“Venne una donna e disse: I’ son Lucia,
lasciatemi pigliar costui che dorme;
sì l’agevolerò per la sua via.”
(Dante: IX Canto del Purgatorio)

“Ogni Taumaturgia ha il suo fondamento nella Luce”.
(J. M. Kremm-Erz)

La notte fra il 12 e il 13 dicembre, per tradizione, pare sia la più lunga dell’anno. Ma con l’alba del giorno 13, Santa Lucia, il giorno inizia ad aumentare di un “pelino”…
Anticamente il Solstizio d’Inverno era calcolato intorno a questa data proprio per indicare il procrastinarsi, benché ancora per brevissimi secondi, del tramonto del sole all’orizzonte.

E accompagnati da Lucia, simbolo di Speranza nel Diritto all’ascenso, afferriamo dunque, come se fossero micro-semi da mettere a dimora, questi atomi di luce che Osiride, Sole occulto, ci porge nell’attimo fuggente e serbiamoli gelosamente come si confà per un dono che tanto è più prezioso, quanto più è raro e incommensurabile.

E che l’occhio di Horus, uno dei più potenti simboli egizi, possa impetrare per tutti quella seconda vista atta a conquistare, squarciato il velo delle nebbie passionali, “l’Intelligenza arcana che da all’essere la coscienza del Vero”.
Fiat Lux!