio la Direzione per il suo più che legittimo appello, nell’auspicio che la moltitudine di quanti hanno tratto beneficio dalle teorie o dalle pratiche Kremmerziane ne renda testimonianza.
    Chi scrive è fra questi.

  51. admin 21 Dicembre 2012 al 16:21 - Rispondi

    Originariamente postato da catulla2008
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 01:25

    Potrà sembrare banale ma, leggendo ancora e immancabilmente di millantatori che sfruttano il nome di Kremmerz e della Schola per il proprio misero interesse personale, l’unica affermazione che mi viene da fare è “NON E’ GIUSTO!!!”.
    Si, perché è scorretto nell’essenza e nella parvenza, dal punto di vista etico e da quello più semplicemente sociale, andare a insozzare una tradizione che tanto ha fatto e continua a fare, gratuitamente e generosamente, per tanti bisognosi e da oltre un secolo.
    È ingiusto verso i malati e i sofferenti che chiedono e ricevono un pensiero di BENE pulito e lucente, che rifocilla corpo e spirito e spesso restituisce sanità ed equilibrio, e dove non riesce a guarire solleva comunque da dolori ritenuti impossibili da alleviare, o garantisce una convalescenza serena.
    È ingiusto verso tutti i Fratelli e le Sorelle, “soci” di una Famiglia ideale, che ogni giorno operano per essere sempre più degni tramiti di un fermento d’Amore avente il solo scopo di restituire Salute e Luce a chi le cerca e le chiede.
    È ingiusto verso i Maestri (io ne conosco solo Uno ma c’è chi ne ha conosciuti Altri). L’evidenza della loro vita cristallina, della trasparenza e dell’onestà dei loro atti, la semplicità della loro condizione e l’assoluta ortodossia della loro pratica sono un esempio e insieme un monito che davvero non merita di essere infangato: neppure con il sospetto di chi, non conoscendo, potrebbe considerare il dubbio sollevato da diffamatori senza pudore.
    Infine è ingiusto verso la VERITA’: perché non c’è delitto peggiore che quello perpetrato volontariamente contro un Ideale di Bene che trascende i secoli nell’auspicio di una Umanità-UNA, cosciente della propria divinità intrinseca e, PER QUESTO E NON PER MISTICISMO, votata alla solidarietà amorevole verso ogni forma di vita di cui quella umana è l’espressione più alta.
    Mi auguro, di cuore e nello stesso interesse di chi ha utilizzato la tastiera per diffamare e confondere, che la VITA abbia il sopravvento sulla cristallizzazione mortifera dell’egoismo e che si dissolva, come neve al SOLE, ogni parola vuota appiccicata alla Schola, al Maestro Kremmerz, e all’intento Numinoso dei Suoi Mandanti di allora e di oggi.

  52. admin 21 Dicembre 2012 al 16:20 - Rispondi

    Originariamente postato da smeraldo888
    Il 30 Settembre 2012 alle ore 00:41

    Mi riallaccio al mio precedente post e non vi nascondo che nel frattempo, dopo aver letto le testimonianze di altri iscritti “veterani” nella Schola, mi sento più sicuro nel confermare le mie precedenti affermazioni giacché, se dopo dei decenni di militanza traspare ancora tanto entusiasmo e tanta convinta aderenza agli ideali condivisi, vuol dire che il Magnete della Miriam è ancora vivo e possente in tutta la sua magnificenza, in barba a quella pletora di necrofori di vecchia e nuova generazione che lo davano e lo danno per spacciato già dopo la morte del Kremmerz!
    Conosciuti poi personalmente i fratelli e le sorelle, quello che voglio testimoniare, da iscritto fra i più recenti e per sconfessare in pieno le offensive insinuazioni sulle personalità profane e iniziatiche degli appartenenti alla ns. Schola, è che dai novantenni ai ventenni, a prescindere quindi dall’età, sono tutti dotati di estrema lucidità e spirito critico, di piglio sicuro e determinazione, di autoironia ed elasticità mentale, d’integrità e di onestà intellettuale, ma soprattutto di coerenza dinamica, puntualità negli impegni assunti e di grande generosità verso i confratelli. Certo, consentitemi, una vena un po’ misticheggiante traspare di tanto in tanto specie da alcune anziane sorelle, ma fa quasi tenerezza, come quando la mamma ti ricorda di mettere la maglia di lana! E non mi permetto, ovviamente, di fare cenno alla personalità del Maestro, giacché mi ha detto che l’unica cosa che non tollera dei fratelli, sono le sviolinate.
    Posso dire in tutta coscienza che non ho trovato un gregge col suo pastore ad accogliermi bensì una trincea di combattenti che si è aperta per farmi posto passandomi le armi per difendermi e immunizzarmi da tutti i mali della vita e un rancio nutriente e sapido per rifocillarmi di energie e rinvigorire corpo e mente, così da rendere al meglio il mio servizio all’Idea.
    Grazie a TUTTI, grazie alla MIRIAM.

  53. admin 21 Dicembre 2012 al 16:20 - Rispondi

    Originariamente postato da fulva11
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 21:52

    Mi associo molto volentieri alla richiesta della Direzione trovandomi in pieno accordo con il post di smeraldo888: questi “blogger” sono fruitori del web perché “lavorano” sul gossip, “praticano” la meditazione del pettegolezzo, si confrontano “evolutivamente” sui gradi della maldicenza, entrano in “fermento” sparando giudizi e critiche su nomi e cognomi dal basso del loro pavido anonimato!
    E potrei continuare parecchio.
    Mi dispiace perché intorbidano la strada a chi cerca davvero la Miriam!
    Ma carissimi amici e fratelli nell’Ideale, e chiedendo venia alla Direzione che amo per la mia lunga esperienza di miriamica sperimentatrice della Pragmatica Fondamentale, BASTA, non se ne pole più di questa fanghiglia inutile anche come concime! Non vale la pena indirizzare attenzione verso questo nulla, più che reale direi larvale, nutrito di rimestii nell’idea che, per tornaconto e interesse personale, si sono fatta del passato e per la chiara incapacità, e mala fede conclamata, di misurarsi nel presente che invece è qui vivo e vero: la S.P.H.C.I. FR+Tm+di Miriam pro salute populi, la via della rosa di cui anche Kremmerz fu un tramite, il filo ininterrotto che chiunque può se sincero sperimentare.

  54. admin 21 Dicembre 2012 al 16:20 - Rispondi

    Originariamente postato da Alfiero70
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 20:50

    Condivido completamente le affermazioni riportate negli ultimi interventi dagli ospiti del blog.
    Dichiaro di aver beneficiato anch’io in molte occasioni dell’aiuto della Schola e di chi a me si e’ rivolto come tramite domandando aiuto alla Miriam.
    Riguardo i sedicenti individui che proferiscono in rete gratuite ed infondate asserzioni, riferisco che mentre la Scuola Ermetica e i suoi appartenenti, come da P.A. si circoscrivono nei risultati delle proprie esperienze, i ” sedicenti ” di cui sopra si circoscrivono di chiacchiere…… Spero presto possano ravvedersi affinche’ al posto di intavolare sterili polemiche, comincino se capaci a lavorare per il Bene.

  55. admin 21 Dicembre 2012 al 16:20 - Rispondi

    Originariamente postato da mara329
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 20:02

    Accolgo anch’io l’appello della Redazione alla quale mi stringo in sincera solidarietà sia per il tanto bene ricevuto sin’ora, sia per la condivisione degli alti Ideali.
    Ho incontrato la Schola nel corso di un convegno e da subito, interessata agli argomenti, ho chiesto un colloquio. Ho trovato persone aperte, amorevoli e tolleranti; ho chiesto chiarimenti e li ho avuti; ho chiesto sostegno per problemi personali e di salute e l’ho ricevuto ed ora, iscritta ormai anch’io, mi sembra finalmente di aver trovato non solo una famiglia ideale, ma anche quell’operatività scientifica – aggiungo “certificata” – che conduce inesorabilmente verso un maggiore equilibrio.
    Non sapendo però di quali siti si trattasse ho chiesto ad una sorella che mi ha indicato un forum tra quelli che dicono male del Kremmerz e della sua Schola.
    Addolorata, ma anche indignata da tanta scadente ed ignorante maldicenza, vorrei solo dire una cosa: l’admin di questo forum ha uno slogan che contraddistingue i suoi post e che fra l’altro dice: “…Nel Forum ognuno è libero di esporre il punto di vista proprio o della propria scuola, nel rispetto delle altre…”. Ma non si è poi reso conto che il rispetto è proprio ciò che manca nella forma e nella sostanza del forum? Bisogna che stiano attenti: chi semina vento, riceve tempesta.

  56. admin 21 Dicembre 2012 al 16:19 - Rispondi

    Originariamente postato da m_rosa59
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 19:35

    Nella mia lunga esperienza di Miriamica posso testimoniare che la Via Iniziatica che il Kremmerz ci ha indicato, funziona, le sue chiavi aprono la coscienza, ci permettono di ristabilire l’equilibrio psico fisico in noi e di aiutare chi soffre a stare meglio, ci aiutano a superare i limiti dell’egocentrismo, ci mettono sempre più in sintonia e in comunicazione con quel Principio di Bene Universale, in cui tutto trova una sua giusta collocazione, fino a giungere a quella pienezza di vita, a quell’essere integrati, a quell’essere Uno, che ho potuto osservare nei Maestri di Miriam che ho avuto la fortuna e l’onore di incontrare.
    Certamente di delatori ce ne sono sempre stati e ce ne saranno, ma è facile riconoscere dietro un profluvio di parole, inutilmente ripetute, una vuotezza di contenuti , uno sganciamento dalla realtà, veramente sconcertante. Oppure, chissà, forse non si tratta neppure di ignoranza, ma di cattiva fede, d’altronde si sa che la volpe che non arriva all’uva, dice che non è matura! Vorrei concludere questo post con le parole del Maestro Kremmerz, al quale va e andrà sempre l’eterna gratitudine di tutti coloro che con animo scevro da odi o insane passioni, perseguono l’ideale di Bene
    “La nostra fratellanza è e sarà come è sempre stata nei secoli, non ha pretese di apostolato unico, ma vuole raggruppati nel vincolo dell’Ideale della Scienza e della Verità, pochi ma saldi elementi che ne assicurino la realizzazione fuori da ogni lotta politica, sociale, religiosa. Poiché la Scienza è, al di là di nazioni o razze, patrimonio dell’umanità intera”

  57. admin 21 Dicembre 2012 al 16:19 - Rispondi

    Originariamente postato da ippogrifo11
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 19:25

    Nulla di nuovo sotto il sole! O meglio e nel caso specifico, sotto il cielo plumbeo e gravido di nubi appestatrici che liberano, periodicamente e in luogo dell’acqua vivificante, i loro acidi corrosivi, del resto perfettamente in linea con la natura propria e con l’unica finalità che possono legittimamente accreditarsi: il tentativo di sgretolare, o quanto meno di insozzare, ciò che non sono in grado, per incapacità strutturale e intrinseca putredine, di avvicinare, ossia l’edificio che è e resterà al di fuori della portata loro. Affermare senza documentare, così come avviene in tanti dei siti e forum che hanno fatto della denigrazione di Kremmerz e della Sua Opera il loro infantile passatempo – per nulla originale, bisogna aggiungere – è azione da improvvidi, oltre che manifestazione di disonestà intellettuale. Per chi ha vissuto e vive la Schola dall’interno, ossia al riparo dalla canizza urlante, l’esercizio della terapeutica, disinteressato e impersonale (ossia privo, come dev’essere, dell’affermazione e la riaffermazione reiterata e reclamata dell’IO), è parte della dimensione etica e pratica verso la quale ha orientato per libera scelta la propria esistenza. Così anche, chi vive e ha vissuto la Schola dall’interno, per lunghi anni, può senza tentennamenti testimoniare l’integrità di Chi oggi è chiamato a continuare un’Opera mai tradita e soprattutto mai prostituita agli interessi personali. Il resto, tutto il resto, è solo disturbo. Lo stesso che può essere procurato da un insetto, fastidioso fin che si vuole ma mai dannoso al punto da far distogliere gli occhi dal Vero.

  58. admin 21 Dicembre 2012 al 16:19 - Rispondi

    Originariamente postato da smeraldo888
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 18:07

    Richiamato dalla direzione vengo anch’io ad esprimere il mio pensiero. E’ da molto che non scrivo sul blog, da poco dopo che sono entrato nella Schola. Ma ho sempre seguito tutti i vs. post e studiato e approfondito il sito di kremmerz.it, anche se la mia occupazione principale, dopo un lungo percorso di solitaria teorizzazione, è stata la pratica ortodossa e la sperimentazione della terapeutica ermetica.
    Parallelamente non ho smesso di visionare tutto quanto si scrive su internet e ho un fitto archivio di pagine web scaricate da ogni parte. Ebbene, vi assicuro che sono sempre i “soliti noti” a scrive riciclandosi con nuovi nickname e infiltrandosi in forum compiacenti del fatto che portano audience e che diversamente non li avrebbe visitati nessuno.
    Ribadiscono sempre le stesse cose, creandosi spesso una o più spalle per essere attizzati nei loro scopi esclusivamente demolitori di tutto quanto non potrà mai passare dalle loro mani.
    Certo, qualche allocco a volte abbocca ed è un vero peccato, specie per i giovani ricercatori che cadono nella loro rete.
    Comunque ciò che scrivono anonimamente, anche per tutto il popolo di internet, vi assicuro che vale meno di zero.
    Ora devo lasciarvi, per un impegno inderogabile, ma tornerò presto per postare la mia testimonianza sulla sperimentazione finora fatta all’interno della Schola.
    A presto con tutti i miei ossequi.

  59. admin 21 Dicembre 2012 al 16:18 - Rispondi

    Originariamente postato da sannitica2011
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 16:27

    Ho letto su uno dei Forum cui la Direzione fa riferimento tutta una diatriba sulle attività lavorative di Giuliano Kremmerz. A parte il fatto che si trova facilmente risposta nelle numerose biografie esistenti del Kremmerz, devo segnalare che proprio non comprendo tutto questo interesse per certi fatti e sinceramente, in tutta la mia vita miriamica certe curiosità morbose non le ho mai avute e certe domande tendenziose non me le sono mai poste. Le trovo inconcludenti e irrilevanti ed hanno solo il sapore di un livore bilioso non spiegabile. Ciò che mi ha sempre interessato e che dovrebbe interessare ogni sincero ricercatore, è la personalità iniziatica del fondatore della Miriam, il Suo Pensiero e Quanto ha trasmesso, non certo la sua vita privata o le sue difficoltà umane e familiari. Del pari dicasi per i Maestri che si sono susseguiti con mandati ortodossi alla direzione della Schola. Il Kremmerz stesso dice di non guardare a lui come a un papasso, ma come ad un IDEA, da lui generosamente trasmessa all’umanità squilibrata. IDEA che non vedrà fine, nonostante i maldestri tentativi di qualcuno. Quanto poi viene risposto sul forum in questione da un anonimo signore, non solo ha il sapore del pettegolezzo più becero, ma è privo di documentazione e testimonianze oggettive. Per non parlare poi di quanto viene, sempre nello stesso spazio, espresso circa l’Ordine Egizio! Sarà forse frutto di fantasie esaltate o tutt’al più di informazioni tratte da personaggi che, col predetto Ordine, non avevano nulla a che fare. Se questo Signore, come sostiene, ha studiato col Verginelli, che ho anch’io conosciuto, ne ha tratto veramente poco beneficio.

  60. admin 21 Dicembre 2012 al 16:18 - Rispondi

    Originariamente postato da gelsomino3
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 14:01

    Accolgo con entusiasmo l’invito ! E’ triste veder diffamare ingiustamente qualcosa che per esperienza diretta si conosce essere pura e profondamente benefica . Non ho conosciuto il Kremmerz, ma posso testimoniare la rettitudine, l’integrità , l’ortodossia e l’amorevolezza dei due maestri di Miriam che ho avuto la fortuna di conoscere.
    Chi si aggancia a questa Tradizione e la sperimenta con animo sincero , senza secondi fini , non tarda a verificarne la realtà e senz’altro ne coglie i frutti in termini di salute ed evoluzione.
    La Terapeutica Ermetica è una realtà che posso testimoniare per esperienza diretta ! Mi è difficile comprendere le motivazioni di chi tenta di screditarla e diffamarla : un’ Opera di Bene libera e gratuita che non instaura vincoli di alcun genere.
    Quello che mi auguro è che quegli esseri che veramente cercano una strada evolutiva, abbiano la fermezza e la determinazione di approfondire ,per poter scegliere con cognizione di causa. Se lo faranno in questa Schola troveranno quello che cercano , così come è stato per me , in maniera concreta senza fantasie ed illusioni .

  61. admin 21 Dicembre 2012 al 16:18 - Rispondi

    Originariamente postato da tanaquilla9
    Il 29 Settembre 2012 alle ore 13:07

    Senza entrare troppo nel merito delle intenzioni quanto meno “ambigue” dei siti/forum indicati dalla Redazione i quali, spesso anche in modo sgrammaticato, compiono l’antica azione del “lanciare la pietra e ritirare la mano”che, se non erro, è pertinenza dei pusillanimi, e che di ciò di cui accusano altri sono senz’altro responsabili (vedi il puerile desiderio di farsi pubblicità), voglio testimoniare quanto segue:
    Il sito https://www.kremmerz.it è un sito trasparente ove ogni affermazione è supportata da una fonte e dove nomi, cognomi, telefoni e sedi ne testimoniano la credibilità. Ma non solo. Nel ns. sito non diffamiamo nessuno, e ci limitiamo all’osservazione e allo studio delle ns. esperienze ermetiche, a differenza dei tanti altri utenti che, abbacinati dalla ricerca di “poteri”personali, cercano il gossip per rivendicarne la privativa, oltretutto non conoscendo le leggi sulla trasparenza, né i reati d’opinione/diffamazione.
    Riguardo poi alla terapeutica ermetica della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ d Miriam, cioè della Schola restaurata dal Kremmerz ed attiva sino ad oggi, essa FUNZIONA egregiamente: moltissimi sono i beneficati, e numerose anche le guarigioni inspiegabili che possono essere certificate. Non solo. Funziona tanto che persino novizi di recente iscrizione, appena inseriti nella catena terapeutica orante della Miriam, praticando, ottengono risultati terapeutici positivi, come più volte mi è stato riferito dagli stessi. Iscritta da oltre 30 anni, ho assistito al miglioramento e alle guarigioni di una infinità di persone che si sono rivolte alla Miriam. Ho visto esseri piegati, doloranti, ammalati che si sono ripresi e hanno riacquistato la salute psico-fisica. Io stessa, allorquando ho richiesto aiuto terapeutico per la mia salute, ho ottenuto immediatamente la remissione del problema. Ho visto anche familiari, amici e gente da poco conosciuta che si è ripresa, è guarita ed ha ritrovato l’equilibrio della sua vita, perché per chi non l’avesse ancora capito (mi pare siano in tanti) la terapeutica ermetica non solo è curativa del corpo ma lo è anche della psiche. Pertanto le chiacchiere di corridoio, le velenose malignità di ipotetici fuoriusciti dalla Schola ortodossa del Kremmerz sono irrilevanti, non inficiando assolutamente il lavorio benefico e amorevole della Catena miriamica, sempre operante ed attiva. D’altra parte può la iperlimitata esperienza (ammesso sia vera) di un singolo, inficiare l’operatività di una Schola che ha più di cento anni di vita? A migliaia nel corso di un secolo potrebbero testimoniare l’efficacia terapeutica della Catena miriamica: nessuno ha mai avuto un rifiuto; nessuno si è rivolto invano; tutti hanno sentito l’amorevolezza dei componenti la Catena che – quali tramiti – hanno loro inviato la corrente sanatrice della Miriam. Inoltre la terapeutica ermetica è del tutto gratuita e disinteressata. L’iscrizione alla S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam è parimenti gratuita. E mi risulta che spesso la Schola, nella sua personalità collettiva, ha offerto aiuto anche economico ad ammalati o iscritti bisognosi.

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