Accenni di “Oniromanzia medicale” nella S.P.H.C.I. di Giuliano Kremmerz

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Accenni di “Oniromanzia medicale” nella S.P.H.C.I. di Giuliano Kremmerz

Accenni di “Oniromanzia medicale” nella S.P.H.C.I. di Giuliano Kremmerz

La Natura in noi, cioè nella nostra anima, ci dà la prescienza delle cose prossime ad avvenire in noi stessi. Tutta la storia della occulta medicina è piena di questi segni, specialmente nei sogni (oniromanzia)… i sogni semplici, i più semplici possibili, ritraggono lo stato patologico effettivo dell’individuo che sogna – come se la costituzione degli individui si riflettesse nella visione onirica anche di apparenza banale.

Sognare di fare il bagno, immergersi nell’acqua, è sempre indizio di flussione, cimurro, catarro: i predisposti alla pneumonia sognano di affogarvi – il fuoco, il bruciare, è indizio di stato febbrile; se proviene da cause viscerali il sogno del fuoco è accompagnato da luci abbaglianti, da fiamme abbacinanti… (C,II,141 nota n.5) – Freud scrive: “lo studio dei sogni costituisce la migliore preparazione a quello della nevrosi… Il sogno per se stesso è un sintomo nervoso e ci presenta il vantaggio preziosissimo di poter essere studiato in tutte le persone che sognano anche persone sane…”. Eccoci in piena oniromanzia medicale… Freud riconosce che gli uomini di tre o quattromila anni fa sognavano come noi, e attaccavano ai sogni un’importanza che noi non ammettiamo. (SM,II,394-395) – (I sogni di origine sensoria) sono non altro che una continuazione della sensitività allo stato sveglio. Le idee del giorno guaste e corrotte, antica definizione dei filosofi da quattro soldi il paio, risponde appunto a questi sogni: dormendo sotto una impressione sensoria purchessia, che delle volte sfugge alla osservazione più minuziosa, essi nascono e crescono nella nostra mentalità interiore ordinaria, delle persone volgari non di sola apparenza ma di sviluppo psichico. Basta percepire, dormendo un suono, un cangiamento di temperatura, un contatto e l’immaginazione fa il resto. Basta coricarsi sotto l’impulso di una qualunque impressione dei sensi per avere un sogno relativo o analogo a quelle sensazioni. A questa specie di sogni io riferisco quelli che rivelano lo stato patologico di un individuo e i medici (che cosa non dovrebbero sapere i medici!) farebbero bene di leggere nei sogni degli ammalati il carattere delle affezioni e alterazioni del corpo umano. Esiste tale un rapporto strettissimo tra i sogni e le infermità del corpo che si potrebbe scrivere, da chi ne facesse uno studio speciale, un vero Interprete dei sogni ad uso dei medici. Raccomando ai miei colleghi di non ridere, perché questo che io scrivo oggi sui sogni non è una offesa alla loro dottrina. Cito un esempio da me controllato e che tutti, medici e non medici possono provare con la pratica: coloro che sono presi da affezioni reumatiche generali o da semplici catarri, mentre che il loro malessere non è ancora manifestato, sognano l’acqua, il bagno, una immersione, una doccia accompagnata nel sogno sempre da un senso di freddo acuto. I tendenti invece a malattie asmatiche o ad affezioni cardiache o a soffocazioni sognano con frequenza il fuoco, il caldo, ecc. Ripeto: io non mi profondo in discussioni e non scendo ai particolari perché ne dovrò scrivere più ampiamente; solo per contentare persona che mi si dirige per avere un mezzo come rendere utili le ore di sonno, io scrivo il più succosamente possibile di tali questioni altissime eppure tanto semplici che toccano l’animo umano. Nelle persone che fanno questi sogni di origine sensoria il corpo astrale o perispirito o corpo fluidico è molto aderente al corpo fisico. Non percepiscono dormendo che solo le idee generate dalla ripercussione del mondo materiale sui nostri sensi materiali. Mentre che appena appena il corpo astrale si perfeziona, eccoci a fare delle passeggiate nelle vicinanze e sotto l’impulso di un desiderio bene determinato si possono vedere dormendo le cose che le mura, allo stato sveglio, e la lontananza ci impediscono di conoscere… le persone dedite alla lettura, quelle che hanno sviluppato il sentimento di un ideale, coloro che amano una vita semplice e non si fanno accecare dalle passioni, hanno e mettono in pratica senza sapere il come, sviluppata questa facoltà dell’anima umana. Il punto scabroso della questione sta nel ricordarsene quando si svegliano, cioè non tutti sanno comprendere la memoria persistente allo stato di veglia di ciò che in sogno si è visto. Ed anche in questa seconda specie di sogni ci entrano i medici e la medicina; perché questo andar passeggiando in sogno per le case degli altri ci mette nell’animo non solamente le idee delle cose mai pensate, ma anche i germi della sanità e della morbosità. Ai miei colleghi questa mia affermazione che non può essere immediatamente dimostrata coi fatti – ma che con studio sereno si può sperimentare negli stadi ipnotici – fa ridere e deve far ridere, se no addio teorie microbiche e sieri relativi! In sogno, viste le corrispondenze tra il corpo astrale o mediatore plastico o perispirito e il corpo materiale, avviene che le impressioni che si ricevono sono assorbimenti di cose reali e rispondono ad impressioni reali. Questo che pare un mistero profondo come il mare, non è che dell’ipnotismo di oggi progredito del triplo nel regolamento delle sue leggi scientifiche. Chi fa della medicina occulta può dare all’ammalato un rimedio per mezzo del suo perispirito o influendo su di esso e così la infermità ad un sano. (A,521-524) – A Lima ebbi occasione di conoscere una signorina creola, molto lucida e di un temperamento vivissimo e pertinace, come tutte le donne di razza mista che si danno agli studi e alle pratiche dell’alta scienza. Ebbi a meravigliarmi sapendo che suo padre era affetto da un cancro, un epitelioma devastante la guancia destra. Un giorno le domandai: – Perché non guarite vostro padre? Ella sorrise: – Ma non sapete, voi che siete medico, che il cancro non guarisce? – Voi che vedete anche le cose invisibili dovreste esserne sicuro. – Appunto per questo, soggiunsi, mi era sembrato che su quella guancia stesse aggrovigliato un animale inverosimile… – Davvero? – Proprio ! cercate di vederlo voi stesso. Volle essere addormentata e nel sonno magnetico vide che questo animale indefinibile esisteva veramente. Io le dissi: – Correte a strapparglielo, uccidetelo e vostro padre è salvo. Non riuscì… Trascorsi due mesi venne a visitarmi: e mi confessò che nella notte anteriore aveva ucciso il piccolo mostro – il padre di lei guarì tre mesi dopo, e cosa mirabile la guancia del vecchio presentava un margine come di un morso di una bocca a ventosa. Certamente non tutte le donne si sarebbero prestate ad un così efficace risultato dopo la creazione e la distruzione di un cliché astrale… Il rituale caldaico-egizio, animatore di tutte le cose di natura è riccamente dotato di nomi racchiudenti le significazioni larvali; avrò occasione d’insegnare alcuni secreti che tutti i FF+ di Miriam potranno applicare ai loro ammalati. (La Medicina Ermetica, Fasc.1,11) – E se i sogni impressionanti per la loro verità, invece di essere premonitori, per la loro perfezione di forme in astrale, fossero creatori? (D,88) – Nella luna di Aürt cominciava l’influenza del Genio Ramanor che in assiro si chiamava Aürt, da cui il nome della luna. Ramanor, il più benefico e buono dei geni lunari, isiaco, mutabile ma sempre in bene… fu il genio familiare e dominante delle grandi sacerdotesse di Memfi, a cui i faraoni non ricorrevano mai invano… supremo angelo di Amore dolce e non violento, fecondo di bene, di carità, di misericordia, che gli antichi geroglifici dipingevano come nel centro di una rosa pallida, col gambo senza spine; e, strano, nelle antiche teogonie è un Genio grande che non ama la vendetta, che allontanato si allontana e questo basta a generare una pena… Appare come un uccello a colori teneri, come una fiammella dal leggero profumo di sandalo. E’ attirato dalle anime buone e semplici, dalle volontà senza malizie, dall’amore senza egoismo. I discepoli di Memfi lo invocavano e lo cercavano così… Quasi sempre la grazia che gli domandavano era unica, la conversione del proprio corpo in Hepta: l’epta era il nome iniziatico del vaso dei profumi, o vulva dei fiori: la grazia di trasmutare se stessi in emanazione profumata di amore per guarire i mali umani dello spirito e del corpo. Era il tipo umano che più si avvicinava al Kons – sin – dar, il trasmutatore divino dei mali… Ramanor, la bontà più semplice e benefica della natura divina, era attratto con la semplicità del voto e produceva la calma di tutti i disordini del corpo e dello spirito dell’uomo. Sette giorni di preparazione, sette di preghiere mattutine, ed al settimo o all’ottavo se il votante sognava il fiore, Ramanor interveniva – in tutto, in perpetuità – fino a quando durava la buona condotta del beneficato. (L,38,I)

oniromanzia medicale

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5 Comments

  1. Steph 30 Dicembre 2018 al 22:35 - Rispondi

    Ramanor.Mi commuovo ogni volta che leggo la sua descrizione.Rappresenta tutto ciò che vorrei essere.

  2. filosobek 7 Febbraio 2016 al 12:51 - Rispondi

    Per significare l’inizio della Storia della Fratellanza di Miriam, scrive il Maestro M.A.Iah-hel a pag. 357 de La Pietra Angolare Miriamica: “In principio era l’Idea e l’Idea era presso la Miriam e al Miriam era l’Idea. L’Idea era in principio presso la Miriam: tutto è stato fatto per mezzo di Lei e senza di Lei nulla sarebbe stato fatto di quanto è stato fatto”.
    Da queste parole viene spontanea l’identificazione tra la materia oscura di cui è permeato l’universo e la Miriam.
    Più ancora, per la scelta del passo qui parafrasato, appare evidenziato come si voglia ricondurre a tale indistinta Mater-ia ogni eventualità formale (Idea) esistente. Da cui la domanda: se la Vita “era nella Miriam”, e la Miriam può ‘mandare’, è lo spirito di Dio che vola sulle acque o sono le acque (brodo?) primordiali che generano lo spirito?
    Né è sofistico soffermarsi su tale interrogativo, giacché non si tratta di stabilire se sia nato prima l’uovo o la gallina ma di concepire una madre comune a entrambi.
    Se si giunge a vedere un principio antecedente a ogni forma – in noi come fuori di noi – è possibile ne consegua la consapevolezza che la forma data alle cose è la chiave del bene e del male, nel pensiero della mente prima ancora che nella tangibile realtà. E che da qui possa sorgere un’assunzione di responsabilità per una diversa e più salutare modulazione della nostra persona: fisica o collettiva che sia.
    Antetutto, pare dire il Maestro, noi siamo Materia Vivente…

  3. catulla 6 Febbraio 2016 al 13:41 - Rispondi

    E se i sogni impressionanti per la loro verità, invece di essere premonitori, per la loro perfezione di forme in astrale, fossero creatori? (D,88)
    Queste parole del taumaturgo Kremmerz hanno una portata enorme.
    L’ interrogativo va verificato con l’esperienza propria, come si conviene al metodo ermetico, ma quanto viene suggerito attiene alla parte “divina” dell’uomo.
    Einstein aveva dimostrato come la massa si possa convertire in energia e viceversa; Higgs ha provato al tempo attuale che la massa oscura pervade tutto (UNA che tutto in sé contiene?) e che quando si raggruma su sé stessa dà vita (VIRTU’?) a una particella capace di dare massa e creare tutte le altre forme (VIRTU’ infinita?).
    Così, semplicisticamente, la creazione appare come una increspatura in un brodo primordiale che, permeando ogni cosa, è anche nel cervello nostro: probabilmente là dove si muove il sonno profondo e dove il sogno increspa il pensiero in divenire.
    Quindi, che si può fare? Sorvegliare chi e cosa entra in noi ogni giorno, come un continente attenziona chi valica le sue frontiere.
    E poi, magari, considerare che se qualcosa è in atto dentro di noi (e/o attorno e fuori) e una voce che ci avvisa dal profondo di ciò che verrà.. beh! nulla è ineluttabile.
    La Tradizione cui ci siamo legati e di cui i Maestri hanno le chiavi è sempre benefica e, mentre educa a coltivare chi siamo e ciò che siamo, protegge e aiuta la buona volontà: spesso riparando (sigh!) all’ignoranza e all’incoscienza di tutti coloro che sono in cammino.
    In ogni caso conforta vedere che pian piano la Scienza giunge a esplicitare formule e ragioni di un millenario sapere sacerdotale… Speriamo solo sappia disporne per la salute dell’umanità e non, come sovente accade per cieco individualismo e sete di potere, per l’apparente profitto di uno o di pochi.
    Magari – chissà! – sognando un mondo migliore riusciremo a realizzarlo.
    A partire da noi stessi, s’intende.

  4. garrulo1 29 Gennaio 2016 al 17:11 - Rispondi

    Quanto appena scritto da Sal, sulla scorta degli accenni di “oniromanzia medicale” nella Schola, mi pare trovi riscontro immediato in un passo dell’Avviamento alla Scienza dei Magi: intendo dove il Maestro Kremmerz, a proposito delle potenzialità insite nella Mente Umana opportunamente allenata, accenna alla capacità terapeutica dell’Immagine Mentale, ove, nello stato di pace o meglio di equilibrio nella Volontà Ermetica balisticamente calibrata per la proiezione, sarebbe possibile immaginare ad Arte per poi Realizzare infallantemente. Se ricordo bene, a questo proposito il Maestro scrive: “Pace tra l’Idea immaginata e l’Idea Vissuta” per propiziare il Miracolo, con tanto di riferimento filologico: “Imago aut – In mag”. Probabilmente, questo può avvenire anche durante il sonno, ad Arte per Chi ha raggiunto tale capacità evolutiva, ma credo eccezionalmente, e del tutto inconsciamente , anche nelle condizioni di sonno ordinarie.
    Un caro saluto.

  5. sal 26 Gennaio 2016 al 22:16 - Rispondi

    90 anni fa a Londra lo scozzese John Logie Baird forniva la dimostrazione scientifica che le immagini possono essere trasmesse. Legato a un convertitore di impulsi elettrici, un disco rotante scansionava linea per linea – dal basso in alto e da destra a sinistra – fornendo un’immagine visibile a distanza grazie a una luce al neon collegata.
    Baird aveva cominciato con forme geometriche semplici sino a giungere a un viso umano riconoscibile in 240 linee. (All’epoca si ragionava in linee perché i punti erano pochi: oggi un singolo pixel, cioè un singolo elemento di immagine, è fatto da mille puntini! immaginiamo le linee…).
    Se l’uomo ha creato il televisore è perché l’idea del televisore è (anche potenzialmente) nell’uomo. Nella materia di cui l’uomo è fatto.
    Ebbene Kremmerz dice che “Basta coricarsi sotto l’impulso di una qualunque impressione dei sensi per avere un sogno relativo o analogo a quelle sensazioni.” E ancora “ sotto l’impulso di un desiderio bene determinato … appena appena il corpo astrale si perfeziona, eccoci a fare delle passeggiate…”.
    I sensi o l’immaginazione proiettano un’immagine: l’immagine diventa sensazione che prende forma, talora confusa – come nella miscellanea vagante dello stato di riposo – talora definita – come nei sogni.
    E come la televisione (e oggigiorno tablet, PC, cellulari e quant’altro) proietta, anche a distanza, così la mente umana quando raggiunge l’alta definizione può suggerire storie ed emozioni in qualunque punto del globo… e probabilmente oltre. E impressionare, anche in modo permanente.
    L’Oniromanzia medicale ci narra quindi un processo, insito nell’essere umano, che può essere individuato, coltivato, perfezionato, utilizzato… L’esempio della S.P.H.C.I. è l’applicazione terapeutica (oggi si direbbe una ‘APP’) della MIRIAM che vincola tutti gli apparecchi suoi associati e consente mirabili definizioni – e ridefinizioni! – di Luce e Salute.

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