“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

La storia dal 1950 al 1976

 

Sommario

Riattivazione a tutti gli effetti della Schola sotto la Delegazione Generale di Domenico Lombardi (Benno) nella storica Accademia “Pitagora” di Bari – Revoca dei precedenti Mandati relativi alla Terna Dirigente e Procura di Lombardi a Mario Parascandolo (Hahaiah) – Rimessa, da parte di Lombardi, dichiarato “insostituibile” dai Vertici dell’Ordine, della Delegazione Generale della Schola – Investitura e consegna del Mandato “definitivo ed irrevocabile” da parte di Lombardi a Donato De Cristo (Harahel) per la continuità della Fratellanza – Il Quadro/Vessillo e il Timbro/Sigillo della Corona Iniziatica di J. M. Kremm-Erz – Nuova interruzione dei contatti con il Grande Ordine Egiziano, morte di Domenico Lombardi e decadenza della Procura di Mario Parascandolo – Proseguimento delle attività della Schola nell’Accademia Pitagora di Bari, sotto la Direzione di De Cristo fino alla morte di Mario Parascandolo - L’attività dell’Accademia Pitagora di Bari: dalla sospensione dei lavori alla loro riapertura.

Cap. 1) Riattivazione a tutti gli effetti della Schola sotto la Delegazione Generale di Domenico Lombardi (Benno) nella storica Accademia “Pitagora” di Bari.

Al Gennaio del 1950 la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, riattivata ed operante a tutti gli effetti, era così delineata nella sua organizzazione gerarchica:

- Un Capitolo Operante incognito (Vertici del Grande Ordine Egiziano), presente nella Sede di Napoli (Loggia N°… omissis);
- Il Segretario Generale dell’Ordine Egizio Maestro R.P. Ottaviano (Koch) dall’identità nota solo al Delegato Generale Benno;
- La Delegazione Generale di Domenico Lombardi (Benno);
- Un Circolo Interno formato dai Fratelli .˙. Vehuel, Hariel ed Harahel (rispettivamente: Augusto Dorrucci, Arduino Anglisani, Donato De Cristo);
- Un Circolo Esterno formato dagli iscritti regolari e regolarizzati sparsi su tutto il territorio nazionale e facenti capo all’unica Accademia riattivata e regolarmente convalidata a norma della Pragmatica Fondamentale a rappresentare all’esterno la Fratellanza di Miriam: l’Accademia “Pitagora” di Bari.

Si fa notare, che pur essendo negli intenti della Delegazione Generale la costituzione di nuove Accademie miriamiche (ndr. come fu tentato nel 1947 con quella di Firenze, subito disconosciuta – cfr. secondo periodo: Cap.8), all’atto pratico, come si evincerà da vari documenti d’archivio, la “Pitagora” resterà dal 1950 l’unica Accademia miriamica ortodossamente convalidata dalla Delegazione di Lombardi.

Cap. 2-3) Revoca dei precedenti Mandati relativi alla Terna Dirigente e Procura di Lombardi a Mario Parascandolo (Hahaiah) – Rimessa, da parte di Lombardi, dichiarato “insostituibile” dai Vertici dell’Ordine, della Delegazione Generale della Schola

Venuti purtroppo a mancare i presupposti sui quali doveva fondarsi la buona operatività della Terna Dirigente, determinando in tal modo l’«aborto» della Terna stessa, il Maestro Benno procedette a nullificare il tutto, revocandone i mandati relativi, rassegnando “nelle mani del Superiore Incognito il mandato di ricostruzione dei Circoli esterni della Fr+ Tm+ di Miriam” e affidando a Mario Parascandolo (Hahajah) una Procura per “ricevere e trasmettere disposizioni, comunicazioni, istruzioni, provvedimenti e decisioni della Sup.˙. Log.˙. Amm.˙. in relazione al prosieguo dell’attività miriamica, circoscritta alla ricostruzione dei Circoli esterni della Fr+ Tm+ di Miriam”. Tutto questo si evince dal documento redatto e inviato dallo stesso Benno in data 21 Gennaio 1950, con Prot. n° 152 della Delegazione Generale.

Il documento è di notevole importanza e la sua lettura è cruciale ai fini della comprensione di quanto accadrà da lì in avanti (ndr. si consiglia al lettore la visione del documento originale: cfr. in documenti doc4.jpg e doc4JPGpag2.jpg), giacché il Delegato Generale Domenico Lombardi nell’Art. 5 dello stesso comunica che la Del+ Gen+ della Fr+ Tm+ di Miriam sospende la sua attività e che – per volontà della Sup.˙. Log.˙. Amm.˙. – non è aperta successione alcuna”.

Conseguentemente, e da questo momento in poi, tutte le disposizioni emanate dalla Del+ Gen+, comprese quelle controfirmate da Domenico Lombardi «per l’inoltro» alle Sup+ Ger+ in qualità di Delegato Generale uscente, porteranno la firma di Hahajah (Mario Parascandolo) che, in esecuzione della procura ricevuta, si firmerà: Per il Delegato Generale.

Il dato cruciale che scaturisce in forza dell’Art. 5 del Protocollo 152, è che la Del+ Gen+ sospende la propria attività e circoscrive quella miriamica ai soli circoli esterni. Ciò lascia intendere che, da quel momento, non vi potranno più essere ammissioni al Circolo Interno della Schola.

Va inoltre sottolineato con forza che, sempre in virtù di detto Art. 5, i Vertici dell’Ordine Egizio non stabilirono alcuna successione alla Delegazione Generale di Benno, che fu giudicato dai Vertici stessi insostituibile. Ne fa fede a conferma e in maniera incontrovertibile, la comunicazione redatta appena tre giorni dopo da Hahajah, datata 24 gennaio 1950 e recante il Prot. n° 153 della Del+ Gen+ intestata ai FFrr .˙. Vehuel – Hariel – Harahel (cfr. in documenti doc5.JPG) e da egli stesso spedita in uno con il Prot. 152 agli intestatari, il cui testo di seguito si trascrive:

Incaricato di trasmettere l’unito atto, compio il dovere di obbedire agli ordini ricevuti e comunico che il Del+ Gen+ uscente, per il grado conseguito nell’Or.˙. Eg.˙., in relazione all’ascenso raggiunto ed all’opera svolta, è stato dichiarato INSOSTITUIBILE.

Pertanto, malgrado il suo stesso desiderio, su nessuno dei preposti è caduta la scelta per la successione, la quale importa responsabilità gravi, tali da richiedere qualità in diretto rapporto con probanti realizzazioni non ancora constatate da Chi può sigillarle con la propria conferma.

Il compito che mi assumo è dovuto a circostanze puramente occasionali e si limita alla gestione di un organo pressoché amministrativo e di transito per l’espletamento di pratiche inerenti all’attività miriamica in corso.

I Fratelli.˙. intestatari sono liberi di accettare o meno il prosieguo dei loro compiti in relazione ai mandati in atto ed a quelli eventuali che potranno essere conferiti.

Essi sono perciò pregati nell’uno o nell’altro caso di voler accusare ricevuta della presente e di redigere una loro dichiarazione al riguardo.

Con fraterno affetto. Hahajah

Va evidenziato quanto chiarisce Hahajah in relazione al compito assunto nei confronti della Fratellanza nel suo ruolo di Procuratore per la stessa: un compito dovuto solo a “circostanze puramente occasionali” e limitato a “un organo amministrativo e di transito” per l’espletamento delle attività, allora già in corso, in relazione alla riorganizzazione dei Circoli esterni miriamici alle dipendenze di un unico Preposto, come si evincerà dalla successiva documentazione.

Evidentemente, la decisione, per la gravità delle conseguenze che avrebbe comportato, non fu «digerita» da Arduino Anglisani che parve anche travisare quanto di pertinenza dei propri incarichi, fino al punto da indurre, il mese successivo, il Delegato Generale uscente Domenico Lombardi a prendere posizioni piuttosto dure nei suoi confronti con lettera del 2-2-1950, Prot. N° 155 della Del+ Gen+ (cfr. per l’originale documenti – doc6.JPG) che di seguito si trascrive:

Con lettera della Del+ Gen+ in data 20-4-49 n° 48 di prot. dopo averne ampiamente discusso a voce, in occasione di una tua visita – ti fu precisata l’inesistenza di una Seg+ Gen+ e di una Sovrintendenza Generale.

Nessun atto della Del+ Gen+ ti ha mai autorizzato ad attribuirti l’una, l’altra, o entrambe le cariche suddette.

Per quanto riguarda la Seg+ Gen+ già apparsa da bollo in tuo possesso abusivo – fosti invitato nella citata lettera alle dovute rettifiche e per ciò che si riferisce alla Sovrintendenza ti fu chiarito nella medesima n° 48 il già chiaro articolo due del mandato conferitoti, il quale conteneva esplicita riserva al riguardo.

Pertanto sei invitato a giustificare il riapparire sulla ufficiale a me diretta, delle due chincaglierie appostevi in deroga alle disposizioni ricevute.

Vorrai essere esplicito e sollecito, dovendo con la massima urgenza liquidare cotesta sconcia faccenda. Domenico Lombardi”.

Fatto sta che nel corso dello stesso mese il Procuratore Autorizzato Hahajah si vide costretto, «in esecuzione di ordini ricevuti», con documento datato 10.2.1950 e registrato con Prot. n° 157 della Del+ Gen+, indirizzato ai FFrr.˙. Benno – Vehuel – Hariel – Harahel, a revocare definitivamente ogni mandato precedentemente affidato allo stesso Anglisani (Hariel) e ad esplicitare nuove disposizioni a corollario (cfr. per l’originale: documenti 10250 e 10250pag2). Se ne riproduce di seguito il testo integrale:

Nella mia qualità di Procuratore autorizzato della Fr+ Tm+ di Miriam, in esecuzione di ordini ricevuti, in dipendenza degli obblighi che mi sono assunti, compio il dovere di comunicare:

Art. I° = La Sovrintendenza alle Accademie Miriamiche istituita con mandato della Del+ Gen+ in data 2 Aprile 1949 n° 44 è soppressa.

Art. 2° = Il mandato di cui all’articolo precedente, conferito al Fr .˙. Hariel (Sig. Arduino Anglisani) in data odierna viene revocato a tutti gli effetti.

Art. 3° = Il Fr .˙. Hariel (Sig. Arduino Anglisani) è dispensato da qualsiasi carica, incarico od attribuzione conferitagli col predetto mandato, o attribuitasi di sua iniziativa per erronea interpretazione dello stesso.

Art. 4° = Qualsiasi attività il Fr .˙. Hariel continui ad espletare nei ranghi ed a beneficio della Fr+ Tm+ di Miriam, qualora se ne compiaccia, si intende svolta a titolo di personale onore ed abnegazione. Essa sarà sempre soggetta al controllo dei Preposti autorizzati, i quali ne vaglieranno il merito e prenderanno provvedimenti, se necessari, a loro giudizio.

Art. 5° = Gli atti ufficiali dell’Accademia “Pitagora” di Bari non potranno recare che i timbri e bolli relativi all’Accademia stessa, i quali sono affidati alla custodia del Fr .˙. Harahel o di chi ne fa le veci autorizzate, sotto la sua personale responsabilità, a norma del mandato conferito allo stesso Fr.˙. Harahel in data 7=10=49 n° 123

Art. 6° Istruzioni e comunicazioni riguardanti l’attività miriamica perverranno dalla data del prossimo atto, al Fr .˙. Harahel, perché le adempia personalmente, a norma del giuramento prestato, o ne esiga l’adempimento – sotto la propria responsabilità – da altro eventuale Preside della Accademia, eventualmente eletto nei modi previsti dalla Pragmatica Fondamentale.

Art. 7° = L’articolo nove dell’atto della Del+ Gen+ n° 152 in data 21 gennaio 1950 resta così modificato:

Il Fr .˙. Harahel è tenuto ad inoltrare al Fr .˙. Hahajah una relazione mensile, redatta nei modi che gli saranno comunicati, sulle guarigioni o cure operate e sui lavori svolti in Accademia.

Detta relazione recherà la firma del Fr .˙. Harahel fino a quando non gli sarà comunicata la firma congiunta di altro responsabile.

Art. 8° = I FFrr .˙. intestatari del presente atto sono pregati di accusarne ricevuta al Fr .˙. Hahajah.

Il presente atto consta di otto articoli, redatti su due fogli intestati alla Del+ Gen+, ciascuno dei quali reca impressa la Corona originale di J. M. Kremm-erz. Ogni articolo è fiancheggiato dal Bollino della Log .˙. Amm .˙. sottoscritto dal nome iniziatico del Procuratore Autorizzato. Alla fine è firmato col nome profano di quest’ultimo, munito del bollo della Del+ Gen+.

Redatto alle Sorgenti del Nilo nell’anno 5950 (addì 10 febbraio 1950). Mario Parascandolo”.

A corollario e conferma del su esposto documento, figurano svariate altre comunicazioni indirizzate ad Harahel (De Cristo) sia chiarificatrici dei severi provvedimenti adottati (cfr. in documenti doc9.JPG - doc9pag2.JPGdoc9pag3.JPG) sia attestanti da quel momento in poi, il disconoscimento, da parte dell’Ordine Egizio e della Delegazione Generale della Miriam, dell’Anglisani (ndr. consultabili in documenti e contrassegnati dai seguenti numeri: doc15.JPGdoc15pag2.JPGdoc15pag3.JPGdoc20.JPGdoc20pag2.JPGdoc20pag3.JPG).

Contestualmente, Hahajah dà corso a una serie di atti, ufficiali e documentati, per l’investitura a norma della Pragmatica Fondamentale del De Cristo sia come Maestro Terapeuta, affidandogli a nome e per conto “di Chi lo poteva fare” il Rito di Proseguo dell’Ariete per la Manifestazione delle virtù Terapeutiche (ndr. che andrà a sostituire la “cassetta” della “Pitagora” a suo tempo distrutta dai fascisti), sia come Maestro di Miriam con la consegna della “Stola bianca e oro dei Celebranti” (ndr. con la quale erano stati a suo tempo investiti anche Jesboama e Cajetel). Questi documenti (cfr. in documenti doc18.JPGdoc12.JPGdoc14.JPG) si configureranno come prodromi necessari all’imminente investitura del Maestro Harahel (De Cristo) e al «Mandato» atto a garantire la continuità legittima e ortodossa dell’attività miriamica attraverso l’Accademia Pitagora di Bari.

Cap. 4) Investitura e consegna del Mandato “definitivo ed irrevocabile” da parte di Lombardi a Donato De Cristo (Harahel) per la continuità della Fratellanza

A partire, quindi, dal febbraio del 1950, gli avvenimenti si succederanno con ritmo incalzante, tutti convergenti nella direzione di coagulare nell’Accademia Pitagora di Bari e nell’operato futuro di quello che sarà il suo «Maestro Preposto» le forze attivate dalle Gerarchie dell’Ordine Egizio e finalizzate alla continuità ortodossa della Schola. Ma l’estromissione dell’Anglisani e del Dorrucci dai precedenti incarichi dovette suscitare qualche perplessità nei Fratelli dipendenti dalla “Pitagora”, tant’è che la Delegazione uscente, tramite il suo Procuratore autorizzato Hahajah (Parascandolo), pur senza far cenno alle decisioni prese e, soprattutto per scongiurare giudizi in merito da parte degli stessi Fratelli, diramò la Circolare della Del+ Gen+ del 13.3.1950 (cfr. in documenti doc13.JPG) indirizzata «Ai Rispettabilissimi Fr+ dell’Accademia Pitagora» con la quale, oltre a placare e rassicurare gli animi, ratificò quanto segue: “unico preposto, autorizzato legittimamente e investito dei poteri relativi al suo grado per la dirigenza dell’Accademia Pitagora di Bari è il Fr+ dr. Donato De Cristo, al quale soltanto i FFrr+ ascritti devon far capo per tutto quanto concerne il loro ascenso rituale, personale e collettivo, DECLINANDOSI FIN DA ORA OGNI RESPONSABILITÀ nei confronti di coloro che da fonte estranea al suddetto dr. Donato De Cristo dovessero attingere, notizie, istruzioni ed orientamenti di qualsiasi natura”.

Con l’Avvento dell’Ariete, furono convalidate dalla Delegazione Generale anche le cariche accademiali di Preside, Segretario e Censore, previste a norma della Pragmatica Fondamentale per le Accademie miriamiche, come attesta il doc. di Protocollo 173 del 28=3=50 (ndr. in documenti doc17.JPG) indirizzato a Papa Giovanni (ndr. Preside) Petrilli Domenico (ndr. Segretario) Ninni Nicola (ndr. Censore).

Particolare valore, come vedremo non solo simbolico, assunse poi il trasferimento del «Quadro» con l’effigie del Maestro Kremmerz, eseguito sotto precise istruzioni dettate dallo stesso Maestro, così come figura, sottoscritto da Hahajah e ratificato da Benno, nel Mandato «esterno» di affidamento della Fr+ Tm+ di Miriam al già Sacerdote Isiaco Maestro Harahel (Doc. del 21.4.1950, Prot. n° 180 della Del+ Gen+ di cui si conserva in archivio una “copia” del Maestro Harahel, in quanto l’originale, incorniciato, è rimasto in possesso dei suoi familiari - cfr. in: documenti doc19.JPGdoc19pag2.JPG). Si tratta in realtà di «un vessillo consegnato al più degno, da issare nell’unica sede AUTORIZZATA E LEGITTIMA: L’ACCADEMIA PITAGORA DI BARI,… per la tutela della TRADIZIONE ortodossa e ininterrotto».

Allo scopo di meglio inquadrare la figura del Maestro Harahel e dell’alta considerazione con la quale era accreditato presso i Vertici dell’Ordine, si riporta uno stralcio della lettera datata 28.5.1950 Prot. 190 della Del+ Gen+, indirizzata dal Proc. Aut. Hahajah al Fr.˙. Harahel:

« Ho parlato con Chi dovevo di tutto quanto abbiamo discusso a Napoli ed Egli mi ha detto di non darti consigli o suggerimenti, perché intende conferirti sempre maggiore autonomia, in maniera da realizzarsi sempre di più in te il Maestrato, sia pure attraverso errori e rettifiche. Una volta votata la fiducia ad un uomo come te, bisogna lasciarti fare, pronti ad accorrere solidali in tutto quanto potrai deliberare in qualsiasi ordine di fatti, di persone, di iniziative e di cose.

Obbediente a tali istruzioni, io ti dico: per qualsiasi cosa ti venga in mente di fare – fermo restando il principio della fedeltà alla missione ortodossa miriamica – fa quello che vuoi, perché il tuo operato è approvato in precedenza ed i tuoi eventuali errori sono scusati prima ancora che li faccia.

Mi fa piacere di doverti e di poterti parlare in tal modo, perché se sei tenuto in simile considerazione non posso che godere di vero cuore per il presente e per l’avvenire, e con tutto il mio affetto ti auguro un crescendo di stima generale e di sviluppo personale tale da pareggiare i tuoi indiscutibili meriti».

(Apriamo una parentesi per riportare un aneddoto attinto alla tradizione oralmente testimoniata dal Maestro Harahel ai Fratelli a lui più vicini. Sebbene non attestato da documentazione scritta a riguardo, viene qui evidenziato come episodio significativo per la regolarità dell’Accademia Pitagora di Bari e per la vita della Fratellanza tutta:

“ Le attività dell’Accademia erano a quel tempo (1950/51) molto intense e le riunioni di circolo, alla presenza del Maestro dirigente, popolate da molti iscritti. Durante una di queste, la moglie del De Cristo, Chiara Pascazio, notò la presenza di un personaggio nobile d’aspetto ma a lei perfettamente sconosciuto che la salutò sorridendole, a suo dire “come compiaciuto”. Nel cercarlo fra gli astanti, per mostrarlo al marito, Maestro Harahel, affinché le dicesse chi fosse, non riuscì più a scorgerlo: era letteralmente sparito. La signora, che sapeva non essere una visionaria, insisté col marito fino a costringerlo a chiedere ad Hahajah (Parascandolo) se era qualcuno della Delegazione andato in incognita per ispezionare la riunione, ma questi si rivelò sorpreso, riservandosi di chiedere lumi. Pare che poi, abbia confidato a De Cristo di aver avuto conferma che si trattava dell’ALTISSIMO in Persona (ndr. termine, Altissimo, con cui era nominato il Superiore Incognito a capo del Grande Ordine Egizio) che aveva presenziato in incognita alla riunione a testimonianza del Suo Alto consenso per l’andamento delle cose”.)

Nel settembre dello stesso anno, per volontà delle Superiori Gerarchie dell’Or.˙. Os.˙. Eg.˙., il Maestrato di Harahel viene posto come baluardo eretto a difesa della continuità e dell’ortodossia della Fr+ Tm+ di Miriam e si giunge così alla redazione del «Mandato» interno, «definitivo e irrevocabile», del 1.9.1950 registrato col Prot. n° 209 della Del+ Gen+ (cfr. in documenti doc27.JPG doc27pag2.JPGdoc27pag3.JPGdoc27pag4JPG) di cui è utile riassumere di seguito il senso logico ed iniziatico atto a porre, da quel momento in poi, le inconfutabili basi della continuità iniziatica ortodossa della Schola.

Già nella “Premessa Narrativa” oltre ad essere riassunti i capisaldi della Fr+ Tm+ di Miriam e riconfermato il valore di “patto” della Pragmatica Fondamentale del 1909, si ribadisce la revoca dei precedenti mandati ai due componenti (ndr. Anglisani e Dorrucci) della Terna Dirigente che avevano disatteso ai compiti loro affidati, nel mentre si constata l’aderenza ai principi miriamici e la concordante condotta del De Cristo, al quale non solo non vengono revocati compiti e precedenti attribuzioni, ma viene conferito mandato “definitivo ed irrevocabile” “per oggi e per sempre” “nella qualità di Maestro Preposto ai Circoli esterni della Fr+ Tm+ di Miriam, limitatamente agli iscritti all’Accademia Pitagora di Bari ivi o altrove residenti”. Quest’ultima frase, che potrebbe apparire a una lettura superficiale “una limitazione”, va contestualizzata tenendo conto di due importanti fattori: primariamente del fatto che conferendo un mandato per “oggi e per sempre” e per giunta “definitivo ed irrevocabile”, non si poteva né si voleva, a quel momento, ipotecare il futuro della Schola escludendo a priori la sua espansione sul territorio nazionale o all’estero e la conseguente necessità di dividerla in Circoscrizioni affidate a più Maestri preposti e a una Segreteria Generale, come del resto era già accaduto in passato (cfr. primo periodo cap. 8-9); in secondo luogo la precisazione “ivi o altrove residenti” maggiormente avvalora la dipendenza dalla Pitagora di tutti gli iscritti alla Fratellanza: difatti vi erano, come attestato dalle domande d’iscrizione dell’epoca conservate in archivio, iscritti da ogni parte d’Italia e pertanto essi iscritti si vollero così delimitare nei confini dell’ortodossia che solo la riconosciuta e convalidata “Pitagora” poteva garantire.

Infatti l’Art. 2, in cui viene ribadito che il Maestro Harahel (dott. Donato De Cristo) viene investito di mandato autonomo per la ricostruzione dei “Circoli esterni della Fr+ Tm+ di Miriam” nell’Accademia Pitagora di Bari, ancor più non da spazio ad interpretazioni limitative, in quanto i Circoli Esterni della Fratellanza (composti dai Novizi ed Anziani della Schola) erano costituiti solo dagli iscritti regolari dipendenti dall’unica Accademia riconosciuta e convalidata, tant’è che nell’Art. 3 si parla di ammissione ai “predetti circoli” della Fratellanza (ndr. e non dell’Accademia la quale, si ricorda, aveva già un Preside in Giovanni Papa). Negli Articoli 4 e 5 si menziona nuovamente la regolare iscrizione alla Fr+ Tm+ di Miriam (ndr. e non quella a una semplice accademia) la cui validità per il riconoscimento rituale ed iniziatico è data dalla “Corona Iniziatica di J.M. Kremm-Erz” impressa col Sigillo metallico, “talismanico” ed “originale” sulle pagelle d’iscrizione all’atto del rilascio. E con la consegna a De Cristo di questo originale strumento rituale, dichiarato indispensabile per il riconoscimento iniziatico dell’iscrizione alla Fratellanza: «Le pagelle non munite della Corona Iniziatica di J. M. Kremm-erz non sono valide per il riconoscimento della regolare iscrizione alla Fr+ Tm+ di Miriam», si fuga qualunque ipotetico equivoco sulla possibilità, per chicchessia, di poter fare, da quel momento in poi, iscrizioni regolari, rituali e convalidate alla S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam.

Cap. 5) Il Quadro/Vessillo e il Timbro/Sigillo della Corona Iniziatica di J. M. Kremm-Erz

La consegna del Timbro/Sigillo rende compiuta la «trasmissione» che aveva avuto inizio con l’atto della consegna del «Quadro» e con il conferimento dei Mandati (esterno ed interno) a De Cristo.

A questo punto, e prima di proseguire, si rende opportuna qualche considerazione.

Premesso che è del tutto estranea alla Schola qualunque inclinazione idolatra o feticista, ci si potrebbe chiedere, da parte di chi non fosse addentro a questioni che attengono alle modalità proprie che la Tradizione Iniziatica utilizza per perpetuare sé stessa, perché mai attribuire così tanta importanza a un «ritratto» e a un «timbro». E, in effetti, la domanda parrebbe legittima, se non fosse che non si tratta semplicemente di ritratto e di timbro quanto, piuttosto, di «testimoni», trasferiti di «mano in mano» in analogia alla Tradizione Iniziatica, trasferita da «bocca a orecchio». Il passaggio del testimone implica il riconoscimento, da parte di Chi consegna, di una specifica «condizione» in Chi riceve. È dunque garanzia di legittimità e di continuità nell’ortodossia. In particolare, per quanto attiene al Sigillo con la Corona di Kremm-Erz, si tratta poi del segno specifico atto, in qualunque tempo, ad attestare la regolarità dell’iscrizione alla Miriam, nella stessa misura in cui aveva sigillato la corrispondenza iniziatica di J.M. Kremm-Erz e la validità degli atti ufficiali e dei Mandati sui quali era stato apposto dal Delegato Generale Benno e dal suo Procuratore Hahajah (ndr. infatti è impresso in originale su tutti i suddetti documenti unitamente al timbro della Delegazione Generale, e anche laddove, dal marzo del 1950, figura un altro timbro coronato di spettanza di Hahajah ad attestarne il ruolo di Procuratore autorizzato).

Dunque, richiamiamo il lettore a considerare come sarebbe possibile che Chi (ndr. cioè i Vertici del Grande Ordine Egiziano) abbia attribuito sin dall’origine un così elevato valore intrinseco ai segni distintivi della propria emanazione (ndr. la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam), abbia poi lasciato gli stessi ai capricci del caso? E non abbia invece disposto perché vi fosse la certezza che, allora come in futuro, quei segni distintivi non uscissero dall’alveo della legittimità!

Ma riprendiamo il nostro percorso basato sui fatti documentati e storicamente accertati.

Cap. 6) Nuova interruzione dei contatti con il Grande Ordine Egiziano e morte di Domenico Lombardi: decadenza della Procura di Mario Parascandolo

L’investitura e il mandato al Maestro Harahel segnano il compimento di un disegno proiettato lungo la «curvatura della Miriam» e consolidato, per quanto attiene alla continuità legittima della Schola, nel Maestrato consapevole dello stesso Harahel.

Le comunicazioni che recano i numeri di protocollo della Delegazione Generale successivi al N° 209 (presenti in archivio) attengono alle ultime istruzioni relative alle iscrizioni alla Schola, trasmesse a De Cristo dal Procuratore autorizzato Hahajah (ndr. fra cui un corredo di Cifre Ideografiche complementari, relative ai 36 Decani, da attribuire ai futuri Fratelli all’atto dell’iscrizione alla Fratellanza).

Ma nel dicembre del 1951 giunse a compimento anche l’opera divulgativa patrocinata dalla Delegazione Generale di Benno con la pubblicazione della Rivista “La Fenice” ed “Ibis” indirizzata all’elite ermetica del tempo “per risvegliarne l’attività, per misurarne i valori, per accertarne gli orientamenti, per sondarne le volontà” (cfr. in: documenti doc29.JPGdoc30.JPG).

Dal documento originale relativo al “Commiato” apparso nell’ultimo numero a firma di Hahajah si evince chiaramente quanto l’iniziativa, finanziata dal De Cristo, fosse stata in linea con i programmi della Loggia Ammonea N°… (omissis) deputata dai Vertici del Grande Ordine Egiziano alla riorganizzazione dei Circoli esterni della Fratellanza, e quanto gli Stessi Vertici, alla luce degli atti e dei fatti fin lì verificatisi, ritenessero ormai terminata l’opera svolta e rinviato a tempi più propizi il trasferimento della Tradizione Ermetica Iniziatica nel contenitore miriamico.

Di lì a sei mesi, infatti, i contatti col Gr.˙. Or.˙. Eg.˙. si interromperanno nuovamente, come è attestato dalla comunicazione del 11.6.1951, il cui contenuto si trascrive qui di seguito, a firma di Hahajah e controfirmato da Domenico Lombardi (Doc. Prot. n°214 della Del+ Gen+ - cfr. l’originale in: documenti doc32.JPG ):

«La Del+ Gen+ ti comunica ufficialmente che i rapporti diretti col Cap+ Op+ Occ+ sono interrotti.

Le istruzioni già ricevute ed i mandati in atto sono sufficienti al proseguimento dell’opera intrapresa.

Augurandoti forza e virtù per il tuo personale ascenso e per quello degli iscritti all’Accademia «Pitagora» di Bari, affettuosamente ti abbraccio».

Con la nuova partenza dei Vertici del Grande Ordine Egiziano o Capitolo Operante, l’attività della Delegazione Generale, già rimessa nelle mani dei Vertici dell’Ordine a partire dal mese di gennaio del 1950, viene a cessare.

Da quel momento termina anche l’invio di qualsiasi corrispondenza che rechi numeri successivi al Prot. 214 della Delegazione innanzi riportato, ciò ad attestare la decadenza anche della “Procura” affidata ad Hahajah nell’ambito della Fr+ Tm+ di Miriam.

Va però sottolineato (per consecutio cronologica utile alla n/s ricostruzione storica) che il 30 agosto 1951, venne pubblicato dall’Universale di Roma s.p.a. il primo volume dell’Opera Omnia di Giuliano Kremmerz, tanto auspicato da Lombardi e da Parascandolo.

In effetti il breve ciclo della Delegazione Generale di Benno, volto al proprio compimento, si chiuse definitivamente circa sei mesi dopo, quando il 3 dicembre successivo Domenico Lombardi lasciò le proprie spoglie mortali. Un periodo fitto di avvenimenti e di fermento, contrassegnato dalla dedizione del Maestro Benno e dalla sua strettissima e rigorosa aderenza al mandato ricevuto. L’attività della Miriam resterà dunque avvolta tutta nell’alveo dell’unica Accademia esistente e regolarmente autorizzata: l’Accademia Pitagora di Bari. D’altra parte, come si è visto, i poteri, i mandati, le istruzioni e gli strumenti rituali ricevuti da De Cristo erano ampiamente sufficienti perché egli potesse proseguire attivamente nello svolgimento dei compiti atti alla ricostruzione dei Circoli esterni di Miriam e all’applicazione dell’unica finalità della Schola, la Terapeutica Ermetica.

N.B. Del resto, se fossero state autorizzate e convalidate altre Accademie miriamiche, non ci sarebbe stato motivo perché non fossero ufficializzate dalla Delegazione Generale, come pure, non vi furono in Italia altre Logge Ammonie contrassegnate da Numeri differenti dal N°…(omissis) di quella attivata a Napoli dal Grande Ordine Egizio per la riorganizzazione della Fratellanza di Miriam in quanto, scopo del rientro nella sede italiana dei Vertici dell’Ordine, fu esclusivamente la sistemazione della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam sulla base dei patti stipulati con J.M. Kremm-Erz nella Pragmatica del 1909. Patti che, tra l’altro, escludono ogni possibilità per organizzazioni massoniche con concetti iniziatici di commistionarsi, per qualsivoglia motivo, con i Circoli Interni della Fratellanza. Ciò è da tener presente in relazione alle arbitrarie iniziative che prenderanno corpo dopo la dipartita dei Vertici dell’Ordine Egizio e la morte di Lombardi.

Va però ricordato che personaggio “chiave” del ristabilirsi dei contatti con i Vertici dell’Ordine Egizio era stato il Maestro R.P. Ottaviano la cui identità profana, rimasta segreta sia ad Hahajah sia a De Cristo, era nota solo a Domenico Lombardi che la portò con sé nella tomba, in quanto l’ing. Koch era all’epoca ancora vivente e attivo come Segretario Generale del Grande Ordine Egiziano in Italia e ivi rimase per sorvegliare e registrare, in incognito, tutto quanto di lì in poi sarebbe accaduto e valutare il maturare dei tempi e degli uomini utile per la realizzazione, in futuro, dei programmi determinati dai Vertici del Grande Ordine Egiziano.

Va pure sottolineato che, anche se Parascandolo, fino al giugno del 1951, aveva frequentato la sede di Napoli dell’Ordine (o Loggia Ammonia N°…omissis) come intermediario di Benno (ndr. impossibilitato a muoversi a causa della rottura dei femori che lo afflisse fino alla fine) e suo Procuratore per lo svolgimento delle pratiche in corso inerenti la sistemazione della Fratellanza di Miriam, evidentemente non conosceva la identità profana della persona o delle persone con le quali periodicamente s’incontrava. Egli, infatti, (ndr. come lo stesso Benno nelle Circolari del 47/48) menziona in vari documenti (ndr. come da quanto fin qui pubblicato si evince) col pronome “CHI” il personaggio, o Superiore Incognito, o Supremo Fratello e Maestro, dal quale riceveva ragguagli e disposizioni. Ma con la dipartita dell’Ordine Egizio, la chiusura della Loggia Ammonia N°…(omissis) e la morte di Lombardi il suo ruolo di Procuratore autorizzato, svuotato del suo significato, automaticamente decadde.

Cap. 7) Il proseguimento delle attività della Schola nell’Accademia Pitagora di Bari, sotto la Direzione di De Cristo e sino alla malattia e morte di Mario Parascandolo

Dal Gennaio del 1952, sotto la direzione del Maestro Preposto Harahel, la Schola proseguì la propria attività parallela a quella della Pitagora gestita dal Preside Giovanni Papa, mantenendosi sui binari della più rigorosa ortodossia. In aggiunta, bisogna osservare che, pur non ingerendosi nella gestione della Fratellanza, Hahajah non fece mai, negli anni a seguire, mancare il proprio sostegno morale a De Cristo. Lo testimonia la fitta corrispondenza tra loro intercorsa, corrispondenza avente prevalente carattere personale e disponibile in archivio, ma dalla quale emergono numerosi dati utili ad inquadrare come esclusive iniziative personali, quei programmi avviati dal 1952 dal Parascandolo e probabilmente ripresi dal vecchio progetto massonico della loggia Hank, risalente al 1946, di cui fecero pure parte: Carlo Coraggia, Augusto Lista e Arduino Anglisani (cfr. “Le basi spirituali della Massoneria Universale” di Augusto Lista, Editrice Miriamica, 1992). È in questi progetti che affonderà le sue origini il CEUR di Roma, strumentalizzandoli per rivendicare una inesistente continuità tanto con l’Ordine Egizio quanto con la Miriam di Giuliano Kremmerz e di Benno, ispirandosi unicamente ai ruoli ricoperti, in entrambe le strutture iniziatiche, da Mario Parascandolo. Una continuità tanto più inconsistente in quanto fatta risalire alla filiazione per diretta successione (ndr. che per tutto quello che si è visto è destituita di ogni legittimità storica, fattuale ed iniziatica) della Delegazione Generale dalle mani di Kremmerz a quelle di Benno e, infine, ad Hahajah (ndr. che in realtà ne fu solo il “Procuratore autorizzato”), quasi che il «Mandato» di Delegato Generale si configurasse come una sorta di diritto d’ufficio per il subalterno più diretto di prendere il posto del suo capo all’atto del pensionamento o della di lui morte e non come una “delega” ad agire per nome e per conto di un “delegante” che non può essere chi a sua volta è stato delegato (ndr. come del resto avviene anche nella società civile in fatto di deleghe che sono sì passibili di revoca da parte del delegante finché in vita, ma decadono con la morte del delegato senza poter essere cedute in eredità a chicchessia: delegatus non potest delegare). E per i casi in questione, il Delegante non poteva essere altri che il Grande Ordine Egiziano.

Resta solo da evidenziare due dati fondamentali emergenti da questa corrispondenza: 1) l’estraniarsi da parte di De Cristo dalla partecipazione al progetto di Parascandolo e dei suoi “due compari” (ndr. come lo stesso Parascandolo soprannominò Coraggia e Lista); 2) la delusione di Parascandolo per aver dato fiducia ai suoi soci nel progetto e la sua volontà di rimediare, sfumata con la sua prematura morte avvenuta il 19 giugno del 1954.

(Chi è interessato può consultare in VI quesito seconda parte i documenti: 1952/11952/21952/31952/41952/5 - 1952/61952/71952/81952/91952/10

1953/11953/21953/31953/41953/51953/61953/71953/81953/91953/101953/111953/121953/131953/141953/151953/161953/17

1954/11954/21954/31954/41954/51954/61954/71954/81954/91954/101954/111954/121954/131954/141954/151954/161954/171954/181954/191954/201954/211954/221954/231954/241954/251954/261954/271954/281954/291954/301954/311954/321954/331954/341954/35)

(N.B. Sui risvolti attinenti alla storia della Schola concernenti i gruppi spuri derivati dal C.E.U.R. di Roma fin dagli anni Settanta, si rimanda, per cronologia, ai prossimi capitoli).

Sempre per consecutio cronologica, va evidenziato che, diversamente da quanto espresso nella lettera di De Cristo del 15 maggio 1954 (rif. doc. 1954/24 ), il 25 ottobre dello stesso anno (N.B. qualche mese dopo la morte di Parascandolo) venne edito dall’Universale di Roma s.p.a. il secondo volume dell’Opera Omnia di Giuliano Kremmerz, in cui è pubblicata un’introduzione a firma “Lehahiah” cioé Carlo Coraggia che, saltato fuori all’improvviso, si auto investiva con quello pseudonimo con cui da quel momento, individuerà gli scritti e tutto il suo operato.

Cap. 8) L’attività dell’Accademia Pitagora di Bari: dalla sospensione dei lavori alla loro riapertura

Scomparso Hahajah, la Schola e l’Accademia Pitagora proseguirono nella propria attività, fino a quando, nel 1956, il Maestro Preposto Harahel decise di sospenderne i lavori accademiali a causa dell’avvenuta defezione del Preside della stessa, Giovanni Papa per incompatibilità fra il suo ruolo di Preside e sopraggiunti fatti di ordine personale.

Ma va stigmatizzato che il 25 luglio 1957, sempre per i tipi dell’Universale di Roma, apparve la pubblicazione del terzo volume dell’Opera Omnia del Kremmerz, questa volta “arricchito” da un’introduzione a firma: Hahajah, strumentalmente a ben tre anni dalla morte dello stesso. Probabilmente questa introduzione, se pure veramente scritta dal Parascandolo, è facile che fosse stata preparata dallo stesso per il secondo volume, ma fu evidentemente strumentalizzata inserendola nel terzo per creare e rendere pubblici quegli ambigui prodromi su cui si fonderanno i disegni del Coraggia e dei suoi soci, strutturandosi, in seguito, sempre più palesemente.

N.B. Nessuno dei tre volumi dell’Editrice Universale contiene quei riferimenti al Ceur (Ceur - casella postale ecc. ecc.) che appariranno sulle successive ripubblicazioni dell’O.O. delle Edizioni Mediterranee – Roma, del 1974/75, con l’aggiunta nel 1976 del 4° volume, curato da Ugo Danilo Cisaria. Ciò evidenzia la temporale collocazione a cavallo fra gli anni 60/70, dell’avvio di quel progetto (cui fu dato in seguito dai suoi fautori il nome di Centro Ermetico Universale Romano, C.E.U.R.) che rivendicherà filiazione e regolarità iniziatica (all’Ordine Egizio e alla Fratellanza di Miriam) sulla base di una registrazione su nastro magnetico (con registratore di marca “Geloso” sic!) del 1952 attribuita a Mario Parascandolo (Hahajah) e l’investitura di Carlo Coraggia a “Capo” (?), con un’altra registrazione del 20 febbraio 1953 sempre attribuita a Parascandolo.

(Chi fosse interessato ai contenuti di queste “registrazioni” può consultare in VI quesito seconda parte i documenti:

reg.52/1reg.52/2reg.52/3reg.52/4reg.52/5reg.52/6reg.52/7reg.52/8reg.53).

Per circa un ventennio il Maestro Harahel mantenne esclusivamente rapporti diretti e personali con i singoli iscritti alla Fratellanza, di vecchia e nuova data, indirizzando tutte le proprie energie alla sperimentazione della Terapeutica Ermetica e disinteressandosi di quanto accadeva negli ambienti ermetici italiani, estraniandosi di fatto da qualsiasi polemica con i vari gruppi irregolari che spuntavano come funghi un po’ da ogni parte (ndr. tra i principali gruppi irregolari vanno segnalati: 1) il Circolo Virgiliano di Roma che non aveva aderito alla Delegazione di Benno e che passò dalla direzione del Suglia a quella del prof. Vinci Verginelli; 2) il gruppo fiorentino disconosciuto dopo l’insubordinazione di Del Guercio; 3) il gruppo poi sorto in provincia di Roma intorno a Renato De Angelis erede del Mergé; 4) il gruppo creatosi attorno all’Anglisani dopo il suo disconoscimento e allontanamento dall’Ordine Egizio e dalla Schola, a cui fecero capo fin dall’inizio Angelica Pietromarchi, Ugo Danilo Cisaria e in seguito lo stesso figlio dell’Aglisani; 5) il gruppo formatosi a Milano, attorno al destituito Preside della Pitagora Giovanni Papa; 6) il gruppo raccoltosi, sempre a Milano, attorno a Gino Muciaccia, uno degli ultimi discepolo del Kremmerz in contemporanea a Vinci Verginelli; 7) il gruppo confluito a Genova nel Corpo dei Pari e derivato dal Barone Ricciardo Ricciardelli, alias Marco Daffi, il quale barone fu il primo a creare l’equivoco per cui ancora oggi alcuni credono che N.R. Ottaviano del “Commentarium” fosse il Principe Leone Caetani, quando invece è ormai attestato trattarsi dell’ing. Ottaviano Koch, padre dell’ing. Augusto Koch Segretario Generale dell’Ordine Egizio col nome di R.P. Ottaviano; 8) il gruppo formatosi, fra Viareggio e Lucca, intorno al prof. Luigi Petriccione in seguito trasferitosi in Sicilia, cui fecero capo, fra i più noti nel parterre kremmerziano del tempo, i toscani Pierluca Pierini, Luigi Vernacchia, Claudio Arrigoni, Aldo Aitano, Marco Carobbi, Roberto Luporini e molti altri giovanissimi adepti in seguito dirottati, con l’intercessione di Piero Fenili e Placido Procesi, nel progetto C.E.U.R. di Carlo Coraggia che, nel frattempo, si era formalizzato e strutturato).

Ben inteso, egli si estraniò, ma svariati personaggi cercarono in quegli anni di contattarlo tentando, ciascuno per i propri scopi, un approccio con lui, come si evince da una fitta corrispondenza presente nei n/s archivi.

(Chi si volesse fare un’idea delle attività, delle beghe e della grande confusione di quel sottobosco kremmerziano irregolare può consultare in VI quesito seconda parte i seguenti documenti pubblicati:

pet.1pet.2pet.3pet.4pet.5pet.6pet.7pet.8pet.9pet.10pet.11pet.12pet. 13pet.14pet.15).

Ma dopo questa parentesi marginalmente ma cronologicamente intersecatesi nello svolgersi dei fatti documentati, riprendiamo il corso ortodosso della Storia della Fratellanza di Miriam.

Assorbito dal proprio mandato, Harahel sostenne e vivificò il Circolo esterno della Fratellanza, incrementato da molte iscrizioni e, fedele al Patto cui non venne mai meno, orientò il proprio Maestrato esclusivamente alla Terapeutica, nella cui sperimentazione si servì soprattutto di quello che è il veicolo maggiormente consigliato da Kremmerz, l’omeopatia, nella quale si specializzò sempre più, favorito anche dalla propria professione di farmacista.

Con l’avvento di Ariete, nel 1976, il Maestro Harahel autorizzò alcuni Fratelli a espletare collettivamente il Rito di Kons, riaprendo di fatto i lavori dell’Accademia Pitagora di Bari che, da quel momento, riprese a funzionare regolarmente all’insegna della più rigorosa ortodossia e ampliando la cerchia degli iscritti provenienti da diverse parti d’Italia.

Forse i tempi iniziavano a maturare e il Maestro Harahel, che aveva taciuto pubblicamente per oltre venti anni, levò improvvisamente la sua autorevole voce intervenendo, nell’Aprile del 1976, nella scena ermetica Italiana con la lapidaria precisazione apparsa sul N° 4 del mensile «Gli Arcani», nel contesto di un articolo intitolato «La difficile eredità di Kremmerz» a cura di A. Cesare Ambesi, suscitando, come si vedrà in seguito, un certo scompiglio sul proscenio kremmerziano irregolare, specie in quello collegato da patti compromissori al Ceur di Roma. Se ne riproduce qui di seguito il testo.

Bari 15 Novembre 1976

Prot. n° 62

Sig. A. Cesare Ambesi

La Fr+ Tm+ di MIRIAM, fondata dal MAESTRO KREMM-ERZ, esiste ed esisterà sempre.

Oggi è diventata come l’Araba Fenice, tutti sanno che esiste, nessuno sa dove si trova.

Eppure C.E.U.R., Milano, Viareggio-Lucca, Firenze ecc. sanno troppo bene che in Italia, l’unica ACCADEMIA MIRIAMICA debitamente autorizzata dall’Or.˙. Os.˙. Eg.˙. per le ammissioni degli anelanti alla LUCE, è l’ACCADEMIA PITAGORA di Bari, Viale Kennedy 88.

Questo per sua scienza e conoscenza.

Il M+ Preposto ·Harael al secolo dott. Donato De Cristo

Continua nel quarto periodo