Integrazioni alla Storia dal 1986 ad oggi. (Cfr. con quanto già pubblicato in sphci la fratellanza di miriam ed sphci l’associazione culturale)
Appendice al quarto periodo: documentata, testimoniata e ragionata da coloro che l’hanno vissuta
Ampliamenti e integrazioni al periodo 1986/87
Già nei primi mesi dell’anno 1986 la Consegnataria, Sor+ 310, oltre a seguire direttamente le problematiche interne alla Fratellanza, prese, sulla spinta di anonime segnalazioni telefoniche, a cercare idonee modalità per contattare l’erede di Del Guercio a Firenze e Vinci Verginelli a Roma.
Fu così che iniziò il 4 di marzo, esaurendosi il 17 di novembre, la corrispondenza con Firenze, come documentato dalle lettere in archivio da cui si evince come, fra vari panegirici, la Sor+310 cercasse insistentemente di coinvolgere il personaggio in questione nelle problematiche inerenti la Fratellanza di Miriam invogliandolo, specie in ultimo, a ben disporsi a un confronto fra l’archivio dell’ex Segreteria Generale di Firenze del 1947/48 in suo possesso (ndr. in quanto non restituito da Alfonso Del Guercio a Domenico Lombardi – cfr. Storia secondo periodo cap.8) e la documentazione relativa alla Fratellanza e alla Pitagora da lei ereditata. Ma alla fine non poté che prendere atto del persistere di una posizione di chiusura, irreversibile quanto immotivata, a qualunque dialogo costruttivo che potesse poggiare su di una chiara base collaborativa per il futuro della Schola.
Contemporaneamente, il 21 di febbraio, ella scrisse al Professor Vinci Verginelli ricevendo il 7 marzo una telefonata dall’arch. Carlo Nuti che le fissava per conto del Professore un appuntamento a Roma per il successivo giorno 15. Seguirono un altro incontro il 28 di giugno, alcune lettere e varie telefonate (fino all’ultima del 22 settembre dell’86) in cui il Professore, sulla base delle confidenze fatte alla Piscitelli e al di lei marito Raffaele Lo Buono, si dichiarò ormai troppo vecchio e stanco per tentare la risoluzione di problematiche relative al passato del circolo che gli era stato affidato da Suglia, aggiungendo che, essendo venuto a conoscenza solo nel 1966 delle Circolari di Benno, egli aveva successivamente distrutto tutto quanto in suo possesso relativo all’Ordine Egizio, compreso il famoso “plico” (cfr. Storia secondo periodo cap.8) poiché, a differenza di De Cristo che si era potuto fidare di qualcuno, egli avrebbe lasciato alla sua morte nelle mani del giovane Nuti solo la biblioteca restante dopo la donazione fatta all’Accademia dei Lincei, alcuni originali degli scritti del Maestro Kremmerz, e quanto utile alle attività culturali e terapeutiche del suo Circolo Virgiliano di Roma. Tranne che per gli auguri delle festività, la Sor+ 310 evitò in seguito di telefonargli anche perché il Professore, per sua dichiarazione, per telefono non sentiva più bene e il cordone dei suoi collaboratori gli si faceva intorno sempre più stretto, impedendogli contatti esterni troppo rischiosi…per le sue condizioni di salute.
Ma va detto che nel frattempo, precisamente fra maggio e giugno, Anna Maria Piscitelli fu direttamente contattata da un personaggio anonimo che si dichiarò mandato dai Vertici del Grande Ordine Egiziano per ristabilire il contatto con la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam regolare e ortodossa a lei affidata. Oltre ad appurare trattarsi della stessa persona che le aveva dato anonimamente le indicazioni telefoniche già accennate, poté verificare, sulla base delle istruzioni ricevute da Harahel e sulla conoscenza da parte di costui di fatti, situazioni e particolari molto intimi del suo percorso personale nell’ambito della Fratellanza fin dal 1976, che effettivamente si trattava di un appartenente all’Ordine Egizio.
Tutto ciò va considerato nella misura in cui, da quel momento, tutti i passi compiuti dalla Piscitelli, sia nei confronti dei già allacciati contatti con l’erede di Del Guercio, sia con Verginelli (ndr. come pure si vedrà con Giovanni Papa), sia per quanto riguarderà le sue iniziative nella Fratellanza, furono suggeriti o guidati direttamente dall’incrementarsi del rapporto con questo personaggio.
Dato che l’eco delle polemiche sulle disposizioni lasciate dal Maestro Harahel tardava a spegnersi, fu suggerito alla Consegnataria Responsabile di diramare a tutti gli iscritti una circolare (datata 7 Giugno 1986) per richiamare all’ortodossia della Pragmatica Fondamentale e ai “Patti” sottoscritti con la domanda di iscrizione alla Fratellanza (in cui, tra l’altro, si promette di rispettarne l’organizzazione gerarchica). Ella, pur senza entrare nel merito, ribadì la legittimità della scelta del Maestro Harahel, legittimità oltretutto fondata sui mandati a lui conferiti nel 1949-50, confermando nella detta Circolare che «Uno è il nostro Sinedrio Tutelare: l’OR.˙. OS.˙. EG.˙.; Una è la nostra finalità: quella fissata da J.M.Kremmerz; Una è la Fr+Tm+ di Miriam: quella istituita da J.M.Kremmerz; Una è la Del.˙. Gen.˙.: quella designata da J.M.Kremmerz e che è la Stessa Del.˙. Gen.˙. che ha dato Mandato al Dott. Donato De Cristo (Harahel) quale Maestro Preposto alla Fratellanza e all’Accademia Pitagora di Bari. E’ in virtù delle disposizioni della Quale che lo stesso Maestro Harahel, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni ricevute, ha sottoscritto, in data 20.11.1983, il Mandato affidatomi, dandomi oralmente le istruzioni relative al riconoscimento del Suo Successore, unitamente a tutte le altre che ha ritenuto opportuno trasmettermi».
Nel mese di luglio il Dott. Giovanni Papa scrisse con un pretesto alla segreteria dell’Accademia Pitagora per in realtà innescare un contraddittorio sulla posizione della sua Accademia G. F. Borri di Milano, contraddittorio che fu pilotato dal Mandatario dell’Ordine Egizio tramite la Consegnataria, con l’intento di valutare l’atteggiamento del Papa nei confronti della Schola ortodossa dalla quale si era definitivamente discostato, vivo De Cristo, nel 1982 (cfr. Storia quarto periodo cap. 1). Dalla corrispondenza in Archivio si evincono gli sforzi della Sor+ 310 nel richiamare il Papa all’ortodossia miriamica e le altrettante resistenze di questi nel non voler riconoscere la mano fraternamente tesa verso di lui a porgergliene l’opportunità. Ma anche il tentativo rivolto a un Fratello Anziano ed ex preside della Pitagora (ndr. giacché confermato tale dalla Delegazione Generale di Benno: cfr. Storia terzo periodo cap. 2-3), non ebbe esito positivo in quanto egli si arroccò sulle proprie posizioni irregolari ammantandosi di orgogliosa quanto infondata saccenteria e con l’ultima lettera del 7 ottobre fu, tramite la Sor+ 310, nuovamente restituito a sé stesso.
Va evidenziato a questo punto che, a differenza di Vinci Verginelli e di Giovanni Papa (ndr. entrambi iscritti regolari alla Miriam l’uno, vivo il Kremmerz, tramite il Maestro Borracci e l’altro tramite la Delegazione di Benno) e dell’erede di Del Guercio (ndr. a cui era stata data la possibilità di riabilitarne la posizione, eventualmente consegnando, in proseguo, i vecchi archivi della Segreteria Generale di Firenze), Chiara Pascazio, vedova De Cristo, che era l’unica superstite regolarmente riconosciuta col grado di “Anziana” dalla Delegazione di Benno e dall’Ordine Egizio, risolta la querelle con la Sor+ 310, rientrò nell’alveo dell’ortodossia (cfr. sphci la fratellanza di miriam), verificando anche lei, con i mezzi messi a sua disposizione tramite la Consegnataria, il ripristinato contatto con i Vertici del Capitolo Operante e presenziando all’Agape dell’86 in cui la Sor+ 310 ne dette comunicazione a tutti gli iscritti.
Dal mese di dicembre Anna Maria Piscitelli si trasferì, per cause di forza maggiore, con la famiglia ad Ascoli Piceno, pur rientrando a Bari settimanalmente per le riunioni accademiali e l’espletamento del Rito Terapeutico, nel mentre i suoi incontri col Mandatario dell’Ordine Egizio s’intensificavano, sempre più chiarendole e comprovandole, unitamente al significato intrinseco del Mandato trasmessole da De Cristo, il senso che quel documento avrebbe assunto per la continuità ininterrotta della Schola.
La ormai attestata appartenenza, della persona che l’aveva contattata, all’Ordine, quale Maestro nell’ambito dello Stesso (come da egli dimostratole), avrebbe potuto individuarne, ad una più superficiale valutazione, il ruolo di “successore” di Harahel a cui consegnare tutto quanto relativo alla Schola e alla Pitagora le era stato affidato. Però, nella realtà dei fatti e volendo porre a confronto in base alla Prag+ Fond+ De Cristo e questo personaggio, andava rilevato che:
l’uno era stato sicuro esponente del Circolo Interno della Miriam, iscritto all’Ordine Egizio come “indiretto alle dipendenze di Benno”, consacrato “sacerdote isiaco” (ndr. in base all’articolo 44 della mai revocata Pragmatica Fondamentale) dalla Delegazione Generale di Lombardi, e indi investito del Maestrato miriamico e di Mandato autonomo per la ricostruzione dei Circoli esterni;
l’altro, invece, non era dichiaratamente di provenienza miriamica, né era un Maestro “isiaco celebrante”, né esibiva un regolare Mandato relativo alla dirigenza della Fratellanza.
Come considerarlo, quindi, “successore” di Harahel e consegnargli quanto le era stato affidato della Miriam?
La Piscitelli, prudenzialmente e ortodossamente richiamandosi al patto stipulato fra Kremmerz e l’Ordine Egizio nella Pragmatica Fondamentale del 1909 e precisamente a quanto in calce venne sancito circa “l’alta protezione” del Grande Ordine Egiziano sotto la quale la Scuola Ermetica fu posta, e pertanto richiamandosi al distinguo fra i termini “protezione” e “dipendenza”, gli consegnò solo quanto ritenne essere ascrivibile all’Ordine, facendo una cernita fra tutto il materiale in suo possesso e dichiarandosi in attesa, per il completamento delle consegne, della nomina, convalidata da un Delegato Generale confermato dal Capitolo Operante o Vertice dell’Ordine, di un Maestro isiaco “successore” di Harahel, che solo avrebbe potuto garantire di fatto agli occhi della Fratellanza tutta, l’avvenuto collegamento fra il Circolo esterno (Novizi e Anziani), il Circolo interno della Stessa, da egli come Maestro rappresentato, e l’Ordine Egizio.
Ma contestualmente fece presente che, senza il verificarsi di tale condizione e pur venendo a mancare la Delegazione Generale quale organo gerarchico indispensabile per ogni nomina e convalida iniziatica nonché per il ripristino delle iscrizioni alla Schola, ciò non le avrebbe comunque consentito di abdicare (fino a diverse disposizioni pervenute per via gerarchica dal legittimo “successore” ortodossamente nominato) a quanto predisposto da Harahel nel mandato affidatole, né alle istruzioni relative al Rito Terapeutico di cui era designata Operatore, né alle riunioni accademiali nella sede della Pitagora finalizzate alle generiche attività terapeutiche pro salute populi.
Le fu pertanto obiettato:
1) che fra gli iscritti regolari alla Fratellanza di Miriam non vi erano elementi rispondenti ai requisiti richiesti per la consacrazione al Maestrato miriamico;
2) che non era negli intenti dell’Ordine far esporre un loro Affiliato o Maestro come Suo Segretario o Delegato Generale, date le ben note conseguenze riscontrate in passato quando lo stesso Kremmerz, e successivamente Benno, si erano esposti in prima persona in questi ruoli;
3) che un Maestro dell’Ordine non poteva essere consacrato, successivamente, Maestro miriamico;
4) che, in conclusione, o la Piscitelli veniva cooptata “segretamente” nell’Ordine Egizio (ma in quel caso avrebbe dovuto abbandonare a sé stessi, per incompatibilità di ruolo (?) e per un tempo indeterminato (?), sia gli iscritti alla Fratellanza sia l’Accademia Pitagora che le erano stati affidati da De Cristo), oppure, accettava di continuare ad esporsi in prima persona, con tutte le conseguenze che ne sarebbero derivate, sulla base di una “procura” ad agire per nome e per conto di una Delegazione Generale che sarebbe rimasta “incognita” di nome e di fatto, ma che tramite detta “procura”, avrebbe potuto operare alla ricostruzione, non solo dei Circoli esterni (ndr. costituiti dai novizi e anziani di Miriam), ma anche del Circolo Interno (ndr. costituito dai discepoli, terapeuti e maestri di Miriam) come si era “pro tempore” già verificato con la “procura” conferita a Mario Parascandolo (Hahajah) durante la breve parentesi della Del+ Gen+ di Benno e tramite la quale fu possibile consacrare Maestro di Miriam il De Cristo .
Alle ulteriori precisazioni richieste dalla Sor+ 310 al su citato punto 4 fu risposto, circa la procura, che il Maestro dell’Ordine Egizio da lei già conosciuto avrebbe assunto il Mandato di Delegato Generale col nome iniziatico di P.V. Rosar ma, avvalendosi dell’articolo 48 della Prag+ Fond+ si sarebbe “conservato anonimo” e la Piscitelli, se accettava la procura, ne sarebbe divenuta il Procuratore autorizzato.
Nel caso della sua “cooptazione” nell’Ordine, invece, i Patti stipulati fra Kremmerz e l’Ordine Egizio, morto De Cristo come unico Maestro ortodossamente idoneo e autorizzato a garantire la continuità della Fratellanza, sarebbero stati “congelati” in attesa dell’evolversi dei tempi e degli uomini, mentre la stessa Anna Maria Piscitelli, entrata a far parte dell’Ordine per la sua storia personale, il suo livello evolutivo e i servigi fin lì resi vincolandosi al più assoluto silenzio su tutto quanto di sua conoscenza in relazione all’Ordine Stesso, sarebbe stata, come donna, gerarchicamente sottoposta al “Consiglio delle Maestre” (cfr. in Regolamento Interno Titolo Decimo) dal quale soltanto poteva essere investita di compiti e ruoli in relazione all’Ordine e quindi non attinenti alla Fratellanza di Miriam.
A quel punto la Sor+ 310 non poté far a meno di valutare che nell’evenienza di una sua iscrizione all’Ordine Egizio, avrebbe consegnato oltre sé stessa, anche la Fratellanza e tutti i suoi iscritti regolari a un incognito futuro, e si sarebbe verificata per la Schola una situazione ancor più drammatica (per non dire annientatrice degli sforzi fin lì operati da tutti i suoi aderenti di ogni ordine e grado) di quelle verificatesi in passato! Senza contare che, ammainato il Vessillo della Fratellanza di Miriam ortodossa, tutto il parterre irregolare di circoli, gruppi, ordini osiridei ecc. avrebbe proliferato incontrastato, oscurando sempre più la tradizione ermetica pura, oltretutto a discapito della finalità terapeutica entro la quale lo stesso Kremmerz, concordemente con i Vertici dell’Ordine Egizio, l’aveva voluta convogliare e blindare, strutturando la Miriam come idoneo contenitore atto allo scopo. Ma non potendo ravvisare questa soluzione come corrispondente a quell’etica miriamica cui si era, ad ogni buon conto, da sempre uniformata e ritenendola assai difforme da quella “giustizia” che sostanzia il corso evolutivo di ogni organismo vivente collegato (come nel suo caso tramite la Miriam) a un Organismo iniziatico, pensò bene di interpretare quella proposta del Mandatario dell’Ordine Egizio, come “una prova” per testare ulteriormente la sua aderenza e coerenza agli altruistici, umanitari e terapeutici principi ai quali si era volutamente consacrata, accettando sia l’iscrizione alla Schola offertale da Harahel nel 1976 sia il di lui “mandato” del 1983.
Perciò, e nonostante il parere contrario di suo marito Fr+ 256, (solo con il quale le fu concesso di consultarsi, in quanto nominato nel mandato da Harahel come suo collaboratore, e che le paventò che accettando la “procura” di un Del+ Gen+ non manifesto, si sarebbe esposta ancor più a insinuazioni, dubbi, critiche e quant’altro, da parte dei già numerosi detrattori interni ed esterni alla Schola), ella decise di accettare il ruolo di Procuratore della Delegazione Generale, accollandosi ogni prevedibile e imprevedibile rischio e conseguenza di carattere personale, ma pattuendo per la Fratellanza tutta, il rinnovato impegno dei Vertici dell’Ordine o Capitolo Operante, e per Esso della Delegazione Generale di P. V. Rosar, di ripristinarne, nel tempo, l’organigramma statuito nella mai revocata Prag+ Fond+ del 1909, col graduale trasferimento nella Miriam di Giuliano Kremmerz, della tradizione iniziatica di cui quell’Organismo è depositario e custode, sì da renderla a tutti gli effetti e non solo nominalmente, un’emanazione del Grande Ordine Egiziano.
Il 14 Marzo 1987, dopo averla iniziata al Circolo Interno col grado di Terapeuta a norma della Pragmatica Fondamentale e col nome iniziatico di Iah-Hel, il Delegato Generale P.V. Rosar le conferì Procura, scritta su pergamena e sottoscritta sia col suo nome iniziatico che profano, per ricevere e trasmettere disposizioni, comunicazioni e provvedimenti delle Superiori Gerarchie, per il prosieguo delle attività miriamiche.
Il 21 marzo dello stesso anno il Procuratore Autorizzato Iah-Hel, assunte le sue funzioni, diramò a tutti i FFrr+ regolarmente iscritti, tramite la Segreteria dell’Accademia Pitagora, la Circolare Prot. n. 215 della Del+Gen+ “per mantenere e confermare la regolare continuità della Fr+ Tm+ di Miriam” comunicando fra l’altro la riapertura delle iscrizioni alla Fratellanza.
Col 22 marzo furono confermate con Prot. n. 216 dalla Del+ Gen+ le cariche di Preside, Segretario e Censore dell’Accademia Pitagora, rispettivamente ai FFrr+ Carla Del Pesce, Raffaele Piscitelli e Luigi La Macchia. Di seguito la Del+ Gen+ provvide alla regolarizzazione e/o conferma dei documenti d’iscrizione di tutti i FFrr+ e le SSrr+ con l’apposizione delle Cifre ideografiche complementari mancanti (ndr. per averne Harahel terminata, per alcuni decani, la dotazione in suo possesso).
A partire dal mese di giugno, furono consacrati gli anelli e trasmesse le note personali a quei FFrr+ ammessi al passaggio nel circolo degli Anziani, nel mentre col Prot. n. 288 il Procuratore Iah-Hel invitava gli iscritti che non avevano ancora manifestato la propria adesione alla Del+ Gen+ a chiarire le loro posizioni.
Durante l’Agape Rituale (in cui il Del+ Gen+ P.V. Rosar fece in incognita una fugace apparizione) col doc. di Prot. n. 333 il Procuratore rassicurò tutti gli iscritti del ripristino regolare degli Organi direttivi e amministrativi della Fratellanza nonché della disponibilità dei mezzi e del materiale previsto dalla Prag+ Fond+ per lo sviluppo dei singoli e della Fratellanza tutta.
Ma non mancò di rassicurare anche “sull’ininfluenza”, in relazione all’integrità della tradizione ortodossa, della pubblicazione “dei riti magici “ e “delle dottrine segrete di J. M. Kremm-Erz” (ndr. “Corpus”) da parte del gruppo Agape-Prometeo di Milano.
Aprendo una parentesi, va aggiunto in proposito, che tale pubblicazione aveva già allarmato il dott. Piero Fenili, il quale aveva telefonicamente richiesto provvedimenti da parte della Delegazione Generale al fine di bloccare codesta “profanazione” e a lui, e a quant’altri come lui, il Delegato aveva fatto rispondere, dal suo Procuratore, che la cosa non riguardava la tradizione ortodossa della Schola. Infatti, così come oggi abbiamo potuto documentare (cfr. Storia primo periodo Cap. 10-11), la profanazione simoniaca degli scritti riservati ai suoi più diretti discepoli, era stata subita e lamentata dallo stesso Kremmerz fin dal 1916 allorquando una copia del “Corpus” fu “venduta ai Gesuiti per una somma ingente”. E se, da quel momento, quella “copia” fosse stata rimaneggiata e artatamente ampliata per essere divulgata nel sottobosco esoterico italiano ed estero con l’evidente scopo di screditare, arricchendola di oscene e cruente pratiche, la luminosa opera pro-salute populi del Maestro e della sua Fratellanza di Miriam?
Certo è, per quanto ci risulta, che almeno da quella data in poi il Maestro, o Chi per lui, presero le debite precauzioni. Precauzioni, non solo nel trasferire qualsiasi tipo d’istruzione riservata, ma anche nel rendere nullo a tutti gli effetti l’utilizzo di quanto profanato.
Tutto ciò dovrebbe indurre a non poco riflettere tutti coloro che ancor oggi, solo perché entrati in possesso di riti e pratiche attribuite o attribuibili a Kremmerz e alla sua Schola, credono di poterle mettere a frutto in piena autonomia sicuri della loro efficacia a prescindere da ogni collegamento iniziatico regolare di cui solo la Schola può farsi garante. Questa errata convinzione, oltre a travalicare quella razionalità o semplice buon senso che accenderebbe in chiunque, mediamente intelligente, mille dubbi e perplessità sia sull’autenticità di tutto questo materiale usato e abusato, sia sulla sua efficacia in ambito iniziatico (ndr. come dimostra l’assenza di risultati comprovabili e oggettivabili da parte di chi da decenni lo possiede e lo pratica), grava costoro di ogni responsabilità nei confronti dei loro incauti o più o meno inconsapevoli seguaci, così instradati sulla stessa perigliosa china e attratti in “circoli e accademie” di ispirazione kremmerziana, col miraggio di “un insegnamento” risalente al Maestro ma in realtà fallace e deviante per provenienza, forma e sostanza o, in relazione alle rituarie di primo grado, esclusivo frutto di personalistiche quanto strumentali interpretazioni.
Ma chiudiamo questa doverosa parentesi.
A quella stessa occasione conviviale dell’Agape del 1987 parteciparono sia il Fenili che il Procesi (sul conto dei quali Iah-Hel fu messa fin d’allora in guardia dal Del+ Gen+ P.V. Rosar) che, reduci dalle vicissitudini che li avevano coinvolti in ambito ceuriano dopo la morte nel 1982 di Carlo Coraggia (cfr. in sesto quesito seconda parte “Breve cronistoria del CEUR…), parvero a quel momento aderire alla Delegazione.
Parallelamente, per dare pubblicamente il segnale della rinnovata apertura al dialogo con il parterre kremmerziano in generale, il Procuratore fu incaricata di stabilire un preliminare contatto con l’Editore Pier Luca Pierini, sebbene molto vicino al Ceur di Roma, per proporgli la ristampa per i tipi della Rebis di Viareggio delle Riviste “La Fenice” e “Ibis”, già pubblicate negli anni ’49-’50 col patrocinio della Delegazione Generale di Domenico Lombardi (Benno). Il Pierini ben accolse l’invito della Piscitelli (presentatagli dall’amico Vernacchia) con la quale parve instaurare da subito un sereno rapporto collaborativo, tant’è che si prestò volentieri a realizzare, col patrocinio (e relativo ringraziamento) della Delegazione Generale di cui ella aveva “procura”, l’opera in questione (ndr. che tutt’ora rientra nel catalogo librario della Rebis di Viareggio).
In concomitanza la Delegazione, nel dare nuovo impulso alle attività accademiali, promosse e dette il via dal mese di novembre al “Bollettino” interno (fuori commercio), garantendo il proprio apporto e affidandone la Redazione ai Responsabili della Pitagora.
Il 21 di dicembre, col Solstizio d’Inverno e la nascita del Sole Bambino, vide la luce il libro “La Fenice”, a testimonianza della continuità ininterrotta fra la Delegazione Generale della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam di J. M. Kremm-Erz, Quella di Benno e Quella di P.V. Rosar.
Continua…
Notizie correlate
Terapeutica ermetica
Medicina tradizionale




