La storia dal 1896 al 1920
Preambolo: Brevi cenni sul metodo adottato dai compilatori.
Una ricostruzione storica, perché sia utile, deve essere:
- attendibile, ossia basata su testimonianze, fonti e documenti autentici e inoppugnabili;
- fedele, ossia rispondente ai fatti per come essi si sono effettivamente svolti;
- coerente, ossia in grado di dimostrare che atti, eventi e fatti sono interconnessi e, pertanto in grado di fornire la ragionevole evidenza che la successione degli stessi risponde a una logica.
Ma molte ricostruzioni storiche, addentrandosi a ritroso nel tempo fino ad epoche talmente remote da non poter essere scrutate, sia per assenza di reperti documentali sia di testimoni viventi che se ne assumano l’onorevole responsabilità, va a finire che affondano le loro radici nel MITO, ovvero diventano oggetto della facoltà del tutto umana dei loro compilatori a mitologizzare.
Noi cercheremo di non cadere in questa trappola, e non perché il MITO della Schola del Kremmerz, (scaricabile in pdf) intrecciandosi con quello del Grande Ordine Egiziano di cui è l’emanazione e sotto la cui alta protezione è posta, sia meno plausibile all’immaginario collettivo rispetto a tanti altri Miti, ma unicamente perché la Metafisica SINTETICA su cui poggia non può essere assoggettata ad analisi speculative o epistemologiche, né può essere tradotta in paradigmi o in simboli decodificabili coi metodi della moderna mentalità investigativa.
Ecco perché eviteremo, per quanto sarà possibile, entrare nel merito di qualunque mitologia o presunta storia del Grande Ordine Egiziano, limitandoci a prendere in considerazione questo Organismo e il Suo Regolamento Interno, esclusivamente per quanto attiene ai rapporti con la Fratellanza di Miriam, e alla luce di quanto pervenutoci attraverso la documentazione in archivio e la tradizione oralmente trasmessa dai nostri Maestri.
Ciò che più ci preme, come già detto, è testimoniare il testimoniabile e documentare il documentabile, attendibilmente, fedelmente, coerentemente e nel modo più chiaro e semplice possibile, affinché si renda comprensibile a chiunque voglia a questa Storia approcciarsi, scientificamente o per mera curiosità.
Sommario del I periodo: dal 1896 al 1920:
Documentazione sulle Origini della Fratellanza – Circolare del 1898 – La prima Sistemazione pubblicizzata su “La Medicina Ermetica” – I collaboratori del Kremmerz e le prime vicissitudini della Fratellanza – Stipulazione del Patto fondamentale col Grande Ordine Egiziano per la sistemazione definitiva della Schola: la Pragmatica Fondamentale del 1909 – La Segreteria Generale di D. Lombardi – Circolare del 1912 – Consiglio dei Maestri ratificato dal Kremmerz – Nomina dei Preposti alle due Circoscrizioni e definizione delle Accademie – Circolare del 1913/14 – Ritiro momentaneo del Kremmerz dalla Direzione della Schola – Interruzione dei contatti con il Grande Ordine Egiziano – Altre testimonianze documentali sulla Storia della Fratellanza fino agli Anni Venti e alla morte di Luciano Galleani.
Cap. 1) Documentazione sulle Origini della Fratellanza
Iniziato ai Misteri della Scienza Sacra tramite il suo Maestro Izar (Pasquale De Servis), Ciro Formisano ricevé Mandato dai Vertici del Grande Ordine Egiziano di iniziare un’opera di propaganda delle teorie filosofiche dell’ermetismo classico attingendole al corpus della Tradizione Partenopea-Nilense alla quale tramite Izar era stato collegato (cfr. Note biografiche-1).
Ci è stato oralmente tramandato (e la consecutio logica dei fatti oggi lo conferma) che la ragione vera che portò i Vertici dell’Ordine Egizio a concepire e a mettere in gestazione il contenitore miriamico, affidandone al Kremmerz la costituzione, partì dall’esigenza di operare un “travaso” del patrimonio sapienziale, iniziatico tradizionale e ortodosso, dell’Ordine in un “serbatoio” atto allo scopo, in quanto che gli stessi Vertici, esauriti tutti i tentativi operati nel corso dei secoli di veicolare la Scienza Sacra in svariate strutture (di cui un esempio fra i più emblematici degli ultimi secoli, fu la Massoneria con concetti iniziatici) vollero la costituzione di un contenitore forgiato, circoscritto e indi blindato nella finalità terapeutica di Bene che, nobilissima nella sua essenza umanitaria poiché funzionale alla “perfezione delle Virtù Umane”, fu a giusta ragione ritenuta idoneo e sconfinato campo per l’applicazione e “la perpetuazione della Sacra Scienza Pontificale Egizia”. Giacché, Essi Vertici, constatato che l’accelerazione del progresso sociale-economico-politico-tecnologico-scientifico dell’umanità era ormai avviata, ne previdero con indubbia lungimiranza l’alto prezzo che ogni essere vivente avrebbe dovuto pagare, con conseguenze deleterie per il proprio equilibrio psico-fisico, per la propria salute e per la vita del pianeta tutto.
Pertanto, già nel 20 Marzo 1896 il Grande Ordine Egiziano deliberava la costituzione-restaurazione della Scuola Ermetica-Fratellanza di Miriam, approvandone i 33 articoli dell’istruzione generale e incaricando il Kremmerz di iniziare l’opera preparatoria di propaganda.
Pare già esistesse (cfr. il documento: Origini della Fratellanza), col titolo di “Mondo Segreto” una pubblicazione in 6 volumi che era stata interrotta nel 1864, (tre anni dopo la nascita anagrafica del Formisano) ed Egli, assunto lo pseudonimo di Giuliano Kremmerz, diede il via nel 1896-97 a un programma editoriale rivolto al mondo scientifico e al vasto pubblico degli occultisti ed esoteristi del tempo, con la pubblicazione in fascicoli del suo nuovo “Mondo Secreto” presso la libreria Detken Rocholl di Napoli. Gli stessi editori, concordando col Kremmerz, ebbero a precisare in una nota quanto segue:
“ …la pubblicazione edita dalla nostra libreria, non solamente mira a raccogliere tutte le manifestazioni dello spiritualismo e fonderle nella dottrina moderna dell’investigazione scientifica, ma a riuscire un invito per tutti gli uomini colti e per le donne studiose a non dimenticare i problemi dell’anima umana e della materia vivente. Mira a riunire gli sforzi degli studiosi per la soluzione di alti problemi, e cerca di far comprendere che l’antica sapienza occulta nascondeva dei veri, che formeranno la sapienza delle università dell’avvenire”.
Accolto l’invito, studiosi ed esperti in varie materie iniziarono a collaborare alla Rivista incrementando un interessante dibattito culturale sulle tematiche del tempo e, attratti dalla carismatica personalità del Maestro, presero a ruotare nella sua orbita sostenendone e promuovendone la divulgazione negli ambiti a loro propri. Ermetisti, spiritisti, occultisti, teosofi, astrologi, ipnotisti e magnetisti, medium, massoni di varie obbedienze, filosofi, teologi, mitologi, demonologi, ecc. ecc. chi per un verso e chi per l’altro, si abbeverarono alla sorgente della Scienza che Giuliano Kremmerz, con la generosità che lo caratterizzava, profondeva a piene mani.
Ma è anche molto probabile che fra essi vi fossero alcuni epigoni (in special modo fra gli appartenenti alle Massonerie di Rito Egizio, di Menphis e Mizraim) rivendicanti, o effettivamente comprovanti, pregressi contatti con Vecchi Maestri dell’Ordine Egizio, ormai defunti o, per la vetusta età, ritiratisi a vita privata. Ed è facile che questi personaggi, non rassegnandosi al dover transitare attraverso Kremmerz e la Sua Schola per garantirsi la continuità del contatto iniziatico con il Grande Ordine Egiziano, gli creassero ostruzionismo o cercassero mediazioni per conquistare o mantenere la loro presunta autonomia nei rapporti con l’Ordine. (Ndr. queste questioni, come si vedrà in proseguo, furono considerate e lamentate dallo stesso Maestro Kremmerz e si protrarranno, nel tempo, anche dopo la Sua dipartita).
Cap. 2): Circolare del 1898
Ma nel Dicembre del 1898, conclusasi la fase divulgativa e promozionale, ottenuto lo scopo di suscitare il dovuto interesse verso la sapiente Tradizione di cui era depositario e in obbedienza al Mandato ricevuto dal Grande Ordine Egiziano, il Maestro, con una lettera-circolare indirizzata a tutti gli “amici” (integralmente scaricabile in pdf), pone il seguente quesito:
“A che giova una teoria inapplicabile alla vita quotidiana? Che vale una dottrina sterile di risultati, nella realtà quotidiana dei bisogni umani?”
e dichiara così le sue intenzioni di finalizzare le teorie della Scienza Sacra all’applicazione della terapeutica ermetica, costituendo allo scopo la Fratellanza di Miriam:
“…così io restauro la Fratellanza terapeutica–magica di Miriam, ad esempio delle antichissime sacerdotali isiache egiziane, di cui più recente e nota imitazione è la Rosa+Croce. La Fratellanza non concorre che ad alleviare e guarire le fisiche sofferenze dei consociati nella catena magica di Miriam, servendosi della forza occulta di cui il centro dispone…”
e conclude manifestando la sua piena fiducia in questa finalizzazione altruistica e nel suo perpetuarsi nel tempo:
“… Ho fede nella riuscita e nella utilità di questa applicazione visibile delle teorie della scienza sacra o Magia. La nostra fratellanza avrà molti nemici, ma essa è fondata sull’amore del proprio simile, sul disinteresse mondano e sul desiderio di alleviare le pene dei sofferenti; e fino a quando il suo nobile ideale non sarà tradito, avrà aderenti fervidi e successo grande. L’amore del proprio simile è la fonte della solidarietà degli spiriti, in questo albergo di schiavitù della materia e di sonno torbido della coscienza nostra divina.”
Le iscrizioni furono aperte nel mese di Marzo del 1899 e a Luglio, in concomitanza con la distribuzione in abbonamento di un “Bollettino d’istruzioni ai praticanti della Fr+ Tm+ di Miriam” stampato in fascicoletti e titolato “La Medicina ermetica”, la Fratellanza iniziò a meglio configurarsi attirando molti proseliti.
Cap. 3) La prima Sistemazione pubblicizzata su “La Medicina Ermetica”
Le sottoscrizioni per l’abbonamento a 12 Fascicoli del “Bollettino” dovevano essere indirizzate:
“…esclusivamente, con la cartolina vaglia, al Signor Ciro Formisano – delegato per la propaganda della Medicina Ermetica – Casella Postale 411 – Napoli.”
Nel Primo Fascicolo si legge, come “Avviso importante” il seguente ammonimento del Maestro a tutti gli aderenti, per meglio responsabilizzarli nei confronti della finalità della nascente Fratellanza e ben guidarli nel proselitismo:
“La Regola, le Istruzioni e il Bollettino si affidano ai Fratelli, come a membri della stessa famiglia. Essi giudicheranno secondo il loro criterio se darli o no in lettura ai profani per accrescere le nostre fila o se impedire che persone malvagie invertano al male ciò che noi insegniamo per il Bene e la Verità. Ai curiosi che vogliono tutto sapere senza impegnarsi solennemente innanzi a Noi, sia barriera l’alto prezzo di sottoscrizione: sarà un contributo degli scettici all’opera nostra di salute spirituale.”
Vi figurano pure, il “Patto fondamentale di costituzione”, riassunto in 7 articoli rispetto ai 33 approvati dal Grande Ordine Egiziano nella Convenzione del 1896:
“1 – La Fratellanza terapeutica magica di Miriam si occupa esclusivamente di medicina occulta, a beneficio dei fratelli iscritti e di tutte le persone sofferenti che sono in loro contatto o che ad essi ricorrono
2 – La Fratellanza è fondata sull’amore del proprio simile e sulla più trascendentale carità. Accoglie senza domandare alcun compenso tutte le petizioni dei sofferenti e provvede secondo la loro sincerità, rettitudine e fede.
3 – La Fratellanza si compone di : 1) Di un Capitolo Operante Occulto composto di 12 maestri e rappresentato da un Delegato Generale con poteri limitati. 2) Dei Fratelli e delle Sorelle terapeuti di Miriam che studiano la medicina occulta e la praticano. 3) Dei Fratelli e Sorelle beneficati di Miriam che rappresentano i direttamente o indirettamente beneficati dalla Fratellanza.
4 – Ogni persona onesta può essere ascritta alla Fratellanza sotto il titolo di Fratello o Sorella Terapeuta, inviandone domanda al delegat0 Generale del Capitolo Operante. La domanda deve contenere: 1) Nome, cognome, maternità e paternità, luogo e data della nascita. Indirizzo al quale intende ricevere le comunicazioni. 2) Promessa sul proprio onore di adoperarsi sempre a beneficio dei sofferenti di mali fisici e morali, senza accettare alcun compenso. 3) Promessa solenne di mantenere secreti la sede del Capitolo Operante, il nome del Delegato Generale del Capitolo, i riti, i caratteri, e i mezzi comunicati per il sollievo degli infermi dei quali non si deve mai rifiutare alcuna petizione o domanda di aiuti avvisandone immediatamente il Delegato Generale.
5 – I Fratelli e Sorelle Terapeuti raccolgono e passano al Delegato Generale le domande degli infermi, i loro doni, le loro oblazioni, le loro offerte, le loro elemosine, e attendono alla esatta esecuzione dei riti.
6) – Le spese di amministrazione, di posta, di stampa, di moduli, sono coperte dai doni, dalle oblazioni ed elargizioni spontanee dei fratelli e sorelle ascritti, siano beneficati e siano terapeuti. Quando le offerte supereranno i bisogni, l’avanzo sarà speso a beneficio della propaganda, dei fratelli infermi e bisognosi, degli orfani e delle vedove dei fratelli poveri; se vi è ammanco il Capitolo Operante provvederà alla differenza. Il luogo dove risiede il Delegato Generale, si considera come sede del Capitolo Occulto Operante.
7 – Appena pervenuta al Delegato Generale la domanda con le indicazioni e premesse solenni di cui al punto 4, il Capitolo provvederà alla sua accettazione e si comunicheranno al Fratello le norme da seguire. Oblazioni, offerte, elemosine devono essere spontanee e non con altra intenzione largite che per lo sviluppo della Fratellanza di Miriam, e per il sollievo dei fratelli poveri ed ammalati, per gli orfani e per le vedove dei fratelli poveri ed onesti. Chi viola le regole di questo patto fondamentale sarà punito con la perdita di ogni beneficio e la radiazione del suo nome dalla fratellanza.”
e altre utili precisazioni fra cui le seguenti:
“Secondo l’art. 27 della nostra regola di 1° grado, questo nostro Bollettino avrebbe dovuto veder la luce nello scorso aprile: invece si procrastinò la sua uscita a luglio, per studiare meglio i bisogni della nostra fratellanza spirituale e provvedere nei lati deficienti all’indirizzo dell’insegnamento scientifico da seguire – perché la nostra Medicina Ermetica rappresenta la cattedra delle verità scientifiche emananti dalle nostre cognizioni nell’Alta Scienza, e la pratica delle realizzazioni di esse per il Bene e la Verità nell’Uomo e nella Società…”
“…Per noi che sostituiamo alla fede cieca del credente la prova della scienza, raccomandiamo a tutti i nostri fratelli di essere praticanti del rito di Miriam se veramente vogliono restare in relazione fluidica col centro, diversamente essi chiederanno invano le guarigioni e invano il loro progresso perché le proiezioni partenti dal centro magico dei MM+ del Supremo Capitolo di Miriam non arrivano efficaci e vitali all’indirizzo che invocati, cioè attirati e bene accolti…”
Viene inoltre nominata la prima tornata di Cariche affidate ai collaboratori più stretti del Maestro fra cui, fin d’allora, appare il nome anagrammato in D. di Bolmar, di Domenico Lombardi, in qualità di segretario generale del Primo Circolo di Miriam, referente (M.R.), per esso circolo, dello stesso Maestro e autore di alcune preghiere e invocazioni rivolte “Al Maestro Giuliano Kremmerz” (cfr. in La Medicina Ermetica “per un moribondo” e “per un infermo”):
“Nella seduta del 14 Luglio sono state distribuite le seguenti cariche:
Avv. C. Basan (n.3091 saturno S) temporaneamente assume la segreteria particolare della Delegazione Generale della Fratellanza.
D. di Bolmar (n.911 mercurio m) è nominato segretario generale del Primo Circolo di Miriam (M.R.)
Saverio Palumbo (n.1120 Mercurio) aiutante il segretario del Primo Circolo.
Luigi Palazzi (n.111 Mercurio m) incaricato per le commissioni che possono arrivare a Napoli dai FFrr+ lontani (camici, cordoni, medicinali, ecc.)
Pietro Scalini (n.990 Saturno s) incaricato per la propaganda a Milano.”
Parallelamente furono trasmesse le istruzioni per la formazione dei primi Circoli di Fratelli (almeno in n° di 12) e trasferite le “preghiere rituali” individuali, tradotte in italiano per i Fratelli che non potevano recitare il Rito in lingua latina.
Cap. 4) I collaboratori del Kremmerz e le prime vicissitudini della Fratellanza
Con Circolare del 30 Agosto 1900 il Kremmerz, venendo a mancare nuovi aderenti e i fondi necessari, annunciò la cessazione sia delle funzioni amministrative sia della sua carica per la propaganda della Fratellanza. Si aprì così una parentesi di apparente stasi che durerà per circa cinque anni, ma che non gli impedì di proseguire nella sua opera con la pubblicazione nel 1904 delle prime sedici pagine del “Catechismo della Fratellanza di Miriam”, e la stesura della Porta Ermetica con «Dedica» a Maria, (vero e proprio omaggio alla I-Dea cui si informò e uniformò la Volontà del Maestro), finché, con Circolare del 15 Agosto 1906 diramata dal Segretario Generale, Fratello Virginio Bernard, non la riattivò sotto la forma di Schola Ermetica (S.P.H.C.I.).
Così scriveva il Bernard, rivolgendosi ai primi Fratelli, nella sua lettera d’accompagnamento alla suddetta Circolare:
“L’Ermes è l’energia intelligente, occulta, invisibile che tutto penetra, vivifica e trasmuta: così l’arte ermetica è l’arte della trasmutazione. La realizzazione più comune di quest’arte è la Medicina Ermetica, scopo supremo della Fratellanza. L’insegnamento sarà costituito da preparazione filosofica e pratica dell’arte. Ma occorre costanza e pazienza: si ricordi che la pazienza condusse l’Asino di Apulejo a brucare la Mistica Rosa ed a riconquistare così la umana forma perduta. La medesima virtù deve esserci guida nello studio delle cose profonde che nella Schola si insegnano e che sono germi di meravigliose nozioni e di segreti formidabili che si potranno facilmente intuire, se la Miriam vorrà porgere le sue abbondanti mammelle a chi le sappia suggere.”
Nell’Ottobre dello stesso anno 1906 Kremmerz pubblica il Programma della Schola Ermetica di Miriam (di cui si sottolinea l’incredibile attualità e applicabilità ai tempi odierni) che è bene riportare qui di seguito nelle disposizioni sostanziali da Egli Stesso vergate:
“La Schola è scuola di miglioramento e perfezionamento dell’essere umano. Dico dell’essere umano, perché questa frase esprime una sintesi, cioè il complesso degli elementi costituenti l’individuo uomo in tutte le sue manifestazioni di vita, psichiche e fisiche. Miglioramento dunque psichico e fisico. Il valore della parola miglioramento sta nella importanza dello scopo pratico a conseguire. Questo scopo è una intensificazione e quindi un abbreviamento della evoluzione naturale individuale; sicché miglioramento fisico deve intendersi come conseguimento di uno stato fisiologico di perenne armonia con lo sviluppo psichico, così da ottenere un continuo equilibrio psico-fisico, cioè lo STATO DI SANITÀ. – Ogni individuo ha il diritto di lavorare per il proprio miglioramento; ma per la legge stessa di evoluzione, che governa la vita universale, egli è legato strettamente a tutto l’esistente; legame indissolubile di cui l’uomo in genere non si da conto, perché il progresso di una cosa dipende dal progresso di altre, e produce il progresso di altre ancora. Dunque accanto al diritto di accelerare la propria evoluzione, sta il dovere di non ostacolare volontariamente il progredire degli altri esseri, ma di aiutarli amorosamente a migliorare. Man mano che l’uomo evolve, diventa più altruista, perché sente maggiormente questo legame che lo avvince al resto del mondo. Ma altruismo, filantropia, carità, per il discepolo sviluppato hanno uno spirito ed una facciata nuovi; e non sono più ostentazione, misticismo o sentimentalità poetiche, sebbene una necessità naturale, come la riproduzione della specie è una necessità sotto la veste seducente dell’amor sessuale. – Il discepolo di ermetica lavora dunque per sé e per gli altri. Egli sposa una missione che per lui è un dovere, e i suoi condiscepoli diventano commilitoni, fratelli stretti da un patto, che è un patto di amore; e questo patto egli accetta e non romperà giammai obbedendo coscientemente alla forza unica che tutto anima, stringe e sospinge verso la perfezione. Ma questo lavorio di perfezionamento prepara una grande realizzazione. La legale costituzione cioè di un ordine sanitario per lo studio e la pratica della medicina ermetica a benefizio dell’umanità. Ecco lo scopo supremo umano della nostra opera. – I diritti ed i doveri del discepolo verso la MIRIAM e verso i condiscepoli sono così ben delineati. Però è bene osservare che la nostra non è una volgare associazione di mutuo soccorso, e che la carità fraterna deve intendersi in senso molto elevato. Il contributo di ognuno a benefizio degli altri deve essere intelligente, morale, scientifico. – La propaganda qui è dovere di ogni ascritto, ma ciò è relativo alle sue tendenze e alle sue condizioni sociali. Essa deve essere fatta con discernimento, perché è necessario per la serietà della cosa, che chi entra nella nostra famiglia di studiosi sia persona degna di affidamento. Dal nostro quaderno filosofico ei riceverà idee chiare ed esatte sulla nostra filosofia – La schola è divisa in classi o gradi: cioè Aspiranti ai quali si da una preparazione filosofica; – Praticanti, che si dividono nelle due categorie: di Novizi dei quali si procura lo sviluppo individuale, ed Anziani ai quali si comincia ad impartire l’insegnamento dell’arte ermetica; Terapeuti e Maestri costituenti il circolo interno della schola, i quali applicano praticamente la medicina ermetica.”
Nel Giugno 1907 venne diramato da Napoli (ndr. il Kremmerz aveva trasferito la residenza a Ventimiglia), riservato ai soli Fratelli Anziani di Miriam, un quaderno personale di istruzioni provenienti dall’Ordine Egiziano (ndr. Fascicolo D - Il Primo Contatto), ma ciò forse incentivò nella cerchia dei detrattori e dei Fratelli più immaturi, il riemergere di problematiche irrisolte, vecchi attriti e fraintendimenti, per cui il Kremmerz dovette una seconda volta sospendere la funzionalità della Fratellanza per la durata di un paio d’anni. Resta comunque attestata da vari documenti, dalla tradizione orale e dalla corrispondenza con loro intercorsa, la continuità dei Suoi rapporti con i più stretti discepoli e collaboratori, divenuti oltretutto Suoi diretti dipendenti con l’iscrizione all’Ordine Egizio (Trattasi in particolare di: Domenico Lombardi, Luciano Galleani, Giacomo Borracci).
Cap.5) Stipula del Patto fondamentale col Grande Ordine Egiziano per la sistemazione definitiva della Schola: la Pragmatica Fondamentale del 1909
In data 30 Dicembre 1909, il Fratello Domenico Lombardi nominato Segretario Generale della Miriam in sostituzione del Bernard, diramava da Napoli una Circolare che informava i Fratelli che il Maestro Kremmerz (ndr. residente a Camogli) avocava nuovamente a sé la suprema direzione della Fratellanza, avendo il Grande Ordine Egiziano annullato i 33 articoli della Regola di Primo grado del 1896, e stipulato con lo Stesso, quale Segretario del Collegio Operante e Delegato Generale, nella Convenzione del 22 Dicembre, un nuovo Patto Fondamentale approvato in 60 Commi.
Pubblicata dal Kremmerz nel Marzo del 1910, la Pragmatica Fondamentale, non è stata fino ad oggi mai revocata e continua ad avere valore di Patto tra la Fratellanza, i suoi Dirigenti, i suoi iscritti regolari e il Grande Ordine Egiziano.
Tale evento segnò la sistemazione definitiva della Schola, con il riconoscimento e la convalida, da parte dell’Ordine Egizio, delle Accademie: Sebezia, Vergiliana, Pitagorica, Giuliana e Porfiriana (cfr. in Archivio-documenti - primo quesito) e la definizione delle istruzioni operative, codificate nei Fascicoli: A (Pragmatica Fondamentale) – B (I preliminari di pace) – C (La Regola di 1° Grado) – D (Il primo contatto).
Dalla “Breve relazione ai Dodici supremi Vecchi Maestri del Collegio Operante”, introduttiva alla Pragmatica Fondamentale, si evince in modo inequivocabile (sebbene per lo più espresso in un linguaggio ieratico) quanto il Mandato del Kremmerz per la costituzione della Schola, non solo si discosti da qualsiasi forma templare e massonica già a quel tempo prostituita o decaduta:
“…spogliando l’esteriore di ogni abbreviatura settaria, mutando le logge in accademie, statuendo la festa solare come disperdimento di tenebre angosciose che s’addensano sulla grande coscienza dei popoli sottratti ai tempii prostituiti…”
ma quanto questo Mandato provenga direttamente dai Vertici del Grande Ordine Egiziano.
Infatti firmandosi, per la prima volta pubblicamente, come J. M. Kremm-Erz, Egli stesso scrive:
“…Io, delegato da Voi a costituirla solidamente, so che non è una confraternita religiosa che si avanza per convertire le bestie parlanti la voce dei desideri e delle ambizioni, e non pretendo informarla ai vecchi concetti messianici, in cui ogni piccolo profeta assume la tonalità vocale di chi parla alle razze e ogni eresiarca diventa un pontefice…
… Questo ho compiuto sicuro di interpretare il Vostro Volere, che è la semplice idea di quell’amore e quella carità che non ho osato consacrare nel testo della regola fondamentale, spogliando l’esteriore di ogni abbreviatura settaria, mutando le logge in accademie, statuendo la festa solare come disperdimento di tenebre angosciose che s’addensano sulla grande coscienza dei popoli sottratti ai tempii prostituiti.
Lieto per questo che ho compiuto, nella certezza che mi concederete la forza di completare il resto del cammino, io invoco da Voi, eccelsi occhi di luce, la parola che Voi direte sul secreto dei mondi e sul potere di concedere l’amore, perché un giorno non lontano i popoli possano issare sui pinnacoli dei tempii di tutti gli dii, il vessillo di pace tra Cielo e Terra, e la Taumaturgia diventi il potere di ogni umano su questo scheletro di pianeta che rotola le nostre piccole e ambiziose miserie intorno alla luce ammonia del grande Osiride.
(Approvato nei suoi 60 commi nella convenzione del 22 Dicembre 1909 dell’era volgare cristiana, restano annullati i 33 articoli della istruzione generale approvata il 20 marzo 1896, tenuta al Grande Ordine Egiziano sotto la quale alta protezione la Scuola Ermetica è posta.
Ne assumo la direzione, nella forma più semplice e modesta, quale delegato generale e segretario del Collegio Operante. Tutti i fratelli preghino perché io abbia la forza, l’attitudine, la perseveranza e la virtù per compiere la Piccola e Grande Opera di salute e sapienza)
J. M. KREMM-ERZ”.
La lungimiranza e l’adattabilità di questo Statuto o Patto Fondamentale ad ogni attualizzazione epocale, lo rende ancora oggi custode e garante, agli occhi sia dei Dirigenti che di tutti gli iscritti regolari e operanti, della continuità ininterrotta e dell’ortodossia dell’UNICA e SOLA S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, posta sotto l’alta protezione del Grande Ordine Egiziano, per la quale soltanto è stato concepito e stipulato, e soltanto per la quale può avere senso integralmente (in ogni suo Comma) osservarlo e realizzarlo.
Parallelamente, con il Luglio 1910, inizia a Roma la pubblicazione in fascicoli del “Commentarium per le Accademie Ermetiche (S.P.H.C.I.)” che, trasferita a Bari dal Gennaio successivo, proseguirà fino al Dicembre 1911. Nella seconda di copertina dell’ultima pubblicazione comprendente i Numeri 8-9-10-11 si legge:
“Il Commentarium, per l’assenza del Dott. Giuliano Kremmerz, non potendosi pubblicare regolarmente – e l’anno ora finito n’è la prova convincente – sospende le sue pubblicazioni.”
Con il “Commentarium”, l’opera di propaganda della Schola riceve un ulteriore impulso, che convoglierà verso le Accademie, confermate e convalidate dall’Ordine Egizio a norma della Pragmatica Fondamentale, aspiranti e Fratelli provenienti da ogni parte d’Italia e pure dall’estero.
Ma un nuovo momento critico per la vita della Fratellanza gia si prospettava all’orizzonte,
Cap. 6) La Segreteria Generale di D. Lombardi
È storicamente utile a questo punto, richiamare l’attenzione del lettore sul ruolo rivestito da Domenico Lombardi nella Schola del Kremmerz fin dalle sue origini, sia perché determinante sotto il profilo della continuità ortodossa della Stessa, sia perché i suoi rapporti col Maestro e con l’Ordine Egizio, oltre ad essere i più stretti e diretti rispetto a quelli di altri personaggi chiave della storia della Fratellanza, sono anche, in modo incontrovertibile, i più attestati e documentati.
Dire che il Lombardi fosse il Discepolo per antonomasia, quello a cui il Maestro Kremmerz trasferì per iniziazione diretta il Maestrato, è forse azzardare troppo…come pure non è nelle nostre facoltà penetrare fino in fondo l’entità del Loro rapporto. Certo è che egli fu, come i fatti confermeranno, l’unico Suo fiduciario, l’unico fedele al Maestro anche dopo la Sua dipartita, l’unico ad onorarne il patto stipulato, fino alla fine dei suoi giorni. E fu a Lombardi (Benno) che Kremmerz affidò, fin dal 1910 e in qualità di Segretario Generale della Fratellanza, il Quadro con la sua Effige Magistrale, appositamente fatto eseguire su sue precise istruzioni dall’Ingegner Giuseppe De Cal (Preside dell’Accademia Porfiriana di Taranto). Quadro che fu il “fisico strumento” utile (ndr. come lo stesso Lombardi ebbe a dire a De Cristo nel 1950) per il “contatto” costante fra J. M. Kremm-Erz e Benno, data pure la lontananza del Maestro da Napoli (dal 1907 a Ventimiglia, indi a Camogli e, a partire dal 1912, a Beausoleil) e le difficoltà logistiche per comunicare, specie durante la Prima Guerra Mondiale. E fu a Lombardi (Benno) che lascerà il Timbro/Sigillo metallico raffigurante la Sua Corona Iniziatica con il quale il Kremmerz imprimeva la Sua corrispondenza come Delegato Generale e come in seguito documenteremo. Stessa documentazione si renderà possibile in relazione ai rapporti diretti di Lombardi (Benno) con l’Ordine, quale trait d’union con la Fratellanza e altri ‘allievi’ del Maestro, sia in collaborazione sia in Sua sostituzione.
Cap. 7) Circolari del 1912
Il duplice ruolo di Segretario Generale del Collegio Operante e di Delegato Generale della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, assunto dal Kremmerz e reso pubblico con la divulgazione nel 1910 della Pragmatica Fondamentale, dovette ingenerare vari fraintendimenti e confusioni sia fra i Fratelli Dirigenti della Miriam, Suoi discepoli diretti o indiretti anche nell’Ordine Egizio, sia fra i numerosi altri collaboratori, spiritualisti, occultisti, massoni…ecc. che aspiravano per il Suo tramite all’iscrizione come diretti o indiretti all’Ordine Stesso. Ma il Kremmerz, zelante nella diffusione di perle di conoscenza attraverso i suoi numerosi scritti e generoso “Padrino” dei suoi discepoli nella Miriam, rischiava così di scoprire il fianco, oltre che a sé stesso, anche all’Ordine Egizio da Cui dipendeva ogni assenso per le relative iniziazioni!
Di qui, probabilmente sollecitato dal Collegio Operante e richiamato a mantenersi “nei limiti del Regolamento dei Maestri” dell’Ordine, gli sorse l’esigenza, nel 1912, di svincolarsi dalla Direzione della Schola, sia per preservarla di per sé Stessa nello svolgimento della sua funzione pro salute populi statuita dall’Ordine (sottraendola alle mire opportunistiche di falsi sostenitori), sia per continuare, da dietro le quinte, ad assistere iniziaticamente, come anello di congiunzione con l’Ordine Egizio, quei Suoi discepoli diretti cui aveva affidato la dirigenza della Segreteria Generale e delle Accademie miriamiche.
Ciò è chiarito nella lettera (ndr. inedita) di cui di seguito si trascrive, datata 22 Luglio 1912, indirizzata a Luciano Galleani (Jesboama), ma rivolta anche a Domenico Lombardi (Benno) e a Giacomo Borracci (Cajetel):
“…Io restando a compiere la mia parte d’iniziatore verso di voi (benché non legato (ndr. leggi: non vincolato alla Miriam) posso giovarvi con consigli pratici che vi possono occorrere, lasciandomi guidare dal vostro interesse iniziatico e non da quello della Miriam, perché io bisogna che mi mantenga nei limiti del nostro Regolamento dei Maestri e mi attenga in materia d’iniziazione ai metodi voluti e tradizionali. Ciò a voi giova, perché pur non movendo dito che non Sia secondo i Voleri Superiori, potrò per essi avere per voi delle forze provvedendo nei casi occorrenti. Io cioè, se voi continuate la Miriam a norma dei miei regolamenti, posso essere consultato e prestarmi a responsi di quesiti che mi vengono fatti in forma concreta – ma non per obbligo o per dovere – Di più posso provvedere o facilitare operazioni, come dare (o negare) riti domandati. In sostanza, a meno di espressi ordini in contrario io farò, anche lontano, il possibile di facilitare la vostra opera che è figlia mia emancipata.”
Per meglio chiarire a chi legge, si sottolinea che le parole del Maestro espresse in questa lettera, sono in risposta alle obiezioni e ai timori di Jesboama, Benno e Cajetel, che paventavano, il ritiro dalla direzione della Schola preannunciato loro dal Maestro, come se si trattasse di un “abbandono”, e in tal senso cercavano di addurre svariate obiezioni per dissuaderlo. Anche per loro era difficile comprendere fino in fondo, quanto in realtà la vita della Miriam e quella dell’Ordine Egizio fossero fin da allora legate a doppio filo, e quanto difficile e alla lunga insostenibile, fosse la posizione del Kremmerz nell’essersi manifestato pubblicamente nel doppio ruolo di Segretario del Collegio Operante e di Delegato Generale, oltretutto in un momento storico di delicati passaggi e in cui era stato sancito che le “logge massoniche” mutassero in “Accademie miriamiche” svuotandole di quei “concetti iniziatici” che per secoli le avevano nutrite e animate.
È in un’altra lettera di alcuni giorni dopo (28 Luglio 1912) che, infatti, il Kremmerz confida al Galleani:
“…La Mia speranza occulta era di far in avvenire diventare la Fratellanza di Miriam una vera Massoneria ricorretta ed emendata; quindi quel TM avrebbe potuto in avvenire (essere) inteso per Templaria, invece che per Teraupetico Magica, ma era una semplice speranza.”
Speranza definitivamente accantonata già dal 1909, in ottemperanza alle norme pattuite col Grande Ordine Egiziano nella Pragmatica Fondamentale, che precludono, non la semplice iscrizione, ma il passaggio ai Circoli Interni della Miriam agli aderenti “a forme massoniche con concetti iniziatici” (Capo III art. 26). Ciò ad ulteriore conferma che il programma voluto per la S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam, prescindeva anche dagli stessi desideri del Maestro che annoverava sicuramente, fra i suoi amici e conoscenti, molti appartenenti a logge massoniche di varie obbedienze, parecchi dei quali transitati nella Schola Ermetica.
Con lettera del 16 Dicembre 1912, indirizzata alla Segreteria Generale di Lombardi, il Kremmerz notifica ufficialmente il suo ritiro dalla Direzione della Schola e lascia ai Presidenti delle Accademie che si erano attivate in diverse città d’Italia, il provvedere all’andamento della Stessa:
“Sig. Domenico Lombardi
Segretario Gen+ della Fr+ Tm+ di Miriam
Schola Philosophica Hermetica Classica Italica
Caris+Fratello,
Col primo del prossimo gennaio 1913 e.v. devo ritirarmi dalla direzione della Schola che con tanto amore insieme a te e ai molti fratello in fede ho alimentato con la parte migliore di me stesso.
Pregandoti di non discutere questo mio ritiro doveroso, ti invito a comunicarlo ai Presidi delle nostre Accademie e lasciare che il Consiglio dei più anziani provveda.
Ti prego di porgere a mio nome a tutti i fratelli iscritti i saluti e i ringraziamenti più affettuosi per le innumerevoli prove di simpatia ed amicizia che sempre mi hanno dato e di accettare tu stesso il mio più sincero e fraterno abbraccio.
Giuliano Kremmerz”.
Ma con lettera circolare di due giorni dopo, il Segretario Generale Domenico Lombardi (Benno) a sua volta notifica ufficialmente ai Fratelli che il Consiglio degli Anziani ha deciso la sospensione della Schola lasciando libertà alle Accademie di costituirsi in Circoli per studi psichici, magnetici, magici, terapeutici ecc.
Cap. 8 - 9) Consiglio dei Maestri ratificato dal Kremmerz – Nomina dei Preposti alle due Circoscrizioni e definizione delle Accademie
Queste circolari diramate ai Presidenti delle cinque Accademie allora esistenti cioè: VERGILIANA di Roma, PITAGORICA di Bari, GIULIANA di Spezia, SEBEZIA di Napoli e PORFIRIANA di Taranto, provocò un “Consiglio dei Maestri” (leggi: di tutti quei discepoli del Kremmerz operanti nella Schola che come diretti o indiretti alle dipendenze del Kremmerz, erano anche iscritti al Grande Ordine Egiziano) il quale Consiglio decise, colla ratifica del Kremmerz, che tutte le dette Accademie esistenti e tutti i soci sparsi per l’Italia venissero divisi in due gruppi, o Circoscrizioni, l’uno facente capo alla Vergiliana sotto la direzione del Maestro JESBOAM (Luciano Galleani), comprendente i residenti nelle province dal Nord e Centro Italia fino al Lazio incluso, compresa la Sardegna; l’altro facente capo alla Pitagorica sotto la direzione del Maestro CAJETEL (Giacomo Borracci) comprendente tutte le province meridionali e della Sicilia; e nominando Segretario Generale del Consiglio Magistrale il Segretario Generale della Schola, Maestro BENNO (Domenico Lombardi), residente a Napoli.
Così restarono virtualmente soppresse la Giuliana, la Sebezia, e la Porfiriana, già rallentate nella loro funzione per la mancanza di soci diretti e di fratelli effettivi.
Fu da allora che, aboliti circoli e circoletti, venne attivata regolarmente la istituzione dei “soci corrispondenti” alle sole Accademie autorizzate e già convalidate dall’Ordine, raggruppati a seconda del luogo di residenza.
Cap. 10 - 11) Circolare del 1914 – Ritiro “momentaneo” del Kremmerz dalla Direzione della Schola
Alla sistemazione formale e amministrativa della Schola Ermetica, seguì da parte del Kremmerz una doverosa quanto inequivocabile Circolare che oltre ad esplicitare come “momentanee” le ragioni del ritiro del Maestro, tenne a definire in modo categorico i confini e la finalità esclusivamente terapeutica e altruistica in cui la Fratellanza doveva operare: cioè secondo quanto statuito nella Pragmatica del 1909 col Grande Ordine Egiziano.
“29 Giugno 1914
Circolare, perché la Frat+ non si disperda
ed entri nei definitivi confini della sua origine
Ai MM+ preposti alla direzione di Circoli Ermetici della Miriam
Carissimi Fratelli,
Essendomi, per ragioni momentanee, ritirato dalla direzione generale della Scuola Ermetica per lasciare a voi la indipendente direzione di gruppi e circoli, desidero in poche parole farvi note alcune cose inerenti alla costruzione generale della Miriam, affinché un giorno vicino o lontano noi possiamo definitivamente ricostruire l’edificio della piccola sapienza, per il bene esclusivo del popolo spirituale che ci accompagna.
Come fu in origine costituita la fratellanza Terapeutica-Magica della Miriam?
Nella forma più semplice e più elementare possibile. Un centro di pochissimi elementi fattivi, una diramazione (ROSA) di una catena progressiva di anime oranti.
SCOPO: primo, unico, solo scopo la realizzazione benefica nella vita pratica e sociale delle teorie esposte nel «Mondo Secreto». Medicina delle infermità fisiche e delle infermità morali: realizzazione di una fratellanza laica ad esclusivo beneficio di tutti gli aderenti.
L’organizzazione semplice ed elementare: Gli aderenti si obbligavano ad essere retti nella loro vita di relazione sociale e idealmente il massimo possibile, nel senso di interessarsi delle pene di tutti coloro che potessero ricorrere alla loro fraterna veggenza e forza. Si obbligavano a seguire un rito o una regola di vita interiore e divenire un NUMERO della catena delle anime efficacemente oranti. Lo scopo apparente a prima vista, medicina fisica e morale, nascondeva agli orbi un disegno più complesso e più vasto: formare una società pitagorica di estensione illimitata, nella quale ogni numero, relativamente al suo sviluppo, potesse giovare in tutte le esplicazioni della vita sociale, ai più bisognevoli di aiuto e di consiglio e formare una larga salda compagine di uomini che alla direzione dei destini umani, razze, nazioni, famiglie, s’imponessero in nome di due fattori eterni:
LA RETTITUDINE NELLA GIUSTIZIA
L’ALTRUISMO PER SENTIMENTO DI SOLIDARIETÀ
Lascio alla vostra considerazione quanto e quale bene tale disegno vasto potesse arrecare, prima alla nostra famiglia italica e poi ai popoli in mezzo ai quali si sarebbe realizzato.
Tale disegno originale non fu inteso nel suo senso vero ed umano, e la gran parte dei primi aderenti si affannò, non alla realizzazione della idea organica nella sua semplicità miracolosa, ma a volere il miracolo personale; ogni aderente si sentiva in dovere di diventare prima un superuomo cosciente e poi di decidersi a fare il miracolo della sua piccola persona come una elargizione ai meno abbienti.
Così originarono errori di tattica e la Fratellanza che doveva essere una SCHOLA HERMETIS in funzione, una società laica e non mistica-religiosa, nella quale l’intelligenza del più sottile degli dei, scaturente dalle umane forze attive degli associati, doveva regnare per il bene, si volle e si accennò a volerla classificare fra quelle società di teosofia dove teorie ed erudizione tengono il luogo dei progressi veri e delle realizzazioni tangibili.
Ora a me incombe un dovere, non come fondatore o papa di questo ordine che per volontà di giustizia deve rivivere e diventare potente nell’opera di bene, ma come un fattore della nostra grande opera avvenire, di richiamare la vostra attenzione sull’origine ideale della Fratellanza e far ritorno a questa origine con la pratica.
I – RENDENDO PALESE, PUBBLICO, ACCESSIBILE A TUTTI, LO SCOPO SEMPLICE E CONCRETO DELLA FRATELLANZA A CUI TUTTI POSSONO, SE VOGLIONO, CONCORRERE.
II – RENDENDO FACILE E SENZA INTRALCI LA PRIMA AMMISSIONE AL NOVIZIATO.
Esplico in poche parole la pratica dei due capisaldi, tale quale in origine furono sentiti.
I – Il pubblico deve sapere che esiste una Fratellanza di persone operanti, oranti, come meglio si crede opportuno per l’ambiente singolo, e che chiunque, ammalato fisico o morale, può ricorrere ad ESSA.
Nessuna legge restrittiva della medicina può impedire che un ammalato ricorra alla Fratellanza perché preghi per la sua guarigione, tanto più che bisogna avvisare che la Fratellanza non dà ricette né medicine (a questo si provvederà poi col tempo) e che l’ammalato deve farsi curare dal suo medico, obbedirgli e seguirne le prescrizioni. L’Accademia Pitagora di Bari ha un modello di schema da poter consegnare a tutti gli ammalati che ricorrono alla Fratellanza, leggermente modificato.
Non chiedere nessun compenso. Accogliere le domande e provvedere ad esse magari una volta sola la settimana dal capo del circolo o accademia.
Far comprendere che la FRATELLANZA rappresenta una forza attiva che dirige a beneficio dei petenti, ai quali si può ingiungere di pensare a ore determinate allo aiuto che si desidera. Far capire che la nostra è una religione di amore, e che i fattori del nostro aiuto sono fisicamente stabiliti come forze attive e benefiche, e che se a queste forze non si crede per fede, non importa, purché si chieda e, all’ora determinata, si pensi. Il vapore, per secoli, non si ritenne una forza ed ora muove le locomotive, vascelli, ecc. così il pensiero e certe forme di orazioni.
Un brevissimo foglietto di propaganda o un libretto di propaganda dovrebbe essere messo in circolazione dai circoli, a nome proprio, anche a titolo di esperimento, e ogni circolo dovrebbe avere una cassetta esteriore per ricevere le lettere anche firmate con iniziali, quando scritte di pugno dell’infermo.
Io potrei dare il testo di questa propaganda laica ma la cosa dovrebbe essere fatta gradualmente alla luce del sole, e perché il maestro dirigente un circolo disponesse di coadiuvanti, attivissimi, dovrebbero essere richiamati tutti gli ascritti alle precise operazioni rituali quotidiane, senza fiacchezza e senza interruzioni.
Questo il concetto esteriore e palese della Fratellanza nella sua attività iniziale.
II – Il rendere facile e senza intralci la prima ammissione è indispensabile per l’aumento rapido della ROSA, poiché non perdete di vista che gli effetti propiziati sono efficaci in ragione diretta del numero degli oranti.
Per questa ragione, oltre i tanti mezzi escogitati per fermare la compagine della Fratellanza a un nucleo ben epurato, la migliore idea pratica è di facilitare la prima iscrizione al noviziato e rendere difficile, e solo ai meritevoli, il montare ai gradini più alti.
La prima iscrizione ad un primo noviziato dovrebbe divenire facoltà di TUTTI, come il battesimo dei primi cristiani, con un rito sommario, di un iscritto (iniziatore), assistito da due altri iscritti. Questi neofiti o novizi dovrebbero avere una prima pagella sommaria e oltre agli impegni morali di conservarsi buono, onesto, altruista, correggersi dei propri difetti e vizi morali, l’obbligo di recitare il rito una volta al giorno.
La catena per il progresso degli iscritti è fondata su 12, vale a dire che il gran numero degli aderenti deve formarsi da 12 in 12. Non si passa ad anziani se non dopo avere iscritto 12 persone, ma ciascuno dei 12, a sua volta, deve farne altrettanti.
Le difficoltà create successivamente alla reale iscrizione degli aderenti hanno limitato il numero degli oranti, mentre se questa prima iscrizione è facilitata il numero cresce da sé.
Per ovviare ad inconvenienti di ordine materiale, si potrebbe stabilire che tutti i neo-iscritti non siano ammessi al circolo se non dopo un periodo di prova e dopo la iscrizione individuale di altri dodici da lui dipendenti.
Deve predominare in tutto la prescrizione dell’assoluta gratuità nei primi gradi, e se vi sono oblatori, nessuna oblazione deve essere versata a persone non insignite di carica nel circolo o accademia costituita.
Distinguere inoltre: l’ammalato profano che chiede semplicemente aiuto e gli iscritti, facendo a questi ultimi bene intendere che consigli in ogni evenienza devono ottenere e possono ottenere dagli anziani e più specialmente e direttamente dal loro anziano, per incamminarli in una retta via di filantropia bene intesa e senza misticismo.
A parte si avranno alcuni ragguagli del regolamento come fu in origine l’iniziatura al rito, ma di questo può tenersi conto nei gradi più avanzati.
Eccovi, cari fratelli, esplicati i due concetti fondamentali ed originali del principio della Miriam e vi prego, per l’avvenire della Fratellanza, di studiare ciascuno di voi il loro adattamento possibile nella cerchia da voi dipendente.
Soprattutto non restrizioni, e tanto meno sollecitazioni. Non date aiuto se non richiesto, non proponete la iscrizione a chi non la domanda, e il resto inesorabilmente verrà.
Non perdete di vista che la missione minima è la medicina del corpo umano e che la grande missione è di creare una Fratellanza eccelsa che per bontà, carità, rettitudine e solerzia deve dare esempio di una civiltà sana e umana, contro il vizio e l’ipocrisia sociale dove spesso l’apparenza nobile nasconde la realtà bruta e volgare.
Questo è il seme che fruttificherà passando di sopra e cancellando tutte le stolte iniquità e ingiustizie di sette decadute.
La Fratellanza dev’essere una SCHOLA esemplare e non una setta e svolgere la sua azione alla luce del sole.
L’iniziazione, che comporta un lavorio individuale per la conquista dei poteri psichici, deve invece rimanere riservata ai soli che ne perseguono il fine con assidua perseveranza e senza titubare.
Abbracciandovi, vi saluto fraternamente.
Giuliano Kremmerz”
Dissipando ogni equivoco, stigmatizzando ogni personalismo, settarismo elitario e misticismo, il Kremmerz volle prevenire eventuali mire da parte di chi avesse voluto utilizzare la struttura miriamica come anticamera d’attesa per l’accesso all’Ordine Egizio (pur lasciando aperto, in tal senso, uno spiraglio a chi si fosse disinteressatamente attivato a servizio dell’Opera Miriamica). Come volle pure scoraggiare chiunque avesse voluto servirsene come riserva di insegnamenti cui attingere per farne sfoggio nelle sedute massoniche di loggia. Inoltre con questa Circolare il Maestro Kremmerz ribadì in modo definitivo, sia per allora sia per i tempi futuri, gli scopi e la pratica funzione, pro salute populi, della Fratellanza e i confini entro cui i suoi Dirigenti avrebbero dovuto contenersi in ogni tempo, indipendentemente dal Suo diretto apporto e dalla Sua fisica presenza. Vi precisa pure di non voler essere considerato come il “fondatore e papa di questo ordine…” ma come “un fattore dell’opera a venire…” e cioè “uno strumento della Mente del consesso” che lo ha “scelto” nel Suo ruolo di Delegato Generale (cfr. Pragmatica Fondamentale Capo IV articolo 47).
Le Accademie presero così a funzionare regolarmente sotto la responsabile guida e il controllo dei due Maestri Preposti alle Circoscrizioni Nord e Sud (Jesboama e Cajetel) che rimasero comunque in stretto contatto col Maestro Kremmerz (ndr. ormai trasferitosi in pianta stabile a Beausoleil) sia per ogni loro bisogno di carattere iniziatico personale, sia per ogni magistrale consiglio relativo ai loro ruoli nella Fratellanza (ndr. come attestato dalla fitta corrispondenza in Archivio). Inoltre il Kremmerz, che dal Marzo 1913 aveva iniziato a divulgare tramite le Accademie le “Lunazioni I-II-III ciclo”, continuò senza interruzione a provvedervi personalmente, a vantaggio di tutti gli iscritti regolari alla Fratellanza.
Ma, nel mentre la Schola, rientrata nei confini dell’ortodossia, svolgeva la sua funzione filantropica e terapeutica nei confronti degli iscritti e degli infermi che per loro tramite richiedevano un aiuto, tutto un parterre di ambigui, quanto vecchi e nuovi personaggi, continuava a ruotarvi attorno, come fanno le mosche intorno al miele, alla ricerca di contatti o entrature che propiziassero rapide quanto pretenziose iniziazioni all’Ordine Egizio. Va detto che, all’infuori dei fidatissimi Benno, Jesboama e Cajetel, altri “allievi egizi” del Kremmerz (come, ad esempio, alcuni ex Presidi delle disattivate Accademie, o collaboratori e sostenitori già beneficati dalla generosità del Maestro) continuavano a perseguire i loro personalissimi scopi insistendo presso il Kremmerz con le loro petizioni in virtù del Suo ruolo di Maestro dell’Ordine Egizio e Segretario del Collegio Operante, nonostante il Suo ufficializzato “ritiro” dalla Schola.
Già dal 1913, però, stando ad alcuni appunti di Jesboama (ndr. consultabili nei nostri Archivi) pare che questo ruolo fosse stato disgiunto e inizia ad emergere il nome di “Ottaviano” dal Galleani individuato come quello del Maestro Segretario Generale dell’Ordine Egizio. Non possiamo attestare, in questa nostra ricostruzione storica, se questi appunti siano volutamente criptati dal Galleani o se fosse realmente difficile anche per lui decifrare e ricostruire le frammentarie informazioni ricevute dal Kremmerz su questo misterioso personaggio che egli identifica col cognome di Koch (?). Certo è che ai fini della Storia della Fratellanza di Miriam, l’entrata in scena di “Ottaviano”, non meglio identificabile sulla base di dati certi e inconfutabili, ma della cui esistenza non possiamo dubitare data la testimonianza scritta, sia del Galleani sia dello Stesso Maestro Kremmerz, oltre a consentirci di colmare varie lacune temporali, ben si inserisce nella logica ricostruzione dei fatti.
Annota Luciano Galleani che, con l’Ottobre 1916 Costui “è incaricato di ricevere, indirizzata al Maestro R.P. Ottaviano, tutta la corrispondenza scientifica “per incisi” (ndr. leggi: “in codice”) degli allievi già del Maestro Kremmerz e ciò per mezzo (durante la guerra) di un fratello che verrà scelto nella terna proposta dal Kremmez stesso” e formata da: Cajetel, Jesboama, Benno.
A conferma di quanto annotato dal Galleani, fa fede il contenuto della lettera datata 12/10/1916 del Kremmerz a lui indirizzata:
“Nell’8 giugno 1916 sono stato esonerato d’ufficio dalla direzione degli studi dei miei iscritti all’Or.Eg. perché l’Ordine di Gesù (Gesuiti) è in possesso di una copia del Corpus, vendutagli per una somma ingente. Si cerca il fedifrago. Intanto gli studenti eg.(izi) passano in blocco alla dipendenza dell’Or. Eg. per gli studi di antichità sacerdotale e alchimia tradizionale; tutti i loro rapporti devono avere la forma voluta di incisi e la corrispondenza deve essere intestata al Maestro R. P. Ottaviano; e la corrispondenza deve essere diretta a uno della terna da me proposta, Jesboama Cajetel e Benno; sapranno poi chi è il prescelto”
Il prescelto fu Benno (Domenico Lombardi) che, pur rivestendo il ruolo di Segretario Generale nella Fratellanza di Miriam, risiedeva a Napoli ed era anche il meno esposto, rispetto a Galleani e Borracci (Preposti alla dirigenza delle due Circoscrizioni a capo delle Accademie Vergiliana di Roma e Pitagora di Bari), a rapportarsi con le Cariche accademiali e con gli appartenenti ai Circoli esterni della Fratellanza. Inoltre, da quanto deducibile da alcuni documenti in Archivio, avendo egli già realizzato (a differenza di Jesboama e Cajetel) il Maestrato, era l’unico, come iscritto “diretto” all’Ordine Egizio, ad avere accesso a contatti diretti in via gerarchica e a poter essere personalmente edotto sulle identità e i livelli evolutivi dei “veri” allievi del Maestro.
Ma qualche osservazione ci è d’obbligo anche sull’episodio, lamentato dal Kremmerz, della vendita di una copia del “Corpus” ai Gesuiti. Da quanto ci risulta per tradizione orale quest’opera, attinta al patrimonio filosofico emetico di matrice egizia, indi volgarizzata ma mai pubblicata dal Kremmerz, era riservata ai suoi allievi diretti e indiretti, e costituiva la parte preparatoria e teorica dell’insegnamento ermetico, vale a dire un approfondimento meglio ri-velato delle dottrine già divulgate in forma più exoterica e letteraria nel Mondo Secreto e in altri scritti del Maestro. Fermo restando che ciò che riguardava l’istruzione pratica, gli strumenti rituali, e la trasmissione iniziatica vera e propria, era comunicato oralmente ad personam, da bocca a orecchio, e in forma del tutto riservata. Ciò premesso, questo episodio che sebbene increscioso assume una valenza relativa inquadrandolo in un’ottica odierna, dovette suscitare per quel tempo un certo scalpore e creare seri fastidi al Kremmerz; e non tanto per i contenuti dell’opera in questione, quanto per la perdita di fiducia verso quei discepoli così generosamente beneficati e resisi rei, ai Suoi (e non solo Suoi) occhi persino di simonia! L’Ordine Egizio, dal canto suo, non poté che provvedere alla situazione venutasi a creare, tirando ulteriormente i remi in barca (ndr. e la scelta di un Maestro, sconosciuto ai più, come Segretario Generale, fu in tal senso determinante) e togliendo il Kremmerz dall’ambascia, con il passaggio dei Suoi allievi al doppio filtro del Maestro Benno e del Segretario Generale del Grande Ordine Egiziano, R. P. Ottaviano, un capestro nel quale è molto probabile che il “fedifrago” rimase imbrigliato. (Ndr. torneremo in proseguo su questo episodio e ne valuteremo ripercussioni e conseguenze fino ai giorni nostri).
Ricapitolando, la situazione della Schola-Fratellanza a quel momento (I916-1918), così come emerge dalla nostra documentazione d’Archivio, era la seguente:
Delegazione Generale del Maestro Kremmerz: rapporti con i soli Maestri Preposti alle Due Circoscrizioni e col Segretario Generale Domenico Lombardi
Segreteria Generale del Maestro Benno: rapporti diretti col Kremmerz e con i Preposti alle Circoscrizioni, nonché rapporti diretti col Segretario Generale dell’Ordine Egizio R. P. Ottaviano
Circoscrizione Centro-Nord sotto la giurisdizione del Maestro Jesboama: rapporti con le cariche accademiali della Vergiliana di Roma e rapporti, soprattutto epistolari (come testimoniato dalla fitta corrispondenza in Archivio) con vari Fratelli regolarmente iscritti per il suo tramite e da questa Accademia dipendenti
Circoscrizione Sud sotto la giurisdizione del Maestro Cajetel: rapporti con le cariche accademiali della Pitagora di Bari e rapporti con vari Fratelli regolarmente iscritti per il suo tramite e da questa Accademia dipendenti.
L’Ordine Egizio, ancora presente in Sede, continuava a vegliare direttamente sulla Fratellanza di Miriam, tramite il Maestro (incognito e/o non manifesto) Segretario Generale dell’Ordine R. P. Ottaviano, tramite il Maestro J. M. Kremm-Erz, e tramite l’intermediazione del Segretario Generale Della Fratellanza, Maestro Benno.
Cap.12) Interruzione dei contatti con il Grande Ordine Egiziano
Disposizioni, istruzioni e mandati per consentire il regolare funzionamento dei Circoli esterni e delle due Accademie autorizzate (Vergiliana e Pitagorica) della Fratellanza di Miriam, erano stati ormai definiti entro i confini dell’ortodossia, nel mentre, a causa dell’immaturità dei tempi e degli uomini, null’altro era possibile trasferire per la costituzione, come da Pragmatica Fondamentale, di un Circolo Interno (di Discepoli integrali e Terapeuti) meritevole della fiducia del Delegato Generale (Kremmerz) del Segretario Generale (Benno), dei Maestri Preposti alle due Circoscrizioni (Jesboama e Cajetel) e, ancor più, dell’Ordine Egizio.
Fermo restando quindi, lo status quo, il programma di trasferimento della Tradizione Iniziatica nel contenitore miriamico subì una pausa d’arresto, pausa che, come vedremo in seguito, perdurò lunghi anni, ma che comunque non inficiò la continuità dell’opera pro salute populi, sia terapeutica sia di primo collegamento alla Catena Iniziatica, della ormai riattivata e consolidata Fratellanza di Miriam, come via via documenteremo.
Fu così che Il Grande Ordine Egiziano dispose la dipartita dei Suoi Vertici per altri lidi e, come attesta l’annotazione del Galleani (Jesboama), incaricò il Suo Segretario Generale, Maestro R. P. Ottaviano, di trasferire quanto concernente il Suo Archivio, unitamente alla sua Persona, oltre oceano:
“Nel 1919 nella sua qualità di Segretario dell’Or. Eg. il Maestro R.P. Ottaviano portò tutto l’Archivio dell’Ordine Egizio prima a Malta, poi a New Jork, ove ora (n.d.r. da intendersi nel 1920/21) egli abita”.
A ben riflettere, l’annotazione del Galleani, per quanto possa apparire asettica, è in realtà molto eloquente e precisa (ndr. rispetto ad altre sue annotazioni): egli avrebbe potuto annotare semplicemente la dipartita dell’Ordine Egizio, invece, ponendo l’accento su “tutto l’Archivio” e sui suoi transiti (prima a Malta e poi a New Jork ove ora egli abita, ndr. e quindi ove ora l’Archivio sta), non solo pare sicuro di tale dettagliata informazione, ma lascia trapelare il suo personale interesse verso quest’Archivio. Evidentemente egli ben sapeva che con quell’Archivio partiva anche la possibilità per sé, come per chiunque altro, di ulteriori istruzioni e conferme di carattere iniziatico che il Maestro Kremmerz, nel Suo ruolo di Delegato Generale della Schola Ermetica, poteva sì trasferire, ma non convalidare (ndr. come attestato sia dalla tradizione orale della Schola, sia da quella scritta).
Se così non fosse stato (ndr. e così non fosse ancora oggi nella Fratellanza di Miriam) il percorso evolutivo di un neofita sarebbe totalmente condizionato dal rapporto interpersonale col suo Maestro iniziatore e, cessato per un motivo o per l’altro questo rapporto, egli potrebbe trovarsi o abbandonato a sé stesso a metà dell’opera, o privato di un ortodosso campo d’applicazione del livello di Maestrato conseguito. Al contrario, l’appartenenza a un Organismo Iniziatico (ndr. come la Fratellanza di Miriam nella Sua Continuità ortodossa e l’Ordine Egizio, quando è presente in Sede) nel mentre rafforza e contemporaneamente regima questo rapporto interpersonale di fiducia fra Discepolo e Maestro, garantisce la continuità della trasmissione iniziatica e la convalida del livello evolutivo effettivamente conseguito. L’Organismo Iniziatico, inoltre, sopperisce a tutte le contingenze della vita e a quegli umani limiti con cui tutti gli esseri incarnati si trovano a dover lottare, anche se sono magistralmente evoluti. Infatti, fornendo un campo d’applicazione consono alla finalità pattuita, consente la realizzazione in atto del Discepolato e/o del Maestrato coerentemente e proporzionalmente alle virtù inerenti e realmente acquisite per quella finalità, con il conferimento di un preciso compito o di uno specifico “Mandato”: ciò, contemperandone le responsabilità, preserva da eventuali errori di valutazione colui che agisce su incarico o Mandato, e da rischi di prevaricazione, ogni appartenente allo stesso Organismo Iniziatico in cui il compito o il Mandato vengono esercitati.
Ma chiudendo questa doverosa parentesi, esplicativa per chi non fosse addentro a certe questioni, va solo aggiunto e sottolineato, in relazione al periodo storico della Fratellanza di Miriam preso in esame, che dal 1919 non fu più possibile né ricevere CONFERMA dell’effettivo passaggio nei Circoli Interni della Fratellanza di Miriam, né tanto meno CONVALIDA di “Iscrizioni Dirette” al Grande Ordine Egiziano, salva la trasmissione da parte del Kremmerz, nella Sua qualità di Maestro Iniziatore e Delegato Generale della Schola Ermetica, di Istruzioni o conferimenti trasferiti ad personam e sotto la Sua esclusiva responsabilità.
Cap. 13) Altre testimonianze documentali sulla Storia della Fratellanza fino agli Anni Venti e alla morte di Luciano Galleani
Nell’Archivio documenti cui si rimanda, possono essere visionate dal lettore, varie testimonianze documentali a supporto delle attività della Fratellanza fino agli Anni Venti.
Ma soprattutto in relazione all’Accademia Vergiliana, è presente nei nostri Archivi cartacei una fitta corrispondenza relativa all’attività terapeutica dei suoi appartenenti. Va comunque precisato che pochi, fra gli iscritti corrispondenti alla Vergiliana conoscevano la vera identità del Maestro Jesboama preposto alla Circoscrizione della Miriam per il Centro e il Nord Italia ed Egli, residente a Pisa, sovrintendeva quasi in incognito, data forse la sua posizione sociale (ndr. era stato Prefetto del Regno) all’andamento iniziatico e terapeutico dell’Accademia romana, mentre tutti facevano capo al Presidente della stessa Pietro Bornia.
L’interessamento del Maestro Kremmerz, non solo nei confronti dei Preposti all’andamento della Fratellanza, ma anche nel controllo di quello delle Accademie, risalta nella Sua lettera a Galleani del 26/6/1920 (cfr. l’originale in: quarto quesito), scritta da Beausoleil, da cui si stralcia quanto segue:
“Verrò presto; devo parlarti delle cose nostre e di ciò che si fa a Roma dai nostri amici. Se te ne incarichi va benissimo, se non ti senti a ciò disposto, sciolgo tutto, perché non mi sento di far il geronte responsale della musica strampalata che colà si suona”.
Con questa lapidaria frase il Kremmerz pare prendere le distanze dall’andamento dell’Accademia romana che evidentemente si andava sempre più discostando dalle norme sancite e pattuite nella Pragmatica Fondamentale del 1909, con l’Ordine Egizio. Tant’è che nel Gennaio successivo Egli vi si recò di persona, tenendo delle conferenze nella sede di via Quattro Fontane, come meglio documenteremo in proseguo.
Rimandiamo inoltre alla seconda parte della Storia della Fratellanza (2° periodo: dal 1921 al 1948 –su questo stesso sito), per le notizie più dettagliate e documentate su Luciano Galleani (Jesboama) la cui riservata identità è confermata dall’assenza di riferimenti alla sua persona da parte di tutti quei compilatori che nell’arco di circa un secolo si sono arrogati il diritto di scrivere fantomatiche “storie” sulla Fratellanza di Miriam di Giuliano Kremmerz e sui suoi Preposti e Responsabili.Attingeremo direttamente all’Autobiografia (inedita) del Galleani per meglio comprenderne la personalità iniziatica ed apprendere, dal suo stesso racconto, quando e come entrò in contatto col Maestro Kremmerz e la Sua Schola.
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