“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

La storia dal 1977 al 1985

 

Conseguenze della dichiarazione pubblica fatta da De Cristo circa la continuità della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam – Incremento delle iscrizioni e delle attività terapeutiche della Schola – Inizio ufficioso del trasferimento della Schola alla Sor+ 310 e drastiche soluzioni da parte di De Cristo nei confronti di alcuni singoli e gruppi – Consegna ufficiosa del Mandato alla Sor+ 310 – Manifestazione delle Forze e Virtù Terapeutiche – Morte di Donato De Cristo – Ufficializzazione ed esibizione del mandato ricevuto da parte della Sor+ 310 e consegne alla Responsabile, da parte della vedova e dei figli di De Cristo, di quanto rimasto in casa sua in relazione alla Schola – Recriminazioni e querelle della vedova De Cristo – Costituzione in Associazione Culturale della S.P.H.C.I. da parte della Responsabile ed erede della stessa.

Cap. 1) Conseguenze della dichiarazione pubblica fatta da De Cristo circa la continuità della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

I tempi, dunque, iniziavano a maturare e il Maestro Harahel (Donato De Cristo), col comunicato apparso sulla rivista “Gli Arcani” (cfr. terzo periodo cap.8), pur nella sua laconica essenzialità, produsse un effetto dirompente nel già confuso sottobosco dei gruppi sedicenti kremmerziani, effetto la cui eco perdurò negli immediati anni a venire, coinvolgendo in particolare il gruppo di Milano facente capo all’Accademia ceuriana G.F. Borri e lo stesso C.E.U.R. di Roma.

Per quanto attiene al primo caso, si riportano, a testimonianza delle conseguenze prodotte dalla presa di posizione del Maestro Harahel, le lettere di Giovanni Papa del 19 aprile del 1977 e quella del 23 maggio 1978. La prima fu inviata sia a De Cristo che a Coraggia (cui faceva capo il gruppo C.E.U.R.) e offre un segno evidente del disorientamento venutosi a creare dopo la scomparsa di Lombardi e quella successiva di Parascandolo specie in quei vecchi iscritti che, estromessi per svariati motivi dalla Fratellanza di Miriam, come il Papa, l’Anglisani ed altri, cercarono alternative pseudo-iniziatiche aderendo al programma di Carlo Coraggia. In quello scritto, infatti, pur non ponendosi in discussione la legittimità di Harahel e dell’Accademia Pitagora di Bari in ordine alla continuità ortodossa della Schola, si ravvisano alcuni elementi che farebbero pensare che lo stesso Papa fosse disposto a concedere una certa credibilità nei confronti del ruolo di capo di un Ordine Osirideo vantato da Coraggia (Lehahiah), in particolare laddove, nella lettera, si fa riferimento a un supposto «Vertice» di quest’Ordine: cosa, questa, in palese contrasto col fatto storicamente accertato, e da noi puntualmente documentato, che aveva visto il contatto diretto con l’autentico e solo Ordine Egizio interrompersi sin dal giugno del 1951.

La seconda lettera, scritta anch’essa da Giovanni Papa un anno dopo, contiene le sue dimissioni dal C.E.U.R., verosimilmente perché le contraddizioni in seno a quell’organismo dovevano essere apparse insanabili a lui stesso.

(cfr. su Giovanni Papa in: archivio sesto quesito seconda parte pap.77/1 – pap.77/2 – pap.77/3 – pap.77/4 – pap.77/5 – pap.78/1 – pap.78/2 – pap.78/3 – pap.78/4 – pap.78/5 – pap.78/6 – pap.78/7)

A questo punto, e per meglio inquadrare gli ultimi fatti sopra esposti, può essere d’aiuto collocare la figura di Giovanni Papa nella prospettiva storica a lui strettamente pertinente.

Si tratta, nel suo caso, di un iscritto di vecchia data, in possesso dell’anello di Anziano consacrato dalla stessa Delegazione Generale di Benno e, a quel tempo, già Preside dell’Accademia Pitagora di Bari. Successivamente, il dr. Papa venne allontanato dal Maestro Harahel per il verificarsi di questioni personali del Papa che investirono alcuni iscritti dipendenti dall’Accademia, rendendo inconciliabile il suo ruolo di Preside. Più tardi, egli confluì nel C.E.U.R. di Roma, per poi dimettersi, come si è visto, di lì a poco, nel 1978. La posizione di Papa e di altri personaggi iscritti al suo circolo milanese, fu quindi regolarizzata da Harahel e l’ex Accademia G.F. Borri da lui diretta divenne «circolo» dipendente dall’Accademia Pitagora di Bari (ndr. non potendo Harahel convalidare un’accademia miriamica in quanto atto, in base alla Pragmatica Fondamentale, di esclusiva pertinenza della Delegazione Generale). Ma tale posizione durò poco, in quanto nel giugno del 1982 Harahel, non potendo avallare atteggiamenti non in linea con la dipendenza a tutti gli effetti del circolo milanese dalla sua diretta responsabilità e dalla Pitagora, restituì Giovanni Papa e il suo gruppo a sé stessi, declinando ogni responsabilità sul loro operato. Stando alla corrispondenza presente in Archivio, fu l’iniziativa arbitrariamente presa da Papa nell’espellere, sua sponte dal circolo milanese, un Fratello reo di aver dato alle stampe con l’Editrice Kemi una versione del “Corpus” del Kremmerz, la causa scatenante della sofferta decisione da parte di Harahel.

Va anche aggiunto, a riprova del grande spirito di generosità di Harahel, che, oltre al gruppo milanese, altre regolarizzazioni furono condotte nei confronti di alcuni singoli, appartenenti anche questi all’organismo C.E.U.R., fra i quali il dott. Placido Procesi e il dott. Piero Fenili, e di alcuni loro giovani seguaci. Come pure richiese l’iscrizione regolare anche il nipote del Mergé Renato De Angelis. Ma purtroppo, le speranze riposte dal Maestro Harahel nel loro ravvedimento e nella loro sincera adesione alla Miriam Ortodossa andarono presto disattese e deluse. Infatti, dietro l’apparente interesse di costoro nel ricevere una regolarizzazione rituale ortodossa dall’unico Maestro preposto alla Fratellanza di Miriam in grado di garantirla, si celava l’aspettativa di assicurarsi avanzamenti di grado nella Fratellanza in relazione al Circolo Interno della Stessa e conseguentemente al Maestrato miriamico, o addirittura la pretesa di pervenire a contatti personali e diretti con i Vertici del Grande Ordine Egiziano di cui ben sapevano essere la Miriam un’emanazione. E quando De Cristo (che per integrità ed onestà intellettuale non travalicò mai i confini del suo Mandato, circoscritto alla ricostruzione dei Circoli esterni della Fratellanza) esplicitava chiaramente che per riconoscimenti o conferimenti di carattere iniziatico occorreva la presenza in sede del Capitolo Operante, i più preferivano rivolgersi a chi, sebbene senza alcun fondamento o autorità, distribuiva senza scrupoli la dirigenza di circoli, logge e accademie, “patenti e pratiche osiridee” (sic), ieronomi e conferme di maestrati altisonanti, e quant’altro potesse soddisfare ogni frustrata ambizione umana in campo esoterico.

Comunque, la questione attinente al C.E.U.R. di Roma è molto più articolata, ma su di essa non ci si soffermerà in questa sede, rinviando chi volesse saperne di più alla testimonianza scritta e sottoscritta da chi ebbe modo di vivere all’interno di quell’organismo un’esperienza personale e diretta durata oltre un decennio. (cfr. in sesto quesito seconda parte“Breve cronistoria del CEUR…”). In estrema sintesi, e solamente per ciò che attiene strettamente alla storia della Schola, si può qui dire che, come è documentato dalla corrispondenza disponibile in Archivio, non mancarono contatti avviati dallo stesso Coraggia nei confronti di De Cristo, tutti tesi a una compromissoria suddivisione dei ruoli basata sul criterio seguente: a Carlo Coraggia sarebbe dovuto andare il riconoscimento da parte di De Cristo della sua posizione di Capo Visibile (?) dell’Ordine Osirideo Egizio in virtù della pretesa filiazione diretta (?) da Hahajah dedotta dalle registrazioni su nastro magnetico del 1952-53 (cfr. terzo periodo cap.8) relative al programma paramassonico della loggia Ankh, un Ordine quindi, di nome e di fatto privo di ogni consistenza, sia sul piano della legittimità sia su quello iniziatico; a De Cristo sarebbe rimasta invece la prerogativa, per altro impossibile da confutare, di Responsabile della Fr+ Tm+ di Miriam ma ampliata, dal fantomatico Ordine di Coraggia, anche ai Circoli Interni.

Sta di fatto che Harahel non cedette alle oscene proposte pervenutegli da quella e da altre parti e tendenti tutte a realizzare, attraverso ambigui compromessi, la divisione di compiti e ruoli basati su presupposti contrari a ogni fondamento autenticamente iniziatico e ortodosso. Egli mantenne fede al Patto stipulato con la Del+ Gen+ di Benno e per essa col Gr.˙. Or.˙. Eg.˙., dissociandosi totalmente dalle iniziative di Coraggia così come si era tirato fuori dai progetti di Parascandolo dopo la morte di Benno (Lombardi) perseverando, amando e difendendo la Miriam così come gli era stato demandato e proseguendo, entro i confini del suo Mandato, nella propria opera di rafforzamento dei Circoli Esterni della Fratellanza.

Cap. 2-3) Incremento delle iscrizioni e delle attività terapeutiche della Schola – Inizio ufficioso del trasferimento della Schola alla Sor+310 e drastiche soluzioni da parte di De Cristo nei confronti di alcuni singoli e gruppi.

Al di là delle vicende narrate qui dianzi, imputabili ai risvolti non sempre prevedibili della natura umana che del resto, come si è già documentato, non risparmiarono lo stesso Kremmerz né Benno, vi fu per contro, proprio in quegli anni, uno straordinario sviluppo della Fratellanza la quale, come un vero e proprio magnete, iniziò ad attirare nella propria orbita un gran numero di iscritti provenienti da ogni parte della Penisola. Contemporaneamente, anche l’attività terapeutica della Schola fu oggetto di un grande e rinnovato fermento che non tardò a manifestare i propri frutti.

Così Harahel elesse le nuove Cariche accademiali nominando per la Presidenza: Franco Godano (ndr. figlio di un vecchio iscritto alla Fratellanza); per la Segreteria: Franco Sbisà (ndr. di novella iscrizione e proveniente dalla massoneria); Raffaele Piscitelli (che iscritto dal 1956 godeva della sua fiducia) come Censore. Tuttavia, pur nell’esercizio assiduo e indefesso dei doveri inerenti alla funzione di Maestro Preposto, Harahel non dimenticò quelli che incombevano in vista dell’assetto che la Schola avrebbe assunto negli anni a venire e iniziò così a predisporre gli atti necessari per assicurare l’ortodossa e regolare trasmissione di tutto quanto, attraverso l’Accademia Pitagora di Bari e l’auspicato rientro in sede dei Vertici del Grande Ordine Egiziano, poteva garantire l’ammissione di nuovi iscritti alla Fr+ Tm+ di Miriam.

Nel frattempo, gia dal 1976 De Cristo ebbe alcuni incredibili indizi che lo portarono a sollecitare l’iscrizione alla Fratellanza di Anna Maria Piscitelli che egli conosceva fin da bambina pur sapendo essere completamente all’oscuro di qualsiasi fatto relativo alla Schola e ancor più all’Ordine Egizio. Era per giunta scettica su qualunque tipo di fenomenologia di carattere paranormale ritenendola rientrante nelle leggi della natura, e strutturalmente refrattaria a suggestioni e condizionamenti: in altri termini una giovane donna fattiva e volitiva e diametralmente opposta alla tipologia femminile delle classiche “pupille”. Dopo averla iscritta regolarmente al N° 310, fu lui a regalarle l’edizione del 1917 dell’ “Avviamento alla Scienza dei Magi” di Giuliano Kremmerz che la signora non aveva ancora letto e a instradarla nella pratica della terapeutica ermetica. Egli poté direttamente appurare la spontanea aderenza della Piscitelli ai principi miriamici ortodossi ed assistere passo passo al risveglio della sua coscienza con l’emergere graduale alla memoria di nomi di luoghi e di persone relativi alle Alte Gerarchie della Schola, di fatti che data la sua giovane età non poteva aver vissuto, di pratiche e rituali molto interni e segreti che non poteva aver appreso da nessuno. E tutto quanto ella gli riferiva aveva sempre un riscontro puntuale e preciso, già preventivamente verificato da lei, e corredato di prove concrete da esibirgli perché anche il Maestro potesse fare le sue verifiche; senza considerare gli incontri (ndr. fra cui in particolare uno avvenuto nel Duomo di Siena nel 1979 con R.P. Ottaviano/Koch, cui si riferirà in proseguo), all’apparenza occasionali o fortuiti ma documentati o testimoniabili, fatti nei suoi frequenti viaggi per l’Italia, con personaggi misteriosi ma reali che le fornivano informazioni di ogni tipo: sia riconducibili ad accadimenti del passato della Fratellanza o contestuali o prossimi a puntualmente verificarsi, sia riguardanti il passato iter iniziatico dello stesso Harahel. Il Maestro, al quale fra l’altro era stato detto da Benno che egli “avrebbe riconosciuto in una donna colei che la Miriam gli mandava” iniziò così a considerarla sua fiduciaria, mettendola a parte anche di tutto quanto relativo ai Fratelli iscritti e, a partire dal 1980, prese a trasferirle documentazione e materiale riguardante la Fr+ Tm+ di Miriam e l’Accademia Pitagora di Bari, con la promessa di usarne al momento opportuno, dopo la sua morte, e per i fini concordati.

Ecco quanto dichiarato al riguardo da Anna Maria Piscitelli in una lettera ospitata in questo stesso sito:

«Fin dagli inizi degli anni Ottanta, Donato De Cristo (Harahel) cominciò a trasferirmi documenti d’archivio, corrispondenza, manoscritti interni, copia da egli stesso dattiloscritta delle istruzioni relative alle iscrizioni alla Schola e copia da egli stesso riprodotta del corredo di Cifre avute in dotazione dalla Del+ Gen+ da assegnare agli iscritti, protocolli della Delegazione Generale di Domenico Lombardi (Benno) e quant’altro relativo alla S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam a lui affidata nel 1949/50».

Il trasferimento fu effettuato in via ufficiosa in forma quanto mai discreta, sia perché De Cristo non volle far esporre la Sorella alla curiosità indagatrice di quanti le ruotavano intorno, sia anche in ragione dei fatti travagliati che caratterizzarono gli ultimi anni della sua vita.

A quegli anni va ascritto infatti il distacco di un certo numero di iscritti, specie genovesi e siciliani, i quali, avendo verosimilmente subodorato la mancanza di fiducia nel loro modo di procedere ed operare, per altro espressa in alcune circostanze e pubblicamente dallo stesso Maestro, ed avendo perso ogni speranza di vedere nutrite e gratificate le loro umane e/o iniziatiche ambizioni, dirottarono i loro interessi in altre direzioni o, peggio, intesero arbitrariamente disconoscere la legittima dipendenza gerarchica da Harahel, trascinando nelle loro ambigue spire anche molti nuovi iscritti, più o meno ignari delle mire di costoro. In particolare, si fa qui riferimento all’iscritto Paolo Turiaco di Messina che, essendo stato dal Maestro Harahel radiato da ogni attività miriamica (in base all’art. 10 della Pragmatica Fondamentale) per «mancanza di riguardo e disconoscimento delle Superiori Gerarchie», si arrogò il diritto di trascinare con sé la gran parte degli iscritti siciliani, dando vita, arbitrariamente, a un ennesimo circolo pseudo-miriamico e irregolare a tutti gli effetti perché non autorizzato e in palese violazione dell’art. 14 della Pragmatica Fondamentale della Schola, a cui tutti gli iscritti sono vincolati. Anche l’editore genovese, Bruno Bertozzi, dopo aver attinto abbondantemente alla generosità di De Cristo che gli fornì vario materiale editoriale e gli patrocinò, con una sua breve introduzione, la pubblicazione di una sintesi della rivista “La Fenice e Ibis”, alfine si distaccò dal seno che lo aveva nutrito tirandosi dietro una folta schiera d’iscritti genovesi.

Purtroppo, anche fra gli iscritti baresi avvennero alcune defezioni, in particolare quella più grave del Preside Franco Godano, stigmatizzata dal Maestro in base all’art. 10 della Pragmatica Fondamentale, con documento del 30 ottobre 1984 (Prot. n° 253), per il quale fu radiato da ogni attività miriamica, in quanto durante una seduta accademiale non presieduta dal Maestro, innescò e consentì un’insubordinazione dei presenti nei confronti dell’operato dello Stesso.

I duri provvedimenti, indubbiamente dolorosi e travagliati, furono decisi e attuati da Harahel in ordine alla necessità primaria di preservare il nucleo centrale e ortodosso della Fratellanza da ulteriori fratture e devianze, così che la «forza» coagulata nella Pitagora si preservasse intatta, onde garantire la continuità ortodossa della Schola al di là dei personalismi faziosi insinuatisi malgrado le chiare ed esplicite direttive emanate dal suo Maestro Preposto.

Cap. 4) Consegna ufficiosa del Mandato alla Sor+ 310

Nel 1983, sempre più rassicurato da tangibili segni, e fatte reiterate verifiche, Donato De Cristo prese le sue inderogabili decisioni circa il futuro della Fratellanza e dell’Accademia Pitagora, stilando, prima di suo pugno e poi in copia ufficiale in data 20.11.1983 il Mandato che consegnò nelle mani della sua fiduciaria, Sor+ 310, con l’impegno da parte della stessa, di eseguire e di farne eseguire, a tutti gli effetti, le volontà ivi espresse, dopo la sua dipartita. (cfr. doc1.JPG e doc1bis.JPG)

Val la pena osservare che, per quanto la circostanza fosse gravida di conseguenze, solo alcuni Fratelli più intimi e vicini al Maestro appresero dalla sua viva voce le disposizioni e le volontà espresse nel documento succitato. In proposito, lasciamo che sia ancora una volta la stessa Anna Maria Piscitelli a testimoniare i fatti.

«Nel Novembre 1983 mi consegnò pure una sua “lettera” chiedendomi di leggerla, farla leggere al solo Fr+ 256 e riferirgli cosa ne pensavamo. Così fu fatto ed Harahel mi disse di conservarla al sicuro unitamente alla relativa minuta olografa, e di non farne parola con nessuno, nemmeno con sua moglie Sor+ Chiara Pascazio. Solo dopo la sua morte avrei dovuto esibirla in primis alla sua vedova e richiedere, a completamento delle consegne, quanto di appartenente alla Fratellanza di Miriam era ancora rimasto nella sua casa».

In linea di massima, dunque, Harahel preferì non divulgare le proprie disposizioni, anche perché, in cuor suo, nutriva sempre la speranza di poter assistere al rientro del Cap+ Op+ in Sede e alla conseguente sistemazione, previo specifici Mandati convalidati dall’ Or.˙. Eg.˙., della Fratellanza di Miriam e dei suoi iscritti.

Va anche notato in proposito che la successione ad Harahel, e cioè ad un Maestro Isiaco Celebrante, come da articoli 44, 45 e 46 della Pragmatica Fondamentale della Schola, non poteva che essere sancita e convalidata dalla presenza in Sede del Cap+Op+ e della Del+ Gen+ e previo Mandato convalidato dal Gr.˙. Or.˙. Eg.˙.. Il Maestro Harahel, essendo unicamente Preposto ai Circoli Esterni di Miriam, non avrebbe mai potuto nominare un Maestro, né quindi un suo successore. Dopo l’espulsione del Preside Godano, avrebbe potuto eleggere a Preside della Pitagora la Piscitelli (o qualche altro Fratello), ma egli pensò bene che a un Preside avrebbe potuto affidare, da Pragmatica Fondamentale, solo la gestione dell’Accademia e non tutto quanto concerneva la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam e ciò avrebbe potuto comportare una sovrapposizione di compiti e ruoli fra Preside e Consegnataria. Egli si rifece pertanto ai Mandati ricevuti a suo tempo dalla Delegazione generale di Benno (Lombardi) e in particolare al Protocollo 123 della Del+ Gen+ datato Napoli 7 ottobre 1949, in relazione ai compiti affidati da Benno a De Cristo (Harahel) in seno all’allora costituita Terna Dirigente per la ricostruzione dei Circoli esterni della Fr+ Tm+ di Miriam in Bari e dovunque deciso dalla Delegazione (cfr. storia secondo periodo cap. 9) e al Prot. n° 157 della Del+ Gen+ del 10.2.1950 (cfr. doc.10250.JPG e doc.10250pag2.JPG), ed in particolare ai punti 3° e 4° e ai punti 5° e 6° di seguito riportati, sul modello dei quali impostò il mandato conferito alla Sor+ 310 Anna Maria Piscitelli:

3° Il Conf .˙. Donato De Cristo (Harahel) ha la dirigenza, la responsabilità, la tutela e la gestione di tutto quanto, in ordine la ricostruzione di cui all’articolo precedente, abbia importato, importi ed importerà erogazione ed impiego di capitali singolarmente e collettivamente versati.

4° per effetto ed in esecuzione del precedente articolo, i locali, la suppellettile, la biblioteca, il materiale di cancelleria e relativi timbri, i fascicoli della Schola e le istruzioni, nonché la cassa e l’Archivio dell’Accademia Pitagora di Bari, cadono sotto la custodia, amministrazione e gestione del Conf.˙. Donato De cristo (Harahel) e sono soggetti al suo controllo personale, o di altro Fratello a suo insindacabile giudizio delegato, con atto da lui scritto, a farne le veci”.

Art. 5° = Gli atti ufficiali dell’Accademia “Pitagora” di Bari non potranno recare che i timbri e bolli relativi all’Accademia stessa, i quali sono affidati alla custodia del Fr .˙. Harahel o di chi ne fa le veci autorizzate, sotto la sua personale responsabilità, a norma del mandato conferito allo stesso Fr.˙. Harahel in data 7=10=49 n° 123

Art. 6° Istruzioni e comunicazioni riguardanti l’attività miriamica perverranno dalla data del prossimo atto, al Fr .˙. Harahel, perché le adempia personalmente, a norma del giuramento prestato, o ne esiga l’adempimento – sotto la propria responsabilità – da altro eventuale Preside della Accademia, eventualmente eletto nei modi previsti dalla Pragmatica Fondamentale..

Per questo, come era del resto nelle sue prerogative e come risulta dai documenti sopra richiamati, Harahel nominò un’unica «Consegnataria» di tutto quanto relativo sia alla Fratellanza che all’Accademia Pitagora, rimettendo di fatto, nelle mani di Chi solo ne avrebbe avuto potestà (ndr. il Capitolo Operante rientrato in sede) il compito di procedere in conformità a quanto previsto dalla Pragmatica Fondamentale.

Cap. 5) Manifestazione delle Forze e Virtù Terapeutiche

L’operato del Maestro Harahel, dispiegatosi costantemente in ottemperanza al Mandato ricevuto e in difesa dell’ortodossia della Schola, vide il suo coronamento in Ariete del 1985, a conclusione di una vita e di una missione spese interamente al servizio della Miriam. Fu infatti nell’aprile di quell’anno che, con immensa gioia, il Maestro comunicò a tutti i Fratelli la realizzazione della «Manifestazione delle Forze e Virtù Terapeutiche».

Si trascrive, come testimonianza di quell’evento, la Circolare del 27 aprile 1985

COMUNICAZIONE

A TUTTI GLI ISCRITTI ALLA FR+ TM+ DI MIRIAM (S.P.H.C.I.)

Alla luce degli avvenimenti verificatisi nella SEDE della «ACCADEMIA PITAGORA» in Bari, Unica Sede autorizzata e riconosciuta della «Fr+ Tm+ di MIRIAM», durante le sedute del «Rito Terapeutico», tenute nei giorni 20 – 22 e 24 Aprile 1985,

IL MAESTRO HARAHEL

Conferma e Comunica che si sono manifestate le Virtù Terapeutiche per la cura e la guarigione degli ammalati che, con richiesta scritta e autografa, si rivolgono alla Fratellanza.

Per il prosieguo del «Rito» vengono, pertanto impartite le seguenti istruzioni:

omissis

Si auspica che tutti i FFrr+ e le SSrr+ vorranno rendersi degni dell’Altissimo Dono che la Fratellanza riceve con la realizzazione della «Manifestazione delle Forze e delle Virtù Terapeutiche» tanto attesa e voluta da tutti.

Si rende noto, infine, che a Operatore è designata la Sor+ 310, Anna Maira Piscitelli e, in caso di impedimento, il Fr+ 256.

Giunga a tutti L’AUGURIO AMOREVOLE per il prosieguo di questa opera di Amore e di BENE, nella più assoluta CONCORDIA e ORTODOSSIA MIRIAMICA.

Bari, 27 Aprile 1985

Harahel

N.B. Si ricorda al lettore che questo Rito era stato trasferito ad Harahel nel 1950 (cfr.doc18.JPG)

Cap. 6-7) Morte di Donato De Cristo – Ufficializzazione ed esibizione del mandato ricevuto da parte della Sor+ 310 e consegna alla Responsabile, da parte della vedova e dei figli di De Cristo, di quanto rimasto in casa sua in relazione alla Schola

Con l’evento straordinario verificatosi in Ariete, il Mandato del Maestro Harahel raggiunge il suo pieno compimento e anche la vita di Donato De Cristo si avvicina così al proprio epilogo. Consapevole di questo, il Maestro Harahel consegna alla Fratellanza il suo Testamento Spirituale, tutto contenuto nel discorso pronunciato in occasione dell’Agape Rituale del Plenilunio di Solleone, il 1° Agosto 1985. In esso il Maestro non nasconde la propria amarezza per quanto stava accadendo intorno negli ambienti pseudo-kremmerziani, specialmente in ordine al «pullulare di Accademie fuori regola, di Maestri, Gran Maestri, Ordini Osiridei, Delegati Generali e, niente po’ po’ di meno che, un Capitolo Operante… chi sa che cosa». In relazione a quel deplorevole stato di cose egli non può fare a meno di richiamare alla memoria dei Fratelli quanto gli scrisse Hahajah nel 1950: «… insomma, c’è tutto un mondo d’insetti nutriti di escrementi che ci vorrebbe trarre nel proprio appestatoio. Noi dimostreremo loro che hanno sbagliato, i nostri passi non vacilleranno e tireremo avanti per la nostra strada, sicuri che il testimonio della nostra coscienza nulla ci rimprovera e perciò ci protegge e sorregge».

Tuttavia e allo stesso tempo, ancora pervaso dallo spirito del proprio Mandato, Harahel non dimentica di additare una volta di più la strada a tutti coloro che rivolgono il proprio sguardo verso la ROSA MIRIAMICA. A tal riguardo si riportano i seguenti stralci:

«…Negli atti di ciascuno trovasi implicita la sanzione della legge universale, alla quale facciamo tacito e magico appello nel corso delle nostre disposizioni, a salvezza di quelli che si accostano alle pratiche Miriamiche, verso le quali sono e devono essere richiamati da un ideale di purità che li consacra al bene incondizionato e li deterge delle loro imperfezioni».

E ancora:

«… Tutto ciò vi sia di norma, affinché, lo sguardo fisso allo scopo, voi possiate proseguire con volontà capronica, sacrificando, ove occorra, sull’altare dell’idealità, senza transazioni e senza tentennamenti, uomini, abitudini, amicizie, relazioni e qualunque cosa contraria alla realizzazione soleggiante dell’AMORE PER IL BENE».

A distanza di pochi giorni, il 9 Agosto dello stesso anno, alla presenza dei familiari e di pochi fedelissimi Fratelli, Harahel abbandonava le spoglie mortali di Donato De Cristo, lasciando la Fratellanza senza il Maestro Preposto che per 35 anni ne aveva garantita la continuità. Mentre, tutto quanto concernente la tradizione miriamica ortodossa da Lui custodita, restava in consegna a una semplice Sor+ miriamica.

Conformemente agli accordi intercorsi con il Maestro Harahel nel 1983, il Mandato ricevuto dalla Sor+ 310 fu esibito soltanto dopo la morte di De Cristo e si procedette a dare corso alle ultime volontà così come erano state espresse da lui stesso quando era ancora in vita. Al riguardo, ancora Anna Maria Piscitelli precisa che:

«In tal senso egli si era curato di preavvertire suo figlio maggiore affinché si facesse garante sia verso la madre, signora Pascazio De Cristo, sia verso di me, dell’esecuzione delle sue volontà. Fu infatti il figlio maggiore di De Cristo a presenziare alle consegne unitamente ad altri familiari quando, su invito della vedova, mi recai presso di lei, e ad aiutarmi a sistemare nella mia auto il quadro del Maestro Kremmerz e due buste contenenti i timbri, i carteggi, l’archivio e quant’altro era servito ad Harahel per l’ordinaria amministrazione della Fratellanza negli ultimi due anni della sua vita (84/85)». 

Di lì a poco si sarebbe attraversato un periodo tormentato per la Fratellanza, sia per la chiusura delle iscrizioni sia per varie polemiche sulle disposizioni lasciate dal Maestro che vedevano, per giunta, posto nelle mani di una “donna”, il futuro della Fratellanza di Miriam. La consegna alla Sor+ 310 delle istruzioni, del materiale e della documentazione relativa alla Schola lasciava la situazione nello status quo, né la Consegnataria consentì a chicchessia di spostare neanche una sedia nell’Accademia Pitagora, limitandosi a proseguire le riunioni di circolo improntate alle sole attività terapeutiche. Seguirono momenti travagliati e bisogna purtroppo annotare che l’esibizione del Mandato non fu di per sé bastevole a sgombrare il campo dalla diffidenza, pregiudiziale e pregiudizievole per l’unità della compagine miriamica. Ancora Anna Maria Piscitelli deve constatare che:

«Il “mandato” da me esibito, come disposto dal De Cristo, dopo la sua morte avvenuta il 9 Agosto del 1985, ha suscitato svariate obiezioni e ancor più arbitrarie interpretazioni: a partire dalla stessa moglie del Maestro, Chiara Pascazio, a seguire da alcuni Fratelli iscritti alla Fratellanza e dipendenti dall’Accademia Pitagora di Bari evidentemente delusi nelle loro aspettative personali, fino agli svariati detrattori dell’ortodossia miriamica che a tutt’oggi fanno leva sulle strumentali interpretazioni di questo documento per inficiare la continuità iniziatica della Schola del Kremmerz e destabilizzarne l’opera passata, presente e futura nell’esclusivo scopo di convalidare, al contrario, presunte, irregolari e fantomatiche filiazioni pseudo-kremmerziane, pseudo-miriamiche, psudo-osiridee, di cui sarebbero in buona o cattiva fede fautori o prosecutori.

Ma la validità iniziatica e tradizionale del documento in oggetto, emerge inequivocabile dalla ricostruzione filologica e storica, a partire dal 1949, dell’iter ortodosso attraverso il quale Donato De Cristo è giunto alla sua stesura e da quello, altrettanto ortodosso, che mi ha consentito di adempiere alle istruzioni oralmente trasmessemi e alle disposizioni ivi riportate per svolgere il mio ruolo nella Fratellanza di Miriam dal 1985 a tutt’oggi». 

Cap. 8-9) Recriminazioni e querelle della vedova De Cristo – Costituzione in Associazione Culturale della S.P.H.C.I. da parte della Responsabile ed erede della stessa

Purtroppo, quelle che erano apparse subito come reazioni per lo più emotive e irrazionali, seguite all’esibizione del Mandato e imputabili alle aspettative ambiziose e frustrate di qualcuno, erano destinate a lasciare uno strascico polemico alimentato da alcuni sconsiderati opportunisti che, non potendo accettare la fiducia che De Cristo aveva riposto in una semplice sorella, tentavano di creare un’assurda rivalità tra la Consegnataria e la stessa vedova del Maestro, la quale, a pochi giorni dalle effettuate consegne, regolarmente verbalizzate dalla Sor+310, prese a pretendere la restituzione di tutto quanto consegnato in esecuzione delle volontà di Harahel, non comprendendone le legittime motivazioni fra cui pure l’evidente e amorevole desiderio di preservare la moglie, sia per l’avanzata età sia a causa della sua precaria salute, dagli accadimenti che di lì a breve si sarebbero verificati. Ma per gli aspetti collegati a questa vicenda, si rinvia a quanto dichiarato dalla diretta interessata su questo stesso sito, alla Sezione S.P.H.C.I. – La Fratellanza di Miriam.

Poco dopo la dipartita del Maestro Harahel la consegnataria responsabile, Sor+ 310, il 6 Settembre 1985 provvide a costituire la Schola a lei affidata in associazione culturale, priva di carattere politico e di finalità lucrative, parimenti denominandola “Schola Philosophica Hermetica Classica Italica – Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam – S.P.H.C.I. – Fr+ Tm+ di Miriam”, con sede legale a Napoli, Largo Ferrantina n. 1, assumendo nello statuto sociale la stessa Pragmatica Fondamentale della Schola e registrandone Denominazione, Marchio e Timbri nonostante vigesse, a tutti gli effetti, la garanzia del pre-uso legale di tutti i segni distintivi della Schola determinati dal suo Fondatore, e giunti, attraverso Domenico Lombardi nelle mani di Donato De Cristo fin dal 1949-50, e indi nelle sue dal 1983. Ciò parallelamente al collegamento iniziatico ininterrotto a partire dallo Stesso Maestro Kremmerz, alla successiva Delegazione Generale di Benno (Domenico Lombardi), all’investitura di Harahel, fino al mandato dello stesso alla Sor+ 310.

Tale costituzione in associazione ha permesso da quel momento, alla tradizione ortodossa della Fratellanza di Miriam di Giuliano Kremmerz, di transitare in un idoneo contenitore, in linea con le vigenti leggi dello Stato.

Parallelamente la Consegnataria responsabile riceveva anonime comunicazioni che la sollecitavano a contattare, per valutarne le posizioni, Vinci Verginelli a Roma, l’erede di Alfonso Del Guercio a Firenze, e infine Giovanni Papa a Milano. (ndr. si rinvia il lettore all’appendice al quarto periodo per le tracce epistolari e testimoniali di questi contatti).

N.B. Si rende necessario a questo punto e nel rispetto della cronologia storica alla quale ci siamo uniformati, procedere alla chiarificazione degli accadimenti successivi all’anno 1985 e ciò anche ad integrazione di quanto già presente in questo stesso sito nelle sezioni: sphci la fratellanza di miriam ed sphci l’associazione culturale.

Si rinvia pertanto alla sezione Storia: appendice al quarto periodo prossimamente on-line.