I documenti - sesto quesito
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Dagli archivi della S.P.H.C.I.: notizie storiche, documenti e scritti inediti della tradizione kremmerziana.
Prima parte:In primis e alla luce dei documenti pubblicati, va ribadito che la RESTAURAZIONE della Fratellanza di Miriam non fu un’iniziativa personale di Giuliano Kremmerz (al quale e solo al quale, fu però affidata la sua strutturazione e riorganizzazione), ma dei suoi Mandanti o Vertici del Grande Ordine Egizio che, esauriti tutti i tentativi operati nel corso dei secoli di veicolare la Scienza Sacra in svariate strutture (di cui un esempio fra i più emblematici fu la Massoneria) vollero la costituzione di un contenitore forgiato, circoscritto e indi blindato nella finalità terapeutica di Bene che, nobilissima nella sua essenza umanitaria poiché funzionale alla “perfezione delle Virtù Umane”, fu a giusta ragione ritenuta idoneo e sconfinato campo per l’applicazione e “la perpetuazione della Sacra Scienza Pontificale Egizia”. Giacché Essi Vertici, constatato che l’accellerazione del progresso sociale-economico-politico-tecnologico-scientifico dell’umanità era ormai avviata, ne previdero con indubbia lungimiranza l’alto prezzo che l’umanità avrebbe dovuto pagare con conseguenze deleterie per il proprio equilibrio psico-fisico, per la propria salute e per la vita del pianeta tutto.
Ma che cos’è il Grande Ordine Egizio di cui la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam è la naturale emanazione? Non daremo spiegazioni che potrebero apparire “di parte”, ma ci limiteremo a pubblicare alcuni stralci del suo Regolamento interno, illuminanti per la ricostruzine della ininterrotta continuità storica e iniziatica della Fratellanza di Miriam.
Si pubblica di seguito Il “Primo Regolamento Esteriore Generale” del Grande Ordine Egizio così come ricopiato di suo pugno dal Maestro Jesboam che, come già documentato (cfr.: 3° quesito), fu un sicuro iscritto al “vero” Grande Ordine Egizio, affinché chiunque possa, alfine, distinguere senza tema di errore, l’Ordine Egizio di cui la Fratellanza di Miriam di Giuliano Kremmerz è naturale emanazione, da altri pseudo-ordini iniziatici parimenti denominatisi.
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Appurato che, pur utilizzando nella forma e nella logologia alcuni simbolismi grafici propri alla Massoneria, l’Ordine Egizio non ha nulla a che vedere con la stessa, va comunque detto che lo stesso Kremmerz confidò a Jesboama, in una lettera del 28/7/1912, di aver inizialmente coltivato in cuor suo la possibilità di riabilitare un programma massonico che, depurato e ricondotto alle origini, consentisse di veicolare in campo sociale i principi della scienza ermetica, speranza definitivamente sfumata dopo il Patto con l’Ordine Egizio del 1909 sancito nella Pragmatica Fondamentale della Schola, in cui lo stesso Kremmerz dichiara di aver mutato “le Logge (massoniche e non solo!) in Accademie”.Il documento olografo di seguito trascritto e pubblicato è stralciato dal quaderno delle “Note Magistali” di Jesboama:
“…La mia speranza peraltro era di far in avvenire diventare la Fratellanza di Miriam una vera Massoneria ricorretta ed emendata; quindi quel Tm+ avrebbe potuto in avvenire (essere) inteso per Templaria invece che per Terapeutico-Magica. Ma era una semplice speranza.”
Ciò che, ancor oggi, è duro da comprendere e soprattutto da accettare per “alcuni” (eppure di riprove, come abbiamo fin qui documentato e come vedremo in prosieguo, ce ne sono state tante nel corso dell’ultimo secolo) è proprio la “esclusione” di strutture para-iniziatiche, massoniche e para-massoniche, dall’effettivo e “reale” contatto (sebbene da più parti millantatamente ancor oggi rivendicato) con i Vertici del Grande Ordine Egizio. Prova ne è il patetico, quanto inutile, affannarsi da parte di studiosi (sic!) di varia estrazione, ma tutti comunque ammorbati di kremmerzianesimo adulterato (giacché nutrito esclusivamente di OGM e infilato come prezzemolo in ogni minestra) nell’attribuirsi paternità e patenti così dette “osiridee”, stravolgendo la storia con false e artate documentazioni e affermazioni, dogmi pomposi, artifici pontificali e, quando tutto ciò risultasse insufficiente allo scopo, ricorrendo persino a comici anatemi e mezzucoli da trivio.
La Schola del Kremmerz, quella ortodossa, che si circoscrive nei risultati delle proprie esperienze, non pontifica, non dogmatizza, non assolve, non condanna, ma semplicemente deduce le proprie ricostruzioni e affermazioni da una documentazione autentica, storica e filologica resa pubblica in questo sito web e a disposizione di chiunque voglia globalmente consultarla per “periziarne” e verificarne l’attendibilità.
Una documentazione che attinge non solo ai suoi stessi archivi storici legittimamente ereditati, ma in buona parte ad un archivio, quello del Maestro Jesboama, che è rimasto intatto ed inaccessibile sicuramente dal 1921 al 1994, anno in cui è stato accorpato all’archivio della S.P.H.C.I. (cfr. provenienza carteggio) rimanendo lì in deposito senza essere consultato da NESSUNO per circa altri 10 anni, tanto che la stessa Schola non ne ha tenuto conto nemmeno nelle ricostruzioni ufficiali della propria storia, stilate nel frattempo e persino pubblicate.
Un archivio, dunque, super partes, restituito alla Storia col solo scopo di ricondurre alle sue origini autentiche, e ai suoi altrettanto originari scopi, la Schola del Kremmerz e dare la possibilità a tutti di accertarne la continuità ininterrotta e l’ortodossia iniziatica, al di là di ogni strumentale e utilitaristica valutazione da parte di chicchessia.
Se poi questa documentazione autentica, invece di essere acquisita dal parterre ermetico-kremmerziano come fonte di studio cui attingere per schiarirsi le idee, abbattere steccati e preconcetti e ricondurre a quel progetto di globale riunificazione, tanto vagheggiato dal Kremmerz e dai suoi Successori, di “tutti gli studiosi di ermetismo magico…” leali e sinceri, viene al contrario recepita come evidente ostacolo a quell’inconfessabile e torbido progetto di ripristino e affermazione di quelle filiazioni pseudo-egizie, pseudo-osiridee, pseudo-iniziatiche e pseudo-miriamiche, imperversanti nello scorso secolo, ma i cui epigoni, mutata pelle e riciclati i contenuti, continuano ad appestare le menti e ad oltraggiare l’intelligenza umana, può significare che i tempi sono ormai maturi per tirare definitivamente una linea di demarcazione fra la Schola ortodossa del Kremmerz e quel morboso, folle, perverso, mefitico kremmerzianesimo ipocrita, sbandierato su riviste, pubblicazioni e sul Web. Anzi, in deroga persino alla deontologia professionale e al più elementare rispetto civile verso le persone e le libere Associazioni a qualcuno non è rimasto che insinuare il dubbio sull’autenticità della nostra documentazione, falsamente millantando “perizie calligrafiche in corso”.
Pertanto, si coglie l’occasione per precisare che, benchè in svariate sezioni del nostro Sito web è stata dichiarata la nostra disponibilità al libero acceso degli studiosi agli archivi storici della S.P.H.C.I. per verificarne autenticità e vetustà, NESSUNO e si ripete NESSUNO ha mai finora chiesto di consultarli mentre, al contrario, qualcuno ha dichiarato di averne periziato “virtualmente” dai documenti pubblicati in questo Sito persino la “tipologia degli inchiostri” (sic!).
Ma tralasciando, per ora, quella documentazione presente nei nostri archivi che definitivamente attesterà l’eterodossia storica ed iniziatica di tutte quelle strutture (pseudo-egizie, pseudo-osiridee, pseudo-iniziatiche e pseudo-miriamiche), passiamo a riassumere quanto deducibile dalla documentazione fin ora pubblicata sintetizzandolo nei seguenti punti:
1 -- L’Ordine Egizio lasciò l’Italia sicuramente dal 1919 trasferendosi inizialmente a Malta e subito dopo a New York (cfr. 3° quesito);
2-- Il ruolo di Segretario Generale dell’Ordine, sicuramente dal 1916, era rivestito dal Maestro R.P. Ottaviano (probabilmente lo stesso che si firmava nel “Commentarium 1910/11” N.R. Ottaviano) pseudonimo o jeronimo, stando agli appunti di Galleani/Jesboama, di un certo Koch (cfr. 3° quesito);
3-- Il Maestro R.P. Ottaviano era “sconosciuto” nella sua reale identità profana persino a quasi tutti i Maestri di Miriam confermati e riconosciuti, tramite Kremmerz, dallo stesso Ordine e suoi contemporanei (cfr. 2° quesito): lo stesso Jesboama aveva ricevuto dal Kremmerz (come dimostrano i suoi appunti olografi in 4° quesito) soltanto rare e frammentarie notizie su di Lui e la sua vera identità e, per giunta com’era d’uso, sicuramente vincolate alla Legge del Silenzio;
4-- Oltre al Kremmerz, solo il Maestro Benno (Lombardi) ne era entrato in contatto iniziatico e personale sicuramente dal 1916 (cfr. 2° 3° e 5° quesito);
5-- Lo stesso Kremmerz non fece mai parola con nessuno sulla vera identità del Maestro Ottaviano;
6-- Morto Kremmerz nel 1930, l’unico a conoscere sicuramente l’ubicazione americana dei Vertici dell’Ordine Egizio e probabilmente quella del Maestro R.P. Ottaviano (Koch) era il Maestro Benno (Domenico Lombardi) già Segretario Generale della Fratellanza di Miriam e, potenzialmente, suo Delegato Generale, inquanto l’unico Maestro di Miriam e dell’Ordine Egizio, dagli stessi Vertici dell’Ordine riconosciuto e CONOSCIUTO.
Ma a maggiore chiarificazione dei 6 punti precedentemente evidenziati va sottolineato che nemmeno il Maestro Kremmerz, dal 1919 (data della partenza dei Vertici dell’Ordine Egizio dall’Italia) al 1930 (data della sua morte), poteva conferire “maestrati” confermati, riconosciuti o riconoscibili dai Vertici dell’Ordine Egizio, né ottenere conferme per i suo eventuali discepoli o allievi, e sono gli stessi “Regulamenta” dell’Ordine – di cui pubblichiamo di seguito i Titoli 1° 2° e 3° 4° 5°, attinti a quelli manoscritti da Jesboama e senza commento alcuno – che inducono a dedurlo.
In risposta, quindi, alla prima parte del VI quesito va sottolineato che non si possono riconoscere quali sicuri Maestri dell’Ordine Egizio, nel periodo dal 1909 al 1919 quei personaggi che 1°: non collaborarono direttamente col Kremmerz alla restaurazione della Miriam; 2°: non conoscevano direttamente, sia nella sua personalità iniziatica che in quella profana, il Maestro R.P. Ottaviano; 3°: ostacolavano o avversavano in qualunque modo l’attuazione del programma, voluto dai Vertici del Grande Ordine Egizio, di far transitare la tradizione ermetica autentica nel contenitore miriamico. E ciò ancor più dopo il 1919, data della partenza del Segretario Generale dell’Ordine R.P. Ottaviano, tramite il quale ogni conferma di Maestrato e/o ogni conferimento di specifici Mandati relativi alla Fratellanza di Miriam, dovevano essere convalidati dai Vertici dell’Ordine Egizio (Vedi caso Verginelli in V quesito, e di altri eventuali discepoli o allievi del Kremmerz).
Dopo la morte del Kremmerz nel 1930, Benno, non solo continuò a tacere sui suoi rapporti pregressi con il Maestro R.P. Ottaviano, ma nemmeno li ripristinò per dare nuovo impulso alla Fratellanza di Miriam, eclissandosi dalla scena.
Ma sorge spontaneo chiedersi come mai Benno, non confidò a nessuno la vera identità del Maestro Ottaviano e, anzi, continuò a nasconderla anche dopo la sua sortita con le circolari del ‘47/’48 come Delegato Generale della Fratellanza di Miriam e Maestro dell’Ordine Egizio?
Infatti, se il Maestro Ottaviano fosse morto (n.d.r.: se fosse stato il Principe Leone Caetani, come sostengono tutti coloro che hanno dato credito a Ricciardo Ricciardelli alias Marco Daffi che fu uno dei primi ad affermarlo, era morto già dal 1935!) quale motivazione poteva avere Benno, per non far parola sulla sua vera identità profana e su quella iniziatica neanche con il suo Procuratore Autorizzato Hahajah (Mario Parascandolo) o con Harahel, a cui aveva affidato la Fratellanza di Miriam?
Un’ipotesi per niente fantascientifica, potrebbe essere che Ottaviano (Koch) fosse almeno fino al 1951, data della morte di Lombardi, ancora vivente e rivelare la sua identità avrebbe potuto ricondurre ai Vertici dell’Ordine Egizio di cui Egli era, fisicamente, l’anello di congiunzione.
Ma sempre ragionando per ipotesi, non si può nemmeno escludere che Egli sia vissuto, rimanendo sempre incognito, ancora per lunghi anni, diciamo, per esempio, fino alla fine degli anni ’70 del Novecento. Come pure, sempre per ipotesi, non si può ecludere che avesse potuto, prima della sua dipartita, prendere (fisicamente e segretamente!) contatto con un qualche elemento della Miriam ortodossa istruendolo o trasmettendogli qualcosa… per consentirgli di riconoscere e contattare i Vertici dell’Ordine Egizio non appena rientrati nella loro sede italiana.
Del resto, se qualcosa di simile a quest’ultima ipotesi non fosse accaduto, lo Stesso Ordine Egizio sarebbe venuto meno al Patto stipulato con Giuliano Kremmerz in relazione alla S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, sancito nella Pragmatica Fondamentale del 1909, il rispetto – bilaterale – del quale, tramite Kremmerz e Benno, era stato ereditato e rinnovato da tutti i legittimi Successori, o aventi causa, alla dirigenza della Miriam, ligi e fedeli alla Finalità prestabilita!
Ma è impensabile e inconcepibile (e basta consultare attentamente quanto fin qui documentato) che il Grande Ordine Egizio di cui la Miriam è una naturale emanazione, senza alcun Atto di revoca della Pragmatica Fondamentale (per l'appunto MAI revocata, come lo stesso Benno e i suoi Successori hanno sempre sottolineato) o senza qualunque altro Atto opportunatamente “sigillato” abdicasse a Se Stesso e a quanto i Suoi Stessi Vertici avevano voluto e stabilito, almeno dal 1909.
Nella sezione Legittimità di questo sito (cui si rimanda) sono pubblicati documenti d’archivio relativi alla Delegazione Generale di Benno (Domenico Lombardi). Ci limiteremo, pertanto (nella seconda parte del VI quesito, prossimamente on-line) ad esaminare, in relazione agli anni 1947/1951 (anni in cui è certa la presenza dei Vertici dell’Ordine Egizio nella sede italiana) solo quegli aspetti (documentati e documentabili) utili al miglior inquadramento degli accadimenti successivi alla morte di Lombardi (da cui hanno tratto origine filiazioni spurie dell’Ordine Egizio e della Fratellanza di Miriam) e più specificatamente le questioni relative a quei personaggi che, pur avendo avuto per breve lasso di tempo ruoli marginalmente collaborativi con la Delegazione Generale, sono stati dallo stesso Benno estromessi (con Atti ufficiali!) sia dalla Fratellanza di Miriam con la revoca dei mandati loro affidati, sia dall’Ordine Egizio in cui figuravano come “indiretti” alle dipendenze del Maestro Benno ( vedi: Del Guercio e Anglisani).
Per quanto concerne, invece, il ruolo di Mario Parascandolo (Hahajah), oltre a rimandare alla sezione Legittimità, pubblicheremo integralmente un’ampia porzione (inedita) della sua corrispondenza con Donato De Cristo (Harahel) relativa soprattutto agli anni 1951/1954 da cui emergerà l’estraneità del suo pregresso ruolo di Procuratore della Delegazione Generale di Benno, da quei suoi personali esperimenti e progetti che, dopo la sua improvvisa morte (avvenuta il 19 giugno 1954) sono stati artatamente strumentalizzati per rivendicare assurdi maestrati “osiridei” e altrettanto assurde filiazioni all’Ordine Egizio e alla Fratellanza di Miriam, da parte di organismi spuri fra cui il C.E.U.R. di Roma.
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Vi rimandiamo a breve per la seconda parte.
Nota della S.P.H.C.I.
La riproduzione anche parziale di tutti i documenti pubblicati
sul sito www.kremmerz.it è vietata, giacché detti documenti
sono di esclusiva proprietà dell’Associazione Culturale S.P.H.C.I.
Fr+ Tm+ di Miriam che se ne è riservata tutti i diritti e il copyright.
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