“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

I documenti - sesto quesito

prima parte
seconda parte
terza parte

 
Dagli archivi della S.P.H.C.I.: notizie storiche, documenti e scritti inediti della tradizione kremmerziana.

Seconda parte

Nelle ben note Circolari di Benno del 1947/48 (di cui si trascrivono alcuni stralci), emergono i seguenti punti che è bene sottolineare e cioè:1947: “…mentre le iscrizioni e le Accademie furono chiuse, nessuna disposizione è stata mai presa in questo senso per la Seg+ Centrale della Delegazione Generale, la quale Segreteria, pertanto, è l’unica parte della  Fr+  che abbia conservata intatta la sua continuità, sia per la Persona ad essa regolarmente designata, sia per le sue funzioni. Resta perciò ben fermo il fatto che oggi, qualunque iniziativa presa nell’intento di proseguire o conservare il funzionamento della Fr+  di  Mir+ non può aversi che attraverso la Seg+  Gen+. Non solo, ma è necessario altresì, sia per le presenti condizioni della Fr+, sia per le inderogabili norme a cui ogni organizzazione iniziatica è sottoposta,  che una tale iniziativa sia esplicitamente e regolarmente autorizzata da Chi ne abbia la facoltà, in modo che sia stabilito il collegamento fra il Grande Ordine Egizio e la Fr+,  la quale, è bene ricordarlo, non può assolvere la sua missione iniziatica altro che sotto una tale precisa condizione… Sempre a tale riguardo, per coloro che non fossero molto addentro in certe questioni e che perciò potessero ritenere queste considerazioni come della più o meno ingombrante burocrazia, è necessario dire chiaramente che formulerebbero un giudizio completamente errato. – Quelle che potrebbero giudicarsi delle vane forme burocratiche, sono invece, per un’organizzazione iniziatica, gli indispensabili “mezzi contingenti” per assicurare la necessaria trasmissione di quel “lievito spirituale” che, posto nel suo particolare “ambiente”, rappresenta la ragione prima e fondamentale dell’esistenza dell’organizzazione stessa. Se così non fosse, le organizzazioni iniziatiche non avrebbero ragione di esistere, poiché tutti gli aggruppamenti di studiosi più o meno curiosi di metapsichica, di ermetismo, di magia, di spiritismo ecc., potrebbero dire di rappresentare la continuazione della Tradizione Miriamica, e magari addirittura di essere dei Fr+ di Mir+ solo perché si coprono dell’egida di un nome : Kremmerz, oppure Miriam.Così pure gravissimo abbaglio prenderebbe chi (singolo o gruppo), ritenesse di essere “iniziaticamente” in catena solo perché alcuni esperimenti o cure sono più o meno riusciti. – Tali “fenomeni” caratteristici del campo fisico o psichico, possono non avere nessun valore quando si tratta di stabilire la continuità iniziatica di un’organizzazione.Come per i Rosa Croce tradizionali era prescritto, fra l’altro, l’esercizio gratuito della medicina, così per la Fr+  di Mir+  è posta la pratica della “medicina ermetica”. – Ma ciò va inteso principalmente nella sua “funzione rituale” come per altre organizzazioni era prescritto lo studio di una scienza, l’esercizio di un mestiere, l’uso delle armi ecc. – E non bisogna scambiare il “mezzo” con il “fine”, altrimenti, giudicando dai mezzi, nella loro qualità di “ fenomeni”, si potrebbe giungere alla conclusione che qualunque scienziato, architetto, artigiano, o militare, sarebbe un iniziato o in particolare, se medico, un Miriamico.Premesse queste considerazioni, fatte obbiettivamente, così come dai fatti risultano, e lasciando ad ogni Fr+  e  Sor+ la piena libertà di orientarsi come ritiene più opportuno, mentre ricordiamo che la Fr+  Tm+  di Mir+  è retta esclusivamente dalla “ PRAGMATICA FONDAMENTALE”, comunichiamo quanto segue: essendosi verificate le condizioni, più sopra dette, perché la continuità della Fr+  Tm+  di Mir+  possa essere assicurata, secondo le stabilite norme, si porta a conoscenza dei Fr+  che la Seg+  Gen+ riprende la sua regolare attività riordinatrice conformemente alla Pragmatica Fondamentale…”
N.B. Benno fa chiaro riferimento alla continuità e al riattivarsi della Segreteria Generale della Fratellanza di Miriam non come sua personale iniziativa ma  con l’autorizzazione di CHI aveva la facoltà di ristabilirne il collegamento con il Grande Ordine Egizio !!!E CHI poteva avere questa facoltà se non il Segretario Generale dell’Ordine Egizio Maestro R.P. Ottaviano (Koch) ancora vivente e che personalmente Benno conosceva? Lo STESSO che poteva confermargli i poteri inerenti la Delegazione Generale della Fratellanza trasmessigli da Kremmerz, per i quali Benno diramò la Circolare del 1948 apponendovi il Timbro della Delegazione (evidentemente non per mera burocrazia!) oltre a quello della Schola già impresso nella precedente Circolare.
1948: “Avvenimenti di recente trascorsi e PRIMI INDIZI DI UN PROSSIMO AVVENIRE ci traggono per volontà non nostra – a cui pure ci associamo volentieri a vergare queste linee di chiarimento e di indirizzo per coloro che - oggi dispersi ed isolati  -  condivisero ieri la sublime IDEA brillata all’alba del secolo in corso dalla Solare Intelligenza del nostro amato Fr+  e Maestro J. M. Kremm-ErzMemori di un PATTO ininterrotto, che lega il nostro ascenso alla Ineffabile Opera di Bene da Lui voluta “pro salute populi”, richiamiamo i discepoli all’osservanza della Pragmatica Fondamentale della  Schola, per la quale essi si impegnarono a RISPETTARNE L’ORGANIZZAZIONE GERARCHICA, fondata sull’autorità dei più evoluti, preposti a custodia dell’insegnamento ed a guida dei praticanti…… La FINALITA’, pertanto, fu scelta e voluta da J.M. Kremm-Erz ed i praticanti assunsero impegno di rispettarla nell’impiego delle loro forze singole ed associate come che tutto l’ordinamento rituario è di richiamo ad Enti e Forze DI NATURA SPECIFICA ED INVIOLABILE, vigilato dal Superiore Sinedrio dell’Or. Os. Eg.  sotto la cui protezione la Fr+  di Miriam fu posta.Ogni altra realizzazione, pertanto, costituisce sosta e deviamento nell’ascenso individuo ed impoverimento nella realizzazione collettiva.Ma non così hanno pensato taluni nostri carissimi Fr+ – rispettabili e progrediti – i quali, ansiosi di propiziare alla società contemporanea un più esteso e valido beneficio, hanno sperato, se non pure tentato, di conformare ad un diverso orientamento i nostri insegnamenti e i nostri discepoli. Errore gravissimo, se si pensa a quanto sopra chiarito. Audacia pericolosa, se si pensa alla rigida custodia dell’ Or .Os. Eg.  che sbarra il passo a qualsiasi prevaricazione, in buona o mala fede tendente ad affiorare.Vero è che l’ingenua speranza di codesti pochi – tesa in senso difforme da quanto finora espresso – si alimentava di alcuni passi della dottrina stessa, ufficiale e segreta, di J. M. Kremm-Erz, per cui era vagheggiabile l’estensione in campo sociale di una GUIDA generale ispirata alla RETTITUDINE NELLA GIUSTIZIA e ALL’ALTRUISMO PER SENTIMENTO DI SOLIDARIETA’.Ma quale, carissimi Fratelli, era il presupposto ineluttabile, quale l’istanza suprema del successo di un simile programma, se non – alla base – una Miriam come vivaio purissimo di uomini perfezionati allo scopo?Riflettano i rispettabili Fratelli che in buona fede si animavano in tal senso: essi distaccavano un raggio dalla luce dell’Assieme ed il risultato non poteva essere né promettente, né lusinghiero.E, difatti, si sono resi già responsabili di deviamenti fallaci e di pericolose illusioni con la divulgazione della dottrina secreta di J. M. Kremm-Erz, ignorando, probabilmente, che le realizzazioni ivi promesse – in virtù di superiori ed infrangibili patti – sono sottomesse alla legge suprema del DO   UT   DES, per cui diventano possibili, solo se ricondotte al fine prestabilito…”
N.B. Sulla base di “avvenimenti di recente trascorsi” (da intendersi come la ripresa dei contatti con il Segretario Generale dell’Ordine Egizio R.P. Ottaviano/ Koch) e “PRIMI INDIZI DI UN PROSSIMO AVVENIRE” (da intendersi - visto che il MAIUSCOLO è originale! - come i prodromi del ristabilito contatto coi Vertici dell’Ordine Egizio rientrati nella loro Sede italiana), Benno riconferma che l’iniziativa della Circolare e di quanto ne conseguirà in merito alla Fratellanza di Miriam, non è sua personale, benché se ne associa volentieri.
Si riproducono di seguito la prima e l’ultima pagina degli “originali” delle circolari presenti nei n/s archivi.

Visualizza i documenti doc.1947 – doc.1947/2 e doc.1948 – doc.1948/2

La breve parentesi durante la quale Benno/Lombardi si avvalse della collaborazione del fiorentino A. Del Guercio firmatario per l’inoltro delle suddette Circolari e suo segretario, può essere documentata dalla corrispondenza qui di seguito pubblicata (intercorsa fra questi e De Cristo) da cui può evincersi il ruolo rivestito dal Del Guercio, e in seguito da Benno revocatogli. Va pure detto che il Del Guercio si rifiutò di restituire a Benno tutto quanto relativo agli incartamenti di quegli iscritti che, saputo delle Circolari, richiesero (come fece il De Cristo) una regolarizzazione. Dal possesso di queste documentazioni e del materiale rituale (pagelle di iscrizione alla Miriam e all’Ordine Egizio, istruzioni  date a singoli e vecchi iscritti, ecc.) pare che si sia generata in seguito a Firenze, una branca eterodossa della Fratellanza di Miriam e uno dei tanti pseudo-ordini egizi sorti dopo la morte di Lombardi. Resta certo, comunque, che il Del Guercio non fu mai a conoscenza dell’esistenza dei rapporti – sia pregressi che contestuali al suo breve ruolo di segretario – fra il Maestro R.P. Ottaviano/Koch e Benno/Lombardi. In vari libri e riviste di settore, le interconnessioni fra il Del Guercio e la Delegazione Generale della Fratellanza di Miriam del ‘47/’51, sono illustrate sotto il titolo di “nodo fiorentino” o altre simili diciture: si precisa che, estraniandoci dai pareri e dalle ricostruzioni storiche altrui, a noi preme solo inquadrare i rapporti fra la Fratellanza di Miriam e questo personaggio sulla base di quanto dimostrabile o deducibile dai documenti d’archivio in n/s possesso, senza entrare nel merito di alcun giudizio, come è n/s prassi deontologica, sulle sue attività private e sulla sua personalità umana. 

Visualizza i documenti delguercio/busta – delguercio/1 – delguercio/2 – doc.decristo

Altro personaggio a cui Benno concesse una certa fiducia, fu Arduino Anglisani (Hariel), ma anche nei suoi confronti dovette evidentemente ricredersi come già documentato nella sezione Legittimità (cfr. i documenti N°6/7/8 e seg./9/15 e seg./20 e seg./23 e seg./26 pag.2./27 e seg./28) da cui risulta la revoca dei compiti affidatigli e la sua estromissione da qualsiasi ruolo sia nella Fratellanza di Miriam che nell’Ordine Egizio. Da ciò, anche i suoi rapporti con Mario Parascandolo (Hahajah) furono compromessi e, come tali, rimasero anche dopo la morte di Domenico Lombardi ( cfr. corrispondenza fra Parancandolo e De Cristo: documenti 1954 da /18 a /27). Pertanto, ogni sua ulteriore attività direttamente o indirettamente intersecatasi con la Fratellanza di Miriam, in deroga alle disposizioni della Delegazione Generale di Benno, perde qualsiasi importanza ai fini della n/s documentazione. Va solo aggiunto che anche dalla discendenza dell’Anglisani si sono generate correnti spurie pseudo-miriamiche e pseudo-osiridee e rivendicazioni da parte di suoi “pupilli” e discepoli di “mandati”, fantomatici “eonici ierofantici” contatti con presunti Ordini, investiture e quant’altro appare su alcuni siti web, libri, riviste ecc. che certamente non contribuiscono a rendere giustizia alla memoria dell’Anglisani, un uomo che ha comunque dedicato, sebbene con alti e bassi, la sua stessa vita agli studi ermetici e alla loro divulgazione, ma semmai contribuiscono ad assimilarlo, ad onor del vero, fra quegli studiosi che si sono assunti la personale responsabilità di deviare svariati ricercatori dalla Schola ortodossa del Kremmerz.  Ad integrazione della documentazione in Legittimità, si pubblicano di seguito, in ordine cronologico: 1) lettera di Domenico Lombardi all’Anglisani; 2) risposta dell’Anglisani a Domenico Lombardi; 3) replica di Domenico Lombardi; 4) lettera dell’Anglisani sulla quale è apposto uno dei timbri contestatogli da Benno nel doc. di prot. N°155 del 2/2/1950; 5) minuta olografa di De Cristo in risposta al doc. di prot. N°156 del 2/2/1950.

Visualizza i documenti doc.let.1 – doc.let.2/1 – doc.let.2/2 – doc.let.2/3 – doc.let.2/4 – doc.let.2/5 – doc.let.3/1 – doc.let.3/2 – doc.let.4 – doc.let.5/1 – doc.let.5/2 – doc.let.6 – doc.let.7

Va sottolineato (per consecutio cronologica utile alla n/s ricostruzione storica) che il 30 agosto 1951, venne pubblicato dall’Universale di Roma s.p.a. il primo volume dell’Opera Omnia di Giuliano Kremmerz.
Il telegramma del 3 dicembre 1951 di seguito pubblicato, chiude il capitolo della Delegazione Generale di Benno (Domenico Lombardi).

Visualizza il documento: telegramma1

Con la morte di Lombardi, va rilevato che:1— De Cristo, sulla base dei mandati ricevuti dalla Del+ Gen+ di Benno e mai revocati, era l’unico Maestro preposto alla dirigenza dei Circoli esterni della Fratellanza di Miriam e l’unico a poter iscrivere alla stessa in quanto in possesso sia del Sigillo Originale o Corona di J.M.Kremm-Erz, indispensabile per la convalida dell’iscrizione stessa, sia delle Cifre  ideografiche complementari da assegnare ai singoli fratelli, lasciategli in dotazione dalla Delegazione Generale di Benno, sia del quadro raffigurante il Kremmerz affidatogli da Benno come vessillo della continuità ininterrotta della Fratellanza e dell’ortodossia miriamica sancita, dal Patto con l’Ordine Egizio, nella mai revocata Pragmatica Fondamentale del 1909. 2—Mario Parascandolo cessava il suo ruolo di Procuratore autorizzato e di intimo collaboratore del Delegato Generale Benno già dichiarato: INSOSTITUIBILE. (ndr. qualunque procura, anche di carattere profano, sebbene non revocata, cessa automaticamente con la morte di chi l’ha data!)3—I contatti diretti con i Vertici dell’Ordine Egizio o Capitolo Operante erano cessati già dall’11 giugno 1951 e l’identità dell’unico anello di congiunzione con gli Stessi (il Segretario Generale dell’Ordine Egizio, Maestro R.P. Ottaviano) Benno l’aveva portata con sé nella tomba. Ma anche se Parascandolo, fino al giugno del 1951, aveva frequentato la sede di Napoli dell’Ordine (o Loggia Ammonia N°…) come intermediario di Benno (impossibilitato a muoversi a causa della rottura dei femori che lo afflisse fino alla fine) e suo Procuratore per lo svolgimento delle pratiche in corso inerenti la sistemazione della Fratellanza di Miriam, evidentemente non conosceva la identità profana della persona o delle persone con le quali periodicamente s’incontrava! Anch’egli, infatti, menziona in vari documenti (cfr. la sezione Legittimità) col pronome “CHI” il personaggio, o Superiore Incognito, o Supremo Fratello e Maestro, dal quale riceveva ragguagli e disposizioni.
Dalla corrispondenza qui di seguito cronologicamente riportata (1952/53/54) fra Mario Parascandolo e Donato De Cristo emergeranno ai lettori attenti e imparziali, numerosi dati, utili ad inquadrare come esclusive iniziative personali, quei programmi avviati dal Parascandolo e probabilmente ripresi dal vecchio progetto massonico della loggia Hank, risalente al 1946, di cui fecero pure parte: Carlo Coraggia, Augusto Lista e Arduino Anglisani (cfr. “Le basi spirituali della Massoneria Universale” di Augusto Lista, Editrice Miriamica, 1992), sui quali - in seguito - fondò la sua impalcatura organizzativa il CEUR di Roma (come sarà documentato in proseguo). Vanno solo evidenziati due punti fondamentali emergenti da questa corrispondenza: 1) l’estraniarsi da parte di De Cristo dalla partecipazione al progetto di Parascandolo e dei suoi  “due compari” (cfr. anche: appunti olografi di De Cristo gia pubblicati nella sezione Legittimità doc. n°33); 2) la delusione di Parascandolo per aver dato fiducia ai suoi soci e la sua volontà di rimediare, sfumata con la prematura morte. 

Visualizza i documenti:
1952/1 – 1952/2 – 1952/3 – 1952/4 – 1952/5 - 1952/6 – 1952/7 – 1952/8 – 1952/9 – 1952/10


1953/1 – 1953/2 – 1953/3 – 1953/4 – 1953/5 – 1953/6 – 1953/7 – 1953/8 – 1953/9 – 1953/10 – 1953/11 – 1953/12 – 1953/13 – 1953/14 – 1953/15 – 1953/16 – 1953/17

1954/1 – 1954/2 – 1954/3 – 1954/4 – 1954/5 – 1954/6 – 1954/7 – 14954/8 – 1954/9 – 1954/10 – 1954/11 – 1954/12 – 1954/13 – 1954/14 – 1954/15 – 1954/16 – 1954/17 – 1954/18 – 1954/19 – 1954/20 – 1954/21 – 1954/22 – 1954/23 – 1954/24 – 1954/25 – 1954/26 – 1954/27 – 1954/28 – 1954/29 – 1954/30 – 1954/31 – 1954/32 – 1954/33 – 1954/34 – 1954/35

Col telegramma di seguito pubblicato del 19 giugno del 1954, si conclude il capitolo dedicato a Mario Parascandolo.

Visualizza i documento telegramma 2

Sempre per consecutio cronologica, va evidenziato che, diversamente da quanto espresso nella lettera di De Cristo del 15 maggio 1954 (doc. 1954/24), il 25 ottobre dello stesso anno (N.B. dopo la morte di Parascandolo) venne edito dall’Universale di Roma s.p.a. il secondo volume dell’Opera Omnia di Giuliano Kremmerz, in cui è pubblicata un’introduzione a firma “Lehahiah” cioé Carlo Coraggia, auto investitosi con quello pseudonimo che, da quel momento, ne individuerà gli scritti e tutto l’operato.Il 25 luglio 1957, sempre per i tipi dell’Universale di Roma, appare la pubblicazione del terzo volume dell’Opera Omnia del Kremmerz, questa volta “arricchita” da un’introduzione a firma: Hahajah (Parascandolo), stranamente a ben tre anni dalla morte dello stesso!!!
N.B. Nessuno dei tre volumi dell’Editrice Universale contiene quei riferimenti al Ceur (Ceur - casella postale ecc. ecc.) che appariranno sulle successive ripubblicazioni dell’O.O. delle Edizioni Mediterranee – Roma del 1974/75, con l’aggiunta nel 1976 del 4° volume, curato da Ugo Danilo Cisaria. 
Ciò evidenzia la temporale collocazione a cavallo fra gli anni 60/70, dell’avvio di quel progetto (cui fu dato in seguito dai suoi fautori il nome di Centro Ermetico Universale Romano, C.E.U.R.) che rivendicherà filiazione e regolarità iniziatica (all’Ordine Egizio e alla Fratellanza di Miriam) sulla base di una registrazione su nastro magnetico del 1952 attribuita a Mario Parascandolo  (Hahajah) e l’Investitura di Carlo Coraggia a “Capo” (?), con un’altra registrazione del 20 febbraio 1953 sempre attribuita a Parascandolo che l’avrebbe, pare, persino “scritta” (per quanto in uno “stile” che non gli era proprio!). 
N.B. Si ponga l’attenzione sui contenuti di queste “registrazioni” cui si farà più volte riferimento in seguito. Ne riproduciamo i due documenti agli atti nei n/s archivi, così come divulgati all’interno del Ceur (ndr. le sottolineature sono di Donato De Cristo/Harahel).

Visualizza i documenti: reg.52/1 – reg.52/2 – reg.52/3 – reg.52/4 – reg.52/5 – reg.52/6 – reg.52/7 – reg.52/8 – reg.53


Sono inevitabili a questo punto alcune legittime domande ed osservazioni:1— Come è possibile che Hahajah si possa essere espresso nei termini esposti nelle riunioni (?) del 1952/53,  commistionando un progetto dal carattere esplicitamente socio-politico con i dettati della tradizione ermetica e filosofico- alchemica?  Un programma per giunta in netta antitesi con le Circolari di Benno del 1947/48, con i Mandati tramite lui stesso affidati a De Cristo in relazione alla Fratellanza di Miriam, con  i Regulamenta dell’Ordine Egizio (parzialmente pubblicati nella prima parte di questo VI quesito) e con quanto da Parascandolo espresso, più o meno esplicitamente, nei confronti dei personaggi in esso implicati nella corrispondenza con De Cristo del 53/54.2— Ammesso pure che Parascandolo, colto da umane passioni o contingenti necessità, avesse preso la “personale” iniziativa di avviare con delle belle parole altisonanti (tanto verba volant…!) un ambizioso progetto per compiacere i suoi “amici” romani,  è pur certo che al fine se ne dissociò. Tant’è che non esiste, (né l’avrebbe mai potuto redigere, come abbiamo ampiamente documentato) alcun “mandato”  per Carlo Coraggia, scritto e sigillato o lontanamente simile a quelli che lo stesso Hahajah come Procuratore della Delegazione Generale di Benno aveva a suo tempo stilati. 3—  I soli iscritti regolari alla Fratellanza di Miriam erano quelli transitati attraverso la Delegazione Generale di Benno e attraverso l’Accademia Pitagora di Bari, l’unica Accademia riconosciuta e convalidata dall’Ordine Egizio, e prima dell’interruzione dei contatti nel giugno del 1951 con i suoi Vertici o Capitolo Operante. Ciò trova conferma nelle domande di iscrizione alla Fratellanza (presenti nei n/s archivi) di personaggi non solo residenti a Bari, ma sparsi in altre città d’Italia, fra cui persino quelli che in seguito parteciparono più o meno attivamente al programma Ceur o ad altre organizzazioni spurie: vedi ad esempio i fratelli Pic…, lo stesso Lista, Lor… Car…, Rus… Fra…, Cir… Pug…, Emi… Ang…, Gio… Pap… e tanti altri.4— Sorge spontaneo domandarsi, come si è potuta costruire tutta un’impalcatura di credibilità “iniziatica”, poggiandola esclusivamente su dubbie dichiarazioni estratte da due registrazioni  appena antecedenti alla morte del loro presunto autore, mentre parallelamente si confutavano i regolari mandati di De Cristo in relazione alla continuità ortodossa della Fratellanza di Miriam nella Pitagora di Bari? E come si può, a tutt’oggi, dar credito, in Italia e pure all’estero, alla legittimità e continuità storica ed iniziatica del Ceur di Roma e a quei suoi attuali epigoni che la rivendicano sulla base di presunte “bolle”(di sapone?), nel mentre si continua strumentalmente a dubitare di autentici Mandati e persino della nostra documentazione d’archivio “originale”, resa pubblica attraverso il web?  
Ma che cosa accadde – realmente –  dopo la morte di Parascandolo e, va ricordato, nel mentre i Vertici dell’Ordine Egizio erano assenti dalla loro Sede italiana?
1-- Per quanto relativo all’Accademia Pitagora di Bari e alla Miriam ortodossa, va solo integrato, per rigore storico, a quanto già reso pubblico in questo stesso sito (cfr. la prima parte della sezione: Legittimità) che dal 1955/56 Donato De Cristo (Harahel) sospese i lavori accademiali con la conseguente caduta delle cariche di preside, segretario e censore (cfr. nella sezione Legittimità il doc. n°17), che avocò a sé. Attorniato da pochi e fedeli iscritti, si estraniò da quanto accadeva sul proscenio ermetico-kremmerziano, trasferendo iscrizioni alla Fratellanza di Miriam e relative istruzioni ortodosse, a quanti, estranei a strutture spurie, le richiedevano  a Lui direttamente. Ben inteso, egli si estraniò, ma svariati personaggi, nel frattempo, cercarono di contattarlo  tentando, ciascuno per i propri scopi, un approccio con Lui,  come si evince da una fitta corrispondenza presente nei n/s archivi (di cui si pubblicano a campione - qui di seguito - alcuni emblematici stralci dai quali sono pure deducibili le attività, le beghe e la grande confusione di quel sottobosco kremmerziano irregolare che andrà a confluire, per la gran parte, come si vedrà in seguito, nel progetto Ceur). 

Visualizza i documenti: pet.1 – pet.2 – pet.3 – pet.4 – pet.5 – pet.6 – pet.7 – pet.8 – pet.9 – pet.10 – pet.11 – pet.12 – pet. 13 – pet.14 – pet.15

Dal 1976 De Cristo (Harahel) aveva riattivato i lavori dell’Accademia Pitagora eleggendone le nuove cariche ed esordendo con una lettera, in risposta a un articolo apparso sulla Rivista “Gli Arcani”, della quale si riproducono la minuta battuta a macchina dal De Cristo e la risposta del curatore della Rubrica “Esoterismo e Tradizione” Cesare Ambesi. La lettera di De Cristo fu poi riportata all’interno dell’articolo: “La difficile eredità di Kremmerz” a firma di Ambesi, (che di seguito si riproduce) nella medesima Rubrica del N° 4 degli Arcani dell’Aprile 1977, suscitando, come vedremo in proseguo, un certo scompiglio, specie nel Ceur di Roma.

Visualizza i documenti: arcani.1 – arcani.2 – arcani.3

Si riproducono come emblematici esempi degli esiti della lettera di De Cristo a “Gli arcani” due lettere di Gio… Pap… già Preside dell’Accademia Pitagora di Bari ai tempi della Del+ Ge+ di Benno, allontanato dal Maestro Harahel nel 1956 per il verificarsi di fatti personali inconciliabili col suo ruolo di Preside, e di poi confluito nel Ceur.La prima lettera, datata 19 aprile 1977 è intestata sia a De Cristo che a Coraggia.La seconda, datata 23 maggio 1978, contiene le dimissioni di Pap… dal Ceur.Va aggiunto che dal 5 ottobre del 1978  la posizione di Pap… e degli iscritti al suo circolo milanese, fu regolarizzata da Harahel in seno all’Accademia Pitagora di Bari.Stessa regolarizzazione De Cristo operò, fra il 1977/78 nei confronti di alcuni singoli, appartenenti all’organismo Ceur, fra cui Pla… Pro…, Pie… Fen… e alcuni loro giovani discepoli. Ciò anche a riprova del grande spirito di generosità di Harahel, costellato dalla speranza, in seguito dallo stesso Pap… e da alcuni altri delusa (come documenteremo nella terza parte del VI quesito), nel loro ravvedimento e nella loro sincera adesione alla Miriam Ortodossa.

Visualizza i documenti: pap.77/1 – pap.77/2 – pap.77/3 – pap.77/4 – pap.77/5 – pap.78/1 – pap.78/2 – pap.78/3 – pap.78/4 – pap.78/5 – pap.78/6 – pap.78/7    

2-- Per quanto riguarda il Ceur, esistono nei n/s archivi vari documenti che ne attestano, fin dagli anni Sessanta/Settanta, le attività parainiziatiche operate sotto l’arbitraria egida di kremmerz, della Miriam e dell’Ordine Egizio (come può evincersi anche dai documenti finora pubblicati). Va aggiunto che tramite la riedizione dell’Opera Omnia del Kremmerz per i tipi delle Edizioni Mediterranee, in cui appariva un indirizzo di casella postale intestato al C.E.U.R., specie dal 1974 in poi, un certo numero di aspiranti alla Schola Kremmerziana furono dirottati verso questo organismo spurio, andando ad allargarne le fila.Ma a partire dal 1976 seguiremo come traccia e filo conduttore, per la storica documentazione qui di seguito pubblicata, la testimonianza, scritta e sottoscritta, di una persona che ha vissuto dall’interno, e per giunta in un ruolo direttivo, tutto l’andamento del Ceur di Roma, fino al definitivo scioglimento di questo organismo spurio avvenuto nei primi anni del 1990.
N.B. Come è n/s prassi, nel rispetto della privacy soprattutto di quei personaggi, ancora viventi, che non si sono, volontariamente o pubblicamente, esposti quali esponenti (per quanto irregolari) della Miriam di Giuliano Kremmerz, useremo delle iniziali “a caso” unicamente per individuarne i ruoli nell’organismo Ceur.     
BREVE CRONISTORIA DELLA CEURVissuta scritta e sottoscritta da Gen... Vit… di Torino

Periodo Preliminare: 1976-1978
I miei contatti con la CEUR (Casa Editrice Universale Roma) risalgono al 1976, anno in cui incontro Carlo Coraggia tramite Iva… Mos…, conosciuto a Torino nel 1975 in occasione di un seminario di studi sul simbolismo massonico (è dello stesso anno l’intuizione chiara del così detto «piccolo arcano», concretizzatasi nel corso dello studio dei libri di Fulcanelli e  confermata di lì a breve dallo stesso Iva… Mos…).A quel tempo non esiste a Torino un’Accademia; sono presenti tuttavia alcuni elementi (tra questi Giu… Bor… ), già iscritti attraverso Eli… Com… e Gio… Pap….Nel 1977 mi viene affidato l’incarico di Rappresentante della Delegazione, con il compito di coordinare l’attività degli iscritti di Torino e del Piemonte in generale e in prospettiva di costituire un’Accademia non appena il numero degli iscritti lo avesse consentito, cosa che avvenne l’anno successivo con regolare rogito notarile.Contestualmente all’incarico di rappresentante della Delegazione, mi viene affidato il cosiddetto «Preside di Carta»; così era chiamato un insieme di fascicoli contenenti estratti dell’Opera Omnia di G. Kremmerz [cfr. doc. C.1 e C.1a di seguito pubblicati contenenti pag.1 del corso per novizi e fantasiose istruzioni per l’Agape], sistemati in modo da formare 5 corsi, uno per ogni grado miriamico, più un «Corso Propedeutico», la cui frequentazione era necessaria e preliminare all’iscrizione alla Myriam (la “y” al posto della “i” è propria dell’ortografia della CEUR).

visualizza i documenti: C.1 e C.1a


Il periodo 76-78 è caratterizzato da frequenti rapporti con un gruppo molto coeso di iscritti romani, tutti massoni e tutti a conoscenza del piccolo arcano, facenti capo a Iva… Mos…. Il gruppo era composto da Fra… Ind..., Alf… Di Pri…, Pao… Sto…, Fra… Cas…. A questi si erano via via aggiunti alcuni altri (tra questi la moglie di Ind…), tutti con ruolo marginale, se si eccettua Ire... (Jos...) Fab... (che assumerà più tardi il nome iniziatico di Jeliel), allora giovanissima donna molto sensibile, con un legame affettivo molto forte con Coraggia e  Hrt... Gab... (Hathahiel). Jos... sarebbe diventata successivamente compagna e poi consorte di Ale… Tom….Allo stesso periodo risale la mia copiatura del Corpus (dalla «Preparazione» sino alla «Sofia» inclusa). In proposito, mi pare di ricordare che le disposizioni date per la copiatura prevedessero l’osservanza della castità per tutto il tempo della copiatura stessa (9 mesi).A questo riguardo va annotato che la copiatura del Corpus faceva parte dell’iter, riservato ai «meritevoli», che partiva dall’acquisizione del piccolo arcano e si concludeva con l’iscrizione all’«Ordine». A questo iter era considerato preliminare l’intero cammino miriamico, nel senso che il percorso miriamico avrebbe dovuto avere come naturale epilogo l’iscrizione all’Ordine. Laddove i presupposti non si fossero verificati –  mancata acquisizione della conoscenza del piccolo arcano o mancanza dei requisiti di «merito» (?) – si permaneva nei diversi gradi miriamici, incluso quello di «Maestro» (riguardo a quest’ultima possibilità, non mi risulta che si siano verificati casi effettivi, nel senso che non ricordo ci siano stati dei Maestri miriamici oltre agli «Osiridei» e ai Presidi di accademia). D’altra parte, il percorso miriamico non era strettamente necessario per aspirare all’iscrizione all’Ordine: coloro che fossero venuti a conoscenza in qualche modo del piccolo arcano, se «meritevoli», sarebbero stati iscritti direttamente all’Ordine e quasi sempre rivestendo il grado di Maestro nell’ambito della Myriam e magari a capo di un’Accademia. Esattamente come è successo al sottoscritto, il quale, per di più, si è ritrovato in capo a neanche due anni a fare il Maestro di Myriam, il Preside di un’accademia e, qualche anno dopo, addirittura a far parte, come secondo nominativo, della terna di successione che avrebbe dovuto garantire la continuità del vertice gerarchico nientepopodimeno che dell’Ordine Egizio!, per poi, a distanza di diversi anni, ritrovarsi a fare finalmente il novizio, questa volta nella vera e consistente accezione del termine [sic transit gloria mundi ! ] (n.d.a.) (ma questa è un’altra storia, che sarà esaminata più avanti).Si può ben immaginare, in tempi di profanazione più o meno diffusa, quanti e quali fossero gli aspiranti «Osiridei», con la conseguenza di avere Osiridei – come soleva dire Gio… Pap… - «fatti con la macchinetta».Sempre nello stesso periodo (se non ricordo male in Bilancia del 1976) Tom…, Ind..., Di Pri…., Str... e, credo, Cas..., avendo terminato la copiatura del Corpus, vengono iscritti all’Ordine e cominciano la pratica alchemica.Sennonché nel 1977, alcuni mesi dopo la pubblicazione su “Gli Arcani” della netta presa di posizione di De Cristo (cfr. doc. arcani.3) e per effetto della stessa, anche se con un certo ritardo, si verifica nella CEUR un sensibile scossone: Ind..., Di Pri... e C... si staccano dalla CEUR, non soddisfatti dei chiarimenti ricevuti da Coraggia in merito alla legittimità della filiazione della CEUR e dello stesso Coraggia. L’allontanamento del gruppo viene imputato ai rischi connessi con l’inizio dell’operatività alchemica: accentuazione della confusione, dei dubbi, dei timori; insomma, si sarebbe trattato di una prova non superata, quando invece sarebbe stato opportuno rimanere ben saldi e mantenersi fedeli al patto (in assenza di altri probanti e solidi riferimenti, questo tipo di argomentazione appariva sicuramente condivisibile in linea di principio).Io stesso (nel frattempo in piena fase di copiatura del Corpus), sollecitato dagli iscritti di Torino, mi reco a Roma per chiedere chiarimenti. Non ricevo dimostrazioni documentali e probanti: mi vengono fatti vedere, in fretta, dei documenti recanti il presunto sigillo dell’Ordine, probabilmente nell’idea che l’equazione «possesso di documenti = legittimità provata» dovesse bastare. Ma più di ogni altra cosa, ha su di me una certa forza l’affermazione di Coraggia secondo la quale «il livello di iniziazione non si può dimostrare con la carta bollata» e, insieme a questa, la riaffermazione della propria legittimità, attestata, sempre secondo Coraggia, dalla filiazione diretta che unirebbe Kremmerz-Benno-Hahaiah-Lehahiah. (A sostegno di questa filiazione, in particolare della linea di discendenza Hahaiah-Lehahiah, si accampava il contenuto della registrazione del mandato conferito verbalmente da Hahahiah a Lehahiah (cfr. doc. reg.53). Di tale registrazione sarebbe stata esibita più tardi una parziale trascrizione; ciò avvenne dopo la morte di Coraggia, in sede di apertura del mandato testamentario sulla composizione della terna di successione).A questo proposito, giova ricordare che era opinione universalmente diffusa nella CEUR che Kremmerz, sebbene avesse agito in un primo tempo su mandato dei Dodici Saggi, rimasto solo sarebbe poi diventato egli stesso Gran Maestro dell’Ordine Egizio. Come tale avrebbe avuto piena prerogativa di nominare un successore – Benno, per l’appunto – al quale avrebbe trasferito altresì la stessa prerogativa. In questa ottica e guardata dall’interno della CEUR, la catena di filiazione sopra accennata avrebbe una sua logica, perfettamente coerente con il presupposto di partenza (falso, ma questo non lo si sapeva). La stessa logica appare tanto più comprensibile se, guardando questa volta dall’esterno, la si considera in uno con finalità e disegni personali e la si colloca nel contesto di ambizioni altrettanto personali, per quanto ammantate di idealità e di «spirito di missione»: di Coraggia prima e di Tom… poi, o di chi ne avrebbe voluto prendere il posto (vedi Cis…).
Periodo 1979-1982: ultimi anni della gestione Lehahiah
Nel 1978 deve accadere qualcosa con alcuni personaggi iscritti contemporaneamente all’Ordine e alla Massoneria (si consideri che Gio… Pic… era stato Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico e Accettato, ovvero la suprema carica del più importante rito massonico in Italia e nel mondo e che lo stesso Iva… Mos… era ai vertici dell’istituzione massonica – sarebbe diventato, o già lo era, Gran Maestro Aggiunto). Dei fatti accaduti non ho avuto notizia precisa. Ricordo però che l’appunto che veniva mosso ai massoni iscritti alla CEUR era quello di portare la Massoneria nella Myriam invece di portare la Myriam nella Massoneria. La lettera di Lehahiah del 14 maggio 1979 [doc. C.2] non lascerebbe dubbi al riguardo. 

Visualizza i documenti: C.2/1 e C.2/2

Fatto sta che dopo questa lettera i rapporti personali tra Iva… Mos… e Coraggia si deteriorano, fino al punto di generare un allontanamento da parte di Iva… Mos…. In effetti, dal 1979, anno in cui fui iscritto all’Ordine [doc. C.3], e sino alla morte di Coraggia non ebbi in pratica più modo di avere contatti con Mos…, anche perché io stesso a partire da quell’anno mi ero allontanato dalla Massoneria. Sempre nel 1979 ebbi occasione di conoscere a Roma Pie… Pie… durante un pranzo con Coraggia, la moglie e altri commensali e di assistere a un vivace scambio di battute fra il giovane Pie… e Coraggia.Bisogna dire inoltre che gli echi della lapidaria affermazione di Harahel (De Cristo) non si erano del tutto spenti: incertezza, dubbi, confusione serpeggiavano ancora tra le varie accademie e Coraggia sente di dover portare un po’ di «ordine» e una parola di «chiarificazione»

Visualizza [doc. C.3/1 e seguenti].

Le cose si assestano abbastanza. Nel 1980 le accademie si moltiplicano un po’ ovunque per l’Italia, si riuniscono e lavorano regolarmente, anche l’attività terapeutica sembra produrre dei risultati incoraggianti. Coraggia (nel frattempo Tom… gli era sempre più vicino) può così concentrarsi su un altro aspetto che riteneva facesse parte del suo «mandato»: la creazione delle Logge Ammonie [doc. C.4 e C.5].

Visualizza i documenti: C.4 – C.4/2 – C.4/3 – C.5 

Nelle circolari di quel periodo si fa spesso riferimento al «Collegio Operante» (vedi anche doc. C.5); la documentazione di cui agli allegati successivi offre un’idea di come e da chi fosse composto tale «Collegio». In realtà, esiste una sorta di dicotomia quando si parla di «Collegio Operante»: occorre distinguere tra un «Collegio Operante Visibile» – fatto allora di noi comuni mortali Osiridei – (nel doc. C.6 vi si fa riferimento proprio in questi termini), riflesso di un altro «Collegio Operante» non altrimenti specificato (talvolta vi si fa riferimento richiamandosi ai «Maestri Venerandi del Collegio Operante» - vedi doc. C.7), che evidentemente deve essere «invisibile» e costituito da «intelligenze» immateriali, parcheggiate o orbitanti da qualche parte nei dintorni dell’Ordine. 

Visualizza i documenti: C.6 – C.7 – C.8 – C.9

Nell’ottobre del 1980 vengono formalizzate le cariche dei Presidi delle Accademie, con tanto di nomina a «Maestro» (di Myriam, ovviamente) e con tanto di «mandato».Contemporaneamente, in una riunione generale di tutti gli Osiridei vengono formate le Logge Osiridee, una a Bolzano, una a Roma, una a Bari. Credo che sia nel corso di questa stessa riunione che incontro Cir… Pug…, apparso e scomparso come una meteora nell’universo variegato degli «Osiridei» erranti.

Visualizza i documenti: C.10 – C.10/2 – C.10/3 – C.11 – C.11/2

Il 1981 è dedicato al consolidamento della struttura CEUR, che diventa associazione a tutti gli effetti con atto notarile e cambia il significato dell’acronimo, che sta ora per Centro Ermetismo Universale Roma. Si provvede anche, nell’ottobre dello stesso anno, a delineare la struttura organizzativa definitiva, composta di un Comitato Esecutivo, di un Consiglio Direttivo e di un organo di Revisori dei Conti. Come si vede, è assente Iva… Mos…, mentre vi sono ancora, fra gli altri, Gio… Pic…, suo fratello Pie… (anziano signore di oltre ottanta anni che ebbi modo di conoscere in occasione di un suo viaggio a Torino) e suo figlio. Luc... Cam…, Preside di una delle due Accademie di Napoli (l’altra era affidata a Rob… Mag…), si allontanerà di lì a poco e in malo modo. Altro personaggio che ricordo, divenuto in quegli anni preside di una Accademia a Roma, è  Gab… La… Por….A distanza di qualche giorno la struttura organizzativa viene leggermente ritoccata per renderla coerente con i contenuti dello Statuto Sociale (Ale… Tom… e Ugo… Cis… sono sempre saldamente in sella).

Visualizza i documenti: C.12 – C.13 – C.14 – C.15 – C.16

Nel frattempo Tom…, con il contributo finanziario del figlio di Pic…, è riuscito a realizzare un vecchio sogno, del quale mi aveva spesso parlato: acquistare un castello da destinare ai lavori dell’Ordine e nella prospettiva di farlo diventare un «centro» di iniziative per la propaganda della Scienza e un punto di riferimento per gli ermetisti. Il progetto (Castello e borgo medievale di Gua…) suscita entusiasmi e interesse. Infatti, la sua discussione è messa all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale di novembre.In quella riunione non tutto va come avrebbe dovuto: viene contestata la composizione della struttura organizzativa da parte di Gio… Pic… (credo che dietro ci fosse in realtà il vero problema: la composizione della terna di successione a Lehahiah, terna che negli ultimi anni era stata spesso oggetto di continui ripensamenti da parte di Coraggia). La riunione assume talvolta caratteri di asprezza e non propriamente fraterni, tant’è che Coraggia sottopone l’esito della riunione all’«Alto Giudizio dei Venerabili Maestri del Collegio Operante» e ne riceve immediato responso.

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Personalmente, vivo queste vicende in maniera molto marginale (ho sempre provato una naturale avversione per le beghe di potere); ma evidentemente non era per tutti così. Sono convinto che in modo diverso, sempre ovviamente per spirito di «dedizione all’Idea», chi poteva cercava, come poteva, di darsi da fare – la corrispondenza tra Cis… e Coraggia lo dimostrerebbe –, ricevendone magari qualche gratificazione anticipatoria e beneaugurante.

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Siamo ormai giunti, con questo, a maggio del 1982. Guardando in retrospettiva ci si accorge che si è al limite discendente della parabola Lehahiah, che trova il suo epilogo ufficiale nell’Agape dell’82 tenutasi in Lugnano in Teverina, in provincia di Terni e vicinissima al poggio di Gua… . Il ricordo che ne ho è quello di un’Agape particolarmente numerosa per partecipazione e densa di coinvolgimento emotivo: vi fu un interminabile e intenso applauso per Coraggia. L’atmosfera era particolarmente densa e da tutti veniva avvertita come foriera dell’imminente dipartita del fondatore della CEUR. Di lì a poco, infatti, Coraggia avrebbe lasciato le sue spoglie e con, esse, le spoglie di un’illusione, consegnando ad altri una costruzione inesorabilmente e fatalmente minata alle fondamenta e della quale si sarebbero avvertite immediatamente, appena terminata l’estate di quell’anno, le prime avvisaglie di quello che sarebbe stato il crollo definitivo, crollo che si annunciava altrettanto inesorabile, appena procrastinato nel tempo.

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Periodo 1982 – 1990: gli anni della gestione Tom…
Alla morte di Coraggia segue un breve periodo interlocutorio: si cerca di capire quale sarebbe stata la terna di successione. Si sa dell’esistenza di una busta contenente le decisioni di Lehahiah in merito, custodita da Hrt... Gab… (Hathahiel).Viene convocata una riunione, credo nel mese di ottobre dello stesso anno, di tutti gli Osiridei appartenenti al Comitato Esecutivo e al Consiglio Direttivo. Erano sicuramente presenti, oltre ovviamente Hathahiel, Gio… Pic…, Ugo… Cis… (del quale ricordo l’atteggiamento appena malcelato di baldanza, Ale… Tom… (riservato e sicuro di sé), Fer… Pic…, Rob… Mag…, Ces… Dal… Ros…, Mar… Pic…., Ezi… Gri... e alcuni altri. Mancano sicuramente Iva… Mos… e Emi… Ang…, che si era trovato in disaccordo con Coraggia quando era ancora vivente e si era allontanato dalla CEUR già ai tempi della entrata in funzione delle Logge Osiridee. Purtroppo non dispongo né della lettera di convocazione (semmai ve ne sia stata una) e neppure del verbale di riunione, che non ritengo sia stato mai redatto. In quella riunione viene letta la trascrizione della registrazione di Hahahiah, già citata, e viene comunicata la decisione scritta di Lehahiah in ordine alla terna di successione, che in virtù dell’«ascenso conseguito», «riconosciuto» e «confermato» dallo stesso Lehahiah risulta così composta:1° in Terna: Ale… Rëhatel Tom…, chiamato a succedergli quale Capo Visibile dell’Ordine e Delegato Generale;2° in Terna: Gen... Vhiterhiah Vit...3° in Terna: Ces... Virial Dal… Ros...Purtroppo, non sono in possesso di copia della lettera testamentaria e non ricordo se ne sia mai entrato in possesso.La delusione di taluni (di Cis… in particolar modo) è subito evidente: vi sono commenti e perplessità, ma non contestazioni esplicite. Passa del tempo senza che avvenga nulla di eclatante (il fuoco , però, comincia a covare).In quel tempo Iva… Mos… si riavvicina ad Ale… Tom… e non mostra difficoltà alcuna a riconoscerne posizione e ruolo. Ricordo che esprime parole di apprezzamento anche per il sottoscritto, richiamandomi alla responsabilità della mia posizione in una eventuale e scongiurata ipotesi di dover subentrare a Tom… per una qualunque evenienza.Nel dicembre dello stesso anno Tom… convoca una riunione generale a Gua… . Evidentemente, egli è a conoscenza dell’aria di fronda che tira da qualche tempo e decide di prendere l’iniziativa. Assume la guida dell’Ordine sulla base della successione stabilita da Lehahiah e, contestualmente, riporta in vigore gli Statuti dell’Ordine al fine di creare un riferimento giuridico cui rifarsi per eventuali insubordinazioni e contestazioni.

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Alla riunione sono presenti tutti gli «Osiridei», compreso Proc… che non avevo mai avuto modo di incontrare negli anni precedenti; fu anche l’unica volta che lo vidi.La riunione si presenta subito dura. Si cerca di creare una situazione di compromesso atta a non scontentare Tom… e gli altri pretendenti alla reggenza (Cis… e Gio… Pic…). Tom… si mostra irremovibile, ciò che porta Gio… Pic… a prodursi in un intervento teatrale: battendo il pugno sul tavolo e alzandosi di scatto sentenzia, con formula tipicamente massonica: «Per i poteri a me conferiti, dichiaro chiuso l’Ordine Osirideo Egizio». Dopo di che abbandona la riunione, seguito da Cis…, da Proc… e dai napoletani. Rimangono gli Osiridei superstiti di Torino (Vit...), Firenze (Ben….), Lucca (Gri...), Bolzano (Dal… Ros…), Trento (Pin... Bet...), Roma (Mos… e Tom…), Udine (Gio...). Si cerca di ricucire le fila e di proseguire.Nel frattempo Ugo… Cis… non si dà per vinto e cerca in tutti i modi di crearsi un credito presso gli Osiridei, contestando Tom… e tentando di legittimare la sua posizione in parte ricorrendo alla diffusione di parte della corrispondenza intercorsa tra lui e Coraggia [doc. da C. 19 a C.24] e poi richiamandosi a comunicazioni ricevute direttamente dalle «Alte Gerarchie» [doc. C.32 e seguenti], scomodate alla bisogna perché si producano nella raccomandazione di un’accomodante rotazione della carica di Capo dell’Ordine (evidentemente in omaggio all’adagio: “un po’ per ciascuno non fa male a nessuno”).

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Seguono altre riunioni, più tranquille. A una di queste si presenta Cis…, con lo spirito di chi va a Canossa.Una delle prime strategie di Tom… è quella di tentare di riunire gli Osiridei sparsi e, sul piano miriamico, di riannodare i contatti con gli iscritti di lunga data, tra questi Gio… Pap…. Io stesso sono incaricato di contattarlo e infatti mi reco a Milano per incontrarlo. Gio… Pap… si mostra molto gentile e disponibile al colloquio: mi inonda di documenti, di fatti, di circostanze, lasciando però un certo alone di ambiguità e confusione sulla posizione e sui ruoli dei maggiori protagonisti della scena, tra i quali lo stesso Coraggia e De Cristo. Ne vengo via sapendone quanto prima e con un nulla di fatto in rapporto  all’obiettivo di Tom….Sempre proseguendo nella stessa strategia, vengono riannodati i contatti con Fen…. Nel frattempo si allentano invece quelli con Iva… Mos…, sino a entrare nuovamente in rotta di collisione e sembrano definitivamente perduti quelli napoletani.L’attività dell’Ordine continua in modo molto verticistico: vengono creati nuovi Osiridei. Tra questi Gio... Con... della Sicilia, alcuni romani, qualche toscano (purtroppo non ne ricordo i nomi), Fre… Roi... Boi... dalla Spagna e, dalla Francia, Jea… Pie… Giu…, presentato da Fen….Nello stesso tempo Gio… Pic… sta proseguendo per i fatti suoi, distribuendo Corpus e patacche iniziatiche (ad esempio a Boe…), millantando una sua linea di legittimità, salvo poi a smentire tutto alle soglie del trapasso, dichiarando che si era inventato tutto (questo secondo la testimonianza diretta di Tom…, che aveva visto Pic… in punto di morte).Sul piano miriamico le accademie funzionavano con una certa regolarità e in qualche caso vi era stato anche un discreto sviluppo, con la costituzione di Accademie in Francia e in Spagna. Ma ormai il tessuto si era irrimediabilmente lacerato e ha inizio un progressivo e inarrestabile sgretolamento, anche per la contrazione dell’azione di Tom…, probabilmente in conseguenza del fatto che come lui stesso ebbe modo di confidarmi, gli mancavano i riscontri di una qualsivoglia significativa e concreta realizzazione come risultato dell’operatività alchemica. Inoltre è anche di quei tempi il suo nascente interesse per Sai Baba, sino al punto di portarlo per qualche periodo in India.Intorno al 1990 o 1991 Tom… mette «in sonno » l’Ordine Egizio (quasi fosse una derivazione massonica: si sa, il lupo perde il pelo …) e lascia gli Osiridei liberi di comportarsi secondo coscienza, soprattutto in ordine al trasferimento della dottrina e della pratica connessa.Personalmente ritengo di non avere alcuna legittimità per trasferire alcunché, neppure solo sul piano teorico. Pertanto, ne porto comunicazione agli iscritti di Torino e sciolgo l’accademia.Da allora non so più nulla delle vicende CEUR e dell’eventuale sottobosco che la circonda.Ho modo però di incontrare nuovamente Cis… a Bari il 18 settembre del 1993. Alla mia precisa domanda se egli fosse effettivamente in contatto con le Intelligenze dell’Ordine egli mi risponde in modo affermativo, aggiungendo che il contatto, e la comunicazione che ne deriva, è sempre qualcosa di fulmineo.Il giorno stesso mi metto in viaggio alla volta di Napoli, per incontrare all’indomani, il 19 settembre (San Gennaro), l’allora Procuratore Autorizzato della Delegazione Generale della Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam ORTODOSSA.
Torino, 5 Luglio 2006  Firmato:          Gen… Vit…

Concludiamo con questa testimonianza agli atti nei n/s archivi, questa seconda parte del VI quesito, ribadendo ai lettori che posteriormente al 1951, tutto quanto è accaduto durante l’assenza dei Vertici dell’Ordine Egizio dalla loro Sede Italiana, nulla ha a che vedere  con la Schola ortodossa di Giuliano Kremmerz e coll’Ordine Egizio di cui la Stessa è naturale emanazione. Conseguentemente, ogni attribuzione di jeronimi, maestrati, mandati, e quant’altro, come pure ogni costituzione di circoli, accademie, logge ammoniache, centri universali ecc. spacciati per miriamici e/o osiridei, non hanno alcun fondamento iniziatico giacché privi di qualsiasi riconoscimento da parte dell’Ordine Egizio e della Delegazione Generale della Fratellanza di Miriam. Si rinvia alla terza parte, prossimamente on-line, la continuazione della n/s documentazione chiarificatrice.


Continua con la terza parte del VI quesito.