“Associazione Culturale” a S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam

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Segnalazioni di novembre

 

in ordine cronologico

19 novembre 2009

A Napoli nuovo ciclo di conferenze 2009-2010
"Come alla corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza"

Anche quest’anno continuano le conferenze di “Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza”, tenute al Centro Congressi Federico II, in via Partenope 36 Napoli e organizzate dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.
continua

29 novembre 2006

 Da Le Scienze om line del 23/11/’06

“ DEGENERAZIONE MACULARE SENILE: TROVATO IL GENE DELLA FORMA AGGRESSIVA- È la prima causa di cecità nelle persone over 50”

Una variante di un gene aumenta il rischio di sviluppare la forma “umida” della degenerazione maculare senile, che rappresenta la più importante causa di cecità nella popolazione ultracinquantenne. La scoperta è stata fatta da ricercatori della Yale School of Medicine, che ne danno notizia sull’ultimo numero di “Science”.
La degenerazione maculare, che porta a una progressiva perdita della visione centrale, si presenta in due forme: quella “secca”, che progredisce lentamente nel corso di molti anni, e quella “umida” che è molto più aggressiva.
Lo scorso anno lo stesso gruppo di ricerca diretto da Josephine Hoh aveva identificato un gene legato alla forma secca e scoperto che entrambe le forme erano correlate a una variante nel gene CFH (complement factor H), che esprime una molecola coinvolta nella risposta infiammatoria dell’organismo ad agenti patogeni.
Nel nuovo studio Hoh e collaboratori hanno scoperto che il rischio di sviluppare la malattia nella sua forma più grave è fortemente condizionato dalla presenza di un polimorfismo a singolo nucleotide (ossia nel cambiamento di una sola base nucleotidica nella sequenza del gene) a carico del gene HTRA1 presente sul cromosoma 10. In particolare, mentre la variante del gene CFH porta alla lenta formazione a livello retinico di depositi di materiali metabolici di scarto, la proteina espressa dal gene HTRA1 influenza lo sviluppo dei vasi sanguigni nella retina, il carattere distintivo della foma umida della maculopatia.
La compresenza di entrambi i meccanismi, pur alquanto rara, porta alle forme più complesse della patologia.

 

28 novembre 2006

 Da Repubblica del 24 Novembre 2006

Oggi una nuova ricerca inglese ed americana ridimensiona le similitudini fra gli uomini basate sui geni. “Da una nuova lettura del genoma le variazioni fra uomo e uomo si sono rivelate più numerose e voluminose. Arrivano a comprendere il 12 per cento del Dna”. E ben tre riviste scientifiche pubblicano lo studio in contemporanea: Nature, Nature Genetics e Genome Research. Rispetto al 2001, quando venne annunciata la lettura completa del Dna umano, si è capito che “un Dna umano” in realtà non esiste, poiché all’interno dell’uomo i geni si possono presentare in forme molteplici. Tramonta così l’idea del genoma come filo ordinato e coerente che unisce l’umanità e risorge quella definizione di “identità molecolare”, espressa più di un secolo fa da Sir A. Garrod, medico inglese che non riusciva a capacitarsi di come il metabolismo potesse essere così variabile fra gli individui.



9 novembre 2006

 A Napoli presso il Centro Congressi “Federico II”, Via Partenope 36

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parte il ciclo di incontri 2006-2007 “COME ALLA CORTE DI FEDERICO II–  OVVERO PARLANDO E RIPARLANDO DI SCIENZA ”, organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il programma prevede, fra i numerosi incontri:

- 16 Novembre 2006 : “Immersi nelle onde…elettromagnetiche! Siamo viziati o siamo inquinati?” di Giorgio Franceschetti (Un. Federico II)

-  21 Dicembre 2006 : “Il DNA ricombinato. Una vera rivoluzione?” di Roberto Di Lauro (Un. Federico II)

- 15 Marzo  2007 : “Educazione scientifica. Una fisica più accessibile ed attraente” di Elena Sassi (Un. Federico II)

- 19 Aprile 2007 : “Genetica e Cultura nella medicina contemporanea” di Lucio Luzzatto (Ist. Toscano tumori)

- 17 Maggio 2007 : “Il principio di relatività. Galilei, Newton ed Einstein” di Antonio Romano (Un. Federico II)

Di alcune conferenze, fra le più interessanti, daremo un breve resoconto, così come abbiamo fatto per il ciclo 2005-2006.

 

3 novembre 2006

Da Repubblica 21 Ottobre 2007 “E’ ITALIANO L’UOMO PIU’ ANTICO D’EUROPA” di Luigi Bignami

Un milione e settecentomila anni fa nel Gargano, in prossimità delle Cave di Pirro Nord, presso Apricena, in provincia di Foggia,  vissero gli uomini d’Europa più antichi finora scoperti. Infatti le aree europee ove sono state trovate testimonianze di uomini così antichi si trovano in Spagna, ma sono più recenti di quelli del Gargano in Puglia: hanno meno di un milione di anni. I reperti del Gargano sono stati portati alla luce da una ricerca di varie università italiane (Torino, Roma, Firenze, Ferrara) e i cui dettagli saranno pubblicati sul prossimo numero del National Geographic (in edicola per il 28 Ottobre). Hanno un valore altissimo: si tratta di schegge in selce ottenute grazie ad una tecnica di percussione diretta alla pietra dura. E questo dice che quegli uomini erano già in possesso di un comportamento tecnologico complesso. La scoperta riapre una vecchia diatriba tra gli scienziati sulla provenienza dell’uomo nel bacino del Mediterraneo.

16 novembre 2005

Dalla Rivista HERA –
Anno VI – N° 69 – Ottobre 2005.
Marco Merlini: “La più antica civiltà europea” (pp.52-57)

“Ex Occidente lux?”. Questo l’interrogativo proposto dall’interessante articolo di M. Merlini, direttore dell’Institute of Archaemythology di Sebastopol...
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16 novembre 2005

Da visitare


A piedi o in bicicletta “il PARCO della CAFFARELLA” alla scoperta di un angolo di campagna romana attraversata dal fiume Almone, legato alle origini mitiche di Roma, ricordato dalle cronache del tempo...
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16 novembre 2005

Dalla Rivista “Scienza e Conoscenza”
– Anno 4-Numero 14- IV trimestre 2005 – (Macroedizioni)

Ferdinando Catalano : “L’autocoscienza dell’Universo” (pp.26-30)
Da circa 20 anni – scrive l’autore – in Cosmologia è stato introdotto un principi...
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