“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

La storia dal 1921 al 1949

 

Sommario

L’emblematica Figura di Luciano Galleani (Jesboma): il suo carteggio e la sua autobiografia inedita – Le sorti della Schola e delle Accademie agli inizi del Ventennio Fascista – La Morte del Kremmerz e le ripercussioni nella Fratellanza – Le sorti della Schola, delle Accademie e della Segreteria di Lombardi durante il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale – Morte di Giacomo Borracci e ripercussioni nell’Accademia Pitagora e nel Circolo Virgiliano di Roma – Rientro in sede del Grande Ordine Egiziano – Ripristino dei contatti con l’Ordine Egizio da parte della Segreteria Generale di Domenico Lombardi – La parentesi della Segreteria di Firenze e le Circolari di Lombardi del 1947 e del 1948 – Prime collaborazioni di Mario Parascandolo, Arduino Anglisani, Donato De Cristo, con la Delegazione di Benno – L’esperimento della Terna Dirigente.

Cap. 1) L’emblematica Figura di Luciano Galleani (Jesboma): il suo carteggio e la sua autobiografia inedita

Nel Gennaio del 1921 il Maestro Kremmerz, che risiedeva a Beausoleil, soggiornò per un certo periodo in Italia sia a Roma sia a Bari ove, nelle rispettive sedi accademiali, tenne per alcuni giorni delle interessanti Conferenze o Conversazioni: a Roma il 3-7-13-15-16 Gennaio e il 21 Aprile, a Bari il 16-17-18 Febbraio. Evidentemente, con la dipartita dei Vertici del Grande Ordine Egiziano dalla Sede italiana (cfr. 1° periodo cap. 12), Egli volle dare personalmente un re-indirizzo ortodosso alle due Accademie e in particolare a quella romana, sull’andamento della quale aveva già manifestato al Maestro Preposto Jesboama le Sue perplessità (cfr. 1° periodo cap. 13).

Dalla lettura di queste Conversazioni (ndr. pubblicate nell’Opera Omnia delle Edizioni Mediterranee, ma non in versione integrale) si evince la preoccupazione del Kremmerz nel ribadire e precisare il metodo ermetico della Schola specie applicato alla terapeutica, distinguendolo dalle pratiche di ipnotisti, magnetizzatori e guaritori e conferendogli la dignità scientifica e sperimentale che gli compete.

Di lì a pochi mesi, nel luglio 1921, all’età di 76 anni, morì Luciano Galleani e l’Accademia Vergiliana venne a trovarsi privata del suo Maestro Dirigente Jesboama e, già ridimensionata in “Circolo di Studi ermetici” dallo stesso Kremmerz (ndr. come risulta dalle citate “Conversazioni”), si trovò gerarchicamente a dipendere dal Maestro riconosciuto dai Vertici dell’Ordine Egizio (ndr. prima del 1919) per la dirigenza della Circoscrizione Sud della Miriam e dell’Accademia Pitagora di Bari, Giacomo Borracci (Cajetel). Fu probabilmente lo stesso Borracci, Kremmerz consenziente, ad affidare il Circolo Virgiliano alla presidenza del dott. Giovanni Bonabitacola, medico pugliese già iscritto all’Accademia Pitagora (ndr. che sostituì, sebbene senza la ratifica dell’Ordine Egizio, Pietro Bornia) accentuandone la configurazione di “circolo” più a sfondo culturale e in tutto dipendente, nuove iscrizioni alla Fratellanza comprese, dal Borracci (Maestro Cajetel).

Il fatto che il Kremmerz non abbia preso un diverso provvedimento (ndr. nominando, ad esempio, un altro Maestro a dirigere la Circoscrizione del centro-nord al posto di Jesboama, o lo stesso Segretario Generale della Fratellanza, Domenico Lombardi) conferma la prassi ortodossa da Egli adottata, in assenza dei Vertici dell’Ordine Egizio, nei confronti dell’Accademia Vergiliana di Roma, rimasta orfana del Maestro preposto a cui era stata demandata e convalidata la dirigenza. Infatti, in base agli articoli della Pragmatica Fondamentale relativi alle Accademie miriamiche (cfr. art. 14-15-16-17-18-19-20-22-23-24), sia la costituzione sia la gestione, sia l’indirizzo degli studi e dei lavori di un’Accademia devono essere autorizzati in via gerarchica dalla Direzione Generale o Capitolo Operante e cioè dai Vertice del Grande Ordine Egiziano. E come sin qui documentato, l’assenza di tali Vertici impediva anche al Kremmerz, pur nella Sua qualità di Delegato Generale, ogni convalida sia di Maestrati sia di rinnovo di cariche e lavori accademiali.

Con la morte di Galleani si aprirà un altro periodo della vita della Miriam che, operante nella dimensione storica, non poteva restare avulsa dagli avvenimenti socio-politici che di lì a poco si sarebbero verificati.

Appendice al Cap.1)

Ma prima di procedere oltre, apriamo una parentesi per soffermarci sulla storicità della figura di Luciano Galleani, una storicità intrinsecamente indispensabile alla nostra ricostruzione documentata e documentabile della Storia della Fratellanza di Miriam di Giuliano Kremmerz e dei rapporti della Stessa con l’Ordine Egizio, storicità comprovata dal suo autentico carteggio olografo.

La provenienza e il legittimo possesso da parte della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam del “carteggio di Jesboama” (ndr. come è già stato ampiamente documentato su questo nostro sito: cfr. I documenti - quarto quesito) risale al 14/11/1994, quando la Signora S. S., in qualità d’intermediaria, col consenso della nipote del Galleani, lo inviò in un plico postale alla Segreteria della nostra Schola consentendo così d’integrarlo agli Archivi della Stessa. Si sottolinea soltanto che fu la stessa intermediaria a prendere contatto, inspiegabilmente e casualmente (ndr. se di “caso” si trattò?!), con l’attuale Direzione della Schola e tutto il materiale fu nel 1994 consegnato, ancora chiuso nel plico, alla Delegazione Generale. Nel 1995 fu riconsegnato dalla Delegazione all’allora Procuratore della Stessa per essere accorpato all’Archivio ove è rimasto in deposito, e senza essere MAI consultato da NESSUNO, per circa dieci anni. Solo nel 2005 fu ordinato di riesumarlo e prenderlo in esame con l’autorizzazione di pubblicarne alcuni documenti chiarificatori del primo ventennio di vita della Fratellanza di Miriam, sul sito ufficiale della S.P.H.C.I.

Quindi, per tutto il primo periodo della Storia della Fratellanza di Miriam fino al 1921, il Galleani sopperisce con incredibile quanto inoppugnabile puntualità a quella documentazione d’archivio a cui non è attribuibile una paternità che abbia riscontro in un’identità fisica e anagraficamente accertabile. In altri termini questo complesso e voluminoso materiale per lo più olografo, cui ampiamente si è attinto, oltre a confermare e meglio chiarire la tradizione orale a noi pervenuta attraverso i racconti dei nostri Maestri, ci consente di presentare al lettore dati certi e fatti incontrovertibili testimoniati per iscritto da chi li ha contestualmente e realmente vissuti, senza farci sconfinare nel “Mito”, in ipotesi fantascientifiche, o nelle interpretazioni astruse o fallaci in cui sono incorsi molti pretestuosi e disinformati autori. In quanto, il percorso paradigmatico di Luciano Galleani nella Schola, da lui stesso annotato e volta a volta integrato e corredato da notizie di carattere autobiografico, nel farne emergere la personalità di “galantuomo costituzionale” e di instancabile sperimentatore ben inserito nel contesto storico in cui visse, ne comprova integrità, onestà intellettuale e conseguente attendibilità. Può interpretarsi, inoltre, come etico esempio del cammino che ogni sincero Aspirante alla Luce deve compiere alla ricerca di un Organismo Iniziatico ortodosso e, trovatolo, di come intelligentemente deve porgersi sotto la guida illuminata dei Maestri allo Stesso Organismo preposti. Perciò, qui di seguito, si riportano alcuni stralci autobiografici (inediti) tratti dal suo quaderno manoscritto intitolato “Memorie – Studi – Riassunti e Commenti di Filosofia Ermetica”, atti a documentare e confermare l’attendibilità e l’alto valore storico, scientifico e iniziatico di tutto questo carteggio autentico, a cui ripetutamente abbiamo attinto e attingeremo, e che sarà utile al lettore anche per poter discernere la verità, dalle mistificazioni strumentali e corredate da falsi documenti, pubblicate su questo emblematico personaggio.

N.B. Per un miglior approccio alla trascrizione che segue, si avverte il lettore:

1) che i corsivi sono del trascrittore;

2) che gli omissis, segnalati dai puntini di sospensione (…), riguardano esclusivamente: quelle parti del manoscritto relative ai sentimenti e agli aspetti più personali della vita del Galleani; gli esiti delle sue letture riassunti da testi vari; la descrizione di sue sensazioni e dati esperenziali soggettivi, come esperimenti, sogni, preghiere, riti, pratiche individuali ecc. sia antecedenti sia susseguenti alla sua iscrizione alla Schola del Kremmerz;

3) che si sono riportate integralmente quelle parti del testo ritenute più utili all’inquadramento storico-epocale, culturale e intellettuale di Luciano Galleani e le date, i tempi e le modalità utili alla definizione del suo percorso di ricerca per giungere, in contatto col Maestro Giuliano Kremmerz e la Fratellanza di Miriam.

Si resta comunque a disposizione di chi volesse consultare tutto il manoscritto e di eventuali Editori interessati a pubblicarne la versione integrale in veste tipografica e col patrocinio della Delegazione Generale della Schola.

MEMORIE – STUDI – RIASSUNTI E COMMENTI
DI FILOSOFIA ERMETICA

Prefazione (non scritta)
Capo 1° – Lo mio autore (non scritto)
Capo 2° – Il signor io
Nacqui, come già dissi, a Casale Monferrato il dì 13 dicembre 1845; là venni allattato dalla madre mia della quale fui l’unico maschio. Dal 1853 al 1859 fui in educazione al Convitto di Casale stessa. Dal 1860 al 1862 continuai gli studi classici stando in famiglia, e passai il 1863 a Vercelli donde riportai la licenza liceale. Dal 1864 in poi stetti a Torino dove riportai la laurea universitaria in giurisprudenza nello Agosto 1867, e fondai con altri il 1° Circolo Filologico d’Italia sullo scorcio del 1868, ma occupandomi specialmente di aeronautica fino al 1873. Da quell’anno passai da solo via via alle residenze di Alessandria, Grosseto, Cesena, Caltanisetta, Messina dove il 14 8bre 1880 contrassi matrimonio con la nobil patrizia Lucchese donna Cecilia Trenta, Foggia, Benevento dove nacque l’unico mio figlio Armando il 18 Agosto 1881, e Roma dove ebbi la sventura di perdere la mia consorte il 27 Maggio 1882 e dove in quell’istesso anno mi riunii ai miei cari genitori.
Questa è in rapidissimi cenni la mia cronistoria della quale intendo sviluppare tre distinti periodi, cioè quello dal 1849 al 1863 in cui mi trovai a contatto con mio padre mentre egli era nel suo pieno esercizio di potente magnetizzatore; quello dal 1864 al 1897 in cui tentai di diventare magnetizzatore e medio spiritista; e quello infine dal 1898 in poi in cui mi occupai specialmente di magia. Sullo scorcio del 1849 quando mio padre cominciò a magnetizzare io avevo soltanto quattro anni, e, sebbene in così tenera età non prestassi alcuna attenzione a ciò che si operava a me dintorno, venni naturalmente istruendomi nella pratica e nella teoria magnetica che ogni giorno si faceva in casa, in modo che quando nel 1853 in età di otto anni entrai in collegio parlavo già di passi, di sonnambulismo, di chiaroveggenza e mi credevo un piccolo dottore. …descrive la sua vita in collegio…
…Nell’anno 1859 lasciai il Convitto in età di 13 anni compiuti e ritornai a convivere in famiglia, in un periodo di tempo in cui la potenza magnetica di mio padre era giunta al suo apogeo. Così ad ogni ora del giorno e specialmente della sera avevo occasione di assistere ad esperimenti i più svariati e sorprendenti che mio padre praticava in presenza dei suoi allievi e di curiosi sopra i numerosi soggetti che aveva a sua disposizione. Ed in quell’anno fui di nuovo oggetto di un curioso fenomeno sebbene non fossi mai stato magnetizzato, anzi mio padre evitava con cura qualsiasi occasione di influenzarmi magneticamente.
Era un dì d’estate e mi trovavo in mezzo alla camera delle riunioni serali. Stava suonando il mezzodì al campanile municipale. I sonnamboli se ne erano andati, i miei genitori erano passati nella camera da pranzo, ed io mi trovavo perfettamente solo. La finestra aveva le vetrate chiuse, ma la camera era piena di luce perché splendeva il sole. Io fantasticavo sulla proposizione udita poco prima da mio padre che colla sola forza della volontà una persona poteva innalzare il proprio corpo da terra, e senza saper troppo che cosa facevo tentavo di innalzarmi sopra un tavolo. Ad un tratto provai una stranissima impressione, mi parve cioè che i miei piedi avessero abbandonato il suolo ed io mi trovai ondeggiante nello spazio alla distanza di un centimetro circa dal pavimento. …descrive dettagliatamente le sue sensazioni. …Alla sera parlai della cosa a mio padre, e questa volta fui troppo eloquente perché egli mi trattò da allucinato, e non se ne parlò più. Eppure la mia è certissimo, non era stata una allucinazione.
Da quell’epoca si sviluppò un istinto, un senso di previsione di ciò che deve accadermi, che ancora oggidì dopo quarantanni conservo nettamente. Avvertivo cioè un intenso prurito ora alla palma destra ed ora alla sinistra delle mani. Dapprincipio non diedi importanza al fenomeno tanto più che esso dopo pochi minuti di persistenza si dileguava completamente senza lasciar alcuna traccia di se e non ricompariva che dopo un periodo di tempo variabilissimo tra una settimana ed un anno almeno. …descrive minuziosamente come, attraverso questo segno, e le sue molteplici varianti, sia stato preavvertito durante la sua esistenza degli avvenimenti più importanti della sua vita. …Nel corso del tempo passato in famiglia a ciò che vedevo praticare in casa aggiunsi la lettura di tutti i libri di magnetismo e di scienza occulta che servivano a mio padre, e sebbene questo studio fosse fatto più per curiosità che col fine di imparare seriamente, tuttavia esso servì a svilupparmi un desiderio imperioso di sperimentare da me per stabilire specialmente le leggi della chiaroveggenza. Così non potendo sperimentare sui soggetti di mio padre perché questi li aveva potentemente suggestionati di non lasciarsi addormentare altro che da lui e non avendo altri sottomano, così cominciai da me, ed ignorando i pericoli a cui andavo incontro tentai di auto-magnetizzarmi. …descrive i pochi e stentati risultati ottenuti su di lui e la ristretta cerchia di amici e conoscenti coinvolta nei suoi esperimenti.

Capo 3° – La mia teoria magnetica
Collo studio, colla pratica e coll’assistere continuo a fenomeni di magnetismo si venne in me formulando poco a poco la teoria fondamentale che esiste in natura un fluido universale sottilissimo il quale invade i più intimi pori di tutte le cose ed è capace di infinite trasformazioni statiche e dinamiche. Che questo fluido il quale può denominarsi etereo invadendo il corpo umano si vitalizza concentrandosi nei plessi ganglionari allo stato statico; che l’uomo può dinamizzare colla volontà, questo fluido per lanciarlo sul suo simile a produrre gli stati successivi di letargia, paralisi e sonnambulismo; che infine questo fluido nell’uscire dal corpo di un uomo per entrare in quello dell’altro segue le leggi immutabili della polarità, come avverrebbe in due calamite poste a contatto. …descrive la sua teoria riscontrando analogie nella fisiologia del corpo umano, in natura, nei sette colori, ecc.

Capo 4° – Lo Spiritismo
Nell’anno 1871 mi vennero fra le mani i libri di Allan Kardec e, con l’ansia febbrile di chi sente spingersi continuamente alla ricerca di un vero che non trova, li divorai. Più tardi li rilessi con più calma, vi aggiunsi la lettura di qualche altro trattatista teorico o pratico, e poi senz’altro mi posi ad invocare gli spiriti da solo, allo scuro ed in ogni notte.
E qui bisogna che prima di procedere io faccia la dichiarazione che non ho mai avuto paura del Diavolo …descrive, le esperienze giovanili per le quali si era affrancato da tale paura; gl’infruttuosi ed estenuanti esperimenti, sia per invocare gli spiriti, sia per verificare le sue doti di medium scrivente e quelle degli altri medii con cui veniva spesso in contatto. E termina ammettendo che: …Nulla ho potuto ottenere di concludente. Ma la continua tensione della mente e dell’occhio mi procurò una febbraccia sotto l’impressione della quale ho fatto un sogno curiosissimo. Eccolo riprodotto colle stesse parole con cui in allora l’ho descritto.

Capo 5° – Una febbre Cesenate
Descrive lo stato febbrile e racconta il sogno.

Capo 6° –Triste vedovanza
Nel rispetto dei sentimenti personali si omette di trascrivere il contenuto.

Capo 7° – Comunicazione spiritica
Procedendo nella esposizione dei fenomeni spirituali che a me sono accaduti, devo parlare ora di qualche cosa che ha molti punti di contatto con una comunicazione spiritica spontanea, ma che non so come classificare, sia perché non sono mai stato medium spiritico, ne mai mi sono occupato seriamente dell’oggetto che la comunicazione riguarda. Comunque dirò come avvennero le cose, avvertendo che io escludo fin da bel principio d’avere in qualsiasi modo o da chicchessia richiesta la comunicazione di cui si tratta.
Correva l’estate del 1894 ed a me pareva che una voce, la quale intuivo più colla mente di quanto udissi coll’orecchio, mi ripetesse fino a noia questa domanda curiosissima pel mio pensiero: “Perché non scrivi la memoria sulla composizione della materia e sulla continuità del moto?” E si noti che la formola di questa domanda, la quale ho sentito a ripetermi fino a sazietà, non accennava a stendere una memoria qualsiasi ma parlava de la memoria, come si trattasse di cosa già da lungo pezzo pensata e discussa, mentre io non me ne ero mai occupato. Seccato dalla insistenza una sera mi posi allo scrittoio ed al mattino dopo trovai d’avere scritto, con gran rapidità, di seguito e senza alcuna cancellatura, la seguente comunicazione che si potrebbe classificare come intuitiva, e che io riproduco qui senza cambiarvi una virgola e senza asummerne la paternità del contesto.
“La composizione della materia e la continuità del moto”
“Dicesi moto perpetuo”… Descrive atomi e molecole, materia umana e cosmica, materia sottile e densa, materia primordiale, materia interstellare e unica. Il moto obliquo, e sue analogie con la circolazione sanguigna e i moti celesti. La spirale, il moto perpetuo o moto continuo, ecc. ecc.

Capo 8° – Teoria spiritica
Lo spiritismo com’è inteso dagli spiritisti di tutte le scuole non è altro che una negromanzia di incoscienti, cioè una evocazione degli spiriti od anime di defunti non designati, che molto raramente, dai medium. Dalla filosofia di Allan Kardec a quella del Brofferio sotto questo aspetto non v’è sensibile differenza. Orbene io non nego la negromanzia, ammetto che in qualche caso eccezionalissimo possa un qualche potente medium evocare l’anima di un trapassato, ma in tesi generale opino che in tutti i fenomeni spiritici la negromanzia non vi abbia che vedere, e che essi siano il prodotto di una azione vitale del medium la quale in alcuni casi può agire fuori del corpo del medio medesimo ed assumere talora parvenza o realtà di forma e di materia. Siccome poi questa azione viene esercitata dal medio a sua insaputa, lui incosciente, ne deriva in lui l’errore che l’azione stessa sia esercitata da altri; e non potendo spiegare chi quest’altri sia, ne fa derivare la causa da un fenomeno supernaturale, da uno spirito dell’altro mondo, dall’anima di un defunto. …evidenzia similitudini con le tecniche dei magnetizzatori, analizza il legame fra “corpo” e “spirito” concludendo: …Ciò che importa si è di stabilire che questo mezzo di congiunzione ha dei caratteri corporei e dei caratteri spirituali; che quelli corporei scompaiono con la morte del corpo, e quelli spirituali seguono l’anima, la quale deve aver ben altro da fare, dopo liberatasi dal fardello pesante del corpo, che divertire gli spiritisti facendo ballare dei tavolini, suonando della pessima musica e scrivendo delle stupidità.

Capo 9° – Anche la Magia!
L’amore dello studio delle scienze cosiddette occulte è sempre stato grandissimo in me, e nonostante la mancanza di un buon maestro di cui ho sempre avuto difetto, nonostante la mancanza di successi personali, tuttavia ho sempre continuato a leggere, a studiare tutto ciò che di nuovo si veniva pubblicando su tale oggetto, ed a sperimentare nei limiti delle mie poche podestà. Dalla calamita del Maggiorani agli specchi del Braid, dai volontisti fariani agli ipnotizzatori materialisti, dagli apostoli del magnetismo e dello spiritismo ai denigratori d’Iddio e dell’anima, di tutti ho voluto farmi e di tutto una ragione propria. Ma con tutto ciò sentivo che qualche cosa mancava alla mia esistenza, qualche cosa che forse era il difetto della realizzazione della riuscita personale che mi ha tormentato fin dalla mia infanzia.
Si è in tale stato d’animo che nel Giugno del 1898 trovandomi a Napoli per parecchio tempo, una forza occulta mi spingeva ogni dì in piazza del Plebiscito a leggere nella vetrina di Detken e Rocholl i titoli dei libri di magnetismo e spiritismo esposti alla curiosità del pubblico, mentre il centro della mia mano destra prudermi fortemente. Rileggevo per la ventesima volta i titoli di libri che conoscevo di già e poi me ne andavo pensieroso e mesto senza comprenderne il perché. Un giorno finalmente mi cadde sott’occhio quella pubblicazione mensile del dott. Kremmerz intitolata il Mondo Secreto, avviamento allo studio della scienza dei Magi. Allora fu un punto solo, entrai in libreria comprai di tale pubblicazione tutto ciò che aveva veduto la luce del 1897 in poi, presi l’abbonamento per le puntate successive, corsi a chiudermi in casa, e mi posi a leggere dimenticando pranzo e cena e non smisi se non quando ebbi letto tutto. Ed allora mi parve alfine di aver trovato ciò che cercavo da tanto tempo!
Prima d’allora avevo un’idea ben vaga della magia. Qualche processo celebre di stregoneria letto nelle raccolte giudiziarie di antichi annali, qualche vecchio grimoire venutomi a caso fra le mani, la Strega del Michelet, il Mago Merlino, l’Oracolo della Sibilla Cumana, qualche trattatelo di chiromanzia, di metoposcopia e di iniziazione cartomantica, l’Alberto il Grande mal tradotto in francese, qualche pauroso romanzo di F. Cooper e di Ann Radcliffe ed alcuni passi di Ariosto, di Tasso, di Dante e di Shakespeare costituivano tutto il mio corredo scientifico sulla magia, della quale pertanto avevo cognizione nella sola parte nera e stregonica ritenendola in sostanza una fantasia di poeti ed uno spauracchio usato dai furbi contro le deboli menti del popolo.
Ma come ho cambiato d’opinione dopo d’avere letto e riletto la pregevole pubblicazione del Kremmerz, dopo di avere studiato i due grossi volumi sulla scienza e pratica magica del Papus! E qual non fu la mia maraviglia nel comprendere che la magia è anch’essa scienza perfetta perché è ragione assoluta, giustizia ed amore, mentre è pure arte squisita, perché capace di potente realizzazione a cui arte e scienza volgare non possono pervenire!

Capo 10° – Prime Pratiche
Ho incominciato le mie pratiche magiche o per meglio dire la mia preparazione alle pratiche di magia il 1° Novembre 1898 col non fumare più, col non bere più vino, e col mantenermi assolutamente casto. A questo sistema di vita accompagnato da un assoluto silenzio su tutte le cose della verità, da una pazienza non mai smentita nello attendere le manifestazioni magiche, dal coraggio di tutto tentare e di non interrompere il rito, e dalla preghiera e meditazione quotidiana, ho aggiunto dal 14 Novembre in poi (cioè dal principio della Luna Nuova+ ? di Novembre, il sole essendo in Sagittario ? a 240.270 gradi dello Zodiaco l’alzarmi all’alba, il lavarmi con cura (tutto il corpo il lunedì e il venerdì), il profumare la camera mia con incenso, il recitare la preghiera quotidiana nella prima ora di sole …seguono sia la minuziosa descrizione dell’esecuzione del Rito sia la dettagliata annotazione delle manifestazioni avute, nonché la trascrizione di una lettera datata Roma 13 Dicembre 1898 e indirizzata al …dott. Giuliano Kremmerz casella n°621 alla posta di Napoli… con la richiesta, al suo già… Venerato Maestro… di alcune delucidazioni sul Rito …e in una nota a questo capitolo Galleani precisa: …Intanto la Luce tanto invocata (v. le preghiere nel Capitolo 32) mi ispirò di studiare i sommi scrittori moderni di Magia, così feci ed in alcuni dei Capitoli seguenti è appunto riassunto il risultato di tali miei studi.

Capo 11° – La scienza occulta degli antichi, le operazioni teosofiche sui numeri ed il sistema dell’analogia.
Riassume da Papus.

Capo 12° – La vita analogica dell’Uomo, della Terra, dell’Universo rispetto alle leggi di involuzione e di evoluzione.
Riassume da Papus.

Capo 13° – I tre corpi dell’antropo ed il suo settenario.
Riassume da Papus.

Capo 14° – La nascita, la morte ed il post-mortem dell’uomo.
Riassume da Papus.

Capo 15° – L’antica tradizione ebraica e la Cabbala
Riassume da Papus

Capo 16° – Metodi della tradizione pagana, la geometria qualitativa e la mitologia.
Riassume da Papus

Capo 17° – La tradizione Essena Cristiana, Politeistica e Gnostica.
Riassume da Papus

Capo 18° – La tradizione medioevale e l’Alchimia.
Riassume da Papus

Capo 19° – La tradizione moderna, la Framassoneria e la leggenda di Hiram.
La corrente degli Alchimisti, la corrente dei Templari e quella dei Rosa – Croce (da cui deriverebbero i Martinisti seguaci di Claudio di San Martin) si fondono nei Maestri Costruttori di Allemagna che avevano assorbito la Massoneria inglese; i Massoni Liberi ed i Rosa Croce gnostici; la tradizione esoterica preservata fino agli inizi del ‘700, e continua esprimendo la sua opinione sulla Massoneria del tempo: …Ma ben presto la Massoneria perdette la unità… e dal 1728 al 1869 si divise in 24 riti diversi, di cui oggidì ne rimangono in piena attività dodici. I quali hanno conservato il rito gnostico e spiritualistico (come appunto lo conserva quello italiano detto di Mizraim) ad eccezione dei due francesi detti del Tempio e Scozzese Moderno. Ma se hanno serbato il rito, tutti hanno perduto totalmente il senso esoterico della tradizione (sicché oggidì nessun Massone comprende il senso occulto delle Logge) ed hanno concentrata tutta la loro azione al conseguimento di fini politici. È così che pervennero alle tre importanti realizzazioni; – della Rivoluzione Francese; – della Indipendenza degli Stati Diversi d’America; – e della caduta del Potere Temporale dei Papi. Col perdere affatto le chiavi della tradizione, i Framassoni, come dissi, conservano i simboli della medesima …nelle tavole della legge, geroglifici, cerimonie, …le quali purtroppo non sono più capite dagli affiliati che nel senso più grossolano; ed in alcune leggende fra cui primeggia quella di Hiram (letto all’incontrario dice Maria). …Racconto della leggenda d’Hiram. …In conclusione la tradizione sacra nell’età moderna è perduta per l’occidente nella parte sostanziale, mentre nella forma è conservata dalla simbolografia della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato.

Capo 20° – Stato attuale degli studi esoterici in Occidente ed in Oriente.
Riassume da Papus

Capo 21° – La Divinazione con la Chiromanzia e con la Metoposcopia
Riassume da Papus

Capo 22° – Come si formano i medi magici.
Riassume da Papus

Capo 23° – Il Macrocosmo ed Universo
Riassume da Papus

Capo 24° – Pentacoli e Miracoli
Riassume da Papus

Capo 25° – Luce astrale e Moto
Riassume da Papus

Capo 26° – La magia pratica e la costruzione della macchina umana.
Riassume da Papus

Capo 27° – L’Archetipo e l’Unità
Riassume da Papus

Capo 28° – Come ho trovato il mio Maestro.


Siamo al 5 di Aprile 1899, quindi i diciassette capitoli di studi precedenti compresi fra i numeri 11 e 27 inclusi, furono da me scritti dal 19 Febbraio a tutto ieri, riassumendo le attente letture che avevo fatto delle magistrali opere di Papus, sulla Magia Scientifica e Pratica. Da qualche tempo addietro mi ero procurato dalla libreria Detken di Napoli il Traité Metodique de Scienses Occultes par Papus, ma nel ricevere il volume, che avevo salatamene pagato, mi era sembrato che non fosse più nuovo e tale dubbio era divenuto certezza quando nello scorrere il volume vi avevo ad un certo punto trovato un brandello di carta sul quale erano minutate poche righe di scritto, le quali ricordavo perfettamente di avere letto in principio del Mondo Secreto del 1897. Nel leggere le parole scritte su questo brandello di carta mi produssero in me tre fenomeni caratteristici:
1° Un colpo nel centro della mano sinistra seguito da un formicolio circolare ritengo alla distanza di un centimetro circa da detto centro. (vedi capo 1°)
2° Un senso di intontimento cerebrale come se fossi stato colpito da leggero coma.
3° L’intuizione che del dottor Giuliano Kremmerz, autore del Mondo Secreto, fosse la calligrafia che avevo sottocchio; – che il libro il quale tenevo fra le mani fosse stato studiato dal dott. Kremmerz e che questi ad ogni evenienza avrei potuto incontrare recandomi dal libraio Detken in Napoli.
E questi tre fenomeni produssero una gran calma nell’animo mio agitato, ed indussero in me una fede sicura che ben presto una qualche via di progresso si sarebbe aperta allo spirito mio già rallegrato di trovarsi in possesso di due oggetti preziosi per essere stati toccati dal Maestro. Così più ardenti furono le mie preghiere mattutine e serali accompagnate dai soliti profumi e dai cennati segni iniziatici.
Infatti pochi giorni appresso ricevetti la proposta di iscrivermi alla F+ TM+ di Miriam ricostituita in Italia dal dott. Giuliano Kremmerz del quale mi si trasmettevano a stampa una circolare riservata ed uno statuto fondamentale per la costituzione della detta F+. Com’è facile comprendere accolsi la proposta come un dovuto compenso alla mia costanza nello attendere onestamente praticando, e l’accettai con gioia tanto più che la proposta medesima mi parve scritta con lo stesso carattere che aveva vergato il brandello di carta rinvenuto nel volume del Papus. Accennai questa circostanza nel rispondere allo indirizzo che mi era stato indicato e finalmente il dì 8 marzo ricevetti notizia che il maestro assegnatomi era a mia disposizione per tutti i chiarimenti che mi sarebbero occorsi, e ebbi richiesta di restituire il brandello di carta già accennato. Restituii subito chiedendo un convegno orale e quattro urgenti chiarimenti per lettera i quali ebbi a corso di posta …seguono la descrizione delle richieste, la risposta del Maestro (di cui è stato già documentato in questo Sito nella sezione: archivio documenti) e con le delucidazioni avute, volte a migliorare l’esecuzione del Rito, si ripromette di eseguirlo anche nel Novembre del successivo anno. …Avevo sollecitato un colloquio col mio maestro ed ottenni l’insperato favore di due conferenze in casa sua a Napoli il 26 ed il 29 Marzo, le quali furono cordialissime, lunghe, confidenziali e di somma importanza per me. Il risultato di tali conferenze forma oggetto di un libro speciale in cui è contenuta anche tutta la corrispondenza importantissima riferibile a queste mie memorie (cfr. Note Magistrali). Qui accennerò soltanto ciò che non appare dalla corrispondenza o, per meglio esprimermi, ciò su cui non offre la medesima una facile intelligenza ed un completo lume. …Seguono le sue prime considerazioni sui due Riti pubblicati sul Mondo Secreto, sulla Schola e quanto della Tradizione iniziatica, scritta e orale aveva ricevuto da Giuliano Krennerz e conclude: …La mia domanda di nomina a Fr+++ Tm+++ di Miriam al G∴ O∴ E∴ è stata accolta ed essendone stato ascritto al 1° Grado ne ho ricevuta la tessera di ammissione con la consegna della Regola, dei Riti, del Numero, del Segni d’Intelligenza Occulta, delle istruzioni scritte ed orali necessarie all’esercizio dell’alto e filantropico ministero.

N.B.
ndr. Dei capitoli che seguono si trascrivono i soli titoli, in quanto non pertinenti ai fini della nostra ricostruzione storica e relativi al personale iter iniziatico del Galleani, all’interno della Schola.

Capo 29° – La medicina ermetica
Capo 30° – Il Rito di Ariete.
Capo 31° – Il filosofo del fuoco astrale
Capo 32° – Le mie preghiere, i miei primi temi di meditazione, ed il segno della croce magica.
Capo 33° – L’allenamento dell’uomo che sente, dell’uomo che pensa, dell’uomo che vuole.
Capo 34° – Natura ed astrologia.
Capo 35° – Il calendario astrologico delle ore.
Capo 36° – Della influenza speciale dei pianeti.
Capo 37° – Notizie di astrologia cabalistica.
Capo 38° – La sobrietà.
Capo 39° – La vita e l’anima
Capo 40° – Lo specchio magico
FINE DEL MANOSCRITTO

Cap.2) Le sorti della Schola e delle Accademie agli inizi del Ventennio Fascista

A partire dal 1923 la vita socio-politica italiana iniziò a prendere una nuova direzione e anche il futuro della Schola, dell’Accademia Pitagora e del Circolo Virgiliano da essa dipendente, prese a palesarsi incerto. In quello stesso anno, nella sede dell’Accademia Pitagora di Bari, vi fu un’incursione di squadre fasciste che, scambiandola per una loggia massonica, la misero a soqquadro distruggendo la “cassetta per i responsi terapeutici” che lo stesso Kremmerz, con altri undici Fratelli, aveva a suo tempo valorizzato allo scopo. I lavori furono quindi ivi sospesi (ndr. anche se è attestato che il Borracci non negò nel 1925 a Donato De Cristo e alla moglie Chiara Pascazio l’iscrizione alla Fratellanza), ed anche il Circolo Virgiliano, pur presentandosi come circolo culturale di studi ermetici, fu visitato di lì a poco dai fascisti sebbene per semplici controlli e, dopo aver promosso nel 1924 la ripubblicazione de “La Porta Ermetica” del Kremmerz, fu dal Bonabitacola, prudenzialmente sciolto. Lo stesso Kremmerz, iniziò a diradare i suoi viaggi in Italia e persino a Bari (ove pure aveva i discepoli più stretti e i suoi stessi parenti), ed anche la sua corrispondenza da Beausoleil, salvo per i congiunti, fu di molto rallentata. Ma gli fu possibile continuare a diramare, anche in quei tempi bui, le “Lunazioni” mensili per raccordare i Fratelli sparsi un po’ dovunque grazie anche alle sporadiche visite che riceveva da alcuni di loro presso la sua residenza di Beausoleil.


Non cessarono nemmeno di ruotargli attorno vari personaggi che cercavano Suo tramite pretese entrature all’Ordine Egizio che, si ricorda, era dal 1919 emigrato in America (ndr. un esempio problematico, come si vedrà in proseguo, fu quello del Conte Ricciardo Ricciardelli), ma egli non poté far altro che temporeggiare e metterli “in lista d’attesa” secondo il Regolamento del Grande Ordine Egiziano che prevede anche lunghi periodi di noviziato in attesa di una conferma di ammissione.


Gli ultimi anni della vita del Maestro, furono pertanto caratterizzati da un periodo di stasi della Schola, che lo vide spesso solo, stanco e deluso dagli eventi (ndr. come confidava nelle sue lettere alla figlia Gaetanina), ma ciò non gli impedì di svolgere fino in fondo il suo Mandato di Delegato Generale propagandando il programma della Schola ermetica e gettando copioso seme per tempi futuri e più propizi. “I dialoghi sull’ermetismo” dettati, stenografati e pubblicati a cura di “pochi amici” dalle Arti Grafiche Panetto e Petrelli di Spoleto nel 1929, riassumono ben cinquanta anni di quel programma già svolto, tracciandone le linee definitive ad onta di ogni fraintendimento. Ma a conclusione della “Prefazione” agli stessi, apparsa nella pubblicazione e datata “Cannes, marzo 1929” Giuliano Kremmerz pare esprimere a tutti i discepoli della Schola e ai posteri, a mo’ di testamento spirituale, i suoi ultimi desideri con queste toccanti parole:


“Ma, una cosa sola desidero: che gli studiosi di Ermetismo magico, italiani, non si separino, non si dividano, non si combattano tra loro in aride polemiche, ma come figli della grande arte (uso una formola e un attributo corrente negli scritti degli alchimisti) si tengano stretti con amore intorno al punto criticissimo della ricerca per la scienza più umana che l’uomo sia mai audacemente pervenuto a possedere. L’Ermetismo, la Magia, la filosofia delle forze occulte non si riducono a semplice erudizione né ad esercizi verbali ed oratori. Bisogna conquistare, possedere, conservare, come la Sfinge, per poi donare ai poveri della Scienza e dell’Arte quando si è pronti al sacrificio di nobilmente sentirsi prodigo”.


Parallelamente Egli provvide a trasmettere al Segretario Generale della Schola Domenico Lombardi (Benno), oltre al Quadro in cui si era fatto ritrarre in veste di Delegato Generale dall’ingegner Giuseppe De Cal affidatogli già dal 1910 (ndr. valorizzato come strumento di contatto per le comunicazioni dirette fra loro già durante la Prima Guerra Mondiale), il timbro metallico utile ad imprimere a secco la Sua Corona Iniziatica, timbro che usava apporre nei documenti di carattere iniziatico e che appariva pure impresso a rilievo (in rosso o in oro) su cartoncino, nella sua corrispondenza privata con i confratelli e i più intimi discepoli. Ciò è attestato da vari documenti in archivio oltre ad essere ben esplicitato di suo pugno da Luciano Galleani (Jesboama) nelle sue “Note Magistrali” al N°67, ove in calce egli incolla due lembi del cartoncino raffigurante la Corona (uno impresso in rosso e uno in oro) e riproduce sulla cera lacca rossa il disegno descritto:

“Il Dott. Kremmerz abitualmente corrisponde scrivendo in carta o cartoncino bianco intestata in rosso od in oro col seguente simbolo coronato e chiudendo le buste relative con ceralacca rossa improntata dello stemma coll’ariete (qui appresso disegnato alla meglio) circondato da 12 stelle e sormontato dall’elmo nobiliare”.

Inoltre (ndr. come documenteremo in seguito) il Maestro trasmise a Benno oralmente “i poteri inerenti la Delegazione Generale” in virtù non solo dell’appartenenza di Lombardi al Grande Ordine Egiziano, ma anche perché egli era l’unico ad essere stato in diretto contatto (ndr. di certo dal 1916) col Segretario Generale dell’Ordine R.P. Ottaviano (ingegner Augusto Koch 1889-1982) e l’unico, conoscendone l’identità personale, ad essere in grado di ristabilirne i contatti a tempo debito per le eventuali disposizioni e conferme sulle future sorti della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam al rientro dei Vertici dell’Ordine Egizio nella sede italiana.

Cap.3-4-5) La Morte del Kremmerz e le ripercussioni nella Fratellanza – Le sorti della Schola, delle Accademie e della Segreteria di Lombardi durante il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale – Morte di Giacomo Borracci e ripercussioni nell’Accademia Pitagora e nel Circolo Virgiliano di Roma

Agli inizi del 1930 risale la visita al Mestro di due giovani iscritti alla Fratellanza, Vinci Verginelli e Gino Muciaccia, ai quali pare che egli affidò il compito di perseguire l’ideale miriamico e di diffonderlo traducendo alcune opere alchemiche inedite e, a loro dire, “iniziandoli” all’Ordine Egizio in lista per una futura convalida. Ma di lì a breve, il 7 Maggio 1930, la morte colse Ciro Formisano nella sua casa di Beausoleil ed egli fu sepolto nel cimitero di questo piccolo centro del Principato di Monaco ove pare che a tutt’oggi riposino le spoglie mortali di Giuliano Kremmerz.

La scomparsa del Maestro e primo Delegato Generale della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam dovette suscitare notevoli ripercussioni in ciò che rimaneva della compagine miriamica già provata dalla Sua prolungata e fisica lontananza e dalla chiusura della Pitagora e dell’annesso Virgiliano a causa del fascismo, anche perché non avendo Egli potuto ufficializzare una sua successione (ndr. Delegatus non potest delegare!) né lasciare disposizioni circa il futuro della Schola differenti o integrative rispetto a quelle autorizzate e convalidate dal Grande Ordine Egiziano prima del 1919, non poté far altro che affidarne ai suoi unici fiduciari autorizzati dall’Ordine (Lombardi e Borracci) le sorti, sulla base dei compiti che ad essi erano già stati a tempo debito conferiti.

Ma non mancarono, in quel frangente, tentativi di presunte successioni e attribuzioni di discendenze in relazione alla Miriam, fondate sull’appropriarsi dell’anello del Maestro (vedi un certo Manzi) o sull’essere a lui molto vicino (vedi il suo segretario personale Mergé), certo è che nuovamente la Fratellanza andò incontro a una lunga parentesi di confusione e sbandamento che né Lombardi né Borracci riuscirono ad arginare, ritirandosi entrambi in un prudenziale silenzio. Domenico Lombardi infatti, aveva primariamente da proteggere l’identità del Segretario Generale dell’Ordine Egizio R.P. Ottaviano (Koch) e, concordamente col Borracci, anche quella di Jesboama (Luciano Galleani) il cui figlio Armando non aveva voluto consegnare, nonostante la richiesta da parte del Kremmerz nel 1921 (ndr. come testimonia una lettera olografa del Maestro), documenti e archivi del padre, cioè quei carteggi nei quali erano presenti notizie e istruzioni della massima riservatezza sia in relazione all’Ordine e alla possibile ubicazione americana dei suoi Vertici, sia sulla Fratellanza (cfr. in archivio documenti terzo e quarto quesito).

Il ventennio fascista e il sopraggiungere del secondo conflitto mondiale funsero da giustificata causa dell’interruzione dei rapporti ufficiali e del prolungato silenzio della Segreteria Generale di Benno (Lombardi), nel mentre a Bari il Borracci (Cajetel), continuava a fungere da punto di riferimento per pochi fedelissimi Fratelli.

Ma a circa un decennio dalla morte del Kremmerz uno sgradevole episodio venne a turbarne la memoria coinvolgendo i suoi stessi familiari e alcuni anziani iscritti alla Schola fra cui il professor Vinci Verginelli. Questi era infatti precettore del giovane nipote del Kremmerz Pasquale Pugliese che fu coinvolto nel 1939/40 in un processo (ndr. svoltosi a Roma e noto agli annali come “Il processo del mago”) intentatogli dalla famiglia del barone Ricciardo Ricciardelli, già conosciuto dal Kremmerz negli ultimi anni della Sua vita, per le ripetute visite da questi fattegli a Beausoleil. Il ragazzo, meno che diciottenne, fu accusato di aver approfittato della labilità del barone e delle di lui “fissazioni” in campo esoterico (ndr. credeva di dover espiare, spogliandosi del suo ingente patrimonio, un crimine commesso in una sua precedente incarnazione contro un tempio egiziano, sic!) per estorcergli molto denaro da dissipare nelle sue scorribande giovanili. Questo processo, conclusosi con la condanna del Pugliese, screditò non poco la figura del Kremmerz con conseguenti risvolti per la Schola e un ancor maggiore ritiro dalla scena pubblica, rappresentativa della Fratellanza, del Borracci e di quei Fratelli Anziani, baresi e romani, che gli ruotavano intorno.

Morto nel 1943 Giacomo Borracci (Cajetel), sia i fratelli di Bari, sia quelli di Roma a lui facenti capo tramite il dottor Giovanni Bonabitacola, maggiormente si dispersero, tant’è che il Bonabitacola, non avendo rapporti diretti né potendo stabilire contatti (data la guerra imperversante) con Lombardi (Benno), provvide ad affidare, prima della sua morte sopraggiunta nel 1945, a uno di essi (ndr. Pietro Suglia) un plico contenente quanto relativo alle attività del Circolo Virgiliano, ai rapporti intercorsi con il Borracci e la “Pitagora”, e a tutto quanto in suo possesso potesse essere utile al riconoscimento e alla convalida di ciò che restava del Circolo, nella prospettiva di un rientro in sede del Grande Ordine Egiziano.

L’arco di tempo compreso fra la morte di Giuliano Kremmerz e la fine del secondo conflitto mondiale, è da considerarsi senz’altro quello più travagliato e oscuro (ndr: data anche la carenza di dati documentali) della storia della Fratellanza di Miriam. Ma fu pure un periodo in cui maggiormente iniziò a dilagare, fra gli iscritti superstiti, il germe dell’anarchia, sottilmente insinuatosi a causa della situazione storica (fascismo, censura, guerra ecc.) che giustificò l’impossibilità logistica di mantener fede all’organizzazione gerarchica della Schola prevista nella mai revocata Pragmatica Fondamentale del 1909. Sentendosi, pertanto, abbandonati a sé stessi sia a livello iniziatico che organizzativo, i singoli e i piccoli gruppi sparsi per l’Italia, presero ad auto-gestirsi in autonomia e seguendo ciascuno i propri personalistici criteri ed esigenze, si allontanarono sempre più dalle direttive originali e ortodosse volute e pattuite per la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, e tutti i suoi appartenenti regolari di ogni ordine e grado, fra il Kremmerz e il Grande Ordine Egiziano.

Cap.6-7) Rientro in sede del Grande Ordine Egiziano – Ripristino dei contatti con l’Ordine Egizio da parte della Segreteria Generale di Domenico Lombardi

Dopo il 1945, terminato il conflitto mondiale, i Vertici del Grande Ordine Egiziano (o Capitolo Operante) poterono rientrare in Italia e riprendere i contatti col loro Segretario Generale R.P. Ottaviano (Koch) che a sua volta ricontattò Domenico Lombardi (Benno) Segretario Generale, mai revocato, della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam. Si riaprì quindi a Napoli la Loggia N°… (omissis) dell’Ordine Egizio deputata al ripristino dei rapporti fra i Vertici dell’Ordine e la Fratellanza.

Ciò che in quel frangente attesta la continuità ortodossa e ininterrotta della Schola come emanazione del Grande Ordine Egiziano, consiste proprio nel riattivarsi del rapporto personale e diretto fra R.P. Ottaviano (ing. Augusto Koch) e Domenico Lombardi (Benno). Un rapporto che, per quanto tenuto segretissimo da entrambi, è reso plausibile sia da alcune affermazione che lo stesso Lombardi (come documenteremo) farà nelle sue Circolari e nei successivi documenti di Protocollo, sia dalla longevità (morì a 93 anni) di questo enigmatico personaggio, incredibile quanto realistico trait d’union fra l’Ordine e la Fratellanza almeno dal 1916 (ventisettenne) al 1919 (trentenne) fino, come si vedrà in proseguo, al 1982. Anche le frammentarie e criptate notizie appuntate qui e là dal Galleani (Jesboama) in un suo librettino, ne confermano quantomeno la reale esistenza sebbene forse erroneamente, e in un primo momento, lo accomunano a quel N.R. Ottaviano che contestò il Kremmerz nel “Commentarium” del 1910/11 e che potrebbe invece essere il di lui padre (o zio), anch’egli, in incognito (ndr. anche per la sua stessa famiglia), Maestro dell’Ordine e coevo al Kremmerz. Augusto Koch fu biondo-rossiccio di capelli (per Galleani: “Il biondo di Pisa”), studiò da ragazzo in Germania (per Galleani: “Maestro tedesco che bazzica la Giuliana di La Spezia”), fu ingegnere, viaggiò per andare a trovare suo fratello Armando, diplomatico e ministro degli esteri del Governo di Malta, nelle sue residenze in tutt’Europa ed oltre oceano, probabilmente da questi “coperto” nelle sue segrete attività, parallele a quella di far sempre più lievitare la ingente fortuna finanziaria famigliare… taciturno, freddo o poco espansivo, determinato, … ecc…

N.B. Ma ciò che si rende utile ai fini della nostra ricostruzione, non è certo il gossip sui personaggi che l’animarono, in quanto (ndr. anche nel rispetto della privacy dei loro eredi) le loro vite personali, a partire da quella del Maestro Kremmerz, furono solo marginali rispetto ai loro Mandati o ai servigi resi all’Ordine e alla Fratellanza di Miriam, nella stessa misura in cui l’individuazione delle loro personalità profane è oggi funzionale solo all’inquadramento storico e iniziatico della continuità ininterrotta della Schola e delle vicende che nell’arco di oltre un secolo l’hanno caratterizzata.

Cap.8) La parentesi della Segreteria di Firenze e le Circolari di Lombardi del 1947 e del 1948

Nel 1946/47, dovendo Domenico Lombardi (Benno) reintegrarsi, per ordini ricevuti, nelle funzioni della Segreteria Generale della Fratellanza per diramare, quantomeno agli indirizzi in suo possesso, nuove ed ortodosse disposizioni, pensò bene di fidarsi di quelle nuove o vecchie conoscenze che per comunità di idee e di intenti potessero coadiuvarlo in questa complessa opera di richiamo e di raccordo di quegli iscritti sparsi in varie regioni ma che ancora idealmente, operativamente e ritualmente, si ritenessero miriamicamente collegati alla Schola.

Fu così che entrò in contatto con Alfonso Del Guercio, insigne studioso dalla personalità sagace ed investigativa e ideologicamente estraneo a connivenze massoniche, istituendo in Firenze, presso di lui, il recapito della Segreteria Generale della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam.

Nel Dicembre 1947 fu pertanto diramata la Circolare che qui di seguito fedelmente e integralmente si riproduce:

S.P.H.C.I.

Segr+ Gen+ della
Fr+ Tm+ di Mir+

Firenze – Dicembre 1947

 

CIRCOLARE PER MANTENERE LA REGOLARE
CONTINUITÀ DELLA Fr+ Tm+ di Mir+

L’attuale assenza del Gran Maestro J. M. Kremmerz; la mancata regolare ed effettiva designazione di un successore che lo rappresentasse quale indispensabile collegamento fra la Fr+ di Mir+ ed il Gr.?. Or.?. Eg.?. alla cui dipendenza la Fr+ stessa fu posta; le varie vicende che hanno condotto alla chiusura delle iscrizioni e delle Accademie, ed altre circostanze, più riposte, alle quali non è il caso, in questa circolare di accennare, hanno determinato uno stato di cose per cui effettivamente la Fr+ Tm+ Mir+, nella sua funzione complessiva di ponte di passaggio fra il mondo profano e quello sacro, considerata nel suo aspetto di organizzazione iniziatica, è venuta a mancare.

Tuttavia, è necessario osservare che, mentre le iscrizioni e le Accademie furono chiuse, nessuna disposizione è stata mai presa in questo senso per la Seg+ Centrale della Delegazione Generale, la quale Segreteria, pertanto è l’unica parte della Fr+ che abbia conservata intatta la sua continuità, sia per la Persona ad essa regolarmente designata, sia per le sue funzioni. Resta perciò ben fermo il fatto che oggi, qualunque iniziativa presa nell’intento di proseguire o conservare il funzionamento della Fr+ di Mir+ non può aversi che attraverso la Seg+ Gen+.

Non solo, ma è necessario altresì, sia per le presenti condizioni della Fr+, sia per le inderogabili norme a cui ogni organizzazione iniziatica è sottoposta, che una tale iniziativa sia esplicitamente e regolarmente autorizzata da CHI ne abbia la facoltà, in modo che sia stabilito il collegamento fra il Gr.?. Or.?. Eg.?. e la Fr+, la quale, è bene ricordarlo, non può assolvere la sua missione iniziatica altro che sotto una tale precisa condizione.

Su questo punto è bene soffermare l’attenzione, poiché è indispensabile tener presente che le manifestazioni di carattere iniziatico sono sempre gerarchiche. E come vi è gerarchia di classi (per es.: circolo esterno e circolo interno ecc.) vi è gerarchia di Organizzazioni. Quindi il considerare la Mir+, nel suo aspetto fisico di fratellanza, come un’organizzazione chiusa in se stessa, sarebbe lo stesso che isolarla dalla «catena iniziatica» di cui fa naturalmente parte, e pertanto cesserebbe ogni sua ragione di essere.

Non per niente il Maestro J. M. Kremmerz, che pure è il Fondatore della Schola, ha tuttavia posta la Fr+ sotto l’alta protezione del Gr.?. Or.?. Eg.?..

Qualunque considerazione che esca fuori da tali binari tradizionali non può condurre che a delle conclusioni errate.

Pertanto, attualmente, senza la concomitanza delle due condizioni più sopra riportate – ripresa ufficiale del funzionamento della Segreteria e regolare autorizzazione – ogni iniziativa di formare circoli, gruppi o accademie, è da ritenersi senz’altro come una manifestazione puramente arbitraria, isolata e non rispondente alle norme stabilite dalla Pragmatica Fondamentale. E ciò è bene notarlo, non riguarda solo i singoli o i gruppi di più o meno recente formazione, ispiratesi alle idee e forme della Fr+, ma vale anche per quei gruppi che, eventualmente e sotto qualunque aspetto, si presentassero come la pretesa continuazione di già preesistenti Accademie o Circoli.

Sempre a tale riguardo, per coloro che non fossero molto addentro in certe questioni e che perciò potessero ritenere queste considerazioni come della più o meno ingombrante burocrazia, è necessario dire chiaramente che formulerebbero un giudizio completamente errato. – Quelle che potrebbero giudicarsi delle vane forme burocratiche, sono, invece, per un’organizzazione iniziatica, gli indispensabili «mezzi contingenti» per assicurare la necessaria trasmissione di quel «lievito spirituale» che, posto nel suo particolare «ambiente», rappresenta la ragione prima e fondamentale dell’esistenza dell’organizzazione stessa.

Se così non fosse, le organizzazioni iniziatiche non avrebbero ragione di esistere, poiché tutti gli aggruppamenti di studiosi più o meno curiosi di metapsichica, di ermetismo, di magia, di spiritismo ecc., potrebbero dire di rappresentare la continuazione della Tradizione Miriamica, e magari addirittura di essere dei Fr+ di Mir+ solo perché si coprono dell’egida di un nome: Kremmerz, oppure Miriam.

Così pure gravissimo abbaglio prenderebbe chi (singolo o gruppo), ritenesse di essere «iniziaticamente» in catena solo perché alcuni esperimenti o cure sono più o meno riusciti. – Tali «fenomeni» caratteristici del campo fisico e psichico, possono non aver nessun valore quando si tratta di stabilire la continuità iniziatica di un’organizzazione.

Come per i Rosa+Croce tradizionali era prescritto, fra l’altro, l’esercizio gratuito della medicina, così per la Fr+ di Mir+ è posta la pratica della «medicina ermetica». – Ma ciò va inteso principalmente nella sua «funzione rituale» come per altre organizzazioni era prescritto lo studio di una scienza, l’esercizio di un mestiere, l’uso delle armi ecc. – E non bisogna scambiare il «mezzo» con il «fine», altrimenti, giudicando dai mezzi, nella loro qualità di «fenomeni», si potrebbe giungere alla conclusione che qualunque scienziato, artigiano, o militare, sarebbe un iniziato o in particolare, se medico, un Miriamico.

Premesse queste considerazioni, fatte obbiettivamente, così come dai fatti risultano, e lasciando ad ogni Fr+ e Sor+ la piena libertà di orientarsi come ritiene più opportuno, mentre ricordiamo che la Fr+ Tm+ di Mir+ è retta esclusivamente dalla «PRAGMATICA FONDAMENTALE», comunichiamo quanto segue:

Essendosi verificate le condizioni, più sopra dette, perché la continuità della Fr+ Tm+ di Mir+ possa essere assicurata, secondo le stabilite norme, si porta a conoscenza dei Fr+ che la Seg+ Gen+ è stata trasferita ufficialmente a Firenze, e che essa riprende la sua regolare attività riordinatrice conformemente alla Pragmatica Fondamentale.

Pertanto si richiama l’attenzione sulle seguenti questioni:


  1. Nessun gruppo, circolo o accademia Miriamica può essere, dai Fr+ ritenuta tale se la sua costituzione non è stata autorizzata da questa Seg+ Centrale della Del+ Gen+ della Fr+ Tm+ di Mir+ come vuole l’articolo 14 della Pragmatica Fondamentale.


  1. Ogni Fr+ per essere regolarmente tale deve aver ricevuto esclusivamente dalla Seg+ Gen+ tutto quanto è prescritto nell’articolo 8 della Pragmatica Fondamentale. (E cioè, pagella completa di numero, serie e cifra, cordone e istruzioni).

I Fr+ novizi o anziani, già iscritti regolarmente, che intendono conservare la loro posizione in seno alla Fr+ dovranno darne comunicazione alla Seg.ria Gen.le e rimettere alla detta Segreteria la pagella per l’opportuna rituale convalidazione.

Per gli eventuali aderenti, non regolarmente e compiutamente iscritti, si provvederà, dietro loro richiesta, alla regolarizzazione.


  1. I soci regolarmente ammessi, sparsi in una regione, devono essere «ascritti come corrispondenti all’Accademia più vicina, stabilita e riconosciuta» (Prag.+ Fond.+ Art. 22).

Attualmente, l’unica Accademia stabilita e riconosciuta dalla Delegazione Generale della Fr+ Tm+ di Miriam è l’Accademia J.M.K.E. con sede in Firenze.


  1. I gruppi, Circoli, Accademie che eventualmente si fossero formati possono chiedere l’autorizzazione a continuare la loro attività facendone domanda alla Seg+ Gen+ la quale, sempre in base alle norme della Pragmatica, darà disposizioni al riguardo.


  1. Sia i gruppi che gl’isolati (novizi e anziani), i quali non intendessero uniformarsi ai quattro articoli sopra riportati sono avvisati che, ritualmente, verranno a trovarsi nella condizione di estranei alla Fr+ di Mr+ fondata dal M° Kremmerz.

In tale evenienza sono invitati, sulla loro probità di gentiluomini, a non dichiararsi né comunque considerarsi come appartenenti alla Fr+ suddetta poiché tale appartenenza non potrà essere, d’ora innanzi, giustificata che dal riconoscimento e la conferma della Delegazione Generale della Fr+ di Mir+.

Sempre in tale ipotesi, i componenti i vari gruppi, circoli o accademie sono altresì invitati formalmente a cessare ogni attività e pratica rituale Miriamica, collettiva.

A siffatto proposito, per i Fr+ anziani, non vi è bisogno di dire altro. Essi sono certamente in grado di comprendere a quali inconvenienti, soprattutto di carattere spirituale, possono andare incontro. Per gli altri, onde evitare che qualcuno, passando sopra ogni considerazione di elementare correttezza, magari basandosi su più o meno arbitrarie considerazioni, ritenesse di non dare la dovuta importanza a tale avvertimento, invitiamo a ben considerare:


a) che lo scopo vero e finale della pratica rituale non è solo quello che a prima vista può sembrare.


b) che una pratica rituale, non regolarmente autorizzata, è fatta sotto la propria ed esclusiva responsabilità.


c) che la pratica rituale, eseguita da chi non è iniziaticamente in regola si trasforma in una operazione mutila, poiché viene a mancare l’indispensabile contributo e appoggio che solo la Fr+, nella sua funzione iniziatica, è in grado di dare. E se non vi saranno inconvenienti, nella migliore delle ipotesi, si rischia di perdere il proprio tempo.

(Al riguardo si fa invito a ben meditare sul contenuto dell’art. 53 della Pragmatica Fondamentale).


  1. Gli indirizzi in possesso dell’Archivio, dati i tanti avvenimenti del ventennio fascista, non sono completamente aggiornati. Perciò onde evitare possibili disguidi, la presente circolare verrà inviata solo agli indirizzi controllati. Ma data la sua importanza, è necessario che tutti gli interessati ne vengano a conoscenza. Pertanto chi la riceve è pregato di farne prendere visione o comunque invitare a richiederla coloro che non l’avessero ricevuta.


  1. Tutte le richieste d’informazioni, le domande, ecc. devono essere indirizzate esclusivamente al seguente indirizzo:


Dr. Alfonso Del Guercio

Via Giuseppe Giusti n. 10

FIRENZE

Qualunque corrispondenza non indirizzata come sopra non verrà presa in considerazione dalla Delegazione Generale.

f.to Domenico LombardiFIRENZE

per J.M. Kremm-Erz

La chiarezza lapidaria della Circolare del 1947 oltre a non lasciar spazio a fraintendimenti di sorta circa la sua ortodossia, meglio inquadra e chiarisce la situazione in cui versava la Fratellanza in quel preciso e delicato momento storico post-bellico. Inoltre annuncia esplicitamente il ristabilito contatto iniziatico con il Grande Ordine Egiziano (ndr. Non solo, ma è necessario altresì, sia per le presenti condizioni della Fr+, sia per le inderogabili norme a cui ogni organizzazione iniziatica è sottoposta, che una tale iniziativa sia esplicitamente e regolarmente autorizzata da Chi ne abbia la facoltà, in modo che sia stabilito il collegamento fra il Gr.?. Or.?. Eg.?. e la Fr+, la quale, è bene ricordarlo, non può assolvere la sua missione iniziatica altro che sotto una tale precisa condizione) e lascia intravedere i prodromi della designazione di Benno (Lombardi) quale successore del Kremmerz alla Delegazione Generale.


A distanza di due mesi, nel Febbraio del 1948, fu diramata dalla Segreteria di Firenze una seconda Circolare che ugualmente si riproduce di seguito, e nella quale appare per la prima volta la firma di “Benno” nel suo ruolo di Delegato Generale.


PROTOCOLLO N° 19

S.P.H.C.I.

Schola Philosophica Hermetica Classica Italica

DEL+ GEN+

Alla Seg+ Gen+ della

Fr+ Tm+ di MIRIAM

Firenze


Con preghiera di provvedere alla diramazione, invio fraterni saluti.

IL DEL+ GEN+
Benno

…………………………………………

27 febbraio 1948

Avvenimenti di recente trascorsi e PRIMI INDIZI DI UN PROSSIMO AVVENIRE ci traggono per volontà non nostra – a cui pure ci associamo volentieri – a vergare queste linee di chiarimento e di indirizzo per coloro che – oggi dispersi ed isolati – condivisero ieri la sublime IDEA brillata all’alba del secolo scorso dalla Solare Intelligenza del nostro amato Fr+ e Maestro J. M. Kremm-Erz.

Memori di un PATTO ininterrotto, che lega il nostro ascenso alla Ineffabile Opera di Bene da Lui voluta «pro salute populi», richiamiamo i discepoli all’osservanza della Pragmatica Fondamentale della Schola, per la quale essi si impegnarono a RISPETTARNE L’ORGANIZZAZIONE GERARCHICA, fondata sull’autorità patriarcale dei più evoluti, preposti a custodia dell’insegnamento ed a guida dei praticanti.

Non può esservi tra noi chi ignori che, nel suo stadio attuale, l’umanità è ben lungi dal poter realizzare le promesse fatte a tutti gli uomini di buona volontà, per le quali un ascenso è possibile, fuori di ogni misticismo devozionale, al di sopra di qualsiasi feticismo dottoreggiante.

Il nostro amato Fr+ e maestro J. M. Kremm-Erz ne indicò «una via» nell’allenamento delle forze occulte dell’uomo, tendente a conferirgli autonomia dai serrami delle schiavitù fisiche e, con essa, forza e poteri, tali da rispecchiare in noi stessi una COSCIENTE E MAGNANIMA immagine del GEOVA, donatore opulento di vita, contro ogni sofferenza della carne e dello spirito.

Ma – PER LA GIUSTIZIA STESSA CHE NE SOSTANZIA IL CORSO – un simile ascenso non poteva non essere CONDIZIONATO da una FINALITÀ che ne nutrisse l’incremento singolo e collettivo, in maniera che il prevalere dei più progrediti, nella sfera del loro irraggiamento esteriore, assumesse il carattere di un dono solare, senza corrispettivi; di un’elargizione data con mano aperta ed incapace di raccogliere compensi di sorta.

Quale – in tal caso – la «via» migliore e più disinteressata, se non la terapeutica magica? E quale e più appropriato e scientifico soccorso alle altrui sofferenze – senza violarne il Karma – se non la terapeutica ad intervento CONDIZIONATO dalla RICHIESTA, fra il grido delle forze organiche conclamanti un aiuto?

Riflettano i nostri carissimi Fratelli su quanto qui di volo, e ci consentano la brevità degli accenni nei limiti imposti da una circolare.

La FINALITÀ, pertanto, fu scelta e voluta da J. M. Kremm-Erz ed i praticanti assunsero un impegno (un patto San.?. Scri.?. nei più avanzati) di rispettarla nell’impiego delle loro forze singole ed associate: una libera scelta, dunque, ma INSEPARABILE dall’ascenso, comeché tutto l’ordinamento rituario è di richiamo ad Enti e Forze DI NATURA SPECIFICA ED INVIOLABILE, vigilato dal Superiore Sinedrio dell’Or.?. Os.?. Eg.?., sotto la cui protezione la Fr+ di Miriam fu posta.

Ogni altra realizzazione, pertanto, costituisce sosta e deviamento nell’ascenso individuo ed impoverimento nella realizzazione collettiva.

Ma non così hanno pensato taluni nostri carissimi Fr+ – rispettabili e progrediti – i quali, ansiosi di propiziare alla Società contemporanea un più esteso e valido beneficio, hanno sperato, se non pure tentato, di conformare ad un diverso orientamento i nostri insegnamenti e i nostri discepoli.

Errore gravissimo, se si pensa a quanto sopra chiarito. Audacia pericolosa, se si pensa alla rigida custodia dell’Or.?. Os.?. Eg.?., che sbarra il passo a qualsiasi prevaricazione, in buona o mala fede tendente ad affiorare.

Vero è che l’ingenua speranza di cotesti pochi – tesa in senso difforme da quanto finora espresso – si alimentava di alcuni passi della dottrina stessa, ufficiale e secreta, di J. M. Kremm-Erz, per cui era vagheggiabile l’estensione in campo sociale di una GUIDA generale ispirata alla RETTITUDINE DELLA GIUSTIZIA e ALL’ALTRUISMO PER SENTIMENTO DI SOLIDARIETÀ.

Ma quale, carissimi Fratelli, era il presupposto ineluttabile, quale l’istanza suprema del successo di un simile programma, se non – alla base – una Miriam come vivaio purissimo di uomini perfezionati allo scopo?

Riflettano i rispettabili Fratelli che in buona fede si animavano in tal senso: essi distaccavano un raggio di Luce dell’Assieme ed il risultato non poteva essere né promettente, né lusinghiero.

E, difatti, si sono resi già responsabili di deviamenti fallaci e di pericolose illusioni con la divulgazione della dottrina secreta di J. M. Kremm-Erz, ignorando, probabilmente, che le realizzazioni ivi promesse – in virtù di superiori ed infrangibili patti – sono sottomesse alla legge suprema del DO UT DES, per cui diventano possibili solo se ricondotte al fine prestabilito.

Noi non vogliamo esprimere nei loro riguardi alcuna censura, ma li ammoniamo amorevolmente – consapevoli delle gravissime e talora tragiche conseguenze a cui espongono se stessi e gli altri – a considerare con attenzione quanto nella presente siamo costretti a ricordare.


TUTTI QUELLI CHE, PROFANI, O REGOLARMENTE ISCRITTI ALLA FR+ TM+ DI MIRIAM, SI TROVANO IN POSSESSO, O CUMUNQUE DETENGONO I TESTI DELLA DOTTRINA SECRETA DI J. M. KREMM-ERZ, SENZA AVER PREVENTIVAMENTE RICEVUTO UN TALISMANO DI PATTO, O, IN MANCANZA, UN SIGILLO DEL SUP.?. MAG.?. OS.?. DELLA UN.?. JER.?. E CHE NON ABBIANO PRESTATO IL RITUALE GIURAMENTO ALLA LEGGE DI GIUSTIZIA ED AL SILENZIO NELLA RIVELAZIONE, PREVISTO DAL REGOLAMENTO INTERNO, SONO AVVISATI CHE SI TROVANO IN GRAVE DIFETTO VERSO IL GR.?. OR.?. EG.?. E PERTANTO ESPOSTI A SPIACEVOLI SORPRESE ED A DOLOROSI DISINGANNI CIRCA IL LORO ASCENSO PERSONALE E LE LORO MONDANE REALIZZAZIONI.


Pertanto, si invitano i Fratelli fedeli all’Ideale a diffidare di chi con facile dialettica tenti distoglierli dalla via prescelta, vanamente prospettando più rapide e promettenti realizzazioni.

Ricordino che a norma dell’art.30 della Pragmatica Fondamentale «la compagine consacrata nello Statuto della Schola non può né deve essere scrollata con innovazioni di forme, solo perché a qualcuno non chiamato a questi studi o non comprendendone il nobile fine, non possa piacere la rigida istituzione gerarchica, fondata sul governo dei più evoluti, nelle anime magicamente oranti in catena per un fine comune».

Giova a questo punto fraternamente precisare che:

  1. UNO è il nostro Supremo Sinedrio tutelare: l’Or.?. Os.?. Eg.?.

  2. UNA è la nostra finalità: quella «fissata» da J. M. Kremm-Erz

  3. UNA è la Fr+ Tm+ di Miriam: quella istituita da J. M. Kremm-Erz

  4. UNA è la Del+ Gen+: quella designata da J. M. Kremm-Erz

  5. UNA è la Seg+ Gen+: quella istituita in Firenze.

Pertanto, è necessario avvertire che chiunque, pur conformandosi ai nostri scopi, alle nostre pratiche e ai nostri riti, intendesse operare fuori dalla gerarchia – come sopra legittimamente costituita – determinerebbe, in seno alla Fratellanza, pericolosi scismi, che egli stesso, col tempo, non saprebbe mai abbastanza deplorare.

La circolare testé diramata dalla Seg+ Gen+ della Schola rassicura i Fratelli tutti sul pieno ripristino degli Organi Direttivi ed Amministrativi della Fratellanza; i mezzi ed il materiale previsti dalla Pragmatica Fondamentale sono allestiti per lo sviluppo singolo e collettivo: nulla, pertanto, può giustificare il silenzio di taluni in ordine alla circolare stessa, se non la decisione, volontariamente o malaccortamente presa, di proseguire in piena indipendenza e sotto la PERSONALE RESPONSABILITÀ del proprio operato.

Ma il nostro dovere è compiuto e non ci resta che formulare, per tutti, i nostri più fervidi voti di ascenso e di ravvedimento, assicurando il concorso dei nostri mezzi e della nostra guida.

Il Del+ Gen+

D. Lombardi

SEGRETERIA GENERALE DELLA FRATELLANZA TM+ DI MIRIAM

……

D’ordine del Del+ Gen+

Il Seg+ Gen+
A. Del Guercio.


N.B. Si sottolinea l’attualità delle su riportate Circolari (ndr. per la prima volta integralmente sul web ma già, pubblicate dal 1989 in “La pietra angolare miriamica” a cura di Iah-Hel) che, nel puntualizzare continuità, finalità, impostazione gerarchica e tutela della Fratellanza, da parte del Grande Ordine Egiziano, miravano a ricondurre nell’alveo ortodosso la compagine miriamica tramite la regolarizzazione dei singoli, e dei gruppi spuri. Risalterà evidente, a qualunque ricercatore che si voglia cimentare nello studio serio e filologico della storia di ieri e di oggi della Schola del Kremmerz, come, proprio partendo da queste due Circolari, si possa afferrare il giusto bandolo per valutare e discernere le lampanti diversità fra l’operatività ininterrotta e ortodossa dell’unica S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam e qualunque altro vano tentativo di clonarne o imitarne pedestremente la struttura iniziatica e organizzativa, tipico di quelle strutture sedicenti “kremmerziane” ancor oggi proliferanti.

La parentesi durante la quale Benno (Lombardi) si avvalse della collaborazione del fiorentino Alfonso Del Guercio firmatario per l’inoltro delle due Circolari e suo segretario (ndr. documentata nei nostri archivi) e della “unica Accademia stabilita e riconosciuta dalla Delegazione Generale della Fr+ Tm+ di Miriam”, all’epoca appositivamente istituita per rappresentare all’esterno la Schola e raccordarne gli iscritti, “l’Accademia J.M.K.E. con sede in Firenze”, fu di molto breve. Benno procedette di seguito alla revoca della Segreteria e al conseguente disconoscimento dell’Accademia fiorentina, “per l’insubordinazione” del Del Guercio che si rifiutò di restituirgli tutto quanto relativo agli incartamenti di quegli iscritti che, saputo delle Circolari, avevano richiesto (ndr. come, ad esempio, aveva fatto il De Cristo) una regolarizzazione.

(N.B. Aprendo una parentesi, va rilevato che dal possesso delle documentazioni e del materiale rituale: pagelle di iscrizione alla Miriam e all’Ordine Egizio, istruzioni date a singoli e vecchi iscritti, ecc., pare che si sia generata in seguito a Firenze, una branca eterodossa della Fratellanza di Miriam e uno dei tanti pseudo-ordini egizi sorti, come si documenterà in seguito, dopo la morte di Lombardi. Resta certo, comunque, che il Del Guercio non fu mai a conoscenza dell’esistenza dei rapporti – sia pregressi che contestuali al suo breve ruolo di segretario – fra il Maestro R.P. Ottaviano (Koch) e Benno (Lombardi). In vari libri e riviste di settore, le interconnessioni fra il Del Guercio e la Delegazione Generale della Fratellanza di Miriam del ‘47/’51, sono illustrate sotto il titolo di “nodo fiorentino” o altre simili diciture: si precisa che, estraniandoci dai pareri e dalle ricostruzioni storiche altrui, a noi preme solo inquadrare i rapporti fra la Fratellanza di Miriam e questo personaggio, sulla base di quanto dimostrabile o deducibile dai documenti d’archivio in n/s possesso e senza entrare nel merito di alcun giudizio, come è nostra prassi deontologica, sulle sue attività estranee al suo breve rapporto con la Fratellanza).

Riscontri alle due Circolari di Benno, giunsero da più parti, ma fu soprattutto il superstite nucleo barese, in cui era rimasto ancor vivo l’eco della storica Accademia Pitagora e della magistrale figura del Borracci, a coagularsi compatto attorno alla Delegazione Generale. Nel mentre, al contrario, alcuni vecchi iscritti del Circolo Virgiliano di Roma che, morto Giovanni Bonabitacola nel 1945, ruotavano intorno a Pietro Suglia al quale, va ricordato, il Bonabitacola aveva lasciato un plico contenente gli incartamenti del Circolo da consegnare (ndr. ovviamente, in via gerarchica) all’Ordine Egizio per le necessarie pratiche di riconoscimento e regolarizzazione, non aderirono alla Delegazione di Lombardi. Anzi, pare che il Suglia, imboscate le circolari e pretendendo di consegnare il suddetto plico direttamente nelle “mani” dell’Ordine, preferì rivendicare a Lombardi un’immotivata “autonomia” del suo circolo romano, dando così origine al primo caso di gruppo irregolare della storia miriamica che, sebbene derivato dalla Fratellanza di Miriam costituita da Giuliano Kremmerz e facente capo a suoi vecchi iscritti, non fu né riconosciuto né convalidato, nel collegamento iniziatico ininterrotto, dal Grande Ordine Egiziano (ndr. e tale è rimasto a tutt’oggi come cronologicamente documenteremo).

Prime collaborazioni di Mario Parascandolo, Arduino Anglisani, Donato De Cristo, con la Delegazione di Benno.

Avocata a sé la Segreteria Generale della Schola, nei primi mesi del 1949 Domenico Lombardi iniziò ad usufruire della collaborazione del “capo della sua Segreteria Particolare” Mario Parascandolo, all’epoca “unico regolare indiretto” (ndr. come ebbe a precisare in un documento del 9 Marzo 1949) alle sue dipendenze nell’Ordine Egizio col nome iniziatico di Hahaiah, per essere coadiuvato, data la sua veneranda età, nel disbrigo delle pratiche inerenti la riorganizzazione della Fratellanza. Inoltre, essendo pure entrato in contatto dal 1947 con un iscritto di vecchia data, Arduino Anglisani (in rapporto pure col Parascandolo per comunanza d’interessi estranei alla Schola), residente a Bari e fra gli entusiasti sostenitori della riattivazione dell’Accademia Pitagora con la convalida della Delegazione Generale e dell’Ordine Egizio, egli pensò nell’Aprile successivo di affidargli, iscrivendolo all’Ordine come indiretto alle sue dipendenze, il compito di “sovrintendere” alle iscrizioni alla Fratellanza di Miriam tramite l’Accademia barese (ndr. cioè inoltrare le nuove domande d’iscrizione e, all’accoglimento, consegnare agli aspiranti Pagelle, note personali e cordoni provenienti dalla Delegazione Generale di Napoli) che nel frattempo era stata regolarizzata e ortodossamente riattivata per rappresentare la Fratellanza a norma della Pragmatica Fondamentale.

Nell’Agosto dello stesso anno Lombardi conobbe personalmente anche Donato De Cristo che gli manifestò la sua intenzione di finanziare una Rivista mensile di Studi esoterici da redigere a Bari in comune accordo con l’Anglisani. Dopo qualche iniziale reticenza, causa il cospicuo onere finanziario di cui si accollava il De Cristo, Benno alla fine approvò l’iniziativa inviando ai volenterosi ed entusiasti Anglisani e De Cristo la lettera che di seguito si riproduce:

“Fr+ Tm+ di Miriam
Dlegazione Generale
Napoli, 15 agosto 1949

Ai Rispettabili Signori

Arduino Anglisani e Dott. Donato De Cristo

Mi comunicate che, dopo aver ben ponderate difficoltà ed oneri, avete la decisa intenzione di dotare la Fr+ Tm+ di Miriam d’un organo tutto suo di propaganda, d’una bandiera di combattimento, sotto le forme d’una Rivista mensile, che volete intitolare “La Fenice”.

La Delegazione Generale approva codesta iniziativa e ne assume il patronato spirituale.

E, per la compilazione del suo primo numero, mette a disposizione di cotesto ufficio redazionale una cosetta trovata tra un mucchio di vecchie carte.

È stata preferita a parecchie altre, anzitutto perchè è intitolata appunto “La Fenice” e poi perché è firmata da un certo Belfegor.

Baal o Beelphegor, come Voi sapete, era il dio dell’ “Aprimento” cioè dell’ “apertura” che si fa per “entrare”.

Dunque, è d’occasione e pure di buon augurio.

Speriamo, pertanto, che “La Fenice” riesca ad aprire più larghi orizzonti ai cerebri chiusi ed a far entrare i migliori, con passo misurato ed accorto, nel Sacrario della Mistica Rosa.

Cordialissimi saluti. D. Lombardi”.

Il primo numero della Rivista patrocinata dalla Delegazione Generale della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, vide la luce nel Settembre successivo, e la sua pubblicazione, mutato dopo il 3°- 4° fascicolo il titolo in “Ibis”, si protrarrà fino al dicembre del 1950.

Il 3 Ottobre 1949, anche Donato De Cristo ebbe comunicazione dell’approvata sua iscrizione all’Ordine Egizio come indiretto alle dipendenze di Benno (Lombardi).

Cap.9) L’esperimento della Terna Dirigente.

Sempre in quel mese di Ottobre 1949, Benno decise di tentare un esperimento in linea con quanto previsto dall’art. 48 della Pragmatica Fondamentale, ove si fa accenno a una «terna» di Maestri fra i componenti della quale, in caso di morte del Delegato Generale, il Capitolo Operante dovrà operare la sua scelta per nominare un successore. A questo esperimento il Maestro Benno fu mosso forse anche dalle precarie condizioni di salute che gli facevano intravedere piuttosto incerta la propria futura operatività di Delegato della Fratellanza. Per questo, egli fece conto sugli elementi di provenienza miriamica più evoluti, benché non ancora Maestri, e a lui legati tramite l’affiliazione al Grande Ordine Egiziano. D’altra parte, i suoi «figliocci», così generosamente beneficati, meritavano di essere messi alla prova, per verificarne le reali intenzioni, in vista di tempi più difficili e di un eventuale affidamento di compiti più ardui e delicati.

Va ricordato, infatti, che nel 1916 Benno (già Segretario Generale della Fratellanza) a sua volta aveva fatto parte, insieme a Jesboama e Cajetel, della Terna “proposta” dal Maestro Kremmerz, e che fu prescelto per entrare in diretto contatto con il Segretario Generale dell’Ordine Egizio, Maestro R.P. Ottaviano (cfr. storia primo periodo, Cap. 11 – lettera del Kremmerz datata 12/10/1916). È molto probabile, quindi, che egli sperasse così di poter continuare a garantire ai posteri, ove almeno uno dei suoi discepoli fosse stato maturo e meritevole per assumersene oneri e responsabilità, il contatto diretto con R.P. Ottaviano per la continuità dei rapporti col Grande Ordine Egiziano anche laddove egli fosse venuto a mancare e i Vertici dell’Ordine (o Capitolo Operante) avessero nuovamente lasciato l’Italia.

Nacque così il tentativo della Terna Dirigente, formalizzato con la redazione del documento datato 7 Ottobre 1949. (cfr. archivio documenti 71049pag1 e 71049pag2)

Il contenuto di tale documento ha valore di un vero e proprio «mandato» col quale il Delegato Generale Benno investe il Fr.?. Donato De Cristo (Harahel) di responsabilità e compiti che, di fatto, anche se appaiono soprattutto compiti amministrativi, già lo pongono in una posizione di rilievo rispetto agli altri componenti la terna, sebbene sia previsto che alcune decisioni siano assunte con «voto concorde della Terna Dirigente» e, quasi presagisse l’esito a venire, formula il seguente auspicio:

«Il Conf.?. Donato De Cristo (Harahel) ed i Conff.?. Dorrucci Augusto (Vehuel) e Arduino Anglisani (Hariel) si stringeranno in un Patto di affettuosità leale, disinteressata e fraterna – in reciproca tolleranza di qualsiasi incompatibilità – al fine di armonizzarsi in una consonanza animica reale, diretta al disimpegno dell’unico mandato, che è la ricostruzione dei Circoli esterni di Miriam, in conformità della Pragmatica Fondamentale di J. M. Kremm-Erz»

Ma purtroppo i presupposti sui quali doveva fondarsi la buona operatività della Terna Dirigente vennero a mancare. Cosicché, già dal Dicembre del 1949 Domenico Lombardi (Benno) procedette a nullificare il tutto, revocando i mandati relativi alla costituita Terna (ndr. dettaglieremo in proseguo quanto accadde a partire dal Gennaio 1950).

Egli aveva di certo tentato di ripristinare l’organizzazione della Fratellanza di Miriam sullo stesso efficiente modello attuato, dopo la stipula della Pragmatica del 1909, negli anni fra il 1913 e il 1920, e costituito dalle Circoscrizioni territoriali rappresentate dalle Accademie riconosciute e convalidate dall’Ordine (cfr. in storia primo periodo, Cap. 8-9), dalla Segreteria Generale e dalla Delegazione Generale, tutte attivamente operanti e collegate direttamente ai Vertici dell’Ordine Egizio tramite il Segretario Generale dell’Ordine R.P. Ottaviano.

Ma i tempi stretti, e soprattutto l’immaturità del materiale umano a sua disposizione, non consentirono la realizzazione del suo, e non solo suo, progetto.

Continua nel terzo periodo